Corpicino: la fiaba oscura di Tuono Pettinato

Con "Corpicino", Tuono Pettinato offre uno sguardo senza pietà sull'informazione italiana e le morbose dinamiche di massa che scaturiscono attorno a questi tristi eventi.
Articolo aggiornato il 28/11/2015

Corpicino. Una fiaba di .

Corpicino: la fiaba oscura di Tuono Pettinato

 “C’era una volta, ma neanche tanto tempo fa, in una città vicina vicina, un bambino di nome Marcellino Diotisalvi. Marcellino camminava allegro e spensierato sulla via di casa quando decise di attraversare il bosco per ammirare le meraviglie che la natura gli offriva. All’improvviso il bravo bambino, intento a calpestare una tranquilla colonia di formiche, vide alle sue spalle un grande ombra che si avvicinava sempre più. Poi il buio lo inghiottì.

Il giorno dopo una brava bambina, che chiameremo Cappuccetto Calzelunghe, stava portando delle mele e dei fiori alla sua adorata nonna, si trovò a passare per lo stesso bosco nel quale il giorno precedente si era addentrato Marcellino. Quando la piccola vide il corpo ormai privo di vita di Marcellino, urlò.

Immediate si alzarono le reazioni di tutto il paese, anzi di tutta la nazione, che, di fronte a un crimine tanto orrendo ed efferato, si unì come mai fatto prima nel cordoglio e nella ricerca di giustizia. Anche tutti i media si unirono per aiutare a dare un volto al colpevole: insomma la gente voleva sapere!

Com’era morto? Chi era stato? Ma soprattutto quanto sangue c’era? Il suo corpo era forse stato violato? La gente voleva, anzi, DOVEVA sapere ogni più piccolo particolare per mostrare agli schermi televisivi e alla stampa tutto il proprio dolore e indignazione. Intanto Salvatore Diotisalvi, il papà del povero Marcellino, chiedeva alla stampa e alle televisioni che gli fosse almeno concessa la verità, solo quella”.

Corpicino. Un fumetto di Tuono Pettinato

Corpicino: la fiaba oscura di Tuono PettinatoÈ strutturato come una fiaba (nerissima) l’ultimo lavoro di Tuono Pettinato, una discesa nel cuore oscuro dell’informazione e della cronaca italiane. E quale miglior modo di esaminarle se non raccontando di un infanticidio, il crimine capace di sollevare maggiormente l’indignazione popolare, l’odio e la curiosità morbosa delle masse?
Non sono forse anni che siamo perseguitati dalle immagini di servizi ormai inutili, se non ad alimentare la nostra curiosità, sui casi Scazzi e Gambirasio, solo per citare alcuni dei casi più recenti?

Tuono Pettinato sveglia, ironicamente, il reporter Gianni Martinelli sulle note di “Shiny Happy People” dei R.E.M., per poi gettarlo in una fossa profonda e fetida, dove le sue convinzioni professionali e morali cominciano a vacillare.
Martinelli, giornalista che crede nella libertà di stampa, nell’attendibilità etica e deontologica dell’informazione, viene scelto per seguire il caso per lo “Sparviero del Settentrione” un quotidiano che sembra più una lobby segreta di potere, il cui primo socio di maggioranza è stato addirittura Caino e che nella scala gerarchica vede figure “fantozziane” come il centenario Ubaldo Maria Barracuda, ultimo dei padri fondatori, fino ad arrivare ai “Grandi Antichi” creature mistiche e aliene che guidano l’ordine gerarchico.

Attraverso il viaggio di Martinelli, l’autore racconta il circo mediatico che segue queste tragedie e la vicenda che di volta in volta si ripete come un rituale: la santificazione della vittima, la ricerca spasmodica di un colpevole, i ricordi non sempre “coerenti” di chi lo ricorda, i funerali di massa. L’omicidio come rituale di massa, una predisposizione naturale che “serve”alla gente per lasciare da parte i piccoli risentimenti personali e unirsi in un fronte comune.
S’insinua tra le pieghe di questo nuovo ordine sociale la “stampa dell’orrore” con i suoi servizi, con i suoi speciali televisivi e i suoi inviati dalle domande impietose, che modifica ulteriormente il comportamento usuale della comunità con risultati ignobili.

Corpicino: la fiaba oscura di Tuono Pettinato

Con Corpicino, Tuono Pettinato compie un’evoluzione autoriale notevole che segna una vera e propria svolta nella sua carriera. Se finora eravamo abituati a conoscerlo come abile narratore di storie, qui lo ritroviamo anche esaminatore acuto e pungente di fenomeni sociali. Il suo stile narrativo cambia e la storia portante accoglie le nuove fasi di pensiero e congetture senza sforzo alcuno. Si è conquistati dal mosaico di situazioni e personaggi che l’autore compone per raccontarci un triste spaccato d’Italia.

Corpicino: la fiaba oscura di Tuono PettinatoMartinelli, il protagonista volutamente troppo buono e ingenuo, fornisce terreno fertile per far risaltare le altre figure simboliche del libro, che prendono così forza dagli ammirevoli ideali del reporter.
Nascono così i due personaggi che s’impongono non come semplici comprimari ma assoluti Co-protagonisti, delineati in modo davvero mirabile da Tuono Pettinato. Il Professor Renato Giraldi, mentore di Martinelli e convinto assertore degli studi di Robert J.Flaherty, pioniere dell’etnografia e del film documentaristico, e Il Mangusta, una sorta di Hannibal Lecterde noartri”: un feroce criminale arricchitosi con i libri autobiografici scritti durante la detenzione, ospite di spettacoli televisivi e con un numeroso seguito di fans. L’unico che si mostra per quello che è: un mostro.

Ed è proprio lo splendido monologo finale che Tuono Pettinato fa recitare a quest’ultimo, a diventare uno dei punti focali del libro. Il Mangusta distrugge e corrompe le certezze, vere o false che siano, di tutti i protagonisti della storia, se non dello stesso lettore.

Corpicino: la fiaba oscura di Tuono Pettinato

Corpicino, Pollicino, Alfredino (Rampi), povero bambino. Tante le assonanze, fonetiche e non, tra vita reale e immaginata, dalla quale Tuono ha forse pescato per creare uno dei migliori volumi del 2013.
Un libro letto ascoltando ripetutamente lo struggente pezzo “Alfredo” dei Baustelle e che mi ha riportato alla mente alcuni profetici film quali “Girolimoni, il mostro di Roma” di Damiano Damiani e “Non si sevizia un Paperino” di Lucio Fulci.

Corpicino è un libro riuscito in ogni suo particolare. È un libro che fa paura, che fa riflettere e sorgere dubbi su se stessi. I disegni dell’autore ci conducono in una provincia italiana onirica e surreale, dove il tratto “infantile” dell’artista amplifica a dismisura la durezza del contesto e delle situazioni. Un libro fatto di paesaggi impietosi di un’Italia in crisi, simbolici Pinocchi crocefissi e un finale romantico ambientato su un terreno di ex imprese ed esercizi ora falliti dove una volta le coppie andavano a progettare il loro futuro. Un futuro che dopo la lettura si fatica a immaginare.

Abbiamo parlato di:
Corpicino
Tuono Pettinato
Grrrzétic, 2013
160 pagine, rilegato, bianco e nero – €18,00
ISBN: 9788896250280

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inizio