Dylan Dog #368 – Il passo dell’angelo (Gigi Simeoni)

Dopo l'ottimo Nel fumo della battaglia, Gigi Simeoni confeziona un numero meno convincente.

Dylan Dog #368 - Il passo dell'angelo (Gigi Simeoni) Una coppia di giovani suicide in una scuola di danza danno il la al caso del mese per l’indagatore dell’Incubo, mentre sullo sfondo si sviluppa la linea narrativa di cui sembra custode : il rapporto tra Dylan e Rania. Dopo le vicende narrate in Anarchia nel Regno Unito, Il sapore dell’acqua e Miseria e crudeltà, con Il passo dell’Angelo l’autore bresciano orchestra un nuovo, decisivo sviluppo verso l’instaurazione di un legame più stretto fra i due.
Mentre la trama orizzontale prosegue in maniera coerente, seppure non possa definirsi proprio originale, così come nei precedenti citati l’impianto narrativo costruito per l’episodio risulta piuttosto lacunoso. Annoveriamo tra i punti a favore della storia la buona gestione dei tempi narrativi, che vanno a comporre un racconto dal ritmo scorrevole, l’ottimo utilizzo della figura di Groucho e un uso sensato di Irma. Alla chiusura dell’albo rimane però più di un interrogativo sulla bontà dello svolgimento: i poteri della professoressa Wilson, la strumentalizzazione di Gwen, la scoperta del collegamento tra Weissman e Keller sono tutti espedienti che forzano il proseguimento della storia senza risultare plausibili, mentre alcuni dettagli, come la strana mania di Weissman, appaiono addirittura grotteschi.
Pure l’inedita ambientazione nel mondo della danza sembra alla fine dei conti un’occasione sprecata, perché si esaurisce nell’incipit e in pochi altri richiami nel corso del racconto. Simeoni risolleva una storia tutto sommato prescindibile con una buona prova ai disegni: il suo Dylan è una delle interpretazioni più immediatamente riconoscibili, e spiccano nel complesso di un lavoro ordinato alcune sequenze degne di rilievo, come quella delle pp.42-52 caratterizzata da un evocativo montaggio.

Abbiamo parlato di
#368 – Il passo dell’angelo
Gigi Simeoni
, aprile 2017
96 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,20 €

Dylan Dog #368 - Il passo dell'angelo (Gigi Simeoni)

 

9 Commenti

9 Comments

  1. Matteo

    15 maggio 2017 a 13:45

    Rania è penosa, se non avesse il velo paserebbe totalmente inosservata. Con i tempi che corrono la love story è una provocazione da due soldi.

    • la redazione

      la redazione

      15 maggio 2017 a 16:03

      Grazie del commento. In cosa consisterebbero “i tempi che corrono” e soprattutto “la provocazione” secondo lei? E giusto per capire, ha mai letto Dylan Dog negli ultimi 30 anni?

  2. Matteo

    15 maggio 2017 a 17:05

    la provocazione e far innamorare dylan di una musulmana dopo aver fatto dire a dylan di non aver amato mai nessuna donna.(il cuore degli uomini) per i i tempi che corrono lo guardate il telegiornale? isis vi dice niente?

    ps ho letto tutti i numeri di dylan forse è il Recchioni che ne ha letti pochi.

    • la redazione

      la redazione

      15 maggio 2017 a 17:16

      Leggerli e capirli sono due cose differenti. Ma forse i fumetti sono il problema minore nel suo caso.
      Un abbraccio.

      • matteo

        15 maggio 2017 a 17:23

        buona giornata anche a lei radical chic

  3. Cava

    16 maggio 2017 a 15:15

    Ma è una mia impressione o dopo l’ottimo duo mater dolorosa/dopo un lungo silenzio hanno tirato i remi in barca? Soprattutto i disegni degli ultimi numeri sono brutti. (cronodramma su tutti)

  4. Ivana

    19 maggio 2017 a 15:57

    Simeoni è lunico che tira avanti la love story, in molte Rania non appare neanche e nelle altre storie(la morta non dimentica, sul fondo, l’uomo dei tuoi sogni ecc) manco si parlano o sono fredissimi. Mettevi d’accordo così sembrano bipolari. Ma Simeoni è obbligato dal recchioni ad usarla o gli piace come personaggio? Agli altri autori non piace?

    • Mario

      20 maggio 2017 a 13:22

      colpa del recchioni, come curatore dovrebbe gestire la situazione o in alternativa modificare i dialoghi durante la supervisione. Ma siccome rania non piace a nessuno non si pone il problema.

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