La disillusa avventura londinese di Andrea Barattin

Con un volume corposo e frizzante, Andrea Barattin ci racconta la sua tragicomica esperienza nella capitale inglese.

La disillusa avventura londinese di Andrea BarattinLondra è senza dubbio divenuta una delle mete più ambite per i giovani in cerca di nuove opportunità, quasi una Grande Mela europea. Complici le sue attrazioni turistiche, culturali e lavorative, assieme alla crisi che non sembra mollare la presa, si attesta tra le città con maggior immigrazione di italiani, la cui cifra al momento si aggira intorno ai 250.000 (fonti inglesi: qui  e qui; fonti italiane: qui).

Il movimento di italiani è così massiccio da portare il governo a stabilire un programma di “First Approach” diretto specificatamente a loro. Molti non hanno competenze specifiche, e ricercano principalmente lavori a bassa qualifica nel settore terziario, in particolare nell’accoglienza e nel turismo. Ciò ha portato, in alcuni ambiti, a un surplus di domanda rispetto all’offerta lavorativa presente, sfociando anche in momenti di tensione.
Sono parecchie le persone, in particolare quelle comprese tra in 20 e i 30 anni, che hanno di certo accarezzato almeno una volta l’idea di tentare la fortuna, lasciando un paese in cui spesso non sentivano valorizzati a livello professionale e umano.

Ma come tutte le mete che popolano i sogni di gloria, Londra ha anche numerosi lati oscuri. Quando si riesce a scavalcare il tipico racconto del “l’amico del cugino di mio zio ce l’ha fatta”, e i possibili stereotipi culturali, si riesce ad avere una visione più consapevole ed oggettiva di una metropoli complessa.
Ed è proprio quella che riesce a darci Andrea Barattin con il suo London Calling, edito da .

La disillusa avventura londinese di Andrea Barattin
Dopo aver vissuto per diversi mesi nella capitale britannica, l’autrice umoristica ci racconta direttamente quella che è stata la sua esperienza, dalla partenza fino al primo ritorno in patria.
Armata delle migliori intenzioni, seppur non molto convinta dall’inclemenza metereologica britannica, Andrea decide di partire con il suo fidanzato Tommaso e alloggiare per un primo periodo a casa della cugina. Con pochi soldi in tasca, visto anche il cambio della sterlina rispetto all’euro, i due dovranno adoperarsi per trovare una sistemazione, un lavoro e ottenere il famigerato NIN (National Insurance Number).

La disillusa avventura londinese di Andrea Barattin
La prima cosa che colpisce del volume è che ha due livelli di lettura: è sia una storia a fumetti che una vera e propria raccolta di aneddoti di vita vissuta di alcuni aspetti quotidiani della cultura   e delle meccaniche londinesi, spiegate in modo chiaro e frizzante. Pur non essendo una guida vera e propria, offre numerosi spunti e consigli a chiunque voglia tentare il trasferimento nella capitale inglese.
Non è infatti raro che chi si reca all’estero non riesca a riportare fedelmente i fatti, tendendo a peggiorare o esaltare qualità e difetti del luogo, spesso per mascherare insuccessi inattesi. In London Calling troviamo invece un racconto onesto e ricco di sfumature. L’autrice si mette a nudo, ci racconta le sue paure, le sue gaffe, i problemi quotidiani, in un modo genuino in cui è facile immedesimarsi.

L’abilità di Barattin è proprio questa: combinando una serie di storie autoconclusive, condite con alcune citazioni e sostenute da un suo personale universo di personaggi, riesce a creare un quadro generale complesso, in cui il fumetto si mescola al libro illustrato e alla guida turistica. Pur infilando una gag dopo l’altra, l’equilibrio generale resta solido, senza dare l’impressione di voler inserire forzatamente un momento umoristico. L’autrice sembra dire “non sto esagerando, è andata veramente così, non sto estremizzando per ottenere una risata.”

Ciò permette all’opera di essere goduta anche da chi non è direttamente interessato alle tematiche affrontate, creando un’atmosfera e una narrazione ampiamente godibili.

La disillusa avventura londinese di Andrea BarattinLo stile di Barattin ricorda quello dei taccuini di viaggio, in cui a un’immagine centrale vengono aggiunti appunti man mano che si prosegue. Il tutto, con uno stile divertente ma mai grottesco. Il tratto è sicuro, netto e ogni scena ben particolareggiata.

La scelta cromatica di mantenere i colori pastellati è buona, perché efficace nell’alleggerire l’impianto grafico che altrimenti sarebbe risultato troppo pesante.  Il risultato è quindi un volume ben strutturato e corposo, su cui, nonostante l’apparente brevità, si spende parecchio tempo.

Abbiamo parlato di:
London Calling
Andrea Barattin
Kleiner Flug, Collana Viaggi fra le Nuvole, 2015
88 pagine, brossurato, colori – 17,00 €
ISBN:  8898439423

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