Approfondimenti

Dylan Dog: i personaggi nel nuovo corso 3) Antagonisti

Non esiste un eroe senza una sua ombra: il nostro punto sui nuovi antagonisti dell'indagatore dell'incubo conclude il nostro speciale su Dylan Dog.

Nella prima parte di questo approfondimento abbiamo analizzato il protagonista. Nella seconda sono stati protagonisti Bloch, Groucho e Jenkins.

I cattivi ricorrenti – Nora, Gus e l’uomo dei sogni

Dylan Dog: i personaggi nel nuovo corso  3) AntagonistiFigli diretti della continuity, Nora e Gus, che compaiono in “Mai più, ispettore Bloch” e “La morta non dimentica” di , costituiscono una sorta di tormentone da dark comedy per la serie, ricordando quel filone di cattivi sfortunati dei cartoni animati, come Wile E. Coyote o Dick Dastardly, che si affannano a cercare, con espedienti ingegnosi, ma in ultima istanza sfortunati, una vendetta sull’eroe destinata a non avverarsi mai. Nonostante abbiano avuto l’onore dei riflettori per due numeri, forse il fatto di coabitare, in entrambi i casi, con il nuovo ispettore Bloch, li ha mantenuti su caratterizzazioni bidimensionali e anti empatiche, da cui difficilmente potranno riscattarsi in futuro.

Ce li aspettiamo, nelle prossime apparizioni, nuovamente corrosi dal livore verso l’inquilino di Craven Road e verso tutto il mondo insieme a lui, se possibile ancora più sadici, e destinati a subire effetti progressivamente più devastanti (ok, per Nora ormai è difficile anche solo immaginarli) sui loro corpi in decadimento di esseri immortali. Ci attendono frasi di commiato al pari di: “Per vendicarci Gus! Per vendicarci”, “Su tutti, Gus, su tutti”. Il loro è un gioco al rialzo divertente, che rimpolpa in maniera originale un filone “brillante” tradizionalmente florido per la testata. Ma ovviamente si mantengono sul versante dei contributi di alleggerimento forse necessari, di certo non memorabili.

Dylan Dog: i personaggi nel nuovo corso  3) AntagonistiQuello che potrebbe essere ben più interessante in chiave horror è invece l’antagonista de “L’uomo dei tuoi sogni”, sempre a firma Barbato. Un essere che ha un suo peculiare rapporto con i ricordi e quindi, oltre a rappresentare un adeguato e originale villain negli equilibri della testata, ha una lettura meta narrativa che lo porta a sposarsi in modo naturale con il processo mutevole di riempimento della mitologia e della continuity della serie.

Basti osservare la dinamica del primo scontro con questo nuovo mostro: Dylan precipita in un incubo che lo mette a nudo e inquina il concetto di passato che abbiamo di lui. I bauli chiusi, i tanti sporchi segreti: le ombre dell’indagatore. C’è anche spazio per uno squarcio oscuro su un futuro di sangue. E nel finale è salatissimo il prezzo da pagare: l’indagatore che ama per essere amato rinuncia all’amore che una ragazza prova per lui.

L’uomo dei sogni della Barbato, per ora apparso in un solo volume, è un cattivo che ci auguriamo divenga ricorrente.

L’antitesi – John Ghost

Dylan Dog: i personaggi nel nuovo corso  3) AntagonistiIn ogni avventura che si rispetti, è necessario che l’eroe abbia una sua ombra. Per il sceneggiatore, prendere le redini di è stata l’occasione di imporre un nuovo villain di rilievo, un villain da lui costruito.
“Al servizio del caos” ha così introdotto John Ghost.

In un post sul blog del curatore, si sottolineava la necessaria distinzione fra il concetto di nemesi (giustizia compensativa) e di antitesi (opposto): John Ghost è pensato come antitesi di , anzitutto dal punto di vista meramente estetico.
Se il giovane Rupert Everett, con i suoi lineamenti allungati, liquidi, il suo intenso sguardo romantico, era il modello del primo Dylan, l’irlandese Michael Fassbender, con i suoi occhi decisi, la mascella quadrata, l’ovale più proporzionato e un posizionamento nello spazio solido, quasi sfrontato, ispira Angelo Stano per il character design di Ghost. Se Dylan è nero e rosso, il nuovo nemico va verso tonalità chiare, in un deciso contrasto cromatico.
Sempre dallo stesso post del blog di Recchioni:

Bello. Freddo. Dotato di una spietata intelligenza. Ricco. Ama le cose di lusso e si circonda di arte. […] Non ama il cinema ma quando vuole rilassarsi ama i videogiochi. È un profondo conoscitore della tecnologia moderna e un abile manipolatore dei mass media. Ma la sua verità passione è l’animo umano. La sua citazione favorita è: “fai ciò che vuoi” di Aleister Crowley. Il campo in cui John Ghost eccelle è il caos.

John Ghost, oltre a presentare molti evidenti punti in comune con il figlio precedente di Recchioni, John Doe, è tutto quello che Dylan non è, tutto quello che Dylan non vorrebbe mai essere. È stato ritagliato per avere un approccio nella vita complementare a quello dell’indagatore dell’incubo.

Dylan Dog: i personaggi nel nuovo corso  3) AntagonistiPer ora l’impressione è che una contrapposizione così decisa funzioni poco, perché produce una relazione troppo bidimensionale: due visuali del mondo radicalmente antitetiche provocano un equilibrio scontato, mentre le storie guadagnano in interesse attraverso gli “accordi inaspettati” fra contendenti, gli squilibri e le asimmetrie che aprono spiragli inediti.
Si aggiunga una cercata e quasi compiaciuta estremizzazione nella presentazione di Ghost, che sottolinea con una costanza al limite dello stucchevole quanto possa e voglia muoversi al di là della morale comune. Lo stesso affascinante, per quanto ormai abusato, concetto del butterfly effect, enunciato nel numero 341, pare una contraddizione dell’azione per conto del caos: per un emissario del caso dovrebbe essere impossibile tracciare il percorso di causa ed effetto che parte dall’insicurezza di una ricca e viziata ragazza e finisce con una guerra in Africa. Sarebbe stato più semplice, asciutto ed efficace, suggerire le conseguenze e non farne una sorta di funzione matematica.

Che poi, a ben vedere, è (per ora) il problema di John: nascere in base a un pensiero razionale, quasi rigido, una ricetta sul “migliore degli antagonisti”. Non sporcarsi per nulla di caratteristiche diverse, magari figlie dello stesso caos di cui è servo.

Dylan Dog: i personaggi nel nuovo corso  3) AntagonistiStesso discorso per la segretaria Elizabeth Moon: bella, intelligente, letale, interfaccia bidimensionale del cattivo, perchè si situa nell’accurata intersezione fra luoghi comuni e antitesi di luoghi comuni: il cattivo deve avere un’assistente, ma la sottoposta ha status altissimo; è una guardia del corpo, ma è una donna; è bella, statuaria, e distante, come prevede il suo ruolo, ma è pronta a sciogliersi all’improvviso per l’indagatore dell’incubo, a creare un inaspettato legame con lui, solo per liquidarlo in un attimo, subito dopo, in nome del suo ruolo di sottoposta; è abituata alla tecnologia, ma in maniera psicotica: tanto da arrivare a considerare immorale chi non la utilizza.
Anche per lei: in assenza di adeguate sporcature, di crepe nella sua corazza, si ha la sensazione di un personaggio costruito a tavolino, non certo di una persona.

Di John Ghost sappiamo ancora poco: cenni a una sua infanzia in Sud Africa, al fatto che sia un self made man; l’immagine contro luce dell’affascinante incrocio fra la regina Vittoria e un Grande Antico, il suo datore di lavoro; in “Mater Dolorosa”, il suo incidentale ruolo di protettore di Dylan, in nome di un obiettivo che sarà probabilmente poco gradito all’inquilino di Craven Road.
Se gli accenni saranno sviluppati, la situazione dell’antagonista migliorerà. Per adesso si fa fatica a provare interesse per lui.

La seconda madre – Mater Morbi

“Mater Morbi” è stata finora forse la migliore storia e il migliore contributo di Recchioni alla serie: il numero, grazie anche all’interpretazione grafica di un sempre bravo Massimo Carnevale, ha saputo introdurre nuove ombre e un nuovo orrore nella testata.

Dylan Dog: i personaggi nel nuovo corso  3) AntagonistiTanto che il curatore ha pensato che, mentre a John Ghost toccava il ruolo di “cattivo del futuro”, l’affascinante personificazione della malattia potesse rivestire un ruolo altrettanto, se non più importante: inserirsi nella mitologia e nella genesi del personaggio, divenendone un’ideale seconda madre, insieme a Morgana.

Non ne parli con i tuoi amici. Non ne parli con nessuno. Ti vergogni delle tue paure e cominci a mentire. Sei una persona sana convinta di essere malata che finge di essere sana. A poco a poco, cominci a credere alle tue stesse bugie e abbassi la guardia. Ti scordi che lei può colpirti in qualsiasi momento. Mater morbi. La tua amante più gelosa. Quella più esigente. La tua seconda madre.

Quando stai male, o credi di stare male, l’universo si restringe e tu diventi il solo protagonista del tuo dramma personale. È a quel punto che arriva sempre qualche amico a dirti che “devi distrarti”, spostare l’attenzione da te stesso agli altri. Come se l’altrui sofferenza potesse aiutarti a mettere nella giusta prospettiva la tua. Stronzate.

Mater Morbi è, al pari dell’alcolismo, una forza oscura che ti fa precipitare nel tuo abisso interiore e guardare ossessivamente dentro di te, escludendo il mondo esterno. Come John Ghost, rappresenta insomma tutto ciò che Dylan Dog cerca costantemente di affrontare e sconfiggere.
Ma non è solo, ed è questa la sua forza, un principio negativo.

Dylan Dog: i personaggi nel nuovo corso  3) AntagonistiÈ anche una fonte di insegnamento: il dolore, se accettato, si tramuta nel migliore dei momenti di crescita, “soltanto navigando nel dolore potrai conoscere la vera natura umana”. Lo abbiamo visto con Vincent, il bambino, troppo cresciuto per la sua età, in cui si imbatte Dylan in Mater Morbi. Lo vediamo sulle pagine di Mater Dolorosa, quando Morgana combatte la Malattia opponendole l’amore materno, che vorrebbe proteggere il figlio, ma così facendo finisce col ritardarne la crescita, e sporca il suo ruolo, assumendo una luce tutt’altro che positiva. Il dolore ha i suoi doni, e il caos, quello stesso caos che sembra muovere Ghost, è un principio ineludibile della natura, da abbracciare piuttosto che rinnegare.

Se il Ghost di Recchioni si conferma bidimensionale anche nella sua comparsa in “Mater Dolorosa”, l’autore romano dimostra di aver capito molto meglio e di saper costruire dinamiche di sicuro migliori e più sentite con Mater Morbi. E se il numero 361 non è perfetto, magari perché appesantito da un ruolo commemorativo che lo porta a far convergere forse troppe suggestioni, magari per il deja vu derivante dalla reiterazione di incubi già proposti nel numero 280, ci sono momenti e intuizioni, come il bello (in tutti i sensi) duello fra le madri, che sanno elevarlo, nobilitarlo.
E danno fiducia per il futuro di Mater Morbi e, con lei, del suo giocattolo Dylan Dog.

Conclusione – Recchioni e Dylan Dog

Due anni di “fase due”, una fase tre in arrivo (anche se non si sa ancora quando). Sclavi che ritorna a mettersi in gioco, mantenendosi al contempo sfuggente come il gatto Cagliostro in Craven road. E intanto la testata si muove: , e con lui , in primis, ma non soli, hanno dimostrato di saper prendere in mano i personaggi. E proporre un cambiamento, introdurre variazioni alla formula.

Non tutto è perfetto: si può dire che non si è tornati alle meraviglie del periodo d’oro. Ma sarebbe sbagliato, di più, pericoloso, pensare che il passato sia l’unica strada. Perché guardarsi indietro significherebbe emulare, proporre cloni sbiaditi. E invece forse il nuovo verrà con il caos, con il dolore, con la malattia: al di là di telefonini, pensionamenti, corpi di polizia forzatamente multi etnici e un tranquillo paesino che sembra la Cabot Cove dell’incubo, la sensibilità del nuovo curatore, e di sceneggiatori vecchi e nuovi con lui, daranno un contributo diverso, smuoveranno qualcosa. I segnali ci sono, speriamo che l’old boy sappia seguirli.

Dylan Dog: i personaggi nel nuovo corso  3) Antagonisti

3 Commenti

3 Comments

  1. barbara

    14 novembre 2016 a 17:00

    per nora penso si sono ispirati al film la morte ti fa bella

  2. marco

    14 novembre 2016 a 14:05

    mater morbi è un ottimo personaggio, John Ghost per nulla, sembra uscito da arrow/l’uomo ragno/superman ecc

    ps nora non è morta definitivamente? è stata fatta a pezzi

    • Vittorio Rainone

      Vittorio Rainone

      15 novembre 2016 a 09:51

      Ciao Marco,
      Su John Ghost: le sue premesse, per lo meno, sono interessanti. La speranza è che cresca.
      Per Nora: è rimasto il cuore (se l’è portato via Gus). Prima o poi rispunterà fuori.

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