#corriconme: una firma per Zunar

Amnesty International supporta la lotta di Zunar contro lo stato Malese per la libertà di espressione.

#corriconme: una firma per Zunar

La Malesia non è più l’isola selvaggia dei romanzi di Sandokan, l’avventuriero ideato da Emilio Salgari, ma oggi è un’isola, per quanto piccola, politicamente strutturata come monarchia federale costituzionale. La struttura di governo è basata su quella britannica, ma mentre il Regno Unito è, pur con tutti i contro esempi possibili, una delle democrazie più tolleranti del mondo, la Malesia al contrario non sembra lontanamente vicina agli standard dello stato britannico.

L’ultimo esempio è la vicenda del fumettista Zulkiflee Anwar Ulhaque, o semplicemente Zunar, che da bravo vignettista politico ha spesso criticato il governo della sua isola, cosa che gli ha procurato sin dal 2010, anno del suo primo arresto (1) , non pochi problemi con lo stato malese.

L’ultima controversia risale all’inizio di quest’anno a causa delle critiche contro il governo per l’arresto e le percosse subite nel febbraio 2015 dal leader dell’opposizione, Anwar Ibrahim, il tutto a mezzo twitter. Con procedura d’urgenza il parlamento ha esteso l’applicabilità del sediction act, una legge del periodo coloniale, anche ai social network, consentendo così alla polizia di effettuare una serie di arresti tra giornalisti, attivisti politici e oppositori, tra cui anche Zunar.

Per denunciare questi abusi Amnesty International ha lanciato una petizione per annullare le accuse contro Zunar, uno dei tanti fumettisti che, nel mondo, lottano per la libertà di espressione contro i soprusi di qualsiasi forma di potere politico.

Come posso essere neutrale? Anche la mia penna ha una posizione.
(Zunar)


Note:
  1. via Committee to Protect Journalists 

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