Le entusiasmanti avventure di Tito Faraci e del suo amico Sio

Con "Le entusiasmanti avventure di Max Middlestone e del suo cane alto trecento metri" Tito Faraci e Sio danno vita a un divertente esperimento fumettistico.

Origini di un team up

L’affinità tra lo stile narrativo di , nome ormai noto agli appassionati di fumetto italiano, visto il successo con cui sono stati accolti suoi webcomic e il successivo passaggio su carta, e è nota: in diverse interviste l’autore di Scottecs ha dichiarato che la sua attitudine a un umorismo di stampo demenziale deriva in buona parte dalla comicità che Faraci aveva messo in campo nei suoi lavori per Disney a metà anni Novanta, specialmente sulla testata Ridi Topolino.

Di conseguenza si è rivelata felice l’intuizione dello sceneggiatore di Gallarate di creare un contatto proprio con Sio, invitandolo nel 2015 a sceneggiare storie per Topolino: durante quest’esperienza i due hanno potuto anche scrivere a quattro mani alcuni articoli per la testata disneyana, che sfruttando proprio quel particolare tipo di umorismo sembravano rievocare editoriali che vent’anni fa caratterizzavano le pagine di Topolino e di PKNA.

Le entusiasmanti avventure di Tito Faraci e del suo amico SioOra la collaborazione tra Faraci e Sio trova uno sbocco più articolato: il risultato è Le entusiasmanti avventure di Max Middlestone e del suo cane alto trecento metri, un libro molto particolare pubblicato da Editore.

Decostruire il fumetto

Fin dai primi anni della sua esperienza disneyana, Tito Faraci ha frequentemente messo in atto un’operazione di decostruzione del fumetto Disney e dei suoi interpreti, in particolare del personaggio di Topolino.
Attraverso trame di vario genere, infatti, le storie di Faraci andavano spesso a ironizzare su alcune caratteristiche dei protagonisti, da decenni prese come assiomi, mostrando come si poteva ridere e sorridere anche in modo sottilmente metatestuale, pur nell’ambito di un fumetto popolare.

Questo esperimento di “smontaggio” è decisamente affascinante, ma non privo di rischi, primo fra tutti la difficoltà di portarlo avanti nel tempo: dopo aver smontato pezzo per pezzo un sistema, infatti, continuare a concentrarsi su un’operazione del genere non riesce più a sortire gli effetti delle prime volte.
Ma se si sposta tale approccio in un altro contesto, magari allargando l’insieme di riferimento, ecco che la decostruzione può dare ancora frutti positivi.

È il caso di Le entusiasmanti avventure…, che mette a nudo il processo intermedio che porta alla realizzazione finale di un qualunque fumetto: il passaggio dalla sceneggiatura alla tavola disegnata.

Il libro è infatti composto in modo che le pagine pari siano dedicate alla sceneggiatura scritta da Faraci, mentre le facciate dispari, a fianco, mostrino la relativa pagina di sceneggiatura trasformata in fumetto.
L’idea vincente però è un’altra: i disegni di Sio, infatti, travisano in modo consapevole ma assolutamente spassoso le varie indicazioni dello sceneggiatore, portando così nelle vignette situazioni surreali che funzionano proprio nel confronto con la pagina dattiloscritta.

Le entusiasmanti avventure di Tito Faraci e del suo amico Sio

Dalla Russia con errore

La trama vede Gregory Rosboff alla ricerca della sorella gemella perduta: recatosi in Russia insieme al fido braccio destro Cervo di Legno, si trova invischiato nei tentativi di un colpo di stato per rovesciare lo zar nella Russia di fine Ottocento, situazione in cui combatte valorosamente pur di raggiungere il proprio obiettivo.
Tito Faraci costruisce una storia che attinge chiaramente a materiale di stampo classico della narrativa: il viaggio, la volontà di ritrovare qualcuno di caro, l’azione, le sparatorie sono tutti elementi che ricordano i romanzi d’appendice, in una tradizione narrativa che va da I promessi sposi a Guerra e pace, con una spruzzata di Jules Verne.

L’ironia è comunque presente anche nella fase di sceneggiatura, soprattutto attraverso alcuni dialoghi volutamente poco credibili che prestano il fianco all’interpretazione grafica che ne dà Sio, e esclamazioni iperboliche che sembrano fare il verso a quelle di Tex; è però chiaro che non si cela qui il motore della comicità del libro.
È infatti nella traduzione in tavole che il lettore può godere del risultato finale: Sio infatti non si risparmia, e sfrutta ogni possibile gioco di parole e dualità di significato per riempire le vignette di elementi fuori contesto e assurdità assortite che fanno tanto più ridere quanto il collegamento con ciò che si trova in sceneggiatura è maggiormente surreale.
Se Faraci specifica che la pistola deve avere il cane si può star certi di trovar disegnato l’animale, se si descrive una santabarbara Sio rappresenta nel gruppo di personaggi la Santa con tanto di ali e aureola.

Ma questi “equivoci” vengono riservati anche alle tipiche indicazioni tecniche di sceneggiatura, come piano americano e inquadrature dall’alto, che vengono intese alla lettera: anche per rendere più chiaro questo tipo di comicità, il volume si apre con un breve vademecum che illustra ai non addetti ai lavori il significato di certe espressioni (anch’esso illustrato in modo dissacrante da Sio).

Le entusiasmanti avventure di Tito Faraci e del suo amico Sio

Il frutto di questo rimpallo tra sceneggiatura seria e disegni disorientanti di Sio è un prodotto decisamente peculiare e che ha ben pochi precedenti, specie in un’ottica produttiva importante come quella garantita da un editore come Feltrinelli.

È però un libro che corre il rischio di non essere capito appieno nel proprio potenziale e nella propria consapevolezza dal pubblico generalista, che potrebbe facilmente bollare il testo come qualcosa di semplicemente sciocco senza riuscire a cogliere la consapevolezza del linguaggio fumettistico e della comicità che può scaturire da certe soluzioni. Consapevolezza che si evince dalle due tavole extra-narrazione collocate poco prima della chiusura, dove il protagonista del libro che stava leggendo Cervo di Legno esprime in qualche modo il significato metanarrativo dell’esperimento.

Le entusiasmanti avventure di Max Middlestone e del suo cane alto trecento metri è un prodotto folle, ma c’è lucidità in questa follia: il risultato è un libro così strano da risultare un divertissement riuscito.

Abbiamo parlato di:
Le entusiasmanti avventure di Max Middlestone e del suo cane alto trecento metri
Tito Faraci, Sio
Feltrinelli Editore, ottobre 2016
123 pagine, brossurato, bianco e nero – 14,00 €
ISBN: 978-88-07-49209-9

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