Il deludente finale di Naruto e l’eredità di Masashi Kishimoto

Cosa rimane del successo di Naruto dopo 700 capitoli del manga, milioni di copie vendute, una trasposizione animata, 9 film e 15 anni di pubblicazioni?
Articolo aggiornato il 19/04/2017

Il deludente finale di Naruto e l'eredità di Masashi KishimotoDopo settecento capitoli, milioni e milioni di copie vendute in tutto il mondo, la trasposizione animata tuttora in corso, nove film e ben quindici anni di pubblicazioni, la serie shonen è giunta al capolinea.
L’amarezza di veder finire qualcosa che ci ha accompagnati per tanto tempo c’è, e la nostalgia, diciamolo, all’inizio la fa da padrone. Ben presto, però, è il sollievo a scalciare e a farsi spazio nel deluso e stanco fandom.

Il finale scelto dall’autore altro non è stato che la conferma del tracollo qualitativo dell’opera, sia dal punto di vista narrativo che grafico, ormai in atto già da qualche anno.
Incoerente da tempo immemore, infatti, il manga trascinava se stesso e i lettori in un infinito e snervante vortice di dialoghi ripetitivi, di disegni approssimativi, di capitoli costituiti da trame illogiche e forzate, pieni di cliché o, peggio, buchi narrativi.

Con queste premesse, dunque, in pochi avevano ancora delle vaghe speranze per una conclusione soddisfacente. Eppure, nonostante le già basse aspettative generali, Kishimoto è riuscito nella notevole impresa di peggiorare ancora di più la situazione.

L’autore ha esordito preannunciando che il finale sarebbe stato in due capitoli – di cui uno a colori – pubblicati contemporaneamente. Una scelta alquanto incomprensibile, ma legittima: un epilogo ha bisogno di novità, ha bisogno di stupire, di lasciare con qualcosa di incredibile.

Di novità, nostro malgrado, non ce n’erano molte, se non alcune idee inquietantemente dubbie. In primis, la nuova città: il Villaggio della Foglia che viene mostrato, non molti anni nel futuro, appare oramai come una megalopoli dallo skyline invidiabile. Un progresso tecnologico inspiegabile, quello di Konoha, che in una manciata di lustri dimentica le case di legno per gettarsi fra le braccia del cemento armato.

Il deludente finale di Naruto e l'eredità di Masashi KishimotoLo stesso Naruto, protagonista della storia ora adulto e divenuto Hokage, viene inquadrato per prima cosa in ufficio dinnanzi a un computer portatile. Sembra che le pergamene e il pennello a inchiostro siano solo un lontano ricordo, specie ora che persino il corpo insegnanti dell’accademia ninja si riduce a indossare strane protesi robotiche.

A questo punto la situazione comincia a delinearsi e l’amarezza, la tristezza, si fa sentire. Konoha non è più il villaggio che conoscevamo, quello con cui siamo cresciuti, e Kishimoto chiude le porte all’era Shogun – magari anche ai suoi valori – per accogliere l’avvento di una modernità che lascia il lettore boccheggiante e stralunato. Come se questi ultimi quindici anni non fossero stati che un effimero puntino in un disegno capitalistico molto più grande e molto più comune, molto più abbordabile.

Ma i nostri protagonisti, quelli con cui abbiamo condiviso questo lungo percorso, dove sono finiti? Abbiamo parlato di Naruto, che è il primo a comparire, e lo incontriamo subito nei panni di un Hokage soffocato dal lavoro – benché non ci sia nessuna battaglia da combattere – e quindi logicamente sommerso solo da scartoffie e burocrazia. Non proprio una fine degna di un eroe.
Naruto, poi, è un genitore assente, talmente tanto da rendere il figlio maggiore un teppista che cerca di attirare la sua attenzione in qualsiasi modo. È un genitore rigido, che sgrida il figlio senza mezzi termini, e con questo Kishimoto demolisce il personaggio di colpo, spazzando via l’ideale collettivo del protagonista in un soffio.Il deludente finale di Naruto e l'eredità di Masashi Kishimoto
Quanti fan della serie avrebbero immaginato un Naruto che, troppo occupato a firmare scartoffie, lascia indietro la propria famiglia? La propria tanto agognata famiglia? Quella che lui non ha mai avuto, che invidiava agli altri?

È un controsenso, un paradosso, un insulto alla genuinità del protagonista che quindici anni fa commuoveva coi suoi tristi occhi blu, colmi di solitudine.

E gli altri compagni di vita?
Certo, c’è Sasuke, come dimenticare. Dopo quindici anni Sasuke Uchiha finalmente è tornato a casa e si è finalmente redento dopo un ennesimo viaggio per il mondo. Sembra abbia compreso i suoi sbagli e voglia prendere scelte auspicabilmente più giuste, rimanendo quindi fedele a Konoha.
Dopotutto anche lui, come Naruto, era un orfano solo, chiuso in se stesso, schiacciato dalla solitudine, dal senso di colpa e dalla sete di vendetta per quello che Itachi, il suo amato fratello maggiore, aveva fatto al suo clan.

Per questi e altri motivi, dunque, da una persona con un passato così brusco, che dice di aver finalmente capito, chiunque si aspetterebbe che, Il deludente finale di Naruto e l'eredità di Masashi Kishimotouna volta sposata Sakura e nata la loro figlioletta, prima erede del clan Uchiha dopo tanto sangue versato, egli vorrebbe star vicino alla sua famiglia.

E invece nemmeno lui lo fa. Viaggia, viaggia molto – lo vediamo camminare in una foresta armato di katana – e lascia a casa figlia e moglie, in un’ennesima, gigantesca dimostrazione del rinomato maschilismo di Kishimoto.

Nella serie, infatti, la continua discriminazione nei confronti dei personaggi femminili è disturbante, ma raggiunge il massimo della realizzazione con Sakura rappresentata solo nel fare le pulizie e niente più. Niente più studi della medicina, niente più eredità di Tsunade, forse niente carriera, niente di più che pulire la casa.
E, chiariamoci, il problema non sta nelle pulizie in sé o nella loro dignità come azione, ma nel fatto che al terzo protagonista della saga, l’unica donna peraltro, venga dedicata una sola minuscola scena con un fazzoletto in testa.
Eppure negli ultimi capitoli decisivi vediamo Sakura promettere a se stessa di non rimanere mai più indietro né a Naruto né tanto meno a Sasuke. Peccato che dei suoi sogni, della sua carriera e di tutto il resto non ci venga detto niente.

Un finale peggiore, insomma, sarebbe stato difficile prevederlo.

Perché dopo quindici anni di lotta, di lacrime, di sangue, di dolore, ma anche di gioia, amore, aIl deludente finale di Naruto e l'eredità di Masashi Kishimotomicizia e riscoperta di sé e degli altri, non ci sarebbe stato niente di malvagio nel mostrarli tutti insieme, amici anche più di prima, ognuno a brillare nel proprio campo e coi propri sogni realizzati. Magari facendo anche qualcosa di utile, qualcosa che non sia firmare carte e vagabondare nelle foreste.

In ogni caso, tuttavia, nonostante il rammarico per un finale insoddisfacente – ma, come detto, negativamente prevedibile –, l’eredità di Naruto c’è e rimarrà. Sasuke e Naruto e tutti i loro amici e compagni hanno cresciuto più di una generazione di ragazzi con le loro avventure, insegnando in modo spicciolo ed efficace come molto spesso basti essere solo onesti per riuscire in qualcosa, anche con tutti i conseguenti sacrifici.
Ciò non toglie, però, che tutti – personaggi e lettori – avrebbero meritato un finale innegabilmente più dignitoso e, soprattutto, realmente conclusivo.

Kishimoto, infatti, non sembra ancora sazio dal cavalcar l’onda di popolarità e guadagno che è Naruto, e per questo è in cantiere un seguito, probabilmente una storyline basata sulle avventure dei figli dei personaggi: la nuova generazione ninja che ora deve mantenere la tanto sudata pace.

Il deludente finale di Naruto e l'eredità di Masashi Kishimoto

Accanimento terapeutico? Molto probabile. Il trascinarsi fino all’estremo è una caratteristica che questo manga ci ha mostrato fin troppo spesso, ma è sempre bene attendere la pubblicazione del nuovo lavoro per un giudizio.
Se saremo fortunati, comunque, i nuovi protagonisti ci entusiasmeranno come è successo quindici anni fa e, chissà, forse verrà loro concessa una fine degna.

16 Commenti

16 Comments

  1. eleonora

    12 novembre 2015 a 22:37

    Beh purtroppo è vero anche a me ha deluso (mi immaginavo sakura nei panni di una dottoressa, naruto come hokage e padre presente, sasuke… beh su sasuke non ho mai immaginato nulla mi affidavo a masashi kishimoto) comunque penso che kishimoto abbia specificato che prima o poi tutto finisce (credo…) ma questo è il bello di libri, manga, anime e serie TV: la magia non finisce mai!!! =D nella vita non è così (non sempre) ma dove possiamo sbizzarrirci, sulla carta, perchè bisogna far entrare nel proprio mondo la pura e non-magica verità?! io penso che se mai disegnerò un manga (mi sto organizzandoX) non farò mai finire la magia che sia un manga da 13 fumetti o da centinaia come le super-serie di naruto,dragonball o one piece… in ogni caso anche se dovesse finire così, con sakura che fa la casalinga e sasuke che non riconosce neppure la propria prole ¦P, in ogni caso ci ha appassionato per 15 anni anni… accontentiamoci! XD

    • Serena

      5 settembre 2016 a 13:36

      Non si tratta di accontentarsi. Io sono d’accordo in tutto con @Alex93. Forse e…dico forse il finale potrà aver deluso ma non è così. Il finale è in linea con il filone della storia fin da quando Kishimoto ha deciso di disegnare il manga di Naruto. Naruto ke fin da quando era bambino il suo sogno era quello di diventare Hokage e con la propria forza di volontà, con la determinazione che lo ha sempre contraddistinto perché è stato sempre un punto di forza del suo carattere, alla fine, ci è riuscito; poi, parlando di Sakura…Sakura è stata sempre considerata l’anello debole del Team 7 fin da quando Naruto, Sasuke e Sakura sono stati posti sotto la guida di Kakashi; perfino Kakashi stesso sotto sotto lo pensava come si evince dall’episodio 474 della serie animata; in verità, Kakashi pensava che loro 3 non sarebbero mai potuti diventare un team affiatato come si evince dall’episodio sopracitato. Sakura che ha sempre desiderato ed agognato di poter stare e sposare Sasuke e solo in seguito, coinvolta da eventi negativi tipo la partenza di Sasuke e resasi conto della sua stessa debolezza,decide di prendere la decisione di allenarsi con Tsunade ma diciamo che questa cosa avviene all’improvviso perché all’interno del manga non si capisce bene il punto di come Sakura la ritroviamo sotto la guida di Tsunade ad apprendere le tecniche mediche ma durante uno degli episodi della quarta guerra ritroviamo lei che indossa un camice quindi si presuppone che lei lì sia in veste di dottoressa ed un’altra scena in cui ritroviamo lei in veste di medico è quando deve salvare il fratello di Gaara dal veleno; tutto questo per dire che sono sporadici se non addirittura nulli le scene in cui la ritroviamo in veste di dottoressa ma quello che si vuole sottolineare di Sakura è come sia diventata potente come ninja e come sia sempre innamorata di Sasuke nonostante quello che lui ha fatto a lei e nonostante lui abbia portato la sua cattiveria nel mondo degli shinobi allo stesso modo è da sottolineare la testardaggine di Naruto nel considerare Sasuke sempre e comunque “suo amico”; ed infine rimane Sasuke…bé di lui il manga ne parla bene. Non c’è bisogno di sottolineare il modo in cui è stato disegnato il personaggio di Sasuke da Kishimoto. Dico solo che Sasuke durante tutto il manga si dimostra tanto una persona fredda ma alla fine della fine, quando lui e Naruto finiscono di lottare, dopo che Naruto gli ha ribadito attraverso un lungo discorso che Sasuke per lui sarà sempre un ‘amico’, si vede sul viso di Sasuke una lacrima scendere…Wow! Sasuke che versa una lacrima! Chi avrebbe potuto immaginare che anche Sasuke potesse non essere freddo fino in fondo ed avere dei sentimenti, questo per me vuol dire che in realtà Sasuke ha sempre e solo indossato una maschera.Tolta la maschera che cosa è rimasto in lui? Solo odio, vuoto, tristezza e dolore e questo lo si evince anche subito dopo che ha ucciso il fratello Itachi. Quando ho visto la scena in cui lui uccide il fratello subito mi sono domandata “Adesso che ha raggiunto il suo obiettivo, che senso ha per lui continuare a vivere? Che ruolo ancora può ricoprire nella storia?” Non mi sarei mai aspettata che loro potessero ritrovarsi a lottare così violentemente tanto da arrivare a perdere le braccia…un braccio per ciascuno. In fondo li ho sempre visti come 2 fratelli anche se con caratteri diversi come il giorno (Sole/Naruto) e la notte (Luna/Sasuke).

  2. Alex93

    30 novembre 2015 a 11:57

    Si vede che hai capito poco del manga

    • la redazione

      la redazione

      1 dicembre 2015 a 20:27

      Ti ringraziamo per l’interessante contributo dato alla discussione e per l’esauriente disamina.

      • giacomo

        8 gennaio 2016 a 02:10

        ahahahha top!

  3. Alex93

    8 febbraio 2016 a 13:04

    Beh a giudicare da questo articolo direi di si…..

  4. Alex93

    8 febbraio 2016 a 13:05

    @eleonora
    Mi spieghi perchè Naruto dovrebbe esser eun padre poco presente ?

  5. Alex93

    8 febbraio 2016 a 13:12

    @la redazione
    Il finale del manga è in linea con tutto quello che Kishimoto ha sempre dichiarato nel corso della sua opera.

    Gia dal fatto che sentenzi “Naruto condanna il proprio figlio ad una vita di solitudine” fa capire che hai capito poco e nulla. A me non sembra che Boruto faccia una vita di solitudine come il padre prima di lui: ha una famiglia, una mamma, una sorella, un padre che per quanto passi molto tempo a lavorre gli vuole bene, degli amici, probabilmente è amato da tutto il villaggio, quindi non direi che Naruto sbbia condannato il suo figlio a ripetere la sua vita.

    Naruto ridotto ad un burocrate ? Il lavoro di un kage è sopratutto firmare documenti e stilare scartoffie, come insegna Tsunade, non è che ogni 3×2 attaccano il villaggio, specie con Naruto che ricordiamoci è un semidio, come Hokage. A mio parere non è un finale svilente per Naruto, fa capire quanto sia maturato.

    Sul ruolo femminile è stato lo stesso coerente, quando mai Sakura ha espresso il desiderio di essere una seocnda Tsunade ? Lei ha sempre voluto sposare l’uomo dei suoi sogni, lo stesso Hinata.. Svilente per la figura femminile ? Forse, ma Naruto è un manga diretto ai ragazzi, non alle ragazze.

    Poi se a qualcuno non è piaciuto de gustibus, ma non si puo dire che sia stato deludente, anzi è un finale fatto apposta per i fan.

    • la redazione

      la redazione

      9 febbraio 2016 a 09:53

      Apprezziamo che finalmente ti sia impegnato per esprimere un parere un po’ più elaborato. Riteniamo che non sarebbe una grande fatica esprimerti senza sottointendere velate offese all’altrui intelligenza. Il dialogo è maggiormente costruttivo se si evita di porsi in maniera maleducata e inopportuna.
      Grazie.

  6. paola

    5 aprile 2016 a 10:37

    Finale peggiore non poteva farlo. Le coppie sono prive di senso e i personaggi rovinati. Kishimoto ha lasciato che il fanservice rovinasse il manga e ha perso tutto il mio rispetto lol Grande amarissima delusione. P

  7. Marco

    7 maggio 2016 a 23:47

    E’ chiaramente una provocazione, un modo persino cliché per lamentarsi della modernità che ha stravolto i sogni del passato fingendo di soddisfarli.
    Un finale amaro, magari frutto di frustrazione.
    Narrativamente un fiasco (non segue le premesse) polemicamente geniale. Non fa altro che mostrare il degrado che i grandi ideali subiscono con una pace troppo comoda. Secondo me è solo la premessa per una nuova storia, coi figli che tentano, nell’ennesimo eterno ritorno, di recuperare gli insegnamenti dei padri traditi dai medesimi. Che è in fondo quello che hanno fatto tutte le generazioni di ninja della storia dell’ambientazione, ciascuna colla sua guerra e col suo tentativo, frustrato, di rimettere a posto il mondo.

  8. Tchan-D

    21 ottobre 2016 a 18:41

    Questo articolo non fa altro che elencare una serie di banalità e ipocrite sbrodolate. Senza dubbio è stato scritto da una persona che non ha mai (o almeno solo in parte) seguito l’andamento del manga, ma ha soltanto sbirciato la “sceneggiatura” dell’anime quando quest’ultimo si prolungava in dissennati filler.
    Una critica davvero poverissima di contenuto di una finale che, come negli anni uno avrebbe potuto immaginare, non avrebbe dovuto lasciare spazio a colpi di scena.
    Naruto è terminato, e già possiamo esserne felici e farci invidiare dai fan di OnePiece, che ancora non sanno se saranno vivi per raccontarlo!
    Poi uno trae le conclusioni che vuole da un libro, film, manga, ecc, ed è questo il bello di questa forma d’arte.
    Sicuramente una disamina così superficiale era ardua da scrivere.

    • la redazione

      la redazione

      22 ottobre 2016 a 10:37

      Ognuno può valutare come vuole, però se si vuole essere costruttivi si controbatte nel merito dell’articolo. Insinuare che chi ha scritto non abbia letto il manga è solo un modo inelegante per deligittimare l’autore.
      Tra l’altro girando in rete non è difficile imbattersi in altri pareri profondamente negativi sulla fine del manga, quindi non ci pare un parere così strano e infondato.
      Accettare che ci siano opinioni diverse dalle proprie senza che queste siano necessariamente “sbagliate” è fondamentale per instaurare un confronto e per accreescere i propri gusti.

      • Tchan-D

        22 ottobre 2016 a 17:07

        Un conto è avere opinioni “diverse”, un altro paio di maniche è appigliare le proprie argomentazioni a fatti irreali e tendenziosi.
        Punto primo: il futuro in cui si svolgono i fatti di Naruto-Hokage è uno stravolgimento della realtà “shogun” che ha caratterizzato la narrazione della storia.
        Bestialità assurda! Tanto è vero che il continuum in cui si svolgono le vicende, fin dai primi numeri, è costellato di oggetti futuristici e antichi allo stesso tempo. Questo è uno degli aspetti che tanto mi fa dubitare della reale conoscenza del manga da parte del “recensore”; giusto per citare un esempio, durante l’esame di selezione chunin, i maestri monitorano le varie squadre attraverso televisioni che trasmettono da telecamere sparse per la Foresta.
        Punto secondo: un genitore assente che redarguisce senza mezzi termini un figlio lasciato allo sbando.
        Tralasciando la mistificazione di un evento che non riguarda più di tre vignette, mi sembra eccessivamente superficiale fotografare il futuro di Naruto, padre e Hokage, in queste algide parole. Il nostro eroe deve barcamenarsi fra il più impegnativo dei lavori, il padre e il secondo dei lavori più gravosi, quello del capo del villaggio, che a parte rarissime occasioni durante la Storia dell’universo “Naruto” come noi conosciamo, si “limita” a burocrate di alto livello.
        Punto finale (e qui mi fermo, non vorrei cadere nel disdicevole…): non è l’unico parere negativo che si può trovare su internet.
        Ah bè, se questa è una valida argomentazione della stroncatura, allora siamo a posto, non vale nemmeno perdere tempo a controbattere.
        Spero che la mia critica sia stata esaustiva, se ancora non la è fatemi sapere, il mio materiale è inesauribile!

  9. den

    19 aprile 2017 a 08:04

    Secondo me dovresti andare a guardare altri manga o anime come one piece ecc che non finiranno mai secondo me kishimoto ha fatto un capolavoro dall’ inizio alla fine e poi i disegni sono bellissimi e guardando one piece per citare un esempio i disegni sono peggiori la storia della 4 grande guerra ninja per me ci sta per far capire questi cambiamenti di questi straordinari personaggi e le loro storie e secondo me veramente sembra che non hai letto il manga per dire che i dialoghi sono ripettitivi perché ci sono sempre cambiamenti e quindi anche con il finale ci sta alla grande

    • la redazione

      la redazione

      20 aprile 2017 a 08:24

      Grazie del tuo commento, rispettiamo la tua opinione e ci auguriamo tu faccia lo stesso con quella della nostra collaboratrice.
      Ci auguriamo la prossima volta tu possa dedicare un poco di tempo e attenzione in più nel commentare per riuscire a mettere un poco di punteggiatura: renderebbe più chiaro e meno livoroso il tuo pensiero.
      Buone letture.

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