Gli equinozi: un “equilibrio tra rumori e silenzi”

Cyril Pedrosa ci presenta un’opera straordinaria in cui colori, immagini e testi scritti sono fusi insieme e attraversano ogni fase dell’esistenza.

Gli equinozi: un “equilibrio tra rumori e silenzi”Gli Equinozi è l’ultimo libro dell’acclamato autore di Portugal, , pubblicato da in Italia a brevissima distanza dalla sua uscita in Francia.

Gli Equinozi è un romanzo lungo, denso, polifonico. Le quattro stagioni, a cominciare dall’autunno, scandiscono il tempo delle diverse storie che si intrecciano nei quattro macrocapitoli corrispondenti.

Durante lo sviluppo di quest’arco temporale, Pedrosa segue le vicende di alcuni personaggi di diverse generazioni, ognuno alle prese con un momento delicato della propria esistenza.

Tra gli altri, ci sono una ragazzina adolescente, intenta a riprodurre la realtà con il suo taccuino; un papà ortodontista e divorziato, incompreso e solitario, che si interroga sul senso della vita; una giovane donna, con un trascorso difficile, che, smarrita, va in cerca di volti da “fissare” con la sua Nikon; un anziano signore, ex militante del Pc, disilluso dalla politica, che si avvia verso la fine della sua esistenza e cerca di lasciare una piccola eredità di se stesso.

Nella rappresentazione di questo grande affresco umano, Pedrosa alterna le immagini ai testi scritti, registrazioni di flussi di coscienza e pensieri inespressi. Questi testi prendono corpo a partire da un’immagine bloccata da uno scatto, una fotografia da cui si apre una finestra sul profondo di un personaggio.

Fotografare per tentare di trattenere quel barlume di verità umana, singolare, e che tuttavia ci anima tutti. Inquadrarlo con precisione e prudenza. Dolcemente, in punta di polpastrelli. Mostrarlo. Dagli l’importanza che gli spetta. Quella di un infimo atomo, ma necessario nell’infinito delle particelle in movimento. Tutte indispensabili le une alle altre”.

L’immediatezza dello scorrere delle immagini subisce così un rallentamento improvviso: davanti al testo scritto il lettore è obbligato a confrontarsi con l’interiorità del personaggio, e le vicende intime trascendono le individualità per diventare momenti di riflessione sulla condizione umana.

Gli equinozi: un “equilibrio tra rumori e silenzi”

Pedrosa prosegue sul piano della ricerca esistenziale di Portugal, ma stavolta va oltre il punto di vista del singolo ed estende questa ricerca a livello corale, indagando l’umanità attraverso diverse età, esperienze, provenienze sociali e culturali. Non c’è un unico protagonista, ma l’insieme delle storie, dei momenti dell’anno, delle ambientazioni sono tutti elementi essenziali per la costruzione dell’opera, sapientemente articolata attraverso corrispondenze e alternanze.

Gli equinozi, infatti, rappresentano i giorni dell’anno in cui vi è una perfetta suddivisione tra giorno e notte, tra luce e ombra. Su quest’equilibro si basa anche la struttura del volume; le singole introduzioni dai capitoli, brevi excursus illustrati dell’esperienza quotidiana di un ragazzino dell’epoca neolitica che non fanno che rafforzare la percezione di un unico filo che lega tutte le vicende tra loro e, contemporaneamente, alla storia del mondo e all’appartenenza ad una specie comune.

Gli equinozi: un “equilibrio tra rumori e silenzi”Se grande spazio è riservato all’interiorità e ai pensieri, poco invece è quello riservato ai dialoghi, come a sottolineare le difficoltà della comunicazione. Il silenzio è elemento comune a tutte le storie; al contrario, la musica spesso si diffonde tra le pagine: sono le note degli Smiths a superare i confini tra le vicende. La musica diventa veicolo di unione e comunicazione tra generazioni.

La sperimentazione narrativa procede di pari passo con quella grafica: ancora una volta il colore è un elemento fondamentale nella storia ed evolve nel procedere delle stagioni, adattandosi e trasformandosi. L’autunno assume così toni acquerellati rosso-bruni e grigio opachi; l’inverno è cupo, privo di luce,  trionfano il carboncino e la matita; la primavera è un’esplosione di pastelli colorati azzurri, verde e rosa, infine l’estate assume colori vivaci e luminosi, contorni netti e privi di ombreggiature.
L’evoluzione dei colori riflette il movimento dei personaggi, il loro cammino per restare in piedi, per rialzarsi dopo essere inciampati mille volte nei propri limiti.

Nel raccontare tutta questa complessità, Pedrosa sperimenta un linguaggio fatto di una varietà di illustrazioni, gamme cromatiche, pagine scritte,impossibile da rinchiudere all’interno di un unico genere letterario. Nonostante ognuno di questi dettagli meriti di essere osservato e contemplato, l’autore non perde in semplicità e immediatezza, e riesce a rendere visibili ricordi, sensazioni, e quelle istantanee, miracolose e irripetibili percezioni del senso della vita.

Forse tutto questo non porta da nessuna parte, ma quest’istante, questa mattina, le sembrano restituire un poco di senso alla sua esistenza. Come se finalmente la vita valesse la pena.”

Abbiamo parlato di:
Gli equinozi
Cyril Pedrosa
Traduzione di Michele Foschini
Bao Publishing, ottobre 2015
330 pagine, cartonato, colore –33,00 €
ISBN: 978-88-6543-492-5

Gli equinozi: un “equilibrio tra rumori e silenzi”

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inizio