Crisis On Infinite Earths

Chiudiamo lo speciale dedicato ai 75 anni di vita di Superman, riproponendo un approfondimento su quello che fu, al tempo, un evento epocale per la casa editrice dell'Uomo d'acciaio: la...
Articolo aggiornato il 03/01/2017

Crisis On Infinite Earths

Crisis On Infinite Earths

Crisis On Infinite EarthsUna necessaria, semplificata premessa
La è la casa editrice americana di Superman, Batman, Wonder Woman, Flash. Sono numerosi i personaggi straconosciuti anche in Italia che vengono pubblicati da questa casa editrice da più di mezzo secolo. Oggi proprietà della Aol/Warner Bros, è parte di un vero colosso editoriale e produttivo.
In Italia, da sempre, i personaggi della DC vivono uno strano paradosso: sono molto famosi, soprattutto grazie al cinema e ad alcuni vecchi e nuovi cartoni animati, ma i loro fumetti non sono mai stati particolarmente seguiti. Non quanto quelli dei cugini della Marvel: Uomo Ragno, Fantastici Quattro, Hulk, Vendicatori, ecc.
Le ragioni sono molte, e non saranno oggetto di quest’articolo. Basti solo aggiungere che a metà anni ’90, i fumetti DC vissero un felice periodo di pubblicazioni in Italia, grazie alla casa editrice romana , che ancora oggi detiene l’esclusiva dei diritti di Superman e compagnia. In quegli anni fu pubblicato, per la prima volta (1) , il crossover – l’incontro tra i diversi eroi e le diverse pubblicazioni – più importante della vita editoriale della DC degli anni ’80, ovvero Crisi Sulle Terre Infinite (anche detto Crisis per semplicità, dal titolo originale Crisis On Infinte Earths), originariamente pubblicato in 12 storici albi nel corso del 1985. A differenza d’altri crossover precedenti e successivi, quello di Crisis si propose un obiettivo ambizioso, complesso, discusso e attualissimo: semplificare l’universo editoriale, ingarbugliato in Terre parallele dove poteva accadere tutto e il contrario di tutto; e diventare un punto di partenza per nuovi, potenziali lettori.
Crisis è opera della collaudatissima coppia formata da Marv Wolfman e Gorge Perez, due veterani del fumetto statunitense (alla fine degli anni ’70 crearono i Teen Titans, capaci di lottare ad armi pari con il fenomeno degli X-Men), che in questa maxi-serie di 12 albi (di cui due di lunghezza extra, per un totale di più di 350 pagine) hanno espresso il massimo delle loro capacità narrative.

La crisi del fumetto americano
Crisis On Infinite EarthsIl primo spunto di riflessione riguarda l’attualità di un genere, quello dei supereroi, e la rappresentazione che la Crisis originale ne dà. Chi non ha mai frequentato regolarmente il mondo dei supereroi, ha forse comunque potuto imbattersi, attraverso le tante pubblicazioni allegate ai quotidiani italiani in questi ultimi anni, in alcuni volumi a fumetti, tra i quali alcuni importantissimi proprio della DC Comics; si fa riferimento a Watchmen, Il Ritorno del Cavaliere Oscuro e Venga il Tuo Regno. Sono tutte storie post-Crisis, alcune più recenti (Venga il Tuo Regno) o altre di poco successive al crossover. Sono storie atipiche del mondo dei supereroi, per certi versi generalmente più semplice, spensierato, colorato, muscoloso. Opere per molti versi rivoluzionarie; in particolare, Watchmen e Il Ritorno del Cavaliere Oscuro rappresentano degli epigoni, delle pietre miliari in grado di cambiare dall’interno il genere stesso.
I supereroi sono il genere popolare statunitense, un mondo narrativo talmente consolidato e, per certi versi, isolato, da essere da molti considerato come la pietra tombale del medium fumetto americano. In un mercato editoriale sempre meno florido, con lettori che si contano a poche decine di migliaia (i fumetti più venduti oggi, si aggirano intorno alle 100.000/200.000 copie, una cifra irrisoria se paragonato al numero di potenziali lettori), i supereroi sono sempre lì, dominatori in una terra di nessuno, apparentemente immobili.
I detrattori (e sono molti) considerano il quasi monopolio editoriale delle due major, Marvel e DC, come il maggior ostacolo allo sviluppo, alla crescita del Fumetto (inteso come forma di comunicazione) in USA, a causa anche del dominio sulle strutture produttive e distributive. Il genere dei Supereroi, al di là di analisi politico-editoriali, continua comunque la sua vita e la sua evoluzione, oggi più che mai grazie ad autori intelligenti e prolifici (Bendis, Millar, Morrison, Johns, Busiek, Brubaker, Rucka, Ellis tra tutti), attraverso una commistione di genere (thriller, fantapolitica, scienza, metacomunicazione) mai vista in precedenza.
Quando Crisis fu pubblicata, e soprattutto concepita (la gestazione duro’ circa 4 anni!), agli inizi degli anni ’80, i fumetti di supereroi erano un’altra cosa. Crisis, per impostazione, tematiche e ritmo narrativo rappresenta l’essenza di quel modo di concepire il fumetto statunitense e, nella sua solidità concettuale, diventa ponte per il nuovo che doveva arrivare.

Crisis On Infinite Earths

Supereroi, divinità o superfessi
Crisi Sulle Terre Infinite è la “grande vetrina” del genere . Tutti, o quasi, i personaggi della DC compaiono in quelle pagine; grazie all’attentissima cura del disegnatore George Perez, eroi e cattivi si confrontano e incontrano per distruggere un nemico potentissimo. L’epica classica e la fantascienza si uniscono in uno scenario ricchissimo di riferimenti ad altre storie, altri topoi letterari. Il melodramma, la commedia e la tragedia si mescolano per raccontare la fine di un universo narrativo, costituito da infinite realtà parallele, e dar vita al nuovo universo, “semplice” e unico: un’unica realtà, un’unica Terra che è la fusione di tutte le altre.
Lette oggi, quelle 350 pagine, restituiscono ancora il senso epico e grandioso che Marv Wolfman e George Perez hanno voluto costruire: ogni pagina sembra condurre alla fine, all’insegna della distruzione e della morte. Sono pagine piene di pathos, dove anche i più potenti eroi della Terra sono posti di fronte ai loro limiti massimi. Sono la quintessenza stessa del genere, come si è detto. Questi strani esseri dai costumi colorati si prendono decisamente sul serio, e danno la vita per salvare il mondo. Eroi come Supergirl, Flash e il Superboy di un’altra Terra sono sacrificati in nome di una salvezza più grande. Ogni morte rappresenta una scelta editoriale, eppure Wolfman e Perez riescono a rendere quei sacrifici toccanti e significativi.
Ma non tutto sembra funzionare agli occhi del lettore d’oggi. Se si toglie il velo nostalgico dell’appassionato, e si dimentica per un attimo l’infinita passione che ha guidato i due autori nella sua realizzazione, Crisis è anche una storia terribilmente autoreferenziale. è un fumetto scritto PER i lettori di supereroi, da due professionisti amanti dei supereroi. Nella toccante introduzione al volume celebrativo del 1998 che raccoglie l’intera saga (pubblicato negli USA), Marv Wolfman ci rivela che l’idea di un crossover di questa portata è sempre stata nei suoi sogni di ragazzo: il desiderio di veder combattere tutti insieme i buoni e i cattivi dei fumetti. Un sogno abbastanza comune tra i lettori, direi. Tuttavia, qualunque non appassionato del genere, avvicinandosi oggi per la prima volta a questa storia, faticherebbe ad arrivare in fondo, infastidito e appesantito dai molti rituali propri del genere (parlare di sé in terza persona, spiegare tutto quello che succede e da quale universo proviene ogni singolo eroe, motivare ogni proprio gesto eroico, la distinzione netta tra Bene e Male), dalla complessità dei riferimenti interni a fatti e personaggi poco noti, e dal clima eccessivamente serio e “macho” che domina l’intera saga. Perché, in fondo lo sappiamo, quando degli esseri dotati di poteri straordinari e vestiti come fessi si prendono troppo sul serio, il lettore fatica a ritrovarsi, a credere in quello che sta leggendo. L’effetto farsa è dietro l’angolo, quindi. E non certo per demerito dei due autori, che anzi realizzano una storia solida, ben sceneggiata e raccontata, con un buon equilibrio tra azione e introspezione (malgrado la prevalenza della tragedia cosmica), e una cura assai rara in questo tipo di esperimenti nel tratteggiare, con pochi gesti o parole, anche il personaggio meno conosciuto. La debolezza è piuttosto intrinseca al genere, e alla ragione stessa che muove la storia. Ciononostante, Crisis è ancora oggi uno dei picchi del fumetto popolare statunitense degli anni ’80.

Crisis On Infinite Earths

Una rivoluzione editoriale
Come accennato, Crisi Sulle Terre Infinite non ha solo un’origine “narrativa”, fatto comunque raro nel fumetto popolare USA, ma anche una motivazione strettamente editoriale. I capi della DC Comics, in difficoltà a reggere il passo della Marvel Comics e a trovare nuovi lettori, decisero che era necessario un cambiamento strutturale: semplificare l’Universo DC e ripartire da zero con tutte le icone popolari che ne fanno parte, da Superman a Batman (dei quali esistevano ormai infinite versioni alternative). Ricostruire e attualizzare gli Eroi è uno dei temi più discussi e sentiti anche nel fumetto popolare statunitense d’oggi, tanto che la coppia Bill Jemas e Joe Quesada, per alcuni anni ai vertici della Marvel Comics, ne hanno fatto un loro personalissimo motto.
E se ne capisce il motivo.
I supereroi sono figli di anni precisi della cultura statunitense, a cavallo della Seconda Guerra Mondiale; hanno ricoperto un ruolo fondamentale nell’immaginario dell’epoca, grazie all’intuizione di autori che attraverso la simbolicità del fumetto e l’iconicità dei personaggi, hanno saputo parlare a tutti. L’evoluzione del genere è un ottimo modo, per altro già percorso (si legga ad esempio Le straordinarie avventure di Kavalier & Clay di ), per ripercorrere l’evoluzione della cultura popolare degli Stati Uniti. Il genere si è modificato nel tempo, sia dal punto di vista tematico che narrativo, per incontrare i gusti dei lettori. Per qualcuno, il genere sarebbe addirittura morto e rinato parecchie volte, come una fenice, come per miracolo.
Crisis è il canto del cigno di un certo modo di fare fumetto. In questo, è perfetto. Gli stessi autori sono scrittori di un’altra epoca, di un’altra sensibilità (per quanto George Perez abbia vissuto poi una seconda giovinezza, in Marvel, pur non modificando sostanzialmente il proprio stile).
Crisis On Infinite EarthsLa Crisi innescata e voluta dalla dirigenza DC ha gettato le basi per una vera rivoluzione narrativa, per certi versi inaspettata all’epoca. Il sogno da appassionato di Marv Wolfman è diventato il ponte per una nuova schiera di autori, un nuovo modo di scrivere, un nuovo gradino nell’evoluzione del genere. Alcuni esempi: dopo Crisis è avvenuta la cosiddetta invasione britannica, già anticipata dall’arrivo di su Swamp Thing (l’interpretazione che Alan Moore dà della Crisi, in questa serie, è un corollario imperdibile, capace di svelarne i lati più visionari ed esistenziali), e proliferata grazie alla possibilità di reinterpretare eroi classici e ormai vuoti, come hanno fatto su Sandman e su Animal Man e Doom Patrol; Superman e Batman sono ripartiti da zero, dalle origini, grazie a due splendide saghe opera di , la prima (Man Of Steel), e soprattutto (Batman Year One), autentico punto di riferimento per i comics degli anni successivi. Tanti altri supereroi sono stati reinventati, da Flash a Wonder Woman, da Lanterna Verde alla Lega della Giustizia (sono gli anni dell’esilarante JLI di Giffen e DeMatteis) alla Legion Of Superheroes, in una successione di storie appassionanti, fresche se non innovative.
L’impressione è che complessivamente Crisis sia stata la spinta decisiva che ha permesso alla DC di aprirsi a territori narrativi inediti, che hanno marcato un segno importantissimo nell’evoluzione del genere; che ha generato un humus creativo unico, in grado di permettere la nascita di capolavori già citati quali il Watchmen di Moore e Gibbons e il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Miller.
Un rischio editoriale non scontato e non prevedibile nei risultati, che ha modificato sostanzialmente la percezione dei lettori del fumetto popolare statunitense, e ha aperto la strada a nuove esperienze narrative, poi racchiuse nell’etichetta Vertigo (Sandman, Hellblazer).
E naturalmente, è giusto sottolinearlo di nuovo, in Crisis di tutto ciò non vi è traccia. Crisis è il canto del cigno di un altro modo di intendere il genere, forse più ingenuo, forse più innocente, forse meno maturo.

La crisi infinita
Cio’ che Crisis non è riuscita a fare, invece, è stato eliminare le incoerenze narrative che anni di continuità hanno via via stratificato. Tanto che l’editore, più volte, ha tentato di lavorare intorno allo stesso concetto nel corso degli anni, modificandolo poco alla volta, con nuovi crossover, senza mai raggiungere un risultato apprezzabile, né tantomeno eguagliare l’efficacia narrativa di Crisis. Crisis non ha potuto cancellare dalla mente di migliaia di lettori le avventure precedenti del Superman di Terra 2, del Capitan Marvel di Terra-S, degli eroi della guerra di Terra-X, ecc.
Solo qualche anno dopo, a partire dal suo Animal Man, Grant Morrison avrebbe aperto la strada alla “rivoluzione metafumettistica”, nella quale autori e personaggi si ritrovano sullo stesso piano a discutere del medium fumetto, a deridere i cliché che Crisis ha cantato, a rimettere in gioco il materiale narrativo pre-Crisis.
Lo stesso Morrison, in anni più recenti, ha cercato di risolvere il dilemma infinito di Crisis, con il concetto dell’Ipertempo, ereditato dalla logica del paradosso, secondo il quale possono semplicemente esistere contemporaneamente tutte le storie, gli eroi e gli universi concepiti dalla mente umana. Un escamotage della logica tanto banale quanto illuminante. È la giustificazione che maggiormente sembra sposarsi con le necessità degli autori e degli editori d’oggi, che sembrano decisi a non precludersi alcuna possibilità creativa con regole o meccanismi a priori.

Riferimenti:
Il sito della Dc Comic – www.dccomics.com
La voce Crisis su Wikipedia – http://it.wikipedia.org/wiki/Crisis
Annotazioni in lingua inglese su Crisis – www.io.com/~woodward/chroma/crisis.html

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Note:
  1. negli anni poi si sono succedute varie edizioni di Crisi sulle Terre infinite, tra le quali un’edizione omnibus in grande formato da parte della Planeta DeAgostini 

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