Dylan Dog e una ninna nanna per bambini scomparsi

In Dylan Dog #367 Barbara Baraldi e Corrado Roi trasportano l’indagatore dell’Incubo in una favola sanguinaria che riflette sul rapporto genitori-figli.

En el aire conmovido
mueve la luna sus brazos
y enseña, lúbrica y pura,

sus senos de duro estaño. (1)

Dylan Dog e una ninna nanna per bambini scomparsiCosì Federico Garcia Lorca scriveva nella sua poesia Romance de la luna dove fra oscure suggestioni e come in una danza sinistra e malinconica, si incontrano, un bambino, la luna e alcuni gitani con i loro cavalli e i loro anelli e collane.

Suggestioni che ben si sposano con La ninna nanna dell’ultima notte, opera di (testi) e (disegni e chine), nella quale e la psicologa infantile Domitilla Foster (potenziale nuovo amore di Dylan e vestita con gli stessi abiti di Groucho), sulle tracce di alcuni bambini scomparsi, si trovano coinvolti in una vicenda inquietante e violenta che richiama Il villaggio dei dannati.

Dal punto di vista della scrittura spicca la maggior confidenza che Baraldi sta pian piano prendendo con il personaggio ma soprattutto con il medium. Se infatti le precedenti prove sulla serie regolare (La mano sbagliata, DD #348 e Gli anni selvaggi, DD #364) evidenziavano una certa mancanza di dimestichezza ed esperienza nella scansione delle tavole e nell’uso dei dialoghi, questa “ninna nanna” appare invece più coesa e strutturata.

Le tematiche e i personaggi sono molti e spesso non tutto quello che viene messo in scena viene risolto in maniera soddisfacente (come l’identità del fantomatico “Jack”, forse suggerita nel finale, forse persa per strada) ma il racconto sembra procedere soprattutto per suggestioni e richiami, senza pretendere una struttura a orologeria.

Huye luna, luna, luna.
Si vinieran los gitanos,
harían con tu corazón
collares y anillos blancos.
(2)

I bambini scomparsi e quelli che vagano nella notte; Markus il burattinaio; il luna park Fear Land;  l’incursione nel mondo delle favole (con un bellissimo Groucho-brucaliffo): tutti questi elementi sembrano suggerire un più ampio piano di lettura della storia, che vorrebbe discostarsi da quello ordinario e immediato e forse anche dalla morale di cui la vicenda è stata intrisa.

Dylan Dog e una ninna nanna per bambini scomparsi

Fin dal redazionale di Roberto Recchioni infatti viene messo l’accento sul differente approccio che questo Dylan Dog propone sulle tematiche dell’infanzia e sul rapporto genitori-figli:  “Perché, pare, che solo le mamme e i papà possano esprimere opinioni sul mondo dell’infanzia, come se l’esperienza empirica e diretta fosse la sola a contare in questa materia. Come se le uniche persone aventi diritto a parlare del fuoco fossero quelle a cui è bruciata la casa.”, scrive il curatore in apertura.

L’argomento è di certo interessante, ma forse non trattato al meglio, soprattutto nei dialoghi che al riguardo risultano un po’ forzati e stucchevoli e comunque molto in secondo piano rispetto al taglio horror-fantasy della storia.

Niño, déjame que baile.
Cuando vengan los gitanos,
te encontrarán sobre el yunque
con los ojillos cerrados.
(3)

Su tutto l’albo brillano però le mezzetinte di Roi, disegnatore storico della testata, al quale si deve una delle caratterizzazioni più riuscite e particolari di Dylan, con uno stile che negli anni ha saputo mantenere la nettezza delle chine e l’inquietudine del tratto, aggiungendo anche alcune rotondità al segno, ben evidenti in quest’ultima prova.

L’evoluzione del disegno e dello stile narrativo probabilmente acquisita lavorando al suo Ut (serie originale pubblicata nel 2016, da lui ideata e co-sceneggiata con Paola Barbato) è ormai chiara e i suoi personaggi effimeri, spesso rappresentati con ombre al posto degli occhi – quasi senz’anima –  e corpi sempre sfumati e “perduti” fra quei bianchi luminosi e quelle chine paludose cui ci ha abituati, hanno acquisito ora più morbidezza e rotondità (merito anche della mezzatinta), a volte virando inaspettatamente in uno stile quasi da strip o cartoon.

Dylan Dog e una ninna nanna per bambini scomparsi

La prova del disegnatore è di qualità e in più punti decisamente coinvolgente,  come nella sequenza di apertura o nella rappresentazione “trasfigurata” delle favole di Hansel e Gretel o de La volpe e l’uva, ed efficace nella caratterizzazione del personaggio di Domitilla Foster, character interessante che ci si augura di incontrare ancora.

Huye luna, luna, luna,
que ya siento sus caballos.
(4)

La ninna nanna dell’ultima notte tenta infine la riproposta di uno dei topoi espressivi di Tiziano Sclavi, ovvero la filastrocca nera in rima baciata che commenta la narrazione senza mai prenderne parte, sottolineando la presenza di un osservatore esterno e luciferino che, con tono disincantato, accompagna  l’irreparabile arbitrarietà della storia verso il suo (si presume) amaro finale.

A lettura ultimata rimangono alcuni dubbi sulla struttura della storia e su alcune scelte (come il luna park finale che può forse risultare forzato) ma anche la piacevole sensazione delle molte suggestioni evocate da Barbara Baraldi e dalle belle tavole di Corrado Roi.

Abbiamo parlato di:
Dylan Dog #367 – La ninna nanna dell’ultima luna
Barbara Baraldi, Corrado Roi
, Marzo 2017
100 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,20 €
ISBN: 9771121580009


Note:
  1. Nell’aria commossa/muove la luna le sua braccia/e insegna, lubrica e pura, /i suoi seni di duro stagno. 

  2. Fuggi luna, luna, luna. /Se verranno i gitani,/ faranno con il tuo cuore/ collane e anelli bianchi. 

  3. Bimbo, lasciami ballare./ Quando verranno i gitani,/ ti troveranno sopra l’incudine/ con i piccoli occhi chiusi. 

  4. Fuggi luna, luna, luna,/ che già sento i loro cavalli. Federico Garcia Lorca, Romance de la luna 

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inizio