Cronaca di un ritorno: PK tra evroniani e Xadhoom

Alessandro Sisti e Claudio Sciarrone tornano su PK, con una storia solo in parte riuscita che ripresenta l'aliena Xadhoom.

Con la quarta storia ufficiale (1) di PKNE (Paperinik New Era) rientra nel cast dei comprimari una vecchia conoscenza di PKNAPaperinik New Adventures – la prima, storica serie sulla versione supereroistica di Paperinik: Xadhoom, l’aliena dai poteri energetici che aveva esordito sul numero 0/3 per poi morire, trasformandosi in una stella, al termine della trilogia a lei dedicata verso la fine della prima incarnazione della testata (PKNA # 35-36-37).

Il personaggio viene riportato in vita da e in una storia che nel complesso risulta un po’ debole, più simile a un episodio pilota di una nuova serie con il compito di introdurre nuovi personaggi che non a un nuovo tassello all’interno di un progetto organico e già avviato come dovrebbe essere PKNE.

Sfida cosmica

Cronaca di un ritorno: PK tra evroniani e XadhoomCronaca di un ritorno è, al di là dell’apparenza, una storia che presenta vari livelli di lettura, tra spunti e citazioni di genere.
Innanzitutto abbiamo il soggetto tipico della fantascienza cosmica, proposto da Sisti. L’azione si svolge nella porzione di universo compresa tra Mercurio e il Sole, dove un gruppo di evroniani su un planetoide disperso si scontrano con gli En’tomek, alieni artificiali che fanno il verso ai Dalek di Doctor Who.

A causa della perdita dell’imperatore e degli altri ufficiali, questi evroniani appaiono come individui disorganizzati e male in arnese, che Sisti mette in scena indulgendo in toni comici e parodistici. Il risultato è qualcosa che richiama le Sturmtruppen di Bonvi o il Balle spaziali di Mel Brooks, ma l’effetto di sdrammatizzazione appare eccessivo, poiché finisce per rendere assai difficile al lettore “prendere sul serio” la storia.
Per fortuna, anche grazie all’introduzione di elementi tipici del genere cosmico, l’avventura abbandona via via i toni eccessivamente comici per assestarsi su uno stile brillante e leggero.

In particolare, degno di nota è l’espediente degli sciami, con il quale l’autore spiega la natura di questi evroniani, dal momento che, secondo quanto narrato in precedenza, erano stati definitivamente sconfitti da Pikappa. Introducendo il concetto di sciami, analogo a quello degli insetti terrestri, Sisti ha modo giustifica la presenza di diversi nuclei distaccati dell’impero alieno in modo elegante che, a patto non se ne abusi in futuro per perpetuare indistintamente il filone narrativo evroniano, risulta convincente (2) .

Anche la trama generale risulta piuttosto interessante e ben articolata. Lo scontro tra evroniani ed En’tomek visualizzato in flashback e il triplo gioco messo in atto tra Paperinik e le due razze aliene sono i due cardini narrativi che si snodano nel corso dei quattro episodi, mostrando un Pikappa particolarmente efficace. Stratega e determinato, dimostra di essere un eroe che non usa solo e in prima battuta le super-armi di Ducklair, ma che predilige l’astuzia fatta di chiacchiere apparentemente superficiali e intuizioni improvvise. Un eroe che, così facendo, compie anche errori di valutazione e finisce nei guai, a ricordarci che sotto mascherina e costume si nasconde pur sempre il buon vecchio Paperino, che, pur con tutta la buona volontà, non è mai immune da pasticci e sfortuna.

Questa visione è perfettamente in linea con quella del Paperinik in azione su PKNA e PK2, un personaggio che mette in gioco abilità e skills maggiori di quelle attuate nelle storie standard ma che non dimentica mai la propria controparte “in borghese”.
La storia, però, presenta anche alcuni difetti che non vengono risolti nemmeno con l’ultimo episodio: una ricchezza di elementi e spunti narrativi che non vengono sviluppati e una apparente scarsa attenzione ai dettagli sono le manchevolezze principali.

Cronaca di un ritorno: PK tra evroniani e Xadhoom
Da una parte la caratterizzazione eccessivamente superficiale degli evroniani, dall’altra una qual certa confusione sulle dinamiche stellari. Pur mettendo da parte i dettagli sui processi di produzione di energia all’interno delle stelle, risulta di difficile sistemazione logica, anche con il meccanismo della “sospensione dell’incredulità”, lo spegnimento quasi immediato della stella Xadhoom rispetto alla sottrazione dell’energia dal Sole, soprattutto di fronte all’affermazione della scienziata xerbiana che i suoi processi stellari erano, in quella fase, identici a quelli di qualunque altra stella nel cosmo.

Inoltre, la parte di storia che si sviluppa sulla Terra, in una Paperopoli stretta nella morsa del freddo e del gelo, risulta per certi versi deludente. Se da un lato è interessante lo sviluppo caratteriale di Hicks – l’identità umana dell’intelligenza artificiale che aiuta Paperinik – o il maggiore coinvolgimento di Qui, Quo, Qua nella storia, dall’altro l’assenza di qualunque riferimento alla distruzione del telescopio spaziale frustra l’attesa del lettore di un nuovo interessamento dell’esercito nelle azioni di Paperinik, come era avvenuto in varie occasioni su PKNA.
Per contro, però, Sisti sviluppa in maniera estremamente efficace le dinamiche paperopolesi durante l’emergenza climatica: ai già citati Hicks e nipotini, si aggiungono anche l’impegno di Paperon dé Paperoni e del sindaco, mentre lo speciale televisivo di 00 Channel inserisce una nota satirico/politica che rende più realistica l’atmosfera. Tutti questi elementi (e altri ancora) non fanno altro che creare un sincretismo molto forte e di sicuro impatto.

D’altra parte, fin dalla prima serie si è sempre insistito sul fatto che le storie di PK erano ambientate nella comune realtà delle storie di Topolino, e anche con la rinascita della serie il concetto vive, in modo ancora più forte e convincente. Questo grazie al fatto che le avventure pikappiche vengono pubblicate proprio sulle pagine del settimanale, ma anche per via della visione di Francesco Artibani e Alessandro Sisti stesso, i due principali demiurghi del progetto.
Sono pagine preziose, quelle nelle quali vediamo le reazioni della normale Paperopoli alle prese con il problema che l’ha investita, che staccano da quanto accade a Paperinik nello spazio in un’alternanza positiva.

Cronaca di un ritorno: PK tra evroniani e Xadhoom

Un altro problema si riscontra però sul finale, che appare eccessivamente veloce e superficiale, come se la storia avesse richiesto di almeno un’altra puntata per sviluppare al meglio tutti gli spunti proposti al lettore.
Invece, in una manciata di tavole assistiamo al commiato tra Pikappa e Xadhoom, al rientro dell’eroe sulla Terra e ad un breve dialogo tra lui e Hicks, con vignette che si inseguono, senza soffermarsi in modo soddisfacente sui vari momenti. Proprio la bella sottotrama paperopolese avrebbe beneficiato di una chiosa più articolata.

Supermatite digitali

Claudio Sciarrone alle matite digitali compie un gran bel lavoro: lo stile del disegnatore è cambiato nel corso degli anni, sia grazie ad una naturale evoluzione del tratto, sia a causa del passaggio al disegno digitale come strumento di produzione per i propri fumetti.

Il tratto che Sciarrone ha mostrato nelle sue storie per Topolino negli ultimi anni, al di là dei gusti di ciascuno, era sicuramente differente da quanto prodotto ai tempi di PKNA e PK2. Non solo, erano anche espressione pura di una continua ricerca estetica che portava da un lato ad una sorta di sintesi grafica e dall’altra alla volontà di esplorare sempre di più le potenzialità offerte dalla tavoletta digitale, sempre rivolto al rendere il più naturale e meno freddo possibile il tratto.

Contrariamente a quanto un occhio distratto potrebbe pensare, dunque, il cambio di stile di Sciarrone non è fermo dopo l’abbandono di matita e china “fisiche”, ma è in perpetua evoluzione, e in tal senso basta osservare la sua precedente storia pikappica (Gli argini del tempo) e quest’ultima fatica per notare alcuni cambiamenti, alcune migliorie. Si possono rintracciare in primo luogo nella figura del protagonista, che appare qui ancora più dinamico e plastico di quanto già non fosse, e soprattutto molto espressivo. Forse pure troppo, in alcune vignette in cui lo sguardo basito risulta eccessivo e caricaturale, nonostante sia giustificato da quanto accade in scena, ma si tratta di scelte precise e studiate sulla disneyanità del personaggio.

Cronaca di un ritorno: PK tra evroniani e XadhoomMolto buono anche il lavoro su Xadhoom: non si parla di vero e proprio restyling dell’alleata di Pikappa, per quanto indubbiamente una reinterpretazione grafica da parte di Sciarrone c’è, specialmente negli occhi. Nel complesso il disegnatore si è attenuto al character design noto, e le differenze vanno ascritte all’evoluzione stilistica generale cui si accennava prima.
Sempre efficace la costruzione moderna delle tavole, con griglia libera, e le scene d’azione, valorizzate dagli effetti speciali e dai colori nei quali ha messo lo zampino , che fornisce il giusto appeal di modernità e fantascienza all’intero progetto.

Cronaca di un ritorno è una storia che funziona e che, nonostante debba presentare un evento come la “resurrezione” di un importante comprimario della serie riesce a mantenere anche il gusto di una “normale avventure di Pikappa”, specialmente nel cuore della missione spaziale del protagonista.
Presenta però al suo interno alcuni problemi nel bilanciamento dei vari elementi e in un finale affrettato che ne minano il risultato complessivo.

Abbiamo parlato di:
PK: Cronaca di un ritorno – Topolino # 3181-3183-3184-3185
Alessandro Sisti, Claudio Sciarrone, Max Monteduro
, novembre-dicembre 2016
160 pagine, brossurati, colori – 2,50 € per 4 albi ciascuno


Note:
  1. Nel conteggio non si comprende Timecrime di Francesco Artibani e Paolo Mottura per via della sua natura di crossover speciale con la serie DoubleDuck 

  2. Interessante come il concetto di sciame mescoli gli elementi vegetali degli evroniani originali con un comportamento da insetti, completando, così, la caratterizzazione della razza di predatori evidentemente ispirata agli Alien di Ridley Scott 

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