Le duemila e uno notti nello spazio profondo di Yukinobu Hoshino

2001 Nights, il celebre manga di Yukinobu Hoshino torna dopo quasi 13 anni dopo la prima ed introvabile edizione pubblicata dall'ormai defunta Granata Press.
Articolo aggiornato il 14/05/2015

Le duemila e uno notti nello spazio profondo di Yukinobu Hoshino “Guardando attraverso l’atmosfera, gli sembro’ di aver visto volare qualcosa sotto di sé.”

Pubblicato in Giappone dalla Futabasha Publisher nel lontano 1984, Nisenichiya Monogatari (questo il titolo originale) è un’opera di fantascienza divisa in 3 corposi volumi che pubblicherà nella sua completezza per la prima volta, visto che l’edizione Granata mancava di alcune parti.
Il primo volume è composto da otto episodi, chiamate Notti, autonomi l’uno dall’altro ma legati in un unico affresco dal grande tema della scoperta che l’uomo fa dello spazio profondo. Uomo e spazio sono infatti i protagonisti incontrastati del fumetto, il cui intreccio è magistralmente raccontato da Hoshino con una sceneggiatura sapiente e matura. Uomo e spazio assumono la dimensione di veri e propri amanti che con difficoltà si scoprono e si conoscono. Il rapporto che li lega è infatti costituito da attrazione e repulsione, conoscenza e paura, passione e lotta.
L’uomo si ritrova così a comunicare tutto il suo amore ed il suo desiderio di scoprire lo spazio più profondo, che da parte sua alterna accettazione e respinta, stupendi tesori e terribili trappole. Le vicende narrate vengono così a formare una maestosa epopea fantascientifica, quasi una cronistoria dei momenti più significativi di questo rapporto di reciproca conoscenza.

Oltre a questo affascinante relazione, in “2001 Nights” entrano prepotentemente temi che Hoshino ci presenta con naturalezza e senza forzatura alcuna. Temi quali la vita e ciò che può accadere quando essa viene a mancare, il rapporto fra bene e male, l’origine dell’universo, il destino dell’uomo, o la situazione politica di quel 1984 nel quale l’autore si trova a scrivere, quando la Guerra Fredda stava giungendo a una lenta distensione attraverso processi politici complessi e laboriosi.
Il disegno di Hoshino raffigura con maestria le vicende narrate, grazie ad un tratto preciso, completo e maturo. Evidentemente attratto dalla scuola fumettistica americana ed europea, l’autore concilia egregiamente la precisa completezza del disegno occidentale con la frizzante espressività di quello Giapponese. Lo spazio in “2001 Nights” raggiunge una vastità vertiginosa e pare intento a valicare i limiti delle stesse anguste vignette nelle quali è stato confinato. I paesaggi, che progressivamente si dischiudono di fronte al lettore, mozzano il fiato per l’infinità che vogliono comunicare. Su carta viene reso perfettamente il disorientamento che gli uomini provano nell’affrontare qualcosa di così immenso e che pare rifiutarli continuamente con condizioni ostili alla vita.

Le prime sette notti hanno una lunghezza che varia dalle 10 pagine di “Bagliore Terrestre” alle 26 di “Orfani dello Spazio”. L’ottava notte che conclude il volume, intitolata La Stella del Demonio”, si sviluppa in oltre 100 pagine ed assume una dimensione tutta particolare sia per la sua lunghezza, sia per la tematica trattata.
Tre storie, per la loro qualità e per l’estrema diversità che le contraddistingue, meritano un’analisi approfondita.
“Progenie”, posta all’inizio del manga come ideale preambolo, assurge al ruolo di guida con lo scopo di accompagnare l’ignaro lettore dalla Terra allo Spazio. Quest’inizio è un tributo a quella grande opera cinematografica che è “2001 Space Odissey”. Già presente nello stesso titolo del manga, l’Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick viene rivista da Hoshino nella sua scena più celebre, quel volo nel cielo di un anonimo osso usato dai nostri lontani antenati in battaglie per la sopravvivenza e che, con un passaggio d’immagine di estrema efficacia, sfuma nello spazio profondo mutando nel più moderno degli shuttle spaziali. Così viene a compiersi l’unione fra l’alba dell’umanità e il presente, fra il mezzo con cui i nostri antenati uccidevano e quello con cui ora gli uomini colonizzano l’universo. Un inizio folgorante che in sole 16 pagine catapulta il lettore nella dimensione stellare che l’autore desidera descrivere.

La Notte intitolata “Gli Orfani dello Spazio” racconta il viaggio di un’astronave che porta con sé i semi della vita umana ibernati, in un disperato tentativo da parte dell’umanità di conservare sé stessa portando vita dove ancora non esiste. In questo folle viaggio l’astronave diviene il grembo nel quale i semi di due giovani genitori prendono vita, portando alla nascita di un drappello di nuovi Adamo ed Eva destinati a generare una nuova umanità ai confini della Galassia. Un piccolo pianeta distante milioni di anni luce dalla Terra si trasforma nel nuovo Eden per questi piccoli progenitori. Questo breve racconto ad immagini, contenente il desiderio dell’umanità di sostituirsi a Dio nella decisione di come e dove la vita umana sopravvivrà, è raccontato da Hoshino con una dolcezza e una profondità che vanno dritte al cuore.

Come già detto sopra, “La Stella del Demonio” avvolge con le sue oltre 100 pagine quasi metà del volume. La particolarità della lunghezza è anche accompagnata da una trama articolata, sviluppata senza intoppi da una sceneggiatura sapiente. La storia racconta del ritrovamento di un decimo pianeta all’interno del Sistema Solare, un pianeta nero più dello spazio che lo circonda, invisibile ai più potenti telescopi, immensamente più grande di Giove e accostabile come massa al Sole stesso, ma soprattutto composto dalla più terribile materia esistente nell’Universo, l’antimateria. La notizia porta grande interesse nei governi di tutto il mondo, essendo l’antimateria un’energia sì pericolosa, ma al tempo stesso infinita e capace di creare armi di incredibile potenza. Il pianeta prende il nome di Lucifero e la sua scoperta porta nello spazio un giovane prete, inviato dal Papa stesso per controllare ciò che agli occhi della Chiesa assume le sembianze del Demonio. La vicenda diviene così l’allegoria dell’eterno rapporto fra bene e male, luce e tenebra, fede e ragione, purificazione e peccato. Hoshino con un pizzico di sana fantasia cerca di far luce sull’arcano mistero della nascita dell’Universo, ma nelle ultime pagine egli stesso si arrende alle ragioni economiche che troppo spesso guidano le nostre menti ed i nostri corpi. L’uomo riesce così a trasformare il pozzo del peccato nella più grande miniera d’energia del Sistema Solare.

Le duemila e uno notti nello spazio profondo di Yukinobu HoshinoPartendo dalla fantascienza, in “2001 Nights” sono quindi trattati temi profondi che lasceranno al lettore più di uno spunto di discussione. Il manga di Hoshino travalica i confini del Giappone per racchiudere dentro di sé il gusto fumettistico occidentale e la grande produzione fantascientifica americana. Infatti, ai lettori più smaliziati, le tematiche di questo fumetto e il modo in cui vengono trattate, le sue atmosfere, il sentimento di smarrimento e la propensione per la ricerca e il confronto con l’ignoto, sia materiale che metafisico, riconducono inevitabilmente a capisaldi della fantascienza occidentale. Un libro su tutti ci pare essere ispiratore del manga in questione, e cioé “Cronache marziane” del grande Ray Bradbury, soprattutto per quanto riguarda la similitudine della struttura delle due opere, la suddivisione per capitoli che si succedono con salti in avanti, apparentemente slegati tra loro.
Ma anche nel cinema, soprattutto nel passato, si è toccato una tale profondità di concetti, come ad esempio nel già citato “2001: odissea nello spazio di Kubrick, o addirittura in alcune opere del grande cineasta russo Andrej Tarkovskij, come il mai non troppo lodato “Solaris”.
Detto ciò, avendo doverosamente accostato il manga di Hoshino ai suoi illustri predecessori, posso affermare che se esiste un insieme di opere che possono essere chiamate “letteratura a fumetti”, allora senza indugio pongo questo gioiello nell’ideale stretta cerchia di prescelti.

Da parte sua l’edizione Flashbook supporta splendidamente la lettura di questo volume, distinguendosi per la particolare cura. Stampa e carta sono ottime, l’adattamento è preciso e non presenta errori indicativi ad esclusione di qualche piccolo refuso, la sovracoperta è prestigiosa ed il grande formato esalta al meglio l’ottimo disegno. Le pagine a colori che aprono due delle otto notti sono su carta patinata e in esse il colore è reso splendidamente; certo non sono le 32 pagine annunciate pero’ questo non toglie nulla alla loro bellezza.
Vista l’alta qualità del volume proposto e la cura del packaging, il prezzo pare giusto, anche se, a voler essere pignoli, un difetto lo si trova nell’apparato redazionale, praticamente nullo se si esclude la stringata facciata di presentazione. Non si chiedono chissà quali saggi illuminanti ma alcune pagine d’approfondimento sul manga e sui temi in esso sviluppati sarebbero state gradite. Un approfondimento avrebbe permesso al lettore di cogliere almeno una parte delle numerose sfumature che l’opera contiene, o anche solo fornito una chiave di lettura a tematiche complesse come quelle narrate nell’ottava notte. Manca inoltre una anche minima introduzione all’autore, indispensabile quando si tratta d’inquadrare un fumetto di così grande importanza. Concludendo, mi sento comunque di applaudire Flashbook, che ora ha in 2001 Nights il fiore all’occhiello della propria produzione fumettistica.

2001 Nights vol 1
di Yukinobu Hoshino
264 pagg. b/n bros. + sovrac. – 9,90euro
Fashbook, 2005

Riferimenti
Il sito della Flashbook: www.flashbook-edizioni.it
Un altro punto di vista su 2001 Nights dalla rivista di fantascienza Delos: www.delos.fantascienza.com/delos36/nuvole.html

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