The Dim Reverberation of the Chaosholder: esperienza videoludica a fumetti

Hollow Press pubblica il primo capitolo di un’epopea dark fantasy firmata dal misterioso Arallu, un esperimento di “videogioco a fumetti”.

The Dim Reverberation of the Chaosholder è la nuova creatura della di Michele Nitri. L’opera di Arallu, misterioso e oracolare autore di cui non ci è dato saper nulla, si comporrà di otto numeri in totale.
Questa prima parte della saga è incentrata sulla ricerca da parte dei due grotteschi protagonisti, il Bimbo Storpio e il Golem d’Ossidiana, dell’Esclusa, strana figura femminile che sembra avere un ruolo fondamentale negli sviluppi futuri.

Arallu presenta un primo episodio dal carattere prettamente introduttivo, in cui vengono delineati i personaggi principali e in parte la loro quest.

The Dim Reverberation of the Chaosholder: esperienza videoludica a fumetti

La caratteristica più evidente dell’opera è la forte influenza del mondo videoludico sul fumetto.
La trama ha infatti l’impostazione classica da gioco di ruolo à la Dungeons & Dragons ma soprattutto da videogioco: la narrazione si apre con la liberazione del Golem d’Ossidiana dalla sua cella da parte del Bimbo Storpio, e con la missione quasi deterministica alla quale il Golem è predestinato, espediente narrativo tipico di molti titoli per piattaforma multimediale.

The Dim Reverberation of the Chaosholder: esperienza videoludica a fumettiMolti altri, e più forti, sono però i segnali che rimandano a questo tipo d’intrattenimento: la presenza di poteri e la necessità di ricaricarli tramite oggetti non ben specificati (i “feticci”) o di porte da sbloccare con meccanismi, l’esistenza di una “guida” per la narrazione costituita dal Bimbo Storpio e una sorta di inventario/zaino in cui il Golem inserisce gli oggetti trovati durante il percorso.

L’influenza più evidente è però nella scelta dell’autore di sviluppare il fumetto totalmente in prima persona e di gestire la regia delle vignette in maniera tale da poter definire l’opera un vero e proprio “videogioco a fumetti”.

Le ambientazioni dark fantasy, il continuo muoversi dei protagonisti attraverso gallerie sotterranee e oscure in un intricato dedalo di corridoi fra cui scegliere (nella ricerca per tentativi tipica del videogioco), le soggettive accentrate che non mostrano mai direttamente il Golem (nostro “personaggio giocante”), ma rappresentano solo le sue mani che afferrano e distruggono alla bisogna, rimandano certamente all’esperienza videoludica.
Del resto tutto ciò è pienamente coerente con la dichiarazione d’intenti con cui Arallu apre l’opera, cosciente del suo uso atipico, e forse mai sperimentato prima, del mezzo-fumetto:

“Il mio unico fine è di lasciarvi un’esperienza quanto più possibile immersiva. […] Non racconto per rispondere alle vostre domande, ma per farvi vivere in un’estetica anomala […]”

L’idea di Arallu di eliminare, almeno idealmente, ogni forma di mediazione fra il lettore e il narrato attraverso l’espediente della prima persona, fortificata dalla narrazione per immagini tipica del fumetto, permette infatti di fornire un’immedesimazione pressoché totale, creando l’illusione di avere un joystick fra le mani.

L’autore è inoltre riuscito a costruire un mondo e un’ambientazione, sia visiva che narrativa, molto coerenti, attraverso l’invenzione di un linguaggio specifico con termini propri del mondo creato, personaggi dall’aspetto grottesco e con anatomie logiche, per quanto freak, architetture peculiari e studiate che esplodono infine in un’oscura doppia splash page.

Il tratto a matita di Arallu è sghembo, essenziale, spesso e sfumato, i fondali sono poveri di dettagli, pieni di vuoti bianchi e buchi neri e la presenza di oggetti è ridotta all’osso. Le ambientazioni sotterranee così polverose e oscure, nonostante un segno molto semplice, riescono a ricreare alla perfezione le atmosfere dark fantasy e a regalare una forte immedesimazione. Molto azzeccata appare la scelta registica nella resa di inquadrature macchinose, dritte e simmetriche, che seguono gli stacchi bruschi nelle le curve fra un cunicolo e l’altro, proprie della visuale in soggettiva.

The Dim Reverberation of the Chaosholder: esperienza videoludica a fumetti

Inevitabile nota per l’edizione, che contribuisce a valorizzare gli intenti dell’autore: il formato orizzontale esalta le inquadrature, lo spessore doppio della carta e le scritte scavate in copertina danno l’illusione di una pergamena vergata, e di avere fra le mani un oggetto reale, i dettagli dei personaggi in ogni pagina risaltano in lucido con una vernice trasparente e tangibile.

Non è certo tempo di tirare le somme di un’opera che si presenta ancora ai suoi esordi, con un episodio totalmente introduttivo. La vicenda appare per ora classica e il tratto non è privo di ingenuità e inesperienza, ma l’idea di Arallu di un “videogioco a fumetti” risulta stimolante e inedita, e il suo intento di fornire un’esperienza “immersiva” attraverso il ravvicinamento del fumetto ai canoni del videogioco, strumento principe d’immedesimazione, è realizzato: non si tratta solo di raccontare una storia, ma di farla vivere su pelle.

Abbiamo parlato di:
The Dim Reverberation of the Chaosholder – 1st seal
Arallu
Hollow Press, gennaio 2016
32 pagine, spillato, bianco e nero – 17,00 €

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