Diventare adulti una tavola alla volta: “Sarah’s Scribbles” di Sarah Andersen

Pubertà, adolescenza e crescita indagate sotto una luce originale e divertente in "Crescere, che palle!", raccolta delle spassose tavole di Sarah Andersen.

Diventare adulti una tavola alla volta: "Sarah's Scribbles" di Sarah Andersen

Il dono di saper raccontare non è certo comune. Tutti noi sappiamo infatti riferire eventi che ci sono accaduti, emozioni che abbiamo provato, pensieri e commenti su diversi aneddoti della nostra vita, ma farlo in maniera interessante, divertente e autoironica è tutt’altro paio di maniche.

Sarah Andersen, fumettista americana di soli 23 anni, è sicuramente dotata di questo dono: disegna e pubblica i suoi scarabocchi (Sarah’s Scribbles, questo il nome originale della sua striscia, significa appunto “Gli scarabocchi di Sarah”) su un sito e una pagina Facebook seguita da quasi un milione di persone in tutto il mondo, ottenendo un grande riscontro di pubblico.

Becco Giallo non si è fatta sfuggire l’occasione di riproporre le tavole di Sarah in italiano, con un lavoro di adattamento decisamente buono, in un volumetto brossurato – il primo di una serie, presumibilmente – che ne raccoglie più di un centinaio al prezzo di 13 €; ma cosa rende Sarah’s Scribbles un prodotto così di successo?

Indubbiamente, l’abilità di Sarah di riproporre situazioni familiari a molte ragazze a cavallo tra l’adolescenza e l’età adulta in una chiave decisamente spassosa e autoironica, smaliziata ma sognante; la Andersen tratta infatti frammenti chiaramente autobiografici, ma mai autoreferenziali: l’universalità la fa sempre da padrona e lì sta il segreto del successo.

Diventare adulti una tavola alla volta: "Sarah's Scribbles" di Sarah Andersen

Un’altra fumettista emersa dal web che riesce a parlare di noi facendoci ridere e anche un po’ riflettere, trattando temi estremamente comuni e quotidiani in un modo però abbastanza particolare: un po’ come Zerocalcare, star del fumetto nostrano, senza però quell’universalità quasi “totale” – perlomeno a livello di genere – che caratterizza le opere dell’autore di Rebibbia.

La forza di Sarah’s Scribbles, infatti, sta anche nella forte vicinanza che lega l’artista al proprio pubblico: il target a cui la Andersen si riferisce è infatti il medesimo a cui lei stessa appartiene, e vi è una predilezione a raccontare l’incombenza del ciclo mestruale, il possedere centinaia di vestiti ma rubare lo stesso il maglione del padre, il conflittuale rapporto con la ceretta e altre situazioni tipicamente femminili che, nonostante la trascinante verve comica che le caratterizza, con ogni probabilità non saranno comprese nella loro interezza più intima da un maschio, eccezion fatta per le tavole che trattano il tema delle relazioni con l’altro sesso, della vita di coppia o riflessioni maggiormente “unisex” come la voglia ma al contempo l’ansia di crescere o la costante tendenza alla procrastinazione e alla pigrizia.

Per quanto riguarda lo stile grafico della Andersen, il suo tratto è caratterizzato da una forte impronta caricaturale unita a tratti somatici semplici ma molto accentuati che ben funzionano su internet ma che non sfigurano su carta, rendendo ancora più semplice l’immedesimazione delle lettrici nel personaggio di Sarah; connotati poco elaborati e quasi stilizzati significano elevata possibilità di identificazione, oltre che grandi potenzialità espressive che ben supportano la dominante umoristica del prodotto.

In definitiva, Crescere, che palle! è un fumetto decisamente consigliato alle adolescenti e alle giovani donne, che vi troveranno tanto humor e tanta verità, ma che potrà comunque essere capito e apprezzato anche dai maschietti – soprattutto da quelli che, magari, desiderano capire un po’ meglio il punto di vista di una ragazza sul mondo.

Abbiamo parlato di:
Crescere, che palle!
Sarah Andersen
Traduzione di  Francesca Paglialunga (supervisione di Andrews McMeel Publishing e Sarah Andersen)
Becco Giallo, marzo 2016
128 pagine, brossurato, bianco e nero – 13,00 €
ISBN-13: 978-8899016296

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