Dividere i fans: intervista a Kyle Baker (parte seconda)

Seconda parte dell'intervista a Kyle Baker, su The Truth, sul perche' il circuito delle librerie ed il "direct marker" siano in contrasto, e su alcuni dei molti progetti personali che...
Articolo aggiornato il 13/04/2015

Dividere i fans: intervista a Kyle Baker (parte seconda)

Nella prima parte della nostra intervista ci ha raccontato di come ha cominciato a lavorare a Plastic Man, edito dalla DC Comics. Ma Baker ha un altro, e più personale, progetto in programma. All’epoca di questa intervista stava preparando una raccolta di cartoons sulla sua famiglia, chiamata semplicemente The Bakers. Da allora l’autore ha cambiato i suoi piani di pubblicazione da un one-shot ad un trade paperback, : Cartoonist, che include The Bakers ed altro materiale più ipiù in linea con la sua esclusiva di San Diego The New Baker, ma un po’ più grande. Sarà in vendita alla fine di questo mese.. Oltre ai suoi lavori in arrivo, è appena uscito il suo controverso lavoro Captain America: The Truth. Nella seconda parte dete dell’intervista spiega i motivi del suo approccio alla miniserie che ha diviso così drasticamente i lettori. Sia che vi convinca o no con il suo punto di vista, dovrete ammettere che ha cose davvero interessanti da dire sul mercato e su cosa sia realmeealmente la concorrenza.

Derek McCaw: Hai completato il lavoro sul controverso Truth: Red White & Black. In retrospettiva, hai qualcosa da dire su come è stato lavorare con la Marvel? E come è cambiato il modo di lavorare con la Marvel rispetto all’epoca di Jim Shooter negli anni ottanta?
Kyle Baker: Ti ripeto, a questo punto chiamarmi significava chiamarmi per fare le cose come le faccio io. Tante volte, non essendo un lettore regolare di Capitan America, avrei dovuto chiamarli e chiedere “posso fare così? Andrebbe bene così? Cosa vi piacerebbe?”.
Sono così al di fuori di queste cose che quando uscì il primo numero, non avevo neanche un negozio di fumetti vicino. Io ho gli albi DC gratis. Perciò sono quelli che leggo. E leggo i fumetti dei miei amici perché li ho gratis o quasi. Perciò non vedo, letteralmente, un albo della Marvel da anni. Quindi vado al negozio a prendere il mio albo perché la Marvel non ti manda copie omaggio. È vero. Non mandano agli autori albi omaggio. Perché, Dio “li abbia in gloria”, contano di venderli (risate).
Comunque, la parte meno costosa nella realizzazione di un fumetto è la stampa. Pagano “l’opera” una fortuna. E dieci centesimi per stampare un albo. ma non possono permettersi di mandarmelo.
Ma comunque sono in un negozio di fumetti. Sto facendo le mie cose. “Capitan America!”. Lo sto realizzando “à la” Jack Kirby, con tutte quelle pose e dita squadrate. Sai cosa intendo, vero? Splash page, e sono come, sì, un po’ come Sal Buscema perché in realtà sono vecchio quanto lui. Sei legato a quello che ti piaceva quando eri piccolo. Ed a me piaceva Sal Buscema e Mike Zeck.
Vado nel negozio e realizzo “oh… Capitan America è fatto con foto ricalcate ora. Spiacente, non l’avevo capito.”
“Se avessi saputo che questo era quello che voi volevate l’avrei fatta più facile ed avrei ricalcato qualche foto.”

Dividere i fans: intervista a Kyle Baker (parte seconda)DM: “The Truth” è diventato propriamente un caso editoriale quando è stato aggiunto un numero, come parte “aggiunta per il paperback”. In che modo questa cosa ti ha riguardato, come artista?
KB: Non l’avevo scritta io. Inoltre, un paperback è per un mercato differente. Trovo che, avendo lavorato per entrambi i mercati, il circuito delle librerie è davvero differente.
Mi era stato detto alla Marvel che stavamo cercando di attirare un genere differente di lettori. Mi avevano perfino chiesto di non guardare la loro produzione. “ti abbiamo chiamato per farti lavorare a modo tuo.” Avevano già preso i fan di Cassaday. E non me la prendo con nessuno di loro; sono tutti stupendi. Devo dire qualcosa in più, mi piace il loro lavoro.
“Non farlo, abbiamo questi lettori. Vogliamo fare in modo che i lettori che abitualmente non leggono Capitan America lo comprino. Fallo più “nero” possibile. Vogliamo piacere ai lettori neri.”
Il modo in cui realizzo queste cose è chiedendomi, perché IO non compro Capitan America? Oh, lo comprerei se somigliasse a tutto questo. E, trovandoci queste cose, allora sì che lo comprerei.
“Stiamo provando di interessare i mass media. Proviamo con la CNN ed il New York Times”, e quel tipo di cose. Ok, ho lavorato per il New York Times. Ho pubblicato sul New Yorker. Se fai riferimento al New Yorker ed al New York Times, quello che comprano sono disegni non rifiniti a pennarello.
Le illustrazioni sul New Yorker sono molto poco dettagliate. Perfino lo stile di Art Spiegelman, è molto semplice e ruvido. Anzi, più ruvido è, meglio è. E questo è quello che piace alla gente. Abbiamo solo seguito quella linea. Ed abbiamo avuto grandi riconoscimenti sui mezzi di comunicazione.

Ancora, quando cerchi di vendere nelle librerie, cerchi di farlo a persone la cui lettura preferita è Dilbert. Vai alla ricerca di quella fetta di mercato. Guarda I fumetti che vendono nel circuito delle librerie: The Simpsons, Dilbert. Eddie Campbell con From Hell ha venduto molto copie, con uno stile molto stilizzato. Questo è quello che questi lettori amano. Se vendi in questo circuito avrai problemi nel “direct market” (fumetterie, edicole, supermercati – ndr.) e viceversa.
Perciò devi scegliere. Abbiamo perfino discusso di questo alla DC. Per chi lo stiamo realizzando? Posso farvi andare sulla CNN, o sulla CBG. A me sta bene in entrambi i casi, davvero.
Per i lettori di Plastic Man faremo dei veri e propri omaggi a Jack Cole, con la mia versione di famose tavole e cose del genere, perché i fan riconosceranno tutto questo. “Ricordo quella scena e quel personaggio, mi era piaciuta quella storia. E… oh, ha ricreato quella stessa situazione.” Capisci cosa intendo?
Mentre al frequentatore medio di Barnes & Noble non interesserà se la tua copertina era un omaggio a quella originale di Police Comics.

Dividere i fans: intervista a Kyle Baker (parte seconda)DM: Quest’inverno lancerai The Bakers. Dai preview dei tuoi New Baker, è qualcosa che mi piace davvero.
KB: Grazie, grazie mille. Sto realizzando storie sulla mia famiglia. Tendo a scrivere sulle mie esperienze, quando non scrivo per personaggi di altri. E, infine, lavoro a casa e non esco molto, perciò in realtà la maggior parte delle gag mi capitano veramente…
Sto disegnando queste cose da anni ora, a casa mia, per il divertimento della mia famiglia. Scherzi su quello che succede nella mia casa. I miei figli si comportano in queste cose come i figli di chiunque altro. C’é anche la pressione aggiunta dal fatto che lavoro in casa, e non posso fare nulla fino a quando non sono andati a dormire. Il primo numero di The Bakers si chiamerà “Shut up and go to bed!” e consiste in me che per in ventidue pagine cerco di mandare i miei figli a letto in modo da poter lavorare un po’.
Ed è qualcosa tipo “papà, voglio un bicchiere d’acqua… Papà…” Allora spengo tutte le luci. “Papà, voglio un bicchiere d’acqua.” Devo attraversare un soggiorno pieno di giocattoli. Giocattoli appuntiti. Brancolo nel buio e inciampo su un giocattolo. Tutti i giocattoli fanno sempre rumore. Ed io sto sempre saltandoli, o camminando su un Barney al buio, quando inizia a cantare “I love y…”. E tu stai sanguinando perché ti sei spaccato la testa.
Il fatto è che non ero sicuro che sarebbe piaciuto a tutti, ed allora ho fatto questo preview per le convention, e sembrava essere stata la parte preferita da parte di tutti perché potevano relazionarcisi. Il che è un sollievo, perché è davvero il tipo di cose che mi piacciono realizzare.

DM: Quando uscirà? A gennaio?
KB: Stiamo cercando di mettere tutto a posto ora. Sto per pubblicarlo da solo, perché non posso cedere i diritti sulla mia famiglia. Questo è l’unico motivo. Non ho nulla contro la DC. La gente pensa “oh, lo stai pubblicando da solo, sei contro la DC e la Marvel”. No, non è così. E che se mia figlia volesse produrre un fumetto per proprio conto non potrei dirle “tesoro, sei proprietà della DC”. Dovremmo cambiare i biglietti di auguri natalizi con quelli della DC. Poi saro’ sostituito come disegnatore, “Non crediamo tu sia adatto. La gente scrive che il padre è troppo grasso, perciò ti sostituiremo con un giovane piacente. Alla gente piace di più il personaggio del postino; diventerà il suo fumetto ora”.

Dividere i fans: intervista a Kyle Baker (parte seconda)DM: Sei qui anche con la versione animata di The Cowboy Wally
KB: Sì. Sto realizzando molte versioni animate. Sto lavorando su Looney Tunes, il promo e dei corti a supporto. E vorrei presto avere il mio proprio show, così ho sviluppato the Cowboy Wally.
Stiamo cercando di metterlo su come un TV show o come un film. Sto realizzando l’animazione da solo.
Mi risulta, l’ho scoperto lavorando per la Warner, perché Cartoon Network è al piano di sopra, che il budget per mezz’ora di The Power Puff Girls è cinquecentomila dollari… e il cartoon non va.
Io realizzo cartoon che non devono essere fonte di sussistenza. Sono fumetti e non mi costa cinquecentomila dollari produrli. Perciò faccio questi cartoon. Sono divertenti.

DM: Qualche anteprima?
KB: Sì, dopo San Diego andremo a Los Angeles per pranzi e incontri e cose del genere. Ho parlato con (Bill) Plympton anche di altri posti. Non ha mai lavorato per gli “Studios” ma ci riesce comunque molto bene. Il segreto per realizzare profitti è affrontarla con calma.

Se siete interessati, buttate un occhio al lavoro di Kyle Baker sul suo sito internet. www.kylebaker.com

Derek McCaw – November 2003

Intervita tratta da Fan Boy Planet/a> per gentile concessione dell’autore.
A cura di: Derek McCaw – (traduzione Davide Occhicone)

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