Demokratia: conflitti ed emarginazione nella rete

La nuova distopia di Motoro Mase racconta le luci e le ombre della digitalizzazione dei rapporti interpersonali e delle sue conseguenze politiche.

Demokratia: conflitti ed emarginazione nella reteLe azioni di Mei Tokunaga, androide sofisticatissimo assemblato dall’ingegnere robotico Iguma, sono decise in rete da tremila votanti grazie a un software creato dall’ingegnere elettronico Maezawa. Il software prende in considerazione le tre opzioni più selezionate durante una prima fase di votazione e le associa a due azioni proposte da un singolo utente – espediente per garantire maggiore elasticità al sistema – e infine le cinque possibilità vengono nuovamente votate e la decisione finale si traduce in un’azione del robot.

Scopo dei due ingegneri è creare “l’essere umano definitivo”, massima espressione della cultura e della saggezza democratica. Come in Ikigami, manga di fantascienza sociale in cui per inculcare nei cittadini il senso del valore della vita un giovane su mille era ucciso da un vaccino per mano dello stato, anche in Demokratia l’autore elabora una sofisticata distopia architettata fin nei minimi dettagli come fondamento della trama.

Rispetto a Ikigami, opera di maggiore respiro divisa in dieci volumi, Demokratia è composta di soli cinque tomi e questo incide sulla narrazione poiché viene sacrificato lo spazio disponibile per le “vittime” delle regole distopiche con cui l’autore turba i modelli sociali che conosciamo.

Così mentre nella prima serie le vicende di venti persone colpite dal letale vaccino di stato danno al lettore l’occasione di calarsi completamente nel mondo immaginato da Motoro Mase, in Demokratia la concentrazione dell’attenzione su un minor numero di personaggi non consente la stessa immersione e produce una forte accelerazione nell’evoluzione della trama.

Demokratia: conflitti ed emarginazione nella reteNei primi quattro volumi Motoro Mase modella comunque con grande cura le sfaccettate psicologie dei personaggi, inserendoli senza forzature nel meccanismo di una distopia che li stritola con indifferenza. Al centro della trama di Demokratia, osservati da una platea di osservatori seduti davanti al loro computer, sono due emarginati, un giovane alienato e un anziano gravemente malato, intrappolati in situazioni senza apparente via d’uscita.
Anche se il robot e la comunità che lo guida s’imbattono casualmente in questi uomini che si sono auto esiliati ai margini della società, si percepisce nettamente la volontà dell’autore di farne dei simboli. Dietro i verosimili eventi in cui sono calati tutti i personaggi di questo manga emerge infatti la visione di una società moderna in cui su ogni singolo cittadino ricade la responsabilità di fare della democrazia un sistema che includa tutti i suoi membri.

Anche nella comunità digitale che controlla l’androide il tema della  fragilità della struttura sociale è dominante. Come in uno specchio, infatti, gli incontri con gli emarginati scatenano tensioni che spesso lacerano l’unione dei membri votanti e la loro capacità di prendere decisioni collettivamente senza cedere a un istinto violento o alla necessità di sfogare attraverso l’automa le frustrazioni accumulate nel corso della giornata. Neanche i creatori del robot infine sfuggono alle conseguenze innescate dalla loro invenzione e finiscono per essere vittime di un gioco sociale fuori controllo.

Nonostante tutto spesso la comunità sceglie secondo lo spirito di solidarietà e di sincerità, e sotto la spinta dell’esempio del modello robotizzato anche nella vita reale i membri votanti riescono a modificare positivamente il corso della loro esistenza. A questo punto desta grande curiosità la chiusura della serie e, se ci sarà, l’esito della domanda che l’autore pone ai lettori: la democrazia è un sistema funzionale?

A garantire una molteplicità di finali possibili è l’equilibrio che l’autore stabilisce tra trama e personaggi che generano un realismo profondamente convincente. A ciò si aggiunge uno stile fotografico massimalistico adottato per la resa di alcuni esterni, calando il lettore, dopo una prima sensazione di disorientamento, in una realtà di verosimiglianza e concretezza quasi tangibile.

A panorami con una definizione estremamente realistica, si affianca un tratteggio di linee piene ma semplici nella caratterizzazione dei personaggi e degli ambienti interni volta a permettere un’immediata identificazione del lettore con i personaggi e soprattutto con il robot, Mei Tokunaga.

Demokratia: conflitti ed emarginazione nella rete

La poca sperimentazione nel layout delle tavole, molto semplici e povere di vignette, lascia largo spazio alle inquadrature degli schermi dei computer con cui gli utenti – e il lettore con loro –  fanno muovere l’androide e interagiscono con la realtà circostante. Si crea così un’intensa empatia con i co-protagonisti della storia, i principali rappresentanti della rete dei votanti e i due emarginati che il robot incontra, di cui emergono le psicologie accomunate da un profondo senso di frustrazione, talora sessuale, talora legato alla repressione di istinti da parte di una società troppo costrittiva.

Non è un caso che il titolo del manga sia una traslitterazione filologicamente esatta del termine greco classico “demokratia”: Motoro Mase intende mettere in luce le contraddizioni e i rischi della democrazia diretta, dai suoi principi fino alle sue conseguenze. Il sistema del software è infatti giustificato dai due ingegneri in nome del principio di votazione a maggioranza, che però, esattamente come nell’antica Grecia, non considera il rischio di basare le decisioni di una vasta comunità solo su un’opinione pubblica poco informata sulle minoranze.

Non sfugge la profonda ironia dell’autore che adotta come simbolo delle contraddizioni della libertà democratica un androide telecomandato privo di una coscienza e di qualunque potere decisionale personale. Una metafora, questa, che appare calzante nella nostra società post-democratica, in cui la libertà elettorale e il potere politico individuale appaiono non più autonomi e svuotati del loro profondo valore.

Abbiamo parlato di:
Demokratia #1/4
Motoro Mase
Traduzione di Ernesto Cellie e Chieko Toba
, Gennaio/Aprile 2017
168 pagine, brossurato, bianco e nero – 5,50 € cada
ISBN: 9788891264893

 

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