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Don Rosa – La Saga di Paperon de’ Paperoni

Con la Saga di Paperon de' Paperoni, Don Rosa ha creato un piccolo gioiello dal fascino assolutamente peculiare, all'interno dell'immaginario disneyano. Esaminiamone insieme il progetto...
Articolo aggiornato il 18/05/2017

Barks, e le molteplici vite possibili dei paperi

Don Rosa - La Saga di Paperon de' PaperoniQuanti angeli stanno sulla capocchia di uno spillo? Infiniti, o almeno quanti ne vogliamo, poiché gli angeli non hanno corporeità. E quante vite hanno i paperi barksiani? Innumerevoli, poiché ogni storia che Barks racconta è autonoma rispetto alle altre. Quindi, possiamo pensare che ogni storia di Barks racconti una particolare vita possibile. Ovvero: Barks racconta tutte le possibili vite dei paperi. In D.U.C.K., Don Rosa filtra, dalle infinite possibilità dell’universo barksiano, il mondo reale dei paperi: dai tanti possibili, il solo reale. Con una frase ad effetto: Don rosa crea dalle storie di Barks una Storia. Un programma da brividi, nel mondo disneyano, che vi proponiamo di esplorare insieme a noi, seguendoci attraverso questo articolo.

La Saga di Paperon dé Paperoni

La Saga di Paperon dé Paperoni raccoglie i dodici capitoli classici della biografia di Paperone, (ri)costruita da Don Rosa [1]. A questi, se ne aggiungono altri, pubblicati a “Saga” ormai conclusa, che approfondiscono alcuni episodi o colmano lacune di questo primo blocco [2]. Nell’introduzione a ciascuna storia, l’autore cita scrupolosamente gli spunti che ne hanno guidato la composizione, offrendo così una guida al proprio metodo di selezione ed interpretazione del materiale barksiano, composto da quelli che egli stesso definisce “fatti barksiani”. La stesura di questa biografia è stata, infatti, preceduta da un paziente lavoro di ricerca ed ordinamento dei riferimenti alla vita del Vecchio Papero, disseminati nelle tavole di Barks. Leggiamo, infatti: “ho fatto un lungo elenco di tutti i fatti relativi alla giovinezza dello Zione, presenti nelle opere di Barks, compresi i pezzettini più oscuri. Poi ho organizzato questi fatti in ordine cronologico, mischiandoli con avvenimenti e personaggi storici reali, per dare al tutto una parvenza di autenticità” [3].
Questa frase espone il programma di lavoro di Don Rosa e ci offre punto di partenza e guida per molte nostre considerazioni.

In questa opera, Don Rosa ricostruisce una (anzi “la”) biografia di Paperon dé Paperoni. Nel passo sopra riportato, l’autore dichiara di sfruttare, in maniera comunque critica, esclusivamente indizi che compaiono nelle opere di . Con questa scelta, Don Rosa seleziona un insieme ben definito di storie, che stabiliscono il contesto di riferimento della sua Saga. Le storie di Barks, cioé, diventano i documenti dai quali ricostruire la vita di Paperone, mentre il resto della produzione disneyana, che pure tratta vicende paperoniane, è rigettato a priori, alla stregua di testi apocrifi. Poiché Don Rosa svolge un lavoro di tipo storiografico, possiamo dire che tutto cio’ che è al di fuori della produzione barksiana ha lo status di racconto, e quindi non è utilizzabile. Questa selezione è la regola di fondo del progetto di Don Rosa e, per i lettori, è necessario accettarla, così come si accettano le regole di un gioco. Merita notare che questa regola ha una conseguenza coerente, ma non banale, nell’universo disneyano: diventa plausibile fare ipotesi sulla morte di Paperone. La sua data è collocabile nei dintorni dell’ultima storia di Barks che lo vede protagonista. Poiché l’ultima storia disneyana a cui Barks collabora (peraltro come disegnatore) risale al 1967 [4], deduciamo ragionevolmente che Paperone ha trovato la meritata pace intorno a quegli anni, ovvero ad un ventennio preciso dalla sua comparsa sulle scene. Come qualsiasi vita reale, anche quella di Paperone, ha un inizio ed una fine. Don Rosa ha rappresentato questo principio in una celebre vignetta, che vede la famiglia dei paperi, ciascun componente opportunamente invecchiato, raccolta attorno alla tomba di Zio Paperone, che riporta, sulla lapide, le date 1867 – 1967 (v. figura 2, Don Rosa ).

Il progetto di Don Rosa

Il fascino (e l’ambizione) della ricostruzione di Don Rosa risiede sicuramente nell’idea alla base del suo progetto. Scrivere una biografia documentata di un personaggio come Paperone è, infatti, qualcosa di ideologicamente diverso rispetto a scriverne una serie di avventure, sia pure fra loro collegate, già familiari al lettore disneyano in forme diverse e molteplici. Ci sono, intanto, le avventure più antiche, che, pubblicate nella forma di strisce quotidiane, finivano per essere composte da un considerevole numero di puntate. Una delle più celebri avventure di Topolino, Topolino Sosia di Re Sorcio [5], si dipana per 159 strisce. Successivamente, riferendoci alle pubblicazioni italiane, abbiamo avuto moltissime storie suddivise in due puntate; storie d’occasione che potevano svolgersi in diverse puntate (ad es. Paperolimpiadi di Scarpa si sviluppa in otto puntate). Più recentemente, ha proposto storie suddivise in un “numero spropositato di episodi” [6]. Ancora, non mancano saghe, che, con una loro specifica ambientazione ed, addirittura, specifici personaggi, sfruttano una forma larvale di continuity. Si pensi alla serie de La Macchina del Tempo, col Dottor Zapotec ed il Professor Marlin, creata da Pezzin; o reinvenzioni dei ruoli dei personaggi, come nella serie dei Signori della Galassia di Pezzin e de Vita; o nel celebre Ciclo dell’Argaar, di de Vita e Michelini. Infine, abbiamo le collane basate su una sorta di ridefinizione dei personaggi classici, quali le varie incarnazioni di PKNA, Mickey Mouse Mistery Magazine, Mickey X, nelle quali la continuity ha addirittura un ruolo strutturale. Questi esempi, ciascuno dei quali meritevole di un separato approfondimento, dimostrano che la ed i suoi autori si sono confrontati con gran parte delle possibili strutture narrative. Ma, dal punto di vista del contributo all’immaginario disneyano, il progetto di Don Rosa ha un’ambizione qualitativamente diversa da quelli elencati. E la differenza è evidente: in questi, le narrazioni hanno a che fare con cronache del presente (narrativo) dei personaggi; eventualmente di un presente parallelo, reinventato [7]. L’obiettivo di Don Rosa è la ricostruzione del passato, ed intende definire in maniera univoca, definitiva, le origini di un personaggio e del mondo ad esso collegato.

Saghe delle origini

La Saga di Paperon dé Paperoni è un racconto delle origini, che, nel mondo disneyano, non ha eguali.
A questo proposito, è interessante il confronto fra l’opera di Don Rosa e la saga Storia e Gloria della Dinastia dei Paperi di , per i disegni di Carpi e Scarpa [8]. In questo lavoro, le storie abbracciano un arco di tempo lunghissimo, che va dall’Egitto dei faraoni ai giorni nostri. Gli autori italiani mostrano il dispiegarsi, attraverso le generazioni e le civiltà, delle lotte fra gli antenati di Paperone e dei nipoti ed i loro nemici classici, quali gli avi dei Bassotti e quelli di Rockerduck. Notiamo che gli ultimi due episodi si sovrappongono alla cronologia proposta da Don Rosa, e raccontano una biografia paperoniana totalmente diversa: in essa, ad esempio, Paperone risulta nato durante la corsa all’oro. Tuttavia, al di là di questa coincidenza temporale, è proprio il senso della storia ad essere diverso. Quella degli autori italiani è, infatti, una saga che rispetta la tradizione disneyana di rifiuto della continuity, poiché è indipendente da qualsiasi altra vicenda dei paperi. Racconta, cioé, una storia il cui status è il medesimo di qualsiasi altra storia. Al contrario, Don Rosa intende, per così dire, raccontare una storia più Storia delle altre.Don Rosa - La Saga di Paperon de' PaperoniThe Life and Times of $crooge McDuck (according to Mr. Barks?)
Don Rosa, nel suo programma di ricerca, dichiara di volersi mantenere coerente a quelli che definisce “fatti barksiani”. Il modello di Don Rosa si basa, quindi, sull’assunzione che i riferimenti alle vicende del passato di Paperone siano fra loro coerenti; od almeno compatibili, come lo possono essere citazioni estemporanee. Intanto, va notato che i fatti barksiani a disposizione di Don Rosa sono pochi (rispetto alla totalità delle storie di Barks). Questa rarefazione è importante, poiché consente all’autore una fertile libertà di scrittura. D’altra parte, la selezione delle storie è necessaria, per la buona riuscita dell’impresa, poiché le storie barksiane dei paperi sono, nel loro insieme, palesemente incoerenti. Don Rosa, con la sua ricerca, costruisce a posteriori una continuity nelle opere dell’uomo dei paperi. Selezionando spunti ed indizi, porta alla luce una specie di storia segreta del mondo dei paperi: i lettori non se n’erano accorti, ma questa storia si dipanava sotto i loro occhi. L’elencazione minuziosa delle tracce disseminate da Barks nelle proprie storie induce il lettore a considerare anche le storie stesse dell’uomo dei paperi sotto un’altra luce. Sembra veramente di trovarsi di fronte a quelle ricostruzioni, che intendono tracciare il cammino del Graal dalla alle lande più esotiche; o svelare il luogo della vera tomba di Gesù; o dimostrare la presenza degli alieni sulla Terra.
Infatti, ribadiamo, il mondo barksiano dei paperi non appare avere una storia; ovvero, le opere di Barks, non si basano su alcuna forma di continuity. Con questo intendiamo che le situazioni contingenti, che costituiscono il contesto iniziale delle varie storie, non dipendono da eventi narrati nelle storie precedenti. Fatti salvi i lineamenti caratteriali generali dei personaggi, ogni loro conquista sembra azzerarsi nel periodo che trascorre tra due storie successive.
Per chiarire il concetto, vediamo due esempi: alla fine di Paperino ed il sentiero dell’Unicorno [9], troviamo Paperino ed i nipotini arricchiti, che sbeffeggiano Gastone da una sterminata limousine; al termine di Paperino Rabdomante[10], l’intraprendente papero si lancia nell’attività, che si ha ragione di supporre assai lucrosa, di trovatore d’acqua. Ebbene, nelle storie successive, di questi eventi non c’é memoria: ogni volta, ritroviamo Paperino nelle sue tipiche condizioni di squattrinato; né abbiamo notizia d’eventi che abbiano causato la sparizione di quelle ricchezze. Non esiste, in pratica, una continuità narrativa fra queste due storie e l’una potrebbe esistere senza l’altra.
Il progetto di Don Rosa, invece, consiste nel selezionare un gruppo di storie e di riferimenti (citazioni) e di costruire (nella sua ottica, ricostruire) cio’ che è successo o giustifica gli eventi dei racconti di partenza. L’insieme delle storie selezionate da Don Rosa finisce, allora, per costituire un blocco omogeneo, un’isola rocciosa che emerge dal mare della produzione barksiana; un mondo circoscritto, nel quale, pero’, il lettore può aggirarsi ed interrogare i fatti narrati; un mondo, quindi, più solido, più reale del resto dell’universo barksiano.

Paperone nel mondo reale

Ma non è tutto qui. Don Rosa dimostra, infatti, un’ambizione ancora più profonda: tenta di legare la biografia di Paperone al mondo reale, presentando, nelle pagine della Saga, eventi e personaggi storici. Questo implica che il tempo narrativo dei paperi corrisponde a quello storico: la corsa all’oro che vive Paperone è proprio quella che travolse gli Stati Uniti nel XIX secolo; così, il Theodore Roosvelt, che incrocia le proprie vicende con quelle di Paperone in ben due episodi, in frangenti invero burrascosi, e che viene coinvolto nelle vicende che porteranno alla fondazione di Paperopoli [11], è proprio il Theodore Roosvelt che fu Presidente degli Stati Uniti all’inizio del XX secolo.
Come conferma Don Rosa, nella frase che abbiamo citato all’inizio, si tratta dello stratagemma classicamente sfruttato dai romanzi d’ambientazione storica: tramite la verosimiglianza storica si tenta, da una parte, di avvolgere il lettore nel clima di un’epoca (non si pensi solo a Walter Scott o Georgette Heyer, ma anche al Forsyth de Il giorno dello sciacallo, od alla serie di telefilm di Spielberg su Il giovane Indiana Jones). Dall’altra, s’intende suscitare un senso di spiazzamento, una fascinosa area grigia nella percezione del reale; ed anche, perché no, creare l’illusione dell’esistenza di un’area condivisa fra il mondo reale (subìto) e l’immaginario fantastico (vissuto) del lettore.

Il passare del tempo e l’anello di congiunzione

Come già notato, Don Rosa è particolarmente puntiglioso sia nel rispetto della cronologia barksiana da lui utilizzata come fonte, sia nell’inserimento di riferimenti al mondo reale. La sua biografia procede, attraverso gli episodi, mostrando un Paperone che si muove nel mondo storico ed invecchia. Nel mondo dei paperi secondo Don Rosa, il tempo scorre ed i personaggi evolvono. Certo, il tempo di Paperone pare scorrere secondo ritmi particolari, anche rispetto agli altri personaggi barksiani, che sembrano seguire cadenze più simili alle nostre. Si consideri ad esempio, nel cuore della Saga, la famiglia Pitagorico: Cacciavite Pitagorico, nonno di Archimede, compare al fianco di Paperone nel 1880, e due anni dopo è ancora senza prole [12]; Fulton Pitagorico, padre di Archimede, è membro del nucleo fondatore delle Giovani Marmotte nel 1902 [11]; Archimede debutta, già attivo, nel maggio 1952 [13]. Attribuendogli, ragionevolmente, venti anni, calcoliamo la data di nascita del geniale inventore nel 1932 (ovvero, all’uscita della grande depressione, all’inizio del New Deal di Roosvelt. Chissà che questa corrispondenza non sia casuale ma simbolica). I tempi della famiglia Pitagorico sono, quindi, del tutto compatibili con quelli umani.
D’altra parte, l’effetto del tempo sulla fibra del grande papero è realisticamente messa in evidenza nell’ultimo racconto della Saga, che costituisce l’anello di congiunzione con la tradizione barksiana [14].
Da quest’episodio, traiamo alcuni spunti interessanti sulla gestione della continuity. Don Rosa rispetta la cronologia barksiana ed ambienta l’episodio nel famigerato Natale 1947. Paperone ha 80 anni, logorato ed ormai sul viale del tramonto. A tal proposito, lo stesso Barks ammise di “averlo raffigurato troppo vecchio e decrepito. Più tardi scoprii che avrei dovuto renderlo più attivo; non potevo pensare che un vecchietto come quello potesse fare tutte le cose che volevo fargli fare” (citato in [4]). Il successo del personaggio aveva infatti messo il suo creatore nel medesimo imbarazzo in cui, in Italia, alcuni decenni più tardi, si troveranno Berardi e Milazzo con il loro Ken Parker, che debutterà anziano, per ringiovanire dal secondo episodio [15]. Barks risolse il problema, esattamente come lo risolveranno i due autori italiani: ne prese atto e lo ignoro’. Don Rosa, in coerenza al proprio approccio non può fare altrettanto. Decide, quindi di narrare la rinascita di Paperon dé Paperoni, quasi una sorta di Ultimate Uncle Scrooge, che permetta di giustificare la frenetica attività che colmerà la vita di Paperone negli anni a venire.

Conclusione (?)

Con La Saga di Paperon dé Paperoni, Don Rosa ha reso un omaggio a Barks ed al mondo dei paperi da Barks creato. Il suo lavoro di ricostruzione lo ha portato a scrivere storie appassionanti in sé; l’introduzione di una continuity ha fornito un contesto narrativo, che dona un fascino aggiunto alle vicende di un personaggio amato come Paperone. Questo fascino è tanto più intenso per i lettori delle vicende disneyane, che della continuity sono abituati a fare tranquillamente a meno. Essi, infatti, si trovano a confrontarsi con un immaginario sottilmente diverso da quello abituale, che offre loro tanto il piacere dell’avventura, quanto il gusto della riscoperta e dell’esplorazione di un mondo considerato noto, e forse dato fin troppo per scontato.

Note
1. Don Rosa, Progetto D.U.C.K. Italia – TuttoDisney n.9 (1997). Nelle altre voci faremo riferimento a questo volume come DUCK.
2. Don Rosa, DUCK, Ma la Saga non finisce qui….
3. Don Rosa, Alberto Becattini, DUCK: Guida alla Saga di Paperon dé Paperoni.
4. Aa. Vv., Carl Barks l’Uomo dei Paperi – Walt Disney Italia – TuttoDisney n.18 (2001).
5. , Ted Osborn, Merril de Maris, Topolino Sosia di Re Sorcio. Walt Disney Italia. Topostrips n.1 (1992).
6. Silvia Ziche, Il papero del mistero. Papernovela in un numero spropositato di episodi. Walt Disney Italia (2004).
7. In effetti, il tempo disneyano ha una complessità maggiore di quanto qui schematizzato. Nondimeno, il cuore dell’argomento resta, a nostro parere, valido.
8. Guido Martina, , Guido Scarpa, Storia e Gloria della Dinastia dei Paperi. Mondadori (1977).
9. Carl barks, Paperino ed il sentiero dell’Unicorno. Zio Paperone n. 36 (1992).
10. Carl barks, Paperino Rabdomante. Zio Paperone n.37 (1992).
11. Don Rosa, DUCK: Cap X – L’invasore di Forte Paperopoli.
12. Don Rosa, DUCK: Cap II – Il signore del Mississipi.
13. Carl Barks, Paperino e l’amuleto del cugino Gastone. Zio Paperone 44 (1993).
14. Don Rosa, DUCK: Cap XII – Il papero più ricco del mondo.
15. , , Ken Parker Vol. 1, Panini Comics (2003).

Riferimenti
Due link utili, per sviscerare il mondo di Don Rosa:
il sito “ufficiale” della saga, gestito da Dan Shane;
DuckHunt, gestito dal gruppo D.U.C.K.hunt.

Siti in italiano
I.N.D.U.C.K.S. – Il censimento dei fumetti Disney in Italia
Il progetto Papersera – il giornale sul mondo dei fumetti Disney

Ringraziamenti
Un ringraziamento doveroso a Fabio Postini, che ha seguito e stimolato passo passo la stesura di questo articolo; naturalmente, resto responsabile di qualsiasi opinione, errore, impecisione od omissione.

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