Don Rosa e la vita di Paperone

In occasione della ristampa della Saga di Paperon de' Paperoni di Don Rosa, esaminiamo i capitoli canonici e le appendici aggiuntive dell’epopea

Dedicated to Uncle Carl by Keno, cioè Dedicato a zio Carl da Keno, questo il significato dell’acronimo D.U.C.K. che Keno Don Hugo Rosa, meglio noto come , ha inserito nella maggior parte delle sue storie disneyane, incominciando da quella d’esordio, Il figlio del sole.
Il fumettista del Kentucky, con questo acronimo mimetizzato nelle pieghe della vignetta d’apertura, o di quella di chiusura, voleva semplicemente omaggiare quello che considerava come il più grande fumettista di tutti i tempi: .

Versioni in volume

Don Rosa e la vita di Paperone
Incipit della Saga

L’acronimo ideato da Don Rosa divenne in Italia il titolo del primo volume che ha raccolto i 12 capitoli ufficiali della Saga di Paperon dé Paperoni (The life and times of Scrooge McDuck) su Tutto #9 (1997), in cui Disney Italia si è avvalsa della collaborazione dello stesso Don Rosa, che ha scritto degli articoli introduttivi a ciascun capitolo contenenti una serie di “fatti barksiani” e opportunamente personalizzati proprio per i lettori italiani.

Successivamente ci sono state altre due edizioni in volume: una del 2000, la Paperdinastia, titolo di Super Disney #17, e una nuova edizione del 2004 come terza uscita della serie dei Classici del fumetto – Serie Oro allegati al quotidiano La Repubblica.
In quell’occasione Luca Boschi, che curava i redazionali del volume, scrisse:

L’indagine sulla vita del fantastiliardario paperopolese è, tutto sommato, un “work in progress”, che non può dirsi concluso nemmeno con questo volume, il quale in ogni caso presenta, per la prima volta a livello mondiale, l’intero ciclo di episodi in sequenza cronologica.

Questa scelta cronologica, solo apparentemente una buona idea, venne fortemente contestata non solo dagli appassionati, essenzialmente a causa della differente impostazione narrativa tra i capitoli ufficiali della Saga e quelli aggiuntivi, ma anche dallo stesso Don Rosa. Quest’ultimo, d’altra parte, a proposito di Decini e destini, che lo stesso autore considerava come una sorta di capitolo 0, scriveva su D.U.C.K.:

A chi si domandasse come mai quel primo decino fosse una moneta americana, ricordo che ho inserito tutte le spiegazioni in Decini e destini (realizzata nel 1991, ma pubblicata nel 1995 su #82), esclusa da questo volume, perché non fa parte dei dodici capitoli canonici.

E questo è, dopo il ritorno delle storie di Don Rosa in Italia, uno dei motivi principali per ritenere ottima la scelta fatta da di realizzare due volumi (le prime due uscite di Tesori International ad aprile e giugno 2016) per la pubblicazione integrale della Saga, il primo dedicato ai capitoli canonici e il secondo a quelli aggiuntivi.

I semi della Saga

La Saga nasce grazie alla collaborazione di Don Rosa con la Egmont, il licenziatario disneyano scandinavo, che chiese al fumettista statunitense di realizzare una storia a puntate con Paperon dé Paperoni protagonista. L’autore, infatti, aveva già sfruttato il personaggio riscuotendo un buon successo di pubblico e critica, anche grazie all’idea di proporre sequel di classici barksiani. Ed è proprio a uno di questi sequel che bisogna far risalire il primo seme della Saga: L’ultima slitta per Dawson.

Don Rosa e la vita di Paperone
Da L’ultima slitta per Dawson

Progettata come il seguito de La Stella del Polo, L’ultima slitta vede il ritorno di Paperone nei luoghi che hanno segnato l’inizio delle sue fortune economiche e più in generale del suo successo. Raccontata con una certa dose di malinconia, la storia non rinuncia all’azione e si suddivide essenzialmente in due parti, la prima costituita da un lungo flashback, che di fatto nei capitoli aggiuntivi rappresenta la quasi totalità della storia, e la seconda ambientata nel presente (1) con il vero e proprio ritorno a Dawson.

Don Rosa e la vita di Paperone

Altra storia che presenta elementi che verranno successivamente sviluppati nella Saga è Sua maestà dé Paperoni, recentemente ripubblicata su Uack! #24, dove Don Rosa racconta l’origine di Paperopoli, contestualizzando il periodo storico e inserendo fatti e persone reali, come ad esempio sir Francis Drake, identificato come il fondatore di Forte Paperopoli, il nucleo centrale intorno cui si svilupperà successivamente la città dei paperi.
I componenti della Saga ci sono, dunque tutti: l’utilizzo di “fatti barksiani” e la contestualizzazione storica sono, alla fine, gli elementi essenziali utilizzati da Don Rosa per sviluppare il racconto delle gesta di Paperon dé Paperoni. Gesta che, d’altra parte, non si basano esclusivamente sui già citati “fatti barksiani“.

Decini e destini

Di tutta la produzione donrosiana, Decini e destini è indubbiamente una delle storie più atipiche. Pubblicata solo dopo la conclusione della Saga, ne costituisce il capitolo 0 essendo stata, in realtà, progettata e realizzata prima della Saga stessa.
Gli elementi atipici sono essenzialmente due: innanzitutto la presenza della magia e non di un qualche particolare strumento della tecnica per il viaggio nel tempo di Amelia, quindi il basarsi su storie non barksiane.

Don Rosa e la vita di Paperone
Amelia consegna la Numero Uno nelle mani del giovane Paperone in Decini e destini

L’evento narrato da Don Rosa, ovvero come Paperone è venuto in possesso della prima moneta guadagnata, è un fatto troppo importante per venire trascurato. Infatti lo stesso fumettista su D.U.C.K. scrive:

Anche se considero apocrifa la maggior parte delle storie dello Zio Paperone non scritte da Barks, Uncle Scrooge in Getting That Healthy, Wealthy Feeling (1964, forse inedita in Italia), scritta da Vic Lockman e disegnata da Tony Strobl, mostrava che un Paperone ragazzino aveva guadagnato il suo primo soldo (la famosa Numero Uno), lustrando gli stivali di uno scavatore di fossi. Mi sembrava che la cosa avesse logica per un ragazzo povero di Glasgow, così ho deciso di utilizzare questo “fatto” non barksiano, usato anche in un episodio della serie televisiva Duck Tales intitolato Once Upon a Dime (“C’era una volta un decino”).

Don Rosa e la vita di Paperone
Paperone lustrascarpe dal Disturbatore invisibile

In effetti Getting That Healthy, Wealthy Feeling è scritta da Carl Fallberg ed esce in Italia con il titolo di Paperon dé Paperoni e la noia da dollaro su Topolino #440 (sempre 1964), a sua volta basata su Zio Paperone e il disturbatore invisibile (su Topolino #416 del 1963), scritta da Vic Lockman ma disegnata proprio da Barks, altra storia considerata non barksiana da Don Rosa:

Zio Paperone e l’intruso invisibile (1963, ZP #15) è un’altra storia dove compare il piccolo Paperone lustrascarpe. Mi sono unicamente basato sulla parte grafica di questa storia (opera di Barks), tralasciandone la trama (non di Barks).

Questi elementi non barksiani (2) sono ottimamente sviluppati da Don Rosa per raccontare il punto cardine della caratterizzazione di Paperone, ovvero la Numero Uno come simbolo di ispirazione per il magnate, monito a non arrendersi mai e ad andare avanti contro ogni avversità. Ed è questo, in ultima analisi, ciò che interessava raccontare a Don Rosa.

Don Rosa e la vita di Paperone
Il giovane Paperone riceve la Numero Uno, dal primo capitolo della Saga

L’epica del pioniere

Era abbastanza facile per il fumettista del Kentucky puntare in questa direzione: Carl Barks, grazie ai continui riferimenti, mai inseriti in una vera e propria continuity, aveva caratterizzato Paperone come un personaggio dalla vita lunga, interessante e ricca di avventure. Certamente l’intento di Barks era molto più parodistico (3) che non di costruzione di un vero e proprio passato per il suo personaggio. Dal canto suo Don Rosa, nel momento in cui decise di sviluppare una Saga sul passato di Paperone, si chiese se quei riferimenti fossero tutti coerenti uno con l’altro: trovando risposta negativa, decise di selezionare quelli più interessanti e utili, riposizionandoli anche cronologicamente laddove necessario.

Don Rosa e la vita di Paperone
Sfuriata africana da Il terrore del Transvaal

Il racconto è fondamentalmente quello del giovane europeo che si mette in viaggio verso il continente americano in cerca di fortuna. E qui giunto ne incarna in maniera perfetta lo spirito pionieristico e avventuroso, ottimamente rappresentato nei capitoli 3, 6 e 8, ambientati in regioni dagli ampi spazi incontaminati. In particolare negli ultimi due racconti spiccano delle scene spettacolari, come l’esplosione di rabbia in mezzo al deserto sudafricano ne Il terrore del Transvaal o la distruzione della nave del rivale Soapy Slick ne L’argonauta del Fosso dell’Agonia Bianca. Sono scene in cui Don Rosa cede, seppur per un attimo, alla tentazione di rappresentare Paperone usando l’epica supereroistica, ma anche per questo nell’ottavo capitolo lascia a intendere che, in fondo, la storia così come l’ha raccontata è stata ingigantita dal racconto orale.

A partire dall’ottavo capitolo, però, inizia una lenta trasformazione del personaggio, che con il passare degli anni perde la sua propensione all’avventura, lasciando spazio all’imprenditore e sfruttatore senza scrupoli che emerge nel corso dell’undicesimo capitolo, Il cuore dell’impero. Le differenze sono evidenti: si passa infatti da un Paperone che, all’inizio del capitolo 9 finanzia i volenterosi minatori, di fatto rappresentando una sorta di banchiere etico, al Paperone che per avidità mette a ferro e fuoco un villaggio nel cuore dell’Africa.

Queste discrepanze di carattere, necessarie nell’ottica di Don Rosa per preparare il terreno all’ultimo capitolo, che avrebbe rappresentato il primo Paperone barksiano, permettono di identificare il personaggio di Scrooge McDuck come l’icona perfetta degli Stati Uniti (4) , sia nel bene (terra delle opportunità), sia nel male (terra di sfruttamenti e di sfruttatori).

Tra un capitolo e l’altro

Come anticipato all’inizio, il racconto di Don Rosa sulla vita di Paperone non si esaurisce nei 12 capitoli “canonici” della Saga.
Oltre alla già citata Decini e destini, negli anni successivi il fumettista del Kentucky è tornato più volte, quasi ossessionato, ad occuparsi del passato del magnate paperopolese: la Saga, del resto, non raccontava ogni singolo giorno dell’esistenza di Paperone, e nelle pieghe del “non detto” l’autore ha potuto di tanto in tanto aggiungere fatti e situazioni avvenuti durante la giovinezza del protagonista.

Don Rosa e la vita di Paperone
da Cuori nello Yukon

In ordine cronologico le storie aggiuntive sono: Decini e destini (prima del primo capitolo), Il capitano-cowboy del Cutty Sark (tra il terzo e il quarto capitolo), Il vigilante di Pizen Bluff (tra il sesto e il settimo capitolo), La prigioniera del fosso dell’Agonia Bianca e Cuori nello Yukon (tra l’ottavo e il nono capitolo), L’astuto papero del Varco di Culebra (tra il decimo e l’undicesimo capitolo). Sono tutte presenti in Tesori International #2, disponibile in fumetteria da luglio 2016.
Ovviamente tutte queste storie tengono sempre conto di quanto narrato da Carl Barks e di quanto accade nella Saga, in un lavoro di cesello e di attenzione ai dettagli che ha pochi eguali nel fumetto Disney.

Per quanto possa sembrare quasi maniacale tornare più e più volte a scavare negli anni della giovinezza di Paperone, i capitoli aggiuntivi si rivelano come letture interessanti, appassionate e appassionanti, che in diversi casi arricchiscono la costruzione della figura del protagonista rispetto a quanto visto nei 12 capitoli “ufficiali”.

Certo, non si può evitare di notare l’attenzione forse sbilanciata di Don Rosa verso gli anni del Klondike: per quanto si tratti di un punto fisso di grande importanza nella biografia del personaggio, e per quanto il suo carattere in bilico tra l’ingenuità giovanile e la maturità sia ben tratteggiato, l’autore sembra quasi morbosamente legato a quel periodo, soprattutto per quanto riguarda il rapporto sentimentale tra Paperone e Doretta Doremì, la sua fiamma di allora.

Non è un caso infatti che l’affascinante papera abbia modo di tornare in altre occasioni nella produzione di Don Rosa, in particolar modo ne L’ultima slitta per Dawson, che tra le altre cose contiene anche un flashback che si posiziona sempre in quel periodo.
Pur non trattandosi strettamente di un capitolo bis, viene perciò considerata come un “capitolo extra” dagli appassionati, e come tale è etichettata nel secondo volume di Tesori International, insieme a Il sogno di una vita, dove attraverso un marchingegno di Archimede possiamo osservare i sogni di una notte qualsiasi di Paperone, popolati da ricordi della sua vita avventurosa. Una visione forse pretestuosa, ma certo affascinante.

Don Rosa e la vita di Paperone
L’essenza di Paperone secondo Don Rosa, da L’ultima slitta per Dawson

Il lavoro di Don Rosa sulla biografia di Paperon dé Paperoni rappresenta un unicum nella produzione disneyana, per intenti e realizzazione.

Un lavoro enorme, sul quale l’autore si è concentrato per tutta la sua carriera, come si è visto andando ben oltre il lavoro iniziale rappresentato dai 12 tasselli con cui ha rielaborato ordinatamente le tappe della vita di Uncle Scrooge.
È quindi importante che la Saga di Paperon dé Paperoni torni disponibile in una nuova edizione, con una modalità di pubblicazione particolarmente adatta e rispettosa di questo corpus narrativo.


Note:
  1. Per Don Rosa questo presente narrativo è rappresentato da gli anni di attività barksiana, quindi tra gli anni Cinquanta e Sessanta 

  2. Altro elemento di tal genere è indubbiamente il nome di Nonna Papera, rivelato per la prima volta ne Il compleanno di Nonna Papera, disegnata da Riley Thompson, ma che Don Rosa ha inserito nella Saga, considerando che il personaggio venne creato da Al Taliaferro 

  3. Una abbastanza evidente critica alla tendenza umana di ritenere il proprio tempo passato migliore di quello presente 

  4. Un parere non dissimile venne espresso da Chris Sims su Comics Alliance confrontando Paperone con Superman 

2 Commenti

2 Comments

  1. simo

    25 giugno 2016 a 09:38

    Ottimo articolo

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