Dolori di un fumettista cinefilo: CineMAH di Leo Ortolani

Ironia dissacrante, tormentoni e battute sono gli ingredienti delle recensioni di film a fumetti realizzate da Leo Ortolani, raccolte in volume da BAO.

L’arte dello sfottò

Dolori di un fumettista cinefilo: CineMAH di Leo OrtolaniUn bel giorno, quasi per gioco, ha pubblicato sul suo blog Come non detto una serie di vignette che raffiguravano le sue reazioni, non proprio entusiaste, durante la visione di The Avengers, il film di Joss Whedon del 2013 che chiudeva la “Fase 1” del Marvel Cinematic Universe.

Nata per esorcizzare in qualche modo il disagio di un fan dei fumetti che si ritrova ad essere uno dei pochi a non aver gradito la pellicola, la rubrica CineMAH è poi proseguita con altri appuntamenti, ogniqualvolta l’autore vedesse un film e trovasse materiale con cui scherzarci sopra, e grazie a BAO Publishing è passata dal blog alla carta stampata.

Chi conosce Leo Ortolani, anche solo dalle sue storie per Rat-Man, sa che la sua fervida fantasia ha da sempre trovato in qualunque opera narrativa degli interstizi in cui infilarsi con arguzia.
È il meccanismo stesso alla base delle varie parodie realizzate negli anni, da Il signore dei ratti a Star Rats, da Allen a Il grande Magazzi: si individuano situazioni che si prestano a battute, gag e prese in giro e le si utilizzano, riadattate, per scriverne una versione dissacrante e ironica.

Con le recensioni a fumetti il concetto è quasi lo stesso, solamente declinato rispetto al nuovo contesto: si punta il dito direttamente su quelli che l’autore ritiene difetti, come in un pezzo di critica qualsiasi, ma si argomenta la propria opinione attraverso il paradosso, l’esagerazione voluta e ben calibrata e l’utilizzo di tormentoni.

Dolori di un fumettista cinefilo: CineMAH di Leo OrtolaniUna modalità creativa difficile da gestire, ma che con la capacità affabulatoria di Ortolani diventa il mezzo per divertire il lettore in modo genuino e simpatico.

La risata scatta sia che il film sia stato visto oppure no, e sia che sia stato apprezzato o meno: questo perché il fumettista trova la chiave di volta per scherzare sulle pellicole che prende di mira, in modo da non offenderle mai apertamente ma compiendo sempre curve paraboliche ricche di idee e comicità che servono perfettamente allo scopo e soddisfano un po’ tutti i palati.

Leo Ortolani va insomma a scardinare i cliché di un cinema americano sempre più appiattito, ma, ammettendo lui per primo di continuare a seguirne la produzione, evita il fastidioso ruolo dello sputasentenze, mettendosi sullo stesso piano del lettore.
È inoltre il primo a mostrarsi consapevole del fatto che molte delle sue opinioni derivano dalla nostalgia verso il tipo di cinema che vedeva anni fa e dalla disillusione nei confronti dei meccanismi della nuova industria cinematografica.

Indubbiamente questo approccio spontaneo e immediato è un altro dei motivi che avvicina tanti lettori a CineMAH.
Ortolani, in buona sostanza, fonde l’esperienza e la ponderazione del narratore alla schiettezza/naturalezza degli spettatori più simpatici che, usciti dalla sala, commentano con battutine simpatiche il film appena visto.

Dolori di un fumettista cinefilo: CineMAH di Leo Ortolani

Disegni su schermo

Lo stile di disegno che Leo Ortolani sfoggia in queste vignette è sostanzialmente quello che si vede ogni due mesi su Rat-Man, con tuttavia interessanti deviazioni.

Dolori di un fumettista cinefilo: CineMAH di Leo OrtolaniInnanzitutto si può notare la pressoché totale mancanza di sfondi: riconoscendo che sarebbero effettivamente superflui per lo scopo di questi fumetti, l’autore si concentra sui personaggi, le loro espressioni e le loro azioni.
Un tratto solo apparentemente minimale, comunque, perché nei volti si individua sempre l’attenzione ai dettagli, che siano per comunicare qualcosa o per accentuare la comicità della scena.

Da rilevare anche la tecnica della ripetizione: nella recensione di The Avengers e in altre Ortolani ha mantenuto lo stesso disegno per più vignette di fila, in alcuni casi modificando un piccolo particolare, e cambiando balloon e didascalie. L’effetto comico, essendo una tecnica calibrata sempre attentamente, viene preservato e addirittura accentuato.

L’esplosione di tale modalità espositiva si ritrova nella recensione che chiude il volume BAO, dedicata a Torneranno i prati di Ermanno Olmi (mixata con citazioni ad hoc a Star Wars): il fumetto è costituito interamente dallo stesso identico disegno, mentre sono solo i pensieri del protagonista a cambiare. Graficamente, il tratto diventa qui più tremolante e sottile, uniformandosi al tono crepuscolare della pellicola di partenza.

Dal blog al volume

Dolori di un fumettista cinefilo: CineMAH di Leo OrtolaniL’operazione editoriale di BAO Publishing si rivela più che buona.
La copertina cartonata si presenta solida e resistente, e il blu notte – oltre ad essere pertinente con l’atmosfera da sala cinematografica – fa risaltare il libro negli scaffali.
È presente in apertura un’introduzione dell’autore stesso, utile per contestualizzare la nascita di queste recensioni a fumetti, e ben quattro prefazioni d’artista.

Alessandro Apreda – meglio noto come Doc Manhattan – scrive un’appassionata pagina in cui mette al centro del suo ragionamento il recensore e il suo ruolo ai tempi di Internet, Roberto Recchioni si pente di aver stimolato Ortolani a intraprendere questa serie con un disegno a tutta tavola, Giacomo Bevilacqua firma un attestato di stima e affetto verso il collega e Zerocalcare offre il contributo più spassoso e sincero, ammettendo che molto spesso non si riconosce nei giudizi cinematografici espressi da Ortolani ma che si diverte lo stesso.

L’unica perplessità verso il volume riguarda l’impaginazione delle storie: invece di mantenere il “flusso verticale” del blog, sono state infatti rimontate in vignette. Questa scelta rende la tavola più vicina all’impaginazione classica con 6 vignette per foglio, modificando leggermente il ritmo di lettura ma rendendo più comodamente fruibili le storie.
Ma dopo lo spaesamento iniziale si può riconoscere la funzionalità e la leggibilità di questa soluzione, probabilmente inevitabile per il passaggio al cartaceo.

Abbiamo parlato di:
CineMAH presenta: il buio in sala
Leo Ortolani
BAO Publishing, maggio 2016
188 pagine, cartonato, bianco e nero – 17,00 €
ISBN: 9 788865 436691

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