Dante Alighieri raccontato da Beatrice

Alessio D’Uva, Filippo Rossi e Astrid raccontano Dante Alighieri attraverso gli occhi dell’oggetto amoroso del Poeta, Beatrice Portinari.

“Donne ch’avete intelletto d’amore,
ì vo’ con voi de la mia donna dire,
non perch’io creda sua laude finire,
ma ragionar per isfogar la mente.”
(Dante, Vita Nuova, XIX)

Dante Alighieri raccontato da BeatriceIl Dante Alighieri pubblicato dalla toscana , nella sua collana Prodigi fra le nuvole, non è un’opera facile da avvicinare. Ma proprio in questa complessità, come nel conseguente impegno richiesto al lettore, si possono trovare la qualità e il valore di questo prodotto.

Non è mai compito semplice provare a parlare della vita di Durante di Alighiero degli Alighieri, passato alla Storia con il nome di Dante, poeta e scrittore (politico) italiano per eccellenza; in special modo, perché si rischia sempre di cadere nel didascalico o, all’opposto, nella semplificazione di una figura cardine della cultura e letteratura del nostro Paese appiattendole nella sola sua opera letteraria.

La lingua e la parola

Alessio D’Uva, da toscano, doveva avere ben presenti questi rischi nel momento in cui – affiancato da allo storyboard e dalla debuttante Astrid ai disegni e colori – ha deciso di trasporre in un’opera a fumetti la vita e l’opera di una personalità così complessa e importante.
Le scelte narrative fatte dall’autore, non scontate e che certo non possono essere tacciate di ammiccare ai lettori presentandogli la materia con “faciloneria”, vanno in una direzione che indica – da un lato – l’imponente studio e lavoro documentativo fatto da D’Uva a monte della scrittura del libro e – dall’altro – la persistente ricerca della qualità e la forte impronta culturale che caratterizzano la casa editrice da lui fondata.

La prima scelta operata è stata quella del punto di vista narrativo, che nel libro è quello di Beatrice Portinari, la donna amata da Dante e personaggio fondamentale de La Commedia, che racconta il suo rapporto con il Poeta, gli eventi che hanno segnato quel grande amore e i fatti descritti nei Canti del Purgatorio e del Paradiso dalla propria prospettiva.
Va detto che la scelta di focalizzare l’attenzione sull’“oggetto amoroso” di Dante si iscrive in un filone diffuso che negli ultimi anni ha (ri)scoperto l’importanza della figura di Beatrice, analizzandola anche da nuove prospettive storiche e letterarie e rivelando di riflesso inediti aspetti della poetica dantesca.

Dante Alighieri raccontato da BeatriceL’altra peculiarità di D’Uva è il registro linguistico usato per la narrazione di questa storia.

Premesso che nel libro non viene ovviamente narrata l’intera biografia di Dante, impossibile da ridurre nel numero di pagine a disposizione, l’autore sceglie di dare avvio al racconto nell’infanzia dei due protagonisti, quasi coetanei.
Salta poi agli eventi più importanti del loro rapporto – il primo incontro, le donne dello schermo, il saluto negato – andando a chiudere la storia con l’abbandono della “diritta via” dei fatti storici e scivolando, con estrema naturalezza, nella finzione letteraria de La Commedia,  fino al momento in cui Beatrice decide di abbandonare il beato scanno nella Candida Rosa (1) e raggiungere Dante che si è perso e che per arrivare fino a lei tanta strada ha dovuto percorrere “tra le perdute genti”.

Il percorso cronologico dei fatti scelti da D’Uva per essere inseriti nel suo racconto viene accompagnato da un preciso sviluppo linguistico dei dialoghi e delle didascalie.

Se durante l’infanzia dei due protagonisti viene usato un italiano moderno e contemporaneo – a tratti “contaminato” da alcuni termini e costruzioni sintattiche più arcaiche – , quasi a indicare la “semplicità” che contraddistingue la visione del mondo agli occhi dei bambini, mano a mano che si procede verso la maturità di Beatrice e Dante si fa sempre più uso di quella “lingua volgare”, che proprio il poeta fiorentino contribuì ad affermare nel Dolce Stil Novo e che sta alla base della lingua italiana.

D’Uva riesce a usare in modo appropriato quel registro complesso, ricorrendo anche alla riproposizione di intere parti tratte dalle opere dantesche, come in occasione del confronto tra Dante e le amiche di Beatrice, durante il quale il poeta rivela il suo amore per la ragazza usando le parole tratte direttamente da La Vita Nuova, opera interamente dedicata al suo oggetto d’amore.

L’immagine e il colore

Dante Alighieri raccontato da BeatriceL’estrema cura e approfondimento filologico dei testi ha un analogo contraltare nei disegni che li accompagnano.

Le tavole di Astrid, realizzate sulle impostazioni di tavola suggerite da Filippo Rossi, muovono da un registro quanto più lontano possibile dal realistico, che nel tratto cartoonesco della disegnatrice trovano l’efficace resa degli stati d’animo dei protagonisti, ricchi di espressioni, gesti e mimica capaci di renderli personaggi reali, anche e soprattutto nelle scene più austere ambientate nella finzione letteraria della Commedia.

Da menzionare anche qui l’accurato lavoro di ricerca iconografica fatto a monte della lavorazione al fumetto, a iniziare dalla fisionomia di Dante, assieme ai costumi e alla restituzione di una Firenze medievale che sapientemente viene lasciata lontana dalla città da cartolina nota ai più, per immergerla invece in un dedalo urbano di strette vie e alte case torri, che era l’aspetto del capoluogo toscano all’epoca di Dante.
Non sfuggono a un occhio attento nemmeno i riferimenti all’iconografia pittorica dantesca, a cominciare dall’omaggio al dipinto del pittore ottocentesco Henry Holiday raffigurante l’incontro (immaginario) fra Dante e Beatrice sul Ponte Santa Trinita, fino alle raffigurazioni dei regni ultraterreni di Inferno, Purgatorio e Paradiso che rimandano alle più famose rappresentazioni della storia dell’arte.

Un’ultima notazione spetta ai colori, tinte acquerellate che spaziano su un’ampia tavolozza per regalare a ogni ambientazione i colori più consoni con una nota di merito per la resa cromatica dei luoghi tratti dalla Commedia, dal rosso e nero dell’Inferno fino all’ora delle anime beate.

È chiaro che questo Dante Alighieri per essere apprezzato a pieno ha bisogno di una conoscenza, quantomeno scolastica, della figura del poeta e della sua opera e la lettura deve essere attenta per cogliere la profondità accademica di certi passaggi testuali, ma tutto questo non può essere visto come un limite dell’opera.
Anzi, questo libro è l’ulteriore dimostrazione dell’importante visione editoriale che Kleiner Flug sta portando avanti nel fumetto, per dimostrare che un’opera di arte sequenziale come anche questa di D’uva, Rossi e Astrid potrebbe a pieno titolo assurgere a ruolo di compendio didattico della scuola italiana.

Abbiamo parlato di:
Dante Alighieri
Alessio D’Uva, Filippo Rossi, Astrid
Kleiner Flug – Collana Prodigi fra le nuvole, 2015
60 pagine, brossurato, a colori ­- 13,00 €
ISBN: 9788898439201

Dante Alighieri raccontato da Beatrice


Note:
  1. La Candida Rosa è il luogo dove risiedono le anime nel Paradiso costruito da Dante. Si tratta di una sorta di anfiteatro dotato di sedili a forma di rosa, dove siedono le anime del Paradiso che sono candide; esse sono fatte di pura luce, simbolo di beatitudine divina, tanto che è quasi difficile riconoscerne i tratti. 

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