Considerazioni su "Esatto", di Lorenzo Palloni

Considerazioni su “Esatto”, di Lorenzo Palloni

L’universo fumettistico italiano è in gran fermento: autori nuovi, giovanissimi, scuotono le redini di un cavallo magro e un po’ invecchiato portando nuove rielaborazioni, nuovi stili, fumetti nuovi! Sono autori che sperimentano, cercano strade poco battute, non ricalcano vie già tracciate e per trovarli, spesso, dobbiamo rifugiarci in case editrici che pubblicano principalmente prodotti di nicchia: “Una brutta storia” di Spugna, pubblicato da “GRRRZ” o “Itero Perpetuo” di Adam Tempesta pubblicato da Eris Edizioni, per esempio. Spesso però, girando gruppi su Facebook e parlando con amici, mi rendo conto che chi ricerca questo fumetto “nuovo”, molto spesso dimentica il fumetto d’intrattenimento.

L’Italia ha una grande tradizione riguardante il fumetto d’intrattenimento, basta pensare ad autori del calibro di Tiziano Sclavi, Alfredo Castelli, Ade Capone o Claudio Chiaverotti. Volendo avvicinarci ai nostri tempi potremmo citare Alessandro Bilotta, Paola Barbato o Barbara Baraldi. Chi cerca “nuova vita” nel fumetto italiano potrebbe trovarla anche in prodotti meno “esclusivi”, pensati per un pubblico più eterogeneo. Credo che fare un intrattenimento ragionato, pensato, profondo, con più livelli di lettura, che possa comunicare qualcosa ai lettori e per giunta fresco, non sia per niente semplice. Per questo quando troviamo un autore davvero capace di farlo non possiamo farcelo scappare.

In “Mammaiuto” fanno bei fumetti e oramai lo sappiamo, non credo sia compito mio stare qui a raccontarvi quanta roba fica facciano uscire, però vorrei portare l’attenzione su un fumetto uscito qualche mese fa, scritto e disegnato da Lorenzo Palloni, autore prorompente e prolifico che sta diventando sempre più centrale nel fumetto italiano (ovviamente non parliamo, almeno per ora, di fumetto seriale). Il fumetto di cui voglio parlarvi si intitola “Esatto”.

Si tratta della storia di Ginger, una donna sulla quarantina il cui lavoro è riscuotere, con le buone o con le cattive, i debiti contratti dalla gente con un grosso strozzino. La storia inizia dal punto in cui la nostra protagonista dalla chioma rossa comincia ad avere dubbi sul proprio lavoro. Il dilemma morale comincia a farsi strada sotto la pelle: ciò che fa è giusto? Può continuare a fare quel lavoro? Ginger, al di là del proprio impiego, ha una vita normale. E’ moglie, mamma, donna. Eppure si trova incastrata in un circolo vizioso dal quale non sa più uscire.

Lorenzo vi tirerà subito al centro del ciclone con maestria grazie a delle prime pagine d’impatto che trascinano subito il lettore nel dramma della protagonista: il fumetto mantiene un ritmo serratissimo, con ottimi tempi narrativi e una storia che corre veloce come un torrente. Molto spesso il racconto avviene attraverso dei dettagli, dei particolari, tecnica che per me è uno dei segreti della narrazione e dimostra una maestria non indifferente. Alcune tavole creano dei fantastici mosaici che lasciano a bocca aperta, soluzioni grafiche mozzafiato e la capacità di sfruttare a pieno il potenziale del mezzo fumetto (che Lorenzo conosce alla grande)

.

Unica pecca, secondo me: i colori! La versione italiana, prodotta da Mammaiuto, manca appunto dei colori (presenti nella versione francese) che invece avrebbero reso meglio alcune scene che possono risultare poco chiare. La scelta però è stata fatta sicuramente anche in funzione del prezzo, per rendere accessibile un volume bello compatto, che conta più di centottanta pagine.

Ho voluto fare due domande a Lorenzo, che è sempre gentile e disponibile, per approfondire qualche aspetto del fumetto:

“Esatto” ha una genesi particolare? Da dove nasce l’idea di raccontare la storia di Ginger?
Nasce dall’esigenza di raccontare la vita di una persona che tiene allo stesso livello la sua vita familiare e quella lavorativa, senza saper distinguere le emozioni dell’una o dell’altra: pretendere, senza mai dare indietro, un momento dopo l’altro. Il genere noir mi sembrava il veicolo migliore per scavare nella melma che è l’anima di questa persona.

Perché hai scleto una protagonista donna per questo tipo di storia?
Perché ho l’assoluta consapevolezza che le donne siano più toste degli uomini. Hanno più forza, e nella nostra società hanno, purtroppo, una posizione privilegiata per dimostrarlo:  meno diritti, più doveri, più ferocia. Sono le migliori protagoniste per un noir. E l’immagine di una donna con guanti di piombo addosso mi ha folgorato da subito.

Quanto è stata importante l’influenza di Frank Miller durante la lavorazione di questo fumetto? Altri autori di riferimento per “Esatto”?
Nella parte visiva: il Vecchio Frank c’è e ci sarà sempre, ma anche Darwyn Cooke, Mazzucchelli e un po’ di Mignola, spero. Sul versante scrittura ci sento dentro un bel po’ di Warren Ellis (in particolare l’opera incompleta “Fell”, la cui scarna semplicità e la narrazione rigorosa, quasi zen, mi è sempre rimasta dentro).

Come definiresti il finale in poche parole? Io direi “tragico” e “catartico”.
Io direi “giusto”. Non poteva esserci un altro finale a questa storia. All’inizio credevo dovessi arrivare a raccontare l’ultimo momento di vita della protagonista, invece fermarsi un attimo prima, al momento in cui sceglie la strada da seguire e i suoi peccati stanno per dare i frutti, penso ancora sia la scelta giusta.

A quando la versione a colori Italiana?
Forse 2018, ma non ci è dato sapere, tieni le orecchie aperte.

Insomma, di “Esatto” sono rimaste giusto un paio di copie sullo shop di Mammaiuto quindi io vi direi di correre a comprarlo subito e magari di farvi fare un mega sketch da Lorenzo appena lo beccate in fiera. Oppure potete aspettare la versione a colori italiana… a voi la scelta!