Il braccio maldestro della legge: l’ispettore Coliandro

Cosmo Editoriale ristampa il fumetto dell’ispettore Coliandro, di Lucarelli e Catacchio, un poliziesco a vignette in salsa ironica.

Il braccio maldestro della legge: l’ispettore Coliandro è uno dei nomi più noti della narrativa italiana, un autore di livello internazionale che non ha mai nascosto il suo debole per i fumetti.
Il personaggio di Coliandro nasce dalla sua penna nel racconto Nikita, all’interno di un’antologia pubblicata da Granata Press, un po’ emulo e un po’ figlioccio del sergente Sarti di Loriano Macchiavelli, e riscuote tanto interesse da diventare protagonista di due romanzi, editi sempre dalla defunta casa editrice: Falange armata e Il giorno del lupo, ristampati in anni recenti da Einaudi.
Nell’ultimo decennio Il personaggio ha inoltre acquisito una certa fama grazie all’omonima fiction Rai diretta dai Manetti Bros., che lo vede protagonista in televisione con il volto di Giampaolo Morelli.
Ma tra il passaggio dalla carta alla celluloide, Coliandro ha anche avuto una breve esistenza a fumetti, protagonista di cinque storie scritte e disegnate da con la supervisione di Lucarelli, raccolte più di dieci anni fa in un volume per Edizioni BD e che vengono ora ristampate da Cosmo Editoriale nella collana in formato bonellide Noir.

Il braccio maldestro della legge: l’ispettore ColiandroColiandro è un personaggio che più che simpatia suscita comprensione, compassione e al contempo profonda antipatia: l’insieme dei suoi difetti e dei suoi vizi ci restituisce un uomo dalla personalità sfaccettata, ma contraddistinto più dai suoi tratti negativi – che inoltre lo rendono originale nell’ambito del poliziesco all’italiana – che dalla sua, pur presente, etica del lavoro.
Antieroe suo malgrado, Coliandro è troppo attaccato alla pelle, troppo timoroso di morire per riuscire a essere un cavaliere senza macchia e senza paura, e raccoglie in sé un insieme di caratteristiche umane capaci di renderlo piuttosto realistico.
È irascibile, spesso in maniera ottusa, prepotente, pronto a scaricare sugli indagati la sua rabbia repressa, abituato a giudicare il mondo con i suoi preconcetti (la sua opinione sulla “gioventù di merda” è emblematica), indifferente ai motivi dei problemi; eppure si rivela anche fedele ai valori del suo ruolo e fondamentalmente onesto.

Il braccio maldestro della legge: l’ispettore ColiandroLe storie che lo vedono protagonista sono piuttosto brevi e semplici: in ognuna Coliandro si trova invischiato in casi più grandi di lui riuscendo a sfangarla grazie a un pizzico di fortuna e a un po’ di abilità. Le indagini, considerando il numero esiguo di pagine, non sono mai troppo dettagliate, il che è un peccato perché argomenti come i regolamenti mafiosi, la corruzione nella polizia, la droga e la prostituzione avrebbero preteso maggior approfondimento e garantito trame interessanti. Le disavventure di Coliandro, che occhieggiano al “poliziottesco” italiano anni Settanta, funzionano comunque anche nello spazio ristretto a loro concesso e raccontano bene le realtà da “sottobosco cittadino”, descritte in modo interessante, che, oltre a essere proprie di un certo tipo di letteratura italiana di genere, riconducono anche al fumetto underground degli scorsi decenni. In questo aiuta anche lo stile grafico di Catacchio, il cui tratto netto si adatta bene all’ambientazione cittadina e appare molto espressivo tramite i dettagli presenti nelle vignette e una certa estremizzazione dei tratti somatici dei personaggi, con volti segnati e fortemente caratterizzati, in alcuni momenti quasi caricaturali.

Il braccio maldestro della legge: l’ispettore Coliandro

Lucarelli e Catacchio ci parlano quindi dei successi (poco soddisfacenti) e dei tanti fallimenti di questo piccolo uomo, con brillantezza, ironia e cattiveria, rendendolo quasi archetipo del poliziotto moderno, nel cui animo convivono molti estremi e molte contraddizioni, che vengono reinterpretati con un ghigno divertito e canzonatorio.
Un confronto tra il Coliandro a fumetti e quello televisivo ha poco senso, considerando la distanza temporale che separa le due versioni: i due approcci al personaggio sono comunque più vicini di quanto si potrebbe pensare – eccezion fatta per la sua fisionomia, la cui differenza è sottolineata da Catacchio nella copertina inedita per la Cosmo, mettendo faccia a faccia il “suo” Coliandro con quello di Morelli – e le storie si confermano ancora oggi come una lettura piacevole.

Abbiamo parlato di:
Cosmo Noir #10 – L’ispettore Coliandro: Coliandro indaga
Carlo Lucarelli, Onofrio Catacchio
, settembre 2016
96 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,50 €
ISBN: 978-88-6911-320-8

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