Dylan Dog #279 – Il giardino delle illusioni

Dylan Dog #279 - Il giardino delle illusioni (Salvatore Cervasio)
Articolo aggiornato il 02/12/2015

Dylan Dog #279 - Il giardino delle illusionidi e
, dic. 2009 – 96 pagg. b/n bros. – 2,70euro
Dopo circa tre anni di assenza, Paola Barbato ritorna a scrivere una storia della serie regolare di Dylan Dog. E sicuramente è una storia che farà parlare di sé: in novantaquattro pagine c’é un Dylan onnipresente e solo, perso nei suoi pensieri e in un labirinto minuscolo ma allo stesso tempo immenso ed intricato, perso nelle sue paure e nei suoi sensi di colpa, tra il sentirsi il migliore e il peggiore uomo del mondo. Una storia che analizza sfacciatamente il personaggio, usando il labirinto solo come pretesto (come fatto anche da Di Gregorio in La stanza numero 63, lì pero’ per parodizzare la cinematografia horror) per mettere a nudo Dylan, che è poi una delle qualità migliori nella storie della Barbato, che intelligentemente riesce sempre a dire la sua su di un personaggio tridimensionale e mai banale. Il suo affetto per Dylan è palese, anche se gli pone davanti quesiti alle volte più grandi di lui, anche se alle volte lo accusa per alcuni suoi comportamenti e atteggiamenti verso gli altri, anche se alle volte fa vedere di odiarlo. Sicuramente non una storia facile, consigliata più ai lettori esperti che ad un neofita, proprio per il suo essere solo un lungo monologo di e su Dylan Dog. Ai pennelli c’é il ritorno dopo quasi 16 anni di Marco Soldi. Quello di oggi è un disegnatore molto diverso di quello visto all’opera su “Oltre la morte” (Dylan Dog #88, gen. 1994): i neri pieni hanno lasciato il passo a tratteggi meno potenti ma ugualmente affascinanti, che rendono le sue tavole più sintetiche ma non per questo non precise e assolutamente comprensibili. Un ritorno che non può che far piacere agli amanti della testata. (Salvatore Cervasio)

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