La Dottrina vol. 4: questo non è un regime…

“La Dottrina” è la cronaca di un ipotetico futuro imperfetto, involuto ed indesiderabile, ma le cui radici affondano in un presente a tratti dolorosamente riconoscibile. Una bella prova di due...
Articolo aggiornato il 21/04/2015

La Dottrina vol. 4: questo non è un regime…Per il fumetto italiano il 2010 sarà ricordato anche per essere stato l’anno in cui la quadrilogia de “” ha finalmente visto l’epilogo. Dopo le prime tre uscite, iniziate nel 2002, i tempi di attesa erano sempre più lunghi, probabilmente complice per entrambi gli autori il crescendo di una carriera che li ha portati a collaborare con le maggiori realtà fumettistiche nazionali e straniere. Fortunatamente la coppia è riuscita a trovare il tempo per chiudere la storia, e forse proprio la crescita professionale maturata nel trascorrere del tempo tra la prima uscita e la fine hanno reso l’intera opera de “la Dottrina” una delle migliori storie realizzate e pubblicate in Italia da tempo.

La distopia narrata racconta di un regime totalitario, spinto a livelli parossistici. In una ambientazione che ricorda lo steampunk, i protagonisti vivono una vita scandita da rigide norme, fatte applicare dai cosiddetti “Professori“, gli occhi e il lungo braccio del regime governato da un misterioso personaggio che tutti conoscono come “Il Nocchiero“. In questa ambientazione le persone vivono in anonimi, piccoli e claustrofobici cubicoli sorvegliati costantemente, da soli o riuniti in famiglie che è lo stesso regime a costituire e modificare, seguendo delle rigide logiche tese alla totale resa anaffettiva degli individui. In una società dove esiste il reato di immaginazione perfino le espressioni del volto devono essere assenti, pena il deferimento agli psicologi o, nell’ipotesi peggiore, una cruenta esecuzione pubblica come nemico dell’Interno. In questo mondo formato da persone oramai arrese allo status quo fa la sua comparsa “La Smorfia“, un personaggio che ricorda da vicino il protagonista di un altro classico del fumetto distopico, quel “V for Vendetta (1) al quale la Dottrina si richiama. Sarà proprio lui ad opporsi al regime combattendo i Professori grazie all’uso del fuoco, che nessuno dei cittadini conosce essendo nelle mani del Nocchiere.

La Dottrina vol. 4: questo non è un regime…

Tra la lotta interna contro questo rivoluzionario agitatore e quella con l’Esterno, ossia il mondo al di fuori del regime, si assiste durante la lettura ad un susseguirsi di manipolazioni perpetrate dal potere per far si che i cittadini dimentichino, o non conoscano proprio, il lato debole dell’Interno. In questo modo nulla può impedire a quest’ultimo di continuare a dominare senza problemi, fino alla conclusione dura e pessimistica dell’opera che  rappresenta l’impotenza del singolo non tanto contro un regime prepotente quanto forte, ma contro la stessa massa, che gli concede l’onnipotenza e l’imbattibilità, fino a permettergli di poter controllare persino i modi e i fini dei suoi detrattori e nemici.

La Dottrina vol. 4: questo non è un regime…Questa è la trama di una storia narrata con maestria dai due autori, un plot che riporta alla mente altre grandi storie ucroniche dal già citato “V for Vendetta” di Moore al “1984” di Orwell (2) o il “Brazil” di Gilliam (3) . Ma la particolarità de la Dottrina nel panorama fumettistico italiano sta nella complessità dell’opera che va oltre la trama e si presenta ricca di spunti, citazioni e profondità narrativa che prevaricano il mondo del racconto disegnato ed attingono a piene mani alla letteratura. I diversi livelli di lettura possibili portano di volta in volta a scorgere richiami più o meno velati, dalle citazioni futuristiche all’inizio di ogni capitolo alle storie proibite che i personaggi si sussurrano, per le quali ha scelto di utilizzare la trama di quelle che noi sappiamo essere note poesie, e che trasformate invece in pensieri vietati rafforzano l’idea di volontà di sognare che quel regime proibisce. Il futuro narrato da Bilotta è imperfetto ed indesiderabile, ma nella lettura dell’opera affiorano a tratti dei segni chiari e riconoscibili del nostro presente, e quegli inganni dell’Interno per controllare e gestire quelli che nella narrazione non sono più cittadini ma sudditi, se non schiavi, hanno un chiaro riferimento a quei giochi di potere più o meno velati che quotidianamente quasi non osserviamo più, e questo aspetto probabilmente rende la narrazione ancora più mordente.

La Dottrina vol. 4: questo non è un regime…

La Dottrina vol. 4: questo non è un regime…La parte grafica dell’opera è parimenti al soggetto fondamentale per la resa visuale dell’angoscia che pervade ogni istante di questa narrazione.  ci spinge ad immergerci in una società che ha fatto in modo di abolire la scrittura e si esprime solo attraverso l’uso dei freddi numeri, e lo fa con l’abolizione delle onomatopee classiche del fumetto utilizzando i numeri al loro posto. Così fin dalla prima tavola uno stivale che calpesta una pozzanghera non fa il rumore che il lettore si aspetta, ma emette un numero che disorienta e modifica la posizione percettiva di chi legge. Anche l’uso di una rigida intavolatura, con il segno mai debordante dalle vignette, il modulo ripetuto e costante (espediente che l’artista ha successivamente riproposto con splendidi risultati nel “Magneto” della Marvel (4) ) rende il ritmo di lettura tale da comunicare l’ineluttabilità degli avvenimenti, lo scorrere rigido e invariabile della storia verso una fine inevitabile. Il senso di drammaticità è accentuato dal tratto dell’artista, ideale nel rappresentare le espressività sofferte dei personaggi, le tensioni dei loro gesti sempre forzatamente misurati. Anche le inquadrature prospettiche dall’alto dei minuscoli cubicoli dove i personaggi vivono rendono alla perfezione l’idea della presenza continua, costante ed oppressiva del regime.

A completare il senso di immersione nella realtà distopica narrata, i creatori hanno utilizzato anche l’oggetto fumetto, con un’operazione tanto intelligente quanto insolita. L’intero albo fisico infatti si trasforma da mero mezzo di supporto in veicolo di narrazione, tanto attraverso la grafica delle copertine che si rifanno alle iconografie propagandistiche delle dittature del secolo scorso, quanto utilizzando le componenti informative quali il colophon o le note biografiche dei risvolti di copertina realizzate in una prosa che richiama le veline di regime. Così facendo si è realizzato un oggetto che già nel suo aspetto proietta il lettore nella dimensione assolutistica in cui si svolge la narrazione.La Dottrina vol. 4: questo non è un regime…

In definitiva siamo di fronte ad una bella opera di valore assoluto, certamente non facile ma che contiene tutti gli elementi per diventare un classico del fumetto italiano. Il consiglio è quindi di procurarsi i quattro tomi e immergersi nella lettura, e farlo più volte così da assaporare il piacere di scoprire sempre nuovi indizi e livelli che Bilotta e Di Giandomenico hanno messo a disposizione del lettore per permettergli di vivere la propria esperienza di cittadino dell’Interno.

Questo non è un regime, aderite spontaneamente…

Abbiamo parlato di:
La dottrina vol. 4
Alessandro Bilotta, Carmine Di Giandomenico
– Gruppo saldatori, 2010
56 pagine, brossurato, colori – 8,00€
ISBN: 9788877593986

Riferimenti:
Magic Press: www.magicpress.it
Gruppo Saldatori-Saldapress: saldapress.grupposaldatori.com
Oudeis, il blog di Carmine Di Giandomenico: oudeis-ulisse.blogspot.com
Alessandro Bilotta, sito personale: signorbilotta.com

 


Note:
  1. V per Vendetta, fumetto di Alan Moore, Dave Gibbons – 1985 – ed. italiana Planeta DeAgostini 

  2. 1984 è un romanzo di George Orwell – 1948 – ed. italiana Mondadori 

  3. Brazil, regia di Terry Gilliam – Gran Bretagna – 1985 

  4. Magneto: Testament di Greg Pack e Carmine Di Giandomenico – 2009 – ed.  italiana Panini Comics 

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