“Disney Tesori International” riparte da #1

“Disney Tesori International” riparte da #1
La testata "Tesori International" di Disney-Panini azzera la propria numerazione e riparte da 1, con una leggera rielaborazione della propria mission editoriale.

"Disney Tesori International" riparte da #1Tesori International è una testata bimestrale varata da a maggio 2016, lanciata con i primi due volumi dedicati alla $aga di Paperon de’ Paperoni di Don Rosa.

Nata con l’intento di pubblicare cicli di storie estere e antologie di autori stranieri, la serie è proseguita con un piano editoriale che, pur coerente negli intenti, ha offerto al pubblico un prodotto altalenante, alternando mostri sacri come Floyd Gottfredson (anche se con le strisce rimontate per il formato comic book) ad albi-miscellanea poco centrati o appetibili, fino ad arrivare a un numero dedicato alle storie di Carl Barks che avrebbero ispirato la serie animata DuckTales degli anni Ottanta, operazione di per sé qualitativamente valida ma ridondante dal momento che Panini sta già pubblicando una testata di prestigio dedicata all’opera dell’Uomo dei Paperi (Uack!, nelle sue varie fasi editoriali).

L’incertezza in cui versava la pubblicazione ha portato ad un ripensamento della stessa e, in linea con quanto accaduto in altre recenti occasioni, il prodotto subisce un azzeramento della numerazione, ripartendo da 1 e con un nuovo sottotitolo: I grandi autori Disney italiani nel mondo.

In parole povere Tesori International non si preoccuperà più di proporre fumettisti esteri, bensì autori italiani che hanno prodotto storie per il mercato internazionale. Il primo numero, uscito il 17 febbraio 2018, è dedicato a , non a caso uno degli esempi più celebri di questa tendenza, mentre il n. 318 della rivista Anteprima anticipa due prossimi volumi incentrati sul lavoro di Romano Scarpa per la casa editrice scandinava Egmont.

Per quanto attiene al primo volume, è d’uopo sottolineare che le storie contenute non sono inedite in Italia, ma hanno tutte già visto la luce negli anni passati su Zio Paperone. È un peccato, perché sarebbe stata l’occasione per pubblicare almeno qualcuna delle storie di Rota non ancora tradotte in italiano, così come dispiace notare la penuria di editoriali e articoli introduttivi, ridotti a sole 6 paginette complessive.
Rispetto alla precedente incarnazione della rivista, si rileva anche l’assenza delle alette interne a copertina e retrocopertina.

Se si possono facilmente immaginare almeno un paio di volumi rivolti alla folta produzione estera di Giorgio Cavazzano, risulta meno immediato prevedere a quali altri artisti disneyani la testata potrà attingere su queste basi programmatiche, e quindi quale aspettativa di vita possa avere.

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