Garth Ennis – Hellblazer: Sangue reale

Con la run "Sangue reale", Garth Ennis mostra una crescente confidenza con il personaggio di Costantine e si concede una divertita puntata nei territori della satira sociopolitica.
Articolo aggiornato il 08/07/2017

Garth Ennis - Hellblazer: Sangue realeParlavamo di guai che continuano a seguire John ed eccoli far capolino anche nel ciclo seguente, Sangue reale, che mette Constantine alle prese con un pericoloso demone che, impossessatosi di un umano, compie macabri ed efferati omicidi in giro per la città.

Cresce la confidenza dell’autore con il personaggio ed Ennis si concede una divertita puntata nei territori della satira sociopolitica, con una descrizione sopra le righe di un esclusivo club per miliardari e potenti nel quale si commettono ogni genere di astruse (e talvolta ridicole) deviazioni sessuali e crimini di ogni tipo.
Il commentario politico è esasperato dal fatto che l’uomo posseduto dal demone è un reale d’Inghilterra (e certe immagini lasciano ben pochi dubbi sulla sua precisa identità) e fra questa scelta e alcuni gustosi quadretti ambientati nel club e che coinvolgono altri Reali, il volume si connota come uno dei più politici e polemici del giovane scrittore irlandese.

Garth Ennis - Hellblazer: Sangue reale
Illustrazione di William Simpson, dal n. 52, p. 1. © dc Comics/Vertigo

Questo avviene, forse per la prima volta, a scapito dell’iterazione di John con i comprimari classici della serie, che sono talvolta relegati in secondo piano, ma ne esce rafforzato un nuovo personaggio, Niegel (il sensitivo “comunista”), che tornerà più avanti in alcune occasioni.
Abbiamo di fronte il volume più violento e morboso dal punto di vista grafico dell’intera gestione, e William Simpson, ormai rodato e a suo agio con determinati temi, reagisce agli input dello scrittore mettendo in scena un discreto circo degli orrori, con alcune notevoli splash page e vignette che grondano sangue, squartamenti, cannibalismo, fetish, cadaveri spellati, demoni abbarbicati su cervelli e tanto altro ancora.

Si conferma anche l’iconoclastia, la forte irriverenza e il gusto per lo sfottò di Constantine, che va a nozze quando si tratta di avere a che fare con politicanti e nobili: non saranno poche le soddisfazioni che si toglierà (1) in certi divertenti siparietti.
Alcune delle note a margine sparse dall’autore lungo quest’arco narrativo paiono retoriche e melodrammatiche ma si tratta di difetti minimi, comprensibili data l’età e la buona qualità media del suo lavoro.


Note:
  1. In una sequenza di Rivelazioni, John lavora di magia per far sniffare a un reale le ceneri di un suo parente, facendogli credere si trattasse di cocaina. 

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