Lo Spazio Bianco » Top Ten 2008 http://www.lospaziobianco.it Nel cuore del fumetto! Fri, 24 Oct 2014 21:31:20 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.0 Top Ten LoSpazioBianco.it 2008 http://www.lospaziobianco.it/4651-top-ten-lospaziobiancoit-2008 http://www.lospaziobianco.it/4651-top-ten-lospaziobiancoit-2008#comments Mon, 13 Apr 2009 20:52:57 +0000 http://www.lospaziobianco.it/4651-Top-Ten-LoSpazioBiancoit-2008 Top Ten LoSpazioBianco.it 2008 | di la redazione
Lo Spazio Bianco

Come ogni anno, la redazione de LoSpazioBianco.it propone un personale bilancio sull'annata fumettistica appena trascorsa. Una Top Ten che offre un ritratto possibile della produzione di fumetto in Italia nel 2008, stilata con l'aiuto di critici, esperti ed operatori del settore. Un'unica lista di dieci titoli senza differenze di formato, di scuola, di provenienza geografica per sottolineare con forza che tutti i fumetti hanno uguale importanza.

L'articolo Top Ten LoSpazioBianco.it 2008 è stato pubblicato su Lo Spazio Bianco.

]]>
Top Ten LoSpazioBianco.it 2008 | di la redazione
Lo Spazio Bianco

Disegno di Paolo Bacilieri
Oltre alla consueta classifica dei 10 migliori fumetti inediti usciti nell’anno appena concluso, come lo scorso anno il premio de LoSpazioBianco.it presenta in “appendice” un terzetto di titoli aggiuntivi, per uno scopo del tutto diverso ma ugualmente importante. Con la “Menzione Speciale per la valorizzazione del Patrimonio Fumettistico” (abbreviata: Menzione Storica) vogliamo segnalare il “Top” tra le ristampe e le riedizioni di materiale da tempo non disponibile sul mercato italiano, o tra i recuperi di materiali di rilevanza storica rimasti inediti.

CONTENUTO DELLO SPECIALE

LA TOP TEN DEI MIGLIORI FUMETTI DEL 2008

REGOLAMENTO

COMMENTO AI RISULTATI

LE CLASSIFICHE DEI SINGOLI VOTANTI

Ringraziamenti
La redazione di LSB si sente in dovere di ringraziare tutti i votanti per l’impegno e la pazienza e quanti ci hanno aiutato nella realizzazione di questo progetto.
In particolare, un sentito ringraziamento va a Matteo Stefanelli per il prezioso confronto sul regolamento ed il sostegno al nostro Premio, Andrea Plazzi, Luigi Siviero e Paolo Interdonato per i preziosi suggerimenti.

Eterna gratitudine, infine, al Maestro Paolo Bacilieri, vincitore della scorsa edizione, per avere disegnato il logo della nostra Top Ten 2008, di cui ovviamente andiamo orgogliosi.

, , , ,

L'articolo Top Ten LoSpazioBianco.it 2008 è stato pubblicato su Lo Spazio Bianco.

]]>
http://www.lospaziobianco.it/4651-top-ten-lospaziobiancoit-2008/feed 0
Top Ten 2008- Regolamento http://www.lospaziobianco.it/4650-Top-Ten-2008-Regolamento http://www.lospaziobianco.it/4650-Top-Ten-2008-Regolamento#comments Mon, 13 Apr 2009 15:40:03 +0000 http://www.lospaziobianco.it/4650-Top-Ten-2008-Regolamento Top Ten 2008- Regolamento | di la redazione
Lo Spazio Bianco

Di seguito un sunto del regolamento della Top Ten 2008.

L'articolo Top Ten 2008- Regolamento è stato pubblicato su Lo Spazio Bianco.

]]>
Top Ten 2008- Regolamento | di la redazione
Lo Spazio Bianco

Disegno di Paolo BacilieriModalità di voto
Ogni votante per la selezione della Top Ten 2008 è stato tenuto a presentare dieci titoli in ordine decrescente. Al primo sono stati assegnati dieci punti, al secondo nove e così via.
Per la Menzione Speciale, invece, andavano indicati tre titoli in graduatoria dal primo al terzo: al primo sono stati assegnati tre punti, al secondo due e al terzo uno.
Dalla sommatoria dei voti sono risultate le classifiche riportate qui: www.lospaziobianco.it/?p=3151

Top Ten
Era possibile votare esclusivamente i fumetti inediti pubblicati in Italia nell’arco del 2008, sia volumi autonomi, che storie tratte da una serie, i volumi antologici che non proponessero materiale già apparso in altre pubblicazioni e la riproposta in pubblicazioni ad hoc di materiale comparso esclusivamente su web. Non era ammesso il voto per i volumi che proponessero materiale inedito pubblicato per la prima volta nel paese di origine più di venti anni fa; i volumi che raccogliessero storie apparse precedentemente in altre pubblicazioni; le ristampe; le serie, le riviste, i personaggi, la collana.
Per quanto riguarda le ristampe integrate da nuovo materiale abbiamo considerato inedite e quindi votabili solo quelle opere che avessero un numero di pagine inedite superiori a quelle già edite.

Menzione Storica
Erano qui invece votabili esclusivamente le opere pubblicate in Italia nell’arco del 2008 tra i volumi che proponessero materiale inedito in Italia pubblicato per la prima volta nel paese di origine più di venti anni fa e i volumi che riproponessero materiale già edito in Italia ma non più pubblicato negli ultimi venti anni.


L'articolo Top Ten 2008- Regolamento è stato pubblicato su Lo Spazio Bianco.

]]>
http://www.lospaziobianco.it/4650-Top-Ten-2008-Regolamento/feed 0
Top Ten 2008- La classifica http://www.lospaziobianco.it/4649-top-ten-2008-classifica http://www.lospaziobianco.it/4649-top-ten-2008-classifica#comments Mon, 13 Apr 2009 15:25:35 +0000 http://www.lospaziobianco.it/4649-Top-Ten-2008-classifica Top Ten 2008- La classifica | di la redazione
Lo Spazio Bianco

Di seguito la graduatoria della Top Ten e della Menzione Speciale per il Patrimonio Fumettistico

L'articolo Top Ten 2008- La classifica è stato pubblicato su Lo Spazio Bianco.

]]>
Top Ten 2008- La classifica | di la redazione
Lo Spazio Bianco

cover di LMVDM

TOP TEN 2008

1) LMVDM – LA MIA VITA DISEGNATA MALE di Gipi (Coconino Press/Fusi Orari) punti 157
Elaborato compiutamente il proprio flusso di coscienza, la “voce” del Gipi ormai maturo è un brillante mix emotivamente e graficamente instabile. Pietà e risate per raccontare un malessere tragicomico. Ma anche un controllato sberleffo sulle virtu’ del disegno, “bello” quanto più riesce a farsi racconto, languido acquerello o informale che sia. (Matteo Stefanelli)
La nostra recensione

2) RUGHE di Paco Roca (Tunue’) punti 87
Paco Roca è un ottimo sceneggiatore e un efficace disegnatore. “Rughe” svolge tutte le funzioni essenziali di un fumetto: trasmette emozioni, appassiona, ha una struttura narrativa solo apparentemente semplice, ma in realtà articolata e solida. In più – elemento non da poco – riesce a parlare di un tema drammatico, come la vicenda dell’anziano Emilio, colpito dal morbo di Alzheimer, senza sotterfugi ricattatori e quasi con leggerezza. (Fabrizio Lo Bianco)
La nostra recensione

3) L’APPRODO di Shaun Tan (Elliot) punti 81
E’ un libro che richiede dedizione. Deve essere scandagliato in ogni angolo e guardato con attenzione spasmodica. Racconta di uomini e donne spaesati, sradicati e disambientati. Racconta di migrazioni riuscite che non passano necessariamente per l’omogeneizzazione delle culture. Scrivere un libro su argomenti così complessi, senza perdere la capacità di appiccicare il lettore alla poltrona con le lacrime agli occhi, indica grande maestria. In quarta di copertina si spende la locuzione “graphic novel”, basta non crederci. (Paolo Interdonato)
La nostra recensione

4) PASCIN di Joann Sfar (001 edizioni) punti 62
Topffer, secondo molti storici ormai ritenuto l’inventore del mezzo, diceva che il fumetto aveva bisogno del segno anche ‘imperfetto’, un segno con una vitalità e autenticità espressiva che ha solo il tratto jete’. Questo ‘elogio dell’imperfezione’ del tratto grafico sembra fondante in Pascin: un segno via via sporco e leggiadro, ben fatto e tirato via, umoristico o realistico, omogeneo e disomogeneo che è speculare all’instabilità narrativa del romanzo. E’ il ritratto del pittore ebreo Pascin, romanzato, ma con una grande forza. (Francesco Boille)
La nostra recensione

5) LAIKA di Nick Abadzis (Magic Press) punti 53
Un curioso approfondimento tra le pieghe meno conosciute di una storia (apparentemente) nota a tutti e un altro bell’esempio per l’infinita versatilità del fumetto. Una sceneggiatura che mostra una sensibilità non comune, disegni delicati e sempre appropriati: una felice scoperta. Educativo.(Loris Cantarelli)
La nostra recensione

6) LUCILLE di Ludovic Debeurme (Coconino Press) punti 46
Un impatto emozionale che non lascia indifferenti: questo il miglior pregio di Lucille, fragile fiaba contemporanea sull’amore, la malattia e la solitudine. Tramite un’elegante sottrazione grafica, in questo primo volume, il francese Debeurme tratteggia poeticamente le “vite appese a un filo” dei due adolescenti protagonisti. Una storia straziante ma non per questo senza speranza. (Andrea Provinciali)
La nostra recensione

7) LOCAL di Brian Wood e Ryan Kelly (Double Shot) punti 39
In dodici capitoli, 12 tasselli della vita di Megan McKeenan. 12 instantanee che, come in un mosaico, compongono un’immagine di una vita che tenta ogni volta, ad ogni occasione, di ripartire solo per poi tornare dove tutto è iniziato.(Gennaro Costanzo)
La nostra recensioneCover di Lost Girls

8) LOST GIRLS di Alan Moore e Melinda Gebbie (Magic Press) punti 38
L’esplorazione della pornografia nelle sue potenzialità di medium completo. L’alto e il triviale che cercano un punto di contatto apparentemente impossibile da scovare. Apparentemente. Alan Moore e Melinda Gebbie si gettano a capofitto in una materia incandescente, inclassificabile, discutibile a prescindere. Lost Girls rappresenta un atto di coraggio che da solo vale più di qualsiasi riuscita artistica. (Alessandro Di Nocera)
La nostra recensione

9) UNA LIEVE IMPERFEZIONE di Adrian Tomine (Rizzoli) punti 36
Col suo disegno lineare e asettico, alla ricerca di un realismo essenziale e lontano anni luce dal pop-grottesco di Daniel Clowes, a cui spesso viene accostato per la visione del mondo, Adrian Tomine è uno dei migliori registi su carta in circolazione, dotato del raro talento di restituire un umore, un’emozione e un’atmosfera operando su dettagli minimi.(Andrea Plazzi)
La nostra recensione

10) BLATTA di Alberto Ponticelli (Leopoldo Bloom Editore) punti 32
Blatta è per metà claustrofobia e per metà agorafobia. E non perché lo suggerisce Ponticelli con qualche didascalia: leggendo il fumetto sembra di sentire il respiro affannato del palombaro. Anzi, sembra di essere nello scafandro al suo posto. (Luigi Siviero)
La nostra recensione

 

MENZIONE SPECIALE PER LA VALORIZZAZIONE
DEL PATRIMONIO FUMETTISTICO 2008

1) LA BIBLIOTECA DI GIANNI DI LUCA VOL 1: GIAN BURRASCA E ALTRE STORIE di Gianni De Luca e vari (Black Velvet) punti 26
La collana di Black Velvet dedicata a Gianni De Luca va segnalata per l’importanza che riveste nel riscoprire uno dei più grandi e al contempo più sottovalutati maestri italiani del fumetto. L’abilità narrativa di De Luca, la forza della sua sintesi, la chiarezza della sua visione d’autore sono elementi che emergono forti anche nelle storie presenti in questo volume, pensate per un pubblico di ragazzi. (Emilio Varra’)
La nostra recensione

3) IL SECOLO DEL CORRIERE DEI PICCOLI a cura di Fabio Gadduci e Matteo Stefanelli (Rizzoli) punti 18
L’ho già scritto: non è solo l’edizione sognata che coniuga rigore filologico con la divulgazione critica, insomma la migliore introduzione storico-critica (con alla fine un criticabile ‘buco’) rivolta al grande pubblico del più importante settimanale italiano per ragazzi, ma è un’opera che consente di farsi anche un’idea di come la storia patria sia stata raccontata dai ragazzi dell’epoca e quindi vissuta dalle loro famiglie. (Francesco Boille)

3) I CLASSICI DI MAD VOL 1 di AAVV (Planeta DeAgostini) punti 12
I Classici EC Comics erano assenti da troppo tempo dal mercato italiano, e non avevano mai beneficiato di una ristampa completa. Planeta DeAgostini ha presentato quindi questo balenottero di 376 pagine in edizione tascabile, che ristampa la prima metà delle storie e dei redazionali contenuti in quella storica e splendida rivista che è stata Mad, a cura della solita banda di idioti. (Nicola Peruzzi)
La nostra recensione

Nessuna etichetta per questo post.

L'articolo Top Ten 2008- La classifica è stato pubblicato su Lo Spazio Bianco.

]]>
http://www.lospaziobianco.it/4649-top-ten-2008-classifica/feed 0
Top Ten 2008 – Commento ai risultati http://www.lospaziobianco.it/4648-top-ten-2008-commento-risultati http://www.lospaziobianco.it/4648-top-ten-2008-commento-risultati#comments Mon, 13 Apr 2009 09:47:32 +0000 http://www.lospaziobianco.it/4648-Top-Ten-2008-Commento-risultati Top Ten 2008 – Commento ai risultati | di Guglielmo Nigro
Lo Spazio Bianco

Qui potete leggere la classifica finale: www.lospaziobianco.it/5281

L'articolo Top Ten 2008 – Commento ai risultati è stato pubblicato su Lo Spazio Bianco.

]]>
Top Ten 2008 – Commento ai risultati | di Guglielmo Nigro
Lo Spazio Bianco

Disegno di Paolo BacilieriPREMESSA
L’annuale appuntamento con la Top Ten de LoSpazioBianco.it è l’occasione, come sempre, per offrire ai nostri lettori uno spaccato chiaro di un’annata di pubblicazioni a fumetti.
L’idea di raccogliere le opinioni di un’importante fetta della critica italiana, oltre che di alcuni redattori storici de LoSpazioBianco.it, ha due principali obiettivi: fare luce su opere particolarmente significative, che spiccano in un panorama molto vasto, a volte poco visibile al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori, spesso poco confortato dai dati di vendita; favorire l’orientamento dei lettori in percorsi di lettura personali e ben più ampli, attraverso la presentazione dei singoli voti di tutti i partecipanti accompagnati da brevi commenti.
La prima indicazione, come ogni anno, è quindi quella di leggere le scelte dei diversi votanti per trovare molteplici spunti di lettura. La seconda indicazione è che i dieci titoli (più i tre della menzione storica) della classifica, se non necessariamente i migliori pubblicati nel 2008, sono senza alcun dubbio tutte opere che nessun amante del fumetto dovrebbe lasciarsi sfuggire.

LA VITA E IL FUMETTO SECONDO GIPI, ROCA E TAN
Il vincitore non è una sorpresa: Gipi con LMVDM ha tracciato un segno profondo e importante nella scena fumettistica. Oltre a confermarsi una voce forte e rilevante nel fumetto europeo e non solo (negli Stati Uniti i suoi fumetti stanno incontrando un’ottima accoglienza da parte della critica), l’autore toscano sta capitalizzando un successo di pubblico e vendite straordinario per un fumetto estraneo ai meccanismi delle produzioni seriali. Un merito che è senza dubbio da ricercarsi in primis nella sincerità e chiarezza della sua espressione. In secondo luogo credo sia evidente a tutti che i racconti di Gipi sanno intercettare in modo efficace un bisogno presente in moltissimi potenziali lettori: offrire un punto di vista sulla nostra attualità e quotidianità attraverso le vicende personali e i percorsi esistenziali dell’autore. Concretezza, semplicita’, potere evocativo sono i suoi tratti distintivi.
Piu’ sorprendente, ma non per la qualità dell’opera, il secondo posto di Rughe di Paco Roca. L’autore spagnolo aveva già dato buona prova di se’ con un paio di altre pubblicazioni italiane (ancora per Tunue’ e per Planeta De Agostini) ma con Rughe mostra un equilibrio tra sensibilità espressiva, pulizia del tratto e idee narrative che è segno di una raggiunta maturità e di un approccio realmente personale al fumetto. Parlare di alzeimer e di case di cura per anziani è di per se’ una scelta rischiosa. Farlo senza risultare sentimentale o patetico, ma con una sintesi e un’essenzialità evocative e coinvolgenti è dimostrazione di un grande talento.
A chiudere il podio un lavoro atipico, dalla fortissima cifra stilistica. L’approdo dell’australiano Shaun Tan racconta di immigrazione e sradicamento attraverso una storia muta, minima sul piano dell’azione e degli eventi, ma stratificata sul piano illustrativo. è un lavoro che spicca per originalità dell’approccio e per cura della costruzione.
In comune, le tre opere hanno senza dubbio l’intenzione di affrontare temi di concreta attualità attraverso un approccio personale e, ognuno a suo modo, poetico e mai sterile.

IMMAGINARIO UNIVERSALE
Il fumetto è innanzitutto costruzione e rielaborazione di simboli, culturali e visivi. Espressione ibrida per eccellenza, esso appare particolarmente efficace quando sa avvicinare temi e idee assai distanti, provenienti dall’immaginario popolare e, al contempo, da quello più raffinato ed elitario.
Cover di LocalNe sono un perfetto esempio altri quattro titoli presenti in top ten. Pascin (quarto posto) di Sfar è un capolavoro di mimesi e finzione biografica che fonde spunti provenienti dalla filosofia, dall’arte visiva, quanto dal puro piacere della narrazione autentica, senza compromessi e restrizioni. Laika (quinto posto) è il racconto sorprendente di uno dei miti del secolo scorso, ovvero la spedizione nello spazio del primo essere vivente, la piccola cagnetta sovietica del titolo. L’autore britannico Abadzis mostra un totale controllo del linguaggio fumettistico, così come una sapiente capacità di cambiare registri narrativi, dando vita a un racconto denso e fortemente emotivo. Lost Girls (ottavo posto) di Alan Moore e Melinda Gebbie è un esperimento unico nel panorama fumettistico attuale: un racconto erotico sofisticato, che mescola le più disparate sollecitazioni culturali e visive, ripercorrendo in modo inedito (ma non sempre imprevedibile) alcuni topoi fondanti della letteratura anglosassone. Infine, Blatta di Alberto Ponticelli (decimo posto) è una lenta, claustrofobica danza concettuale su un futuro dispotico e alienante. Una metafora riuscita dei rischi della modernità e del rapporto tra libertà e dipendenza tecnologica ed economica.

separatorearticoloIMMAGINARIO MINIMALE
Gli ultimi tre titoli presenti in classifica sono accomunati dalla volontà degli autori di raccontare storie di ordinaria infelicita’, lotta e, perché no, rivalsa. Lucille di Debeurme (sesto posto) è il primo di due corposi volumi che manifestano senza dubbio lo straordinario talento del giovane autore francese. Le tragiche vicende di una giovane ragazza anoressica in cerca della propria identità e della propria disattesa felicità sono raccontate con un tratto unico, dove è la linea, pulita, morbida, in continuo movimento a guidare la narrazione, a dettare il ritmo degli eventi e a coinvolgere completamente il lettore. Local (settimo posto) è il capolavoro introspettivo dell’eclettico Brian Wood (coadiuvato ai disegni da Ryan Kelly). Un fumetto che si colloca esattamente a metà tra prodotto popolare e d’autore, che abbraccia le più diverse sensibilità e che offre uno spaccato vivo, equilibrato e non retorico della gioventu’ americana. Una lieve imperfezione (decimo posto) di Tomine, infine, è un lavoro attesissimo dagli appassionati di fumetti: il primo racconto lungo del maestro del minimalismo a fumetti statunitense. Un amore si risolve a causa di imperfezioni esistenziali. L’immedesimazione del lettore è inevitabile e riuscita.

IL FUMETTO EUROPEO è PIu’ VICINO CHE MAI
La classifica offrirebbe moltissime opportunità di approfondimento. Ci limitiamo a cogliere un dato che è conferma di una tendenza già rappresentata dalle top ten degli anni precedenti e che qui si afferma senza ombra di dubbio: il fumetto europeo (2 italiani, 1 spagnolo, 2 francesi, 1 britannico, senza contare il lavoro dell’inglese Alan Moore) domina ampliamente la classifica. A dispetto della popolarità di molte produzioni giapponesi e statunitensi che, per certi versi, saturano il mercato fumettistico italiano, le produzioni destinate a lasciare un segno e che mostrano più di tutte la vitalità e la forza dell’espressività a fumetti nascono nel vecchio continente. Se non è possibile parlare di una scuola specifica o di una sensibilità europea in contrapposizione alle altre, è indubbio che vi siano delle condensazioni espressive e narrative rilevanti e che appaiono come segni sulla mappa di come sta evolvendo il fumetto mondiale.
Cio’ detto, non è nostra intenzione affermare la superiorità di un territorio culturale rispetto a un altro. Sarebbe tuttavia interessante approfondire il tema allargandolo alle considerazioni sui meccanismi produttivi, distributivi e ricettivi dei diversi paesi.

LE CASE EDITRICI
Mai come quest’anno c’e’ una varietà e disomogeneità di case editrici rappresentate dalla top ten. Coconino Press e Magic Press (entrambe con due titoli), Tunue’, Fusi Orari, 001 Edizioni, Elliot Edizioni, Double Shot, Rizzoli si distinguono tutte per la cura dei prodotti editoriali e per le proposte originali e differenziate. Se Coconino, Fusi Orari, Magic e Rizzoli rappresentano ormai l’affermazione del perfetto compromesso tra visibilità e ricercatezza, le altre case editrici sono piccole se non minuscole realtà che si stanno affermando con la forza delle loro produzioni. Da sottolineare in particolare le scelte di Tunue’, Double Shot e Bloom che, oltre all’importazione di materiale prodotto all’estero, curano e producono autori italiani più o meno affermati ma dal carattere riconoscibile e dal potenziale enorme, quali Ponticelli (in classifica), Ausonia, Petrucci e molti altri, a ennesima conferma di un fermento creativo mai sopito e in continuo sviluppo.

MENZIONE STORICA
Alla tradizionale Top Ten si affianca ormai da un paio di anni la menzione di produzioni rilevanti sul piano del recupero di materiale storico. Ad affermarsi sono tre volumi molto diversi tra loro ma che rappresentano, ognuno, un tassello necessario alla conoscenza dei maestri che hanno fatto la storia della “nona arte”. Il primo volume de La Biblioteca di Gianni De Luca (primo posto) è il mantenimento di una promessa fortemente voluta da Omar Martini e dalla sua Black Velvet: rendere di nuovo reperibili in edizione degna del loro valore i lavori che manifestano il talento di De Luca, uno degli autori più importanti e meno celebrati del fumetto italiano. Il secolo del corriere dei piccoli, a cura di Gadducci e Stefanelli, è un’antologia riuscita del famoso giornale per ragazzi che tanto ha attraversato e segnato la cultura popolare italiana nei decenni del secolo scorso. Il volume, pubblicato da Rizzoli, è una vera gioia per gli occhi e il cuore e testimonia nuovamente la rilevanza che il fumetto ha e ha avuto nell’accompagnare i cambiamenti della nostra societa’. Classici di Mad 1, infine, è il primo di due volumi che ristampa in forma integrale la rivista che ha segnato un punto di non ritorno per il fumetto indipendente statunitense. A dispetto della scelta editoriale di Planeta De Agostini, che per certi versi mortifica il contenuto con un formato inadeguato, povero, ridotto nelle dimensioni, è talmente importante e sentita la necessità della reperibilità organica di tale materiale da convincere lo scetticismo di molti votanti.

Nessuna etichetta per questo post.

L'articolo Top Ten 2008 – Commento ai risultati è stato pubblicato su Lo Spazio Bianco.

]]>
http://www.lospaziobianco.it/4648-top-ten-2008-commento-risultati/feed 0
Top Ten 2008 – Elenco dei Votanti http://www.lospaziobianco.it/4646-top-ten-2008-elenco-votanti http://www.lospaziobianco.it/4646-top-ten-2008-elenco-votanti#comments Mon, 13 Apr 2009 02:03:40 +0000 http://www.lospaziobianco.it/4646-Top-Ten-2008-Elenco-dei-Votanti Top Ten 2008 – Elenco dei Votanti | di la redazione
Lo Spazio Bianco

Di seguito l'elenco dei votanti in ordine rigorosamente alfabetico

L'articolo Top Ten 2008 – Elenco dei Votanti è stato pubblicato su Lo Spazio Bianco.

]]>
Top Ten 2008 – Elenco dei Votanti | di la redazione
Lo Spazio Bianco

Disegno di Paolo BacilieriPur essendo la Top Ten de LoSpazioBianco questo bilancio sulla produzione di fumetto dell’anno precedente è stato stilato come sempre con l’aiuto di un nutrito gruppo di critici ed esperti indipendenti tra i più autorevoli dello Stivale, quest’anno ben 18 su 25 in totale.

Cliccando sopra il nome potrete leggere la classifica di ogni votante

Votanti de LoSpazioBianco

Alberto Casiraghi
Ettore Gabrielli
Ferdinando Maresca
Guglielmo Nigro
Michele Quitadamo
Simone Rastelli
Valerio Stive’

Votanti esterni alla redazione

Andrea Antonazzo (Fumo di China, Il garage ermetico)
Boris Battaglia (ippoghigno-nella-bruma.splinder.com)
Francesco Boille (Internazionale)
Loris Cantarelli (Fumo di china)
Gennaro Costanzo (www.comicus.it)
Paola Bristot (Acc. Belle Arti Bologna, Vivacomix)
Alessandro Di Nocera (critico, giornalista)
Michele Ginevra (Centro Fumetto Andrea Pazienza)
Paolo Interdonato (http://sparidinchiostro.splinder.com)
Fabrizio Lo Bianco (giornalista, sceneggiatore)
Salvatore Oliva (Fumo di China)
Nicola Peruzzi (www.de-code.net)
Andrea Plazzi (editor e traduttore)
Andrea Provinciali (Il Mucchio)
Michele R. Serra (Linus)
Luigi Siviero (House of Mystery)
Matteo Stefanelli (Università Cattolica di Milano)
Emilio Varra’ (Hamelin Associazione Culturale)

, , , , , ,

L'articolo Top Ten 2008 – Elenco dei Votanti è stato pubblicato su Lo Spazio Bianco.

]]>
http://www.lospaziobianco.it/4646-top-ten-2008-elenco-votanti/feed 0
Top Ten 2008 – La classifiche dei redattori http://www.lospaziobianco.it/4645-top-ten-2008-classifiche-redattori http://www.lospaziobianco.it/4645-top-ten-2008-classifiche-redattori#comments Sun, 12 Apr 2009 23:55:39 +0000 http://www.lospaziobianco.it/4645-Top-Ten-2008-classifiche-dei-redattori Top Ten 2008 – La classifiche dei redattori | di la redazione
Lo Spazio Bianco

Di seguito le classifiche dei redattori di LSB.

L'articolo Top Ten 2008 – La classifiche dei redattori è stato pubblicato su Lo Spazio Bianco.

]]>
Top Ten 2008 – La classifiche dei redattori | di la redazione
Lo Spazio Bianco

ALBERTO CASIRAGHI

1) Pascin di Joan Sfar (001 Edizioni)
2) Local di Brian Wood e Ryan Kelly (Double Shot)
3) LMVDM di Gipi (Coconino Press)
4) Lucille di Ludovic Debeurme (Coconino Press)
5) L’approdo di Shaun Tan (Elliot)
6) Luigi Tenco, una voce fuori campo di Luca Genovese e Luca Vanzella (Becco Giallo)
7) Tutta colpa del ’68. Cronache degli anni ribelli di Elfo (Garzanti)
8) Quando tutto divento’ blu di Alessandro Baronciani (Black Velvet)
9) Laika di Nick Abadzis (Magic Press)
10) Una lieve imperfezione di Adrian Tomine (BUR)

Menzione storica

1) La biblioteca di Gianni De Luca vol.1 (Black Velvet Editrice)
2) Il secolo del Corriere dei Piccoli a cura di Fabio Gadducci e Matteo Stefanelli (Rizzoli)
3) Abraxas e il terrestre di Rick Veitch (Comma 22)


ETTORE GABRIELLI

1) LMVDM di Gipi (Coconino Press)
Non c’e’ niente da fare, Gipi è attualmente uno dei migliori autori di fumetto al mondo, e dimostra oltretutto una costante crescita artistica e comunicativa; la sua è un’abilità innata nel dominare il fumetto, nell’usarlo al 100% per raccontare. Ma LMVDM è soprattutto un atto di sincerità disarmante, commovente, divertente, coinvolgente a 360.

2) L’approdo di Shaun Tan (Elliot)
Il fumetto come linguaggio universale, capace di parlare a tutti anche senza utilizzare nessuna parola, capace di esprimere con tanta grazia e intelligenza un problema reale e importante come l’emigrazione. Una favola adulta, che trasmette al lettore lo sguardo spaesato e meravigliato di chi lascia la propria casa per scoprire un mondo diverso e apparentemente incomprensibile.

3) Rughe di Paco Roca (Tunue’)
Vincitore senza alcuna polemica del Gran Guinigi a Lucca, Rughe è un fumetto che affronta una tematica toccante quanto poco sfruttata, quella dell’anzianità e dell’ Alzheimer; senza facili sentimentalismi e con una punta di amara ironia che ne aumenta l’efficacia, Roca mette al servizio della storia una tecnica fumettistica ammirevole, con soluzioni grafiche e narrative d’eccezione.

4) Laika di Nick Abadzis (Magic Press)
Laika, la cagnetta elevata a simbolo della superiorità russa nella corsa allo spazio, vittima sacrificale della guerra fredda, diventa in questo fumetto il mezzo per raccontare un periodo storico, ma soprattuto per creare un affresco di personalità complesse, realistiche e toccanti. Commovente e appassionante.

5) Tre ombre di Cyril Pedrosa (Edizioni BD)
Un’arte grafica impressionante, dove le influenze del lavoro di animatore di Pedrosa emergono chiaramente; un racconto toccante sulla perdita, sul dolore e su come affrontarla. Un volume che non si dimentica e che si riprende in mano per ammirarlo.

6) In Carne e Ossa di Koren Shadmi (Double Shot)
Ci sono certi talenti, apparentemente piovuti dal cielo, che ti lasciano decisamente spiazzato: Shadmi è uno di questi. Talento grafico, difficilissimo da inquadrare in qualche scuola o genere, incisivo e affascinate; talento narrativo, che non si cela di fronte alla banalità ma affronta in maniera personale un tema tanto abusato come l’amore.

7) Storia color terra vol.1di Kim Dong-Hwa (Planeta DeAgostini)
Una storia piccola, semplice, dai toni dimessi e delicati. Forse proprio per questo il racconto di una donna di mezza eta’, madre di una figlia ancora bambina, del loro rapporto intimo e dei loro sentimenti e amori, spicca tra le letture del 2008. Uno spaccato di vita sincero e vero, che evoca un altro mondo che comunque sentiamo appartenere un poco anche al nostro passato.

8) FactorY di Gianluca Morozzi e Michele Petrucci (Fernandel)
Morozzi ci prende gusto a muoversi tra la letteratura e il fumetto, e non sbaglia un colpo. FactorY merita un posto in classifica perché mostra finalmente come il fumetto possa ispirarsi ai gusti del pubblico potenziale, prendendo spunto dai telefilm in questo caso, senza snaturarsi. Mescolando dramma e mistero, serialità e autorialita'; i disegni di Petrucci sono un valore aggiunto, con quel tratto tremolante e malato che perfettamente si sposa alla storia.

9) Monkey Business vol.1 di Gianluca Maconi (Lavieri Editore)
L’evoluzione costante di Maconi è un primo punto da sottolineare, ma non certo l’unico motivo per considerare questo volume tra i migliori dell’anno. E’ la personalità e la voce di questo giovane autore che mostra qui la sua maturita’, in un campo doppiamente difficile: quello di stampo umoristico, dove, dopo Lupo Alberto, sembra che solo Ortolani abbia saputo dimostrare un po’ di originalita'; e soprattutto quello dell’adattamento di un testo storico, come la leggenda dello scimmiotto di pietra, compiuto con rispetto ma senza timori.

10) Shaolin Cowboy vol.1 di Geoff Darrow (Panini Comics)
Tanta follia priva quasi di logica rasenta il genio e la perfezione. I disegni dettagliatissimi e vertiginosi di Darrow si sposano con personaggi assurdi e una trama sostanzialmente superflua. Il fumetto incontra la spettacolarizzazione di Matrix (non a caso i dialoghi sono dei Wachowski), e il risultato è incredibilmente affascinante, anche perché scevro di qualsiasi falsa pretesa filosofica.

Menzione storica

1) Il secolo del Corriere dei Piccoli a cura di Fabio Gadducci e Matteo Stefanelli (Rizzoli)
Un dovuto omaggio a un capitolo fondamentale del fumetto italiano. L’augurio è che, guardando indietro, si riesca a gettare lo sguardo anche più avanti.

2) La biblioteca di Gianni De Luca vol.1 (Black Velvet Editrice)
Uno di quei grandi autori italiani che in avanti ci guardava e come, e ancora oggi sembra più moderno di tanto fumetto odierno. Dovuta questa riproposta, si spera non riservata solo ai nostalgici.

3) Comanche vol.1 di Herman e Greg (Planeta DeAgostini)
Una saga western moderna, appassionante, cruda e avvincente, riproposta in un formato monumentale.

Scegliere uno, tre o dieci titoli come “i migliori dell’anno” è chiaramente un esercizio di compromessi e di semplificazioni. Ogni volta i titoli che si potrebbero menzionare sono almeno altrettanti di quelli che rientrano in classifica. Ecco perché alcune delle mie scelte, come tutti gli anni, cercano di essere nel loro piccolo “originali”, diciamo “laterali”: perché tra tanta eccellenza trovo giusto sottolineare i prodotti di nicchia, o comunque difficilmente inquadrabili, o che presentano un’idea, uno spunto, una voce nuova o almeno curiosa. Tra gli esclusi, non posso non citare la saga di Koma, a opera di Peeters e Wazem, e i racconti disarmanti e gelidi, ma tremendamente attuali, di Miguel Angel Martin, in particolare Neuro Habitat.

FERDINANDO MARESCA

1) L’Approdo di Shaun Tan (Elliot)
Opera di rara forza espressiva che codifica in chiave favolistica la dolorosa parabola dell’emigrante. Visionaria e poetica, rende accessibili le tematiche adulte anche ai bambini filtrando la realtà attraverso elementi fantastici e surreali, capaci di infondere un senso di meraviglia nel lettore. Un capolavoro.

2) Pascin di Joann Sfar (001 Edizioni)
La vita del pittore Julius Pinkas (in arte Pascin) romanzata da Joann Sfar. Letteratura, tele e fumetto si fondono in un’opera affascinante e sorprendente nella quale trovano giusta collocazione: fervore artistico, sesso e amore. La narrazione, costruita in brevi e intensi episodi, ricostruisce i momenti salienti della vita dell’artista immerso nei fermenti culturali parigini degli anni venti.

3) LMVDM di Gipi (Coconino Press)
Il fumetto come strumento per rivisitare i ricordi e testimoniare l’esistenza. Gipi racconta in modo semplice e disarmante la sua vita, compiendo una sorta di autoanalisi senza risparmiare nulla al lettore. Ritratto vivido e tragi-comico, dedicato “al bambino”, proiettato a quei luoghi della mente che sono l’infanzia e l’adolescenza. Un fumetto che nasce già come un classico.

4) Rughe di Paco Roca (Tunue’)
Racconto coraggioso e poetico che affronta un tema difficile da rappresentare: l’Alzheimer, il male che ruba la memoria. Paco Roca narra con delicatezza una storia con risvolti umoristici, ricca di personaggi dolorosamente umani, ponendo sotto i riflettori e donando importanza a esistenze che appaiono prive di dignità solo perché colpite dal male.

5) Local di Brian Wood e Ryan Kelly (Double Shot)
Romanzo di formazione a fumetti che segue un anno di vita on the road della protagonista, alla ricerca di un luogo da chiamare casa. Forse l’opera più matura e convincente di Brian Wood, che indaga il difficile passaggio dall’adolescenza all’età adulta attraverso la progressiva costruzione di un’identità sociale. In sottotraccia, costanti riferimenti al tema della famiglia.

6) Lost Girls di Alan Moore e Melinda Gebbie (Magic Press)
Pornografia e cultura nella nuova sfida fumettistico-letteraria di Alan Moore. Carne, umori e avvenimenti storici (la prima Guerra Mondiale è alle porte), si amalgamano in un gioco di citazioni icone tratte dall’immaginario erotico dell’epoca. Il tutto, impreziosito dalla rilettura dissacrante di grandi classici della letteratura inglese con l’intento di portarne alla luce i significati velati.

7) Canzoni in A4 di Paolo Bacilieri (Kappa Edizioni)
Raccolta di appunti, disegni preparatori e frammenti della realtà quotidiana nel “diario di viaggio” di Paolo Bacilieri. Un libro necessario per accostarsi alla poetica dell’autore, conoscere i suoi gusti musicali e le sue passioni. Il racconto della vita in presa diretta, mentre viene vissuta.

8) In carne e ossa di Koren Shadmi (Double Shot)
Esordio italiano per l’israeliano Koren Shadmi con una raccolta di short stories improntata all’analisi delle dinamiche interpersonali. Racconti surreali (non tutti perfettamente riusciti) che nell’insieme evidenziano l’indubbio talento dell’autore, capace di sfruttare elementi fantastici e bizzari per esprimere il suo punto di vista sui rapporti umani.

9) DMZ di Brian Wood e Riccardo Burchielli (Planeta DeAgostini)
La vita nella De-Militarized Zone è una continua lotta per la sopravvivenza. Brian Wood trasponde sensazioni e suggestioni post undici settembre in un’opera di denucia politica, filtrata attraverso le splendide matite di Riccardo Burchielli. Un fumetto che continua a convincere e appassionare, nel raffigurare la guerra come un male incurabile che si insinua lentamente sotto la pelle.

10) Shazam: La società dei mostri del male di Jeff Smith (Planeta DeAgostini)
Una storia per ragazzi di tutte le eta’, scritta e disegnata da un ispiratissimo Jeff Smith con il consueto umorismo raffinato e amore per l’avventura. Il suo tratto inconfondibile caratterizza tutti i protagonisti con particolare cura, confezionando un racconto leggero e mai banale che si eleva a classico moderno.

Menzione speciale

1) Kamandi di Jack Kirby (Planeta DeAgostini)
Serie fantascientifica di culto degli anni ’70, scritta e diretta da uno dei mostri sacri del fumetto americano: Jack “The King” Kirby. Ammicamenti al cinema e alla letteratura, esperimenti grafici e riflessioni sociali, compongono un’opera unica e vibrante ancora estremamente attuale, densa dell’esplosiva carica immaginifica di un autore unico e inimitabile.

2) Il secolo del Corriere dei Piccoli di Fabio Gadducci e Matteo Stefanelli (Rizzoli)
Raccolta antologica del meglio del Corriere dei piccoli, settimanale illustrato alla cui pubblicazione si può far risalire la nascita del fumetto in Italia. Di grande importanza storica e filologica, si propone quale strumento per scoprire o riscoprire icone che fanno parte della cultura popolare italiana.

3) Gli Archivi di Nexus vol.2 di Mike Baron e Steve Rude (Bottero Edizioni)
Un’epopea profondamente radicata nei fermenti sociali e politici degli anni ’80 (Margareth Tatcher e Ronald Reagan erano al potere) che impone riflessioni sulla distribuzione della ricchezza, l’oppressione e la ribellione dei popoli. Il protagonista, un eroe guidato da sogni utopistici che si erge a giudice e boia dei tiranni, rappresenta ancora oggi un figura estremamente attuale e coinvolgente.

GUGLIELMO NIGRO

1) Pascin di Joan Sfar (001 Edizioni)
Sfar ricattura la creatività e la decadenza dell’impressionismo francese esplorando il mondo alcolico di Pinkas, pittore di origini ungheresi. L’invenzione dell’autore francese è quella di non raccontare una vera biografia, ma di inventare episodi di vita che catturano lo spirito e l’indole del pittore stesso. Una riflessione sulla vita, le dipendenze e la follia senza pari.

2) LMVDM di Gipi (Coconino Press)
L’ultima fatica di Gipi è un’opera in cui l’autore si rivela e che fa della spontaneità il risultato di un racconto tutt’altro che improvvisato e immediato. In ogni tratto si respira una verità che va ben oltre la verosimiglianza e che è soprattutto una verità psicologica. è un atto di rappresentazione psicologica al mondo che arriva alla testa e al cuore.

3) Lucille di Ludovic Debeurme (Coconino Press)
Debeurme sceglie di affrontare il tema dell’anoressia in modo diretto e forte nei primi capitoli del racconto. Quando l’azione e gli eventi prendono il sopravvento guidati da un fato beffardo la malattia passa in secondo piano, ma rimane contesto e collante della vicenda. Debeurme esprime anche un’ottima capacità di sintesi visiva, con un disegno sottile, misurato, ma fortemente emotivo.

4) Local di Brian Wood e Ryan Kelly (Double Shot)
Leggere Local è un viaggio attraverso i frammenti di vita di qualcun altro. Il sacrificio della protagonista è la nostra partecipazione. Brian Wood scrive il suo capolavoro. Ryan Kelly è all’altezza. Una storia tutta americana con una sensibilità quasi europea.

5) Laika di Nick Abadzis (Magic Press)
La storia del primo essere vivente in orbita su un razzo è molto meno mitica e sdolcinata di quanto pensassi. In effetti è penosa e disturbante. Laika sarebbe morta bruciata viva dopo poche ore dal lancio. L’autore conosce le potenzialità del fumetto alla perfezione e la sua inventive è tutta al servizio della storia.

6) Tutta colpa del ’68. Cronache degli anni ribelli di Elfo (Garzanti)
Elfo conosce il ’68 e ce lo racconta senza nostalgia. Riesce a rievocare il fermento e la partecipazione irripetibili di quegli anni con la consapevolezza di dove siamo oggi, in un pantano di indifferenza e di politica reazionaria che allora sarebbe apparso inaccettabile.

7) Girls 3 – 4 di Luna bros. (Free Books)
Girls dei Luna Bros è uno dei massimi esempi di fumetto di genere in circolazione. Una storia malvagia, asciutta che pesca nell’immaginario horror riattualizzandolo in modo efficace. I disegni e la colorazione sono gelidi, fortemente ispirati alla cultura televisiva. Un’amalgama inedita e perfettamente in sintonia coi tempi.

8) Quando tutto divento’ blu di Alessandro Baronciani (Black Velvet)
Baronciani abbandona il frammento della prima raccolta, per raccontare una storia sulla depressione che sa toccare senza risultare patetica. Il tratto è semplice e chiaro, il movimento dei personaggi e delle vignette è lento, ma emotivamente coinvolgente. L’inizio è per me uno specchio

9) Batman anno 100 di Paul Pope (Planeta DeAgostini)
Era da anni che non mi capitava di leggere una nuova interpretazione del mito di Batman realmente efficace ed eccitante. Poul Pope è imbevuto di cultura pop, rimescola in modo unico tantissimi riferimenti culturali e ci racconta una storia di Batman sporca e adrenalinica. Imperdibile.

10) Luigi Tenco, una voce fuori campo di Luca Genovese e Luca Vanzella (Becco Giallo)
L’atto d’amore di Vanzella e Genovese per il cantautore italiano è anche a oggi la loro prova migliore. Il segno è chiaro, le vicende documentate, il pensiero di Tenco espresso senza forzature, la sua parabola personale rievocata con la giusta sintesi poetica. Un buon modo per rattristarsi della sua premature scomparsa.

Menzione storica

1) Lone Wolf and Cub (26-27-28) diKazuo Koike e Goseki Kojima (Panini Comics)
Si conclude una delle storie più belle della storia del fumetto mondiale. La proposta Panini era necessaria quanto attesa. L’equilibrio che gli autori sanno trovare tra invenzioni narrative, documentazione storica, pathos e azione è inarrivabile e ogni capitolo che porta alla necessaria conclusione è un pugno nello stomaco.

2) EC COMICS (001)
Menzione complessiva per i volumi pubblicati dalla 001 della storica etichetta EC Comics. Alcune storie sono invecchiate maluccio, ma il fermento creativo e la voglia di questa formidabile scuderia di autori di colpire a tutti i costi ha fatto la storia del fumetto statunitense ed è alla base della rinascita del fumetto d’autore negli anni ’90.

3) La Fenice voll.7-8 di Osamu Tezuka (Hazard Edizioni)
La Fenice è un’opera immortale come cio’ che simboleggia. Ed è un’occasione imperdibile per conoscere la grandezza di Osamu Tezuka, poiche’ procede parallelamente a quasi tutta la seconda parte della sua carriera professionale. Tezuka era un narratore inarrivabile che sapeva mischiare senza pari stili e modi assai diversi, sempre con grande coerenza. La Fenice prosegue, immortale.


MICHELE QUITADAMO

1) LMVDM di Gipi (Coconino Press)
LMVDM: La Mia Vita Disegnata Male. Sarà anche disegnata male ma è di un’espressivita’, di una comunicatività e di una delicatezza che dovrebbero essere portate ad esempio per chiunque voglia raccontare qualcosa.

2) Rughe di Paco Roca (Tunue’)
Un argomento non semplice, come l’alzheimer, viene affrontato con gentilezza ed ironia. Paco Roca ci porta in punta di piedi in un mondo che sempre più spesso cerchiamo, sbagliando, di evitare.

3) Blatta di Alberto Ponticelli (Leopoldo Bloom Editore)
Ponticelli ci presenta la sua personale visione dell’alienamento cui il genere umano sta progressivamente andando incontro a causa l’isolamento comunicativo sempre più imperante. Il risultato è un fumetto visionario e spettacolare in cui la claustrofobia raggiunge il lettore, colpendo allo stomaco con i toni di grigio di cui le tavole sono piene.

4) The Walking Dead voll.3-4 di Robert Kirkman, Charlie Adlard e Cliff Rathburn (SaldaPress)
Kirkman continua a raccontare le storie dei suoi sopravvissuti a confronto con gli zombie. Ma l’autore gioca sporco, perché mentre ci racconta di zombie, in realtà ci parla di noi, dei nostri istinti, bisogni e reazioni.

5) L’Età del Bronzo. Tradimento. Parte prima. di Eric Shanower (Free Books)
La capacità dell’autore di raccontare un determinato periodo storico, partendo dalla narrazione epica della Guerra di Troia è quanto di meglio il fumetto stia producendo.

6) Local di Brian Wood e Ryan Kelly (Double Shot)
Wood crea un affresco dell’America di oggi e ce lo racconta con lo sguardo emozionale ed istintivo di una teenager in cerca del proprio posto nel mondo. Una storia forse semplice ma dalla coralità coinvolgente.

7) Criminal voll.1-2 di Ed Brubaker e Sean Phillips (Panini Comics)
In Criminal l’autore pone l’accento su personaggi ai limiti della societa’, reietti, criminali appunto. E nel far questo fornisce di volta in volta degli scorci su un disegno generale più vasto e complesso che rappresenta un nuovo passo nel noir a fumetti.

8) FactorY di Gianluca Morozzi e Michele Petrucci (Fernandel)
Questo fumetto rappresenta un esperimento decisamente molto interessante all’interno del panorama fumettistico italiano. E’ un tentativo di importare un linguaggio seriale moderno e diverso all’itnerno del media fumetto ed il risultato sta dando ragione ai due autori.

9) Judge Dredd: America di John Wagner e Colin MacNeil (Magic Press)
Anche nel mondo machistico e rigido di Dredd c’e’ spazio per la ribellione, per un inno all’anarchia. Certo, visto “l’ambiente” in cui ci si muove non si può trattare di una storia a lieto fine, eppure si intravede uno spiraglio di salvezza. Un lavoro particolare quello portato avanti dagli autori di Dredd: America, ma degno di nota.

10) Un cielo radioso di Jiro Taniguchi (Coconino Press)
Taniguchi ci racconta l’incontro con la morte e lo fa con la sua solita delicatezza, facendoci capire che anche storie tendenzialmente così forti e drammatiche possono essere affrontate con semplicita’, ponendo l’accento sulle questioni giornaliere.

SIMONE RASTELLI

1) Banana Football Club di Otto Gabos e Roberto Perrone (Rizzoli)
Un romanzo di formazione, che mette in scena una speciale sobria epica sportiva, che trasmette pathos, senso della storia, il quotidiano fascino dello scoprire il mondo e le persone intorno, siano un nuovo amico, una compagna di scuola, una nonna che ci è sempre stata accanto. Storia gentile e diretta, mai superficiale, ricca di speranza. Tavole velate di nebbia e sporche di fango, personaggi che arrivano diretti al cuore.

2) Guardia d’onore di David Petersen (Planeta DeAgostini)
Piccolo scrigno fantasy, in cui troviamo i topoi del genere, amalgamati con sapienza e proposti con grande eleganza: lealtà e tradimento, boschi tenebrosi e regni in pericolo, coraggio ed astuzia. E valorosi topi guerrieri. Magico.

3) Laika di Nick Abadzis (Magic Press)
Coinvolgente ed appassionato racconto di una tragedia inutile. Abadzis parte dalla storia e crea personaggi ed una narrazione che ci trascinano attraverso i territori dell’ambizione, del cinismo, della cattiveria, dell’indifferenza, dell’insensibilita’, ma anche dell’amore e della fiducia. Sentimenti intensi, davanti ai quali o ci si lascia andare o si resta fuori.

4) Koma voll.2-3 di Pierre Wazem e Frederik Peeters (ReNoir)
L’hybris umana ha piegato l’organizzazione della società per conquistare il potere definitivo sugli individui, quello di controllare la vita e la morte, il destino del corpo di ognuno. Dietro tutto questo, un’altra realta’, accessibile solo a chi soffre una strana patologia, il Koma. Sceneggiatura esemplare e scene e personaggi indimenticabili, che si fanno perdonare il retrogusto di irrisolto del finale.

5) Rughe di Paco Roca (Tunue’)
Il lento declino, lo sfumare della memoria, la vita che gira a vuoto, senza più direzione, obiettivi, sostegni. Roca costruisce una storia dal ritmo lento, con ripetizioni e reitarazioni; dolente ma che riescce a stare un passo in qua rispetto al patetico.

6) Metauro di Michele Petrucci (Tunue’)
La storia come un continuum in cui siamo immersi e che è sempre presente, mai banale passato. La scrittura come ricerca, investigazione, scoperta. Scoperta di vicende, personaggi, scenari, tragedie, ma anche di cio’ che ci sta intorno, delle sue radici. Uno stile essenziale, lieve e capace di trasmettere senso del mistero, l’emozione dell’attesa della battaglia, la paura e l’orrore della guerra.

7) Il Muro. Crescere dietro la cortina di Ferro di Peter Si’s (Rizzoli)
Vita oltre la cortina di ferro, che cosa significo’ crescere in Cecoslovacchia, sotto la dittatura comunista? L’energia di un mondo in trasformazione filtrava anche attraverso le barriere e la repressione della libertà si faceva sempre più dura. Un libro scritto per ricordare e che l’autore affianca con materiale didattico, per promuovere la comprensione dei regimi autoritari. Uno stile grafico sofisticato ed efficace.

VALERIO STIVE’

1) The poor bastard di Joe Matt (Coconino Press)
2) Una lieve imperfezione di Adrian Tomine (BUR)
3) I tre paradossi di Paul Hornschemeier (Tunue’)
4) LMVDM di Gipi (Coconino Press)
5) L’uomo che venne dal futuro di Tuono Pettinato (su XZ Comics, Coniglio Editore)
6) Il Treno di Chinoi – Hung Hung (Canicola)
7) Quando tutto divento’ blu di Alessandro Baronciani (Black Velvet)
8) Akame, the red eyes di Sanpei Shirato (Hazard Edizioni)
9) Storia color terra vol.1 di Kim Dong-Hwa (Planeta DeAgostini)
10) Pascin di Joan Sfar (001 Edizioni)

Menzione storica

1) Classici Mad vol.1 di AA.VV. (Planeta DeAgostini)
2) Il secolo del Corriere dei Piccoli di Fabio Gadducci e Matteo Stefanelli (Rizzoli)
3) Kitaro dei Cimiteri vol.2 di Shigeru Mizuki (D/Visual)

Nessuna etichetta per questo post.

L'articolo Top Ten 2008 – La classifiche dei redattori è stato pubblicato su Lo Spazio Bianco.

]]>
http://www.lospaziobianco.it/4645-top-ten-2008-classifiche-redattori/feed 0
Top Ten 2008 – Le classifiche degli ospiti parte 1 http://www.lospaziobianco.it/4643-top-ten-2008-classifiche-ospiti-parte-1 http://www.lospaziobianco.it/4643-top-ten-2008-classifiche-ospiti-parte-1#comments Sun, 12 Apr 2009 22:40:21 +0000 http://www.lospaziobianco.it/4643-Top-Ten-2008-classifiche-ospiti-parte-1 Top Ten 2008 – Le classifiche degli ospiti parte 1 | di la redazione
Lo Spazio Bianco

Di seguito le classifiche di Andrea Antonazzo, Boris Battaglia, Francesco Boille, Paola Bristot, Loris Cantarelli, Gennaro Costanzo, Alessandro di Nocera, Michele Ginevra.

L'articolo Top Ten 2008 – Le classifiche degli ospiti parte 1 è stato pubblicato su Lo Spazio Bianco.

]]>
Top Ten 2008 – Le classifiche degli ospiti parte 1 | di la redazione
Lo Spazio Bianco

A corredo di ogni singola classifica abbiamo chiesto ad ogni votante di motivare brevemente il suo voto. Ogni considerazione e’ da ritenersi strettamente personale.

ANDREA ANTONAZZO (Fumo di China, Il garage ermetico)

1) Lost Girls di Alan Moore e Melinda Gebbie (Magic Press)
Lost Girls e’ una storia pornografica, nel senso letterale del termine, ma anche qualcosa di piu’ ricco e complesso, grazie ai riferimenti letterari da cui attinge e sui quali getta una nuova luce (risultando molto convincente, tra l’altro). Le illustrazioni di Melinda Gebbie fanno poi il resto, ben rappresentando quell’atmosfera lirica, a meta’ tra la fiaba e la cruda realta’, che pervade il racconto.

2) LMVDM di Gipi (Coconino Press)
Sebbene forse non sia a livello dei libri precedenti di Gipi, LMVDM sorprende ugualmente per la spontaneita’ con cui arriva al lettore, tramite la narrazione in prima persona, certo, ma anche grazie al tratto (in b/n) molto istintivo che l’autore toscano ha scelto per disegnarlo. Una vicenda semplice, a meta’ tra l’autobiografico e il romanzo, che pero’ appassiona e diverte.

3) Rughe di Paco Roca (Tunue’)
Rughe e’ un racconto delicato, che stupisce per la leggerezza con cui viene trattato un tema pesante come quello dell’alzheimer, oltretutto in un luogo solitamente non molto allegro come l’ospizio, senza alcuna caduta di stile. Una storia composta principalmente di personaggi, straordinariamente umani nella loro misera quotidianita’, e tratteggiata (oltre che colorata) con un’espressivita’ unica.

4) In Italia sono tutti maschi di Luca De Santis e Sara Colaone (Kappa Edizioni)
Per fortuna ci sono ancora autori che hanno voglia di infilarsi tra le pieghe della storia per raccontare vicende ormai dimenticate, ma che avrebbero molto da raccontare. In questo caso si tratta del confino a cui gli omosessuali vennero sottoposti durante il fascismo. Il libro parte da una storia vera per divenire quasi una sorta di romanzo di formazione disegnato in maniera straordinaria.

5) Blatta di Alberto Ponticelli (Leopoldo Bloom Editore)
Il capolavoro grafico di Alberto Ponticelli, che ha utilizzato tutto lo spazio a disposizione e tutte le possibili tonalita’ di grigio per marchiare con il suo tratteggio “sporco” un mondo post-apocalittico ricco di riferimenti (soprattutto visivi). Il tutto incastonato comunque in una storia di spessore, che lascia un profondo senso di angoscia per come rende evidente l’inevitabile ciclicita’ della vita.

6) Usagi Yojimbo: Grasscutter vol. 1 di Stan Sakai (Bottero Edizioni)
Usagi Yojimbo e’ sempre lui! Il coniglio samurai continua come sempre ad affascinare con le sue vicende fantasiose, che pero’ affondando nel reale. Questo volume, in particolare, spicca per la raffinatezza e la consapevolezza con cui Sakai porta avanti il proprio progetto, mettendo in scena una maestria che, come dimostra l’introduzione a questa storia, ha attirato anche l’attenzione di Will Eisner.

7) Metauro di Michele Petrucci (Tunue’)
In Metauro l’ambientazione non si accontenta di fare da sfondo ma diventa la vera protagonista della storia. Anzi, della Storia, con la “S” maiuscola, dato che, in questo caso, Petrucci racconta, con il suo solito tratto corposo, la battaglia del Metauro combattuta tra Romani e Cartaginesi. Una ricerca storica interiorizzata fino a diventare personale, in un’atmosfera a meta’ strada tra la realta’ e il sogno.

8) Shazam: La Societa’ dei Mostri del Male di Jeff Smith (Planeta DeAgostini)
C’era attesa per la prima prova di Jeff Smith con un personaggio mainstream non creato da lui. E il risultato alla fine e’ stato soddisfacente, grazie a una storia dalle atmosfere anni ’60, raccontata pero’ con piglio moderno, in cui la trama e’ pressoche’ al servizio dei personaggi, soprattutto Capitan Marvel e la sua controparte “fanciullesca”, Billy Batson, che si dividono equamente la scena.

9) Capitan America: La Morte del Sogno di Ed Brubaker e Steve Epting (Panini Comics)
Se gia’ nel primo anno come sceneggiatore di Capitan America aveva dimostrato le sue grandi qualita’, dopo la morte di Steve Rogers Brubaker sembra essersi liberato da qualsiasi costrizione: con l’assenza di un personaggio forte su cui far convergere tutte le attenzioni, sulla scena sono apparsi numerosi protagonisti, parti di un intricato e appassionante complotto ben caratterizzato dalle fosche tinte.

10) Gundam Origini voll.15-16 di Yoshikazu Yasuhiko (Star Comics)
Dopo la fine del lungo flashback, “Yas” riprende in mano le redini della trama principale con un doppio racconto come al solito appassionante e spettacolare, in cui il grosso delle attenzioni e’ dedicato ai personaggi. A spiccare pero’ sono i disegni, grazie a un tratto pulito e dinamico e soprattutto a un perfetto utilizzo delle mezze tinte, che forniscono profondita’ e robustezza alle tavole.

Menzione storica

1) La biblioteca di Gianni De Luca vol.1 (Black Velvet Editrice)
Bisogna indirizzare un enorme ringraziamento alla Black Velvet per la ripubblicazione di alcuni classici indispensabili del fumetto italiano, tra cui sicuramente c’e’ l’intera produzione di De Luca, Forse le storie contenute in questo volume non saranno innovative come la trilogia shakespeariana o spettacolari come le storie del Commissario Spada, ma rimangono in ogni caso degne di una riscoperta.

2) Kamandi di Jack Kirby (Planeta eAgostini)
La Planeta continua la riproposizione in volume dei classici di Jack Kirby e ovviamente non poteva mancare Kamandi, uno dei piu’ amati, che si esalta in un b/n utile per mettere in risalto la potenza espressiva del “Re”. Le storie purtroppo non hanno mantenuta intatta la propria freschezza (che probabilmente non avevano nemmeno all’epoca della loro uscita), ma rimangono comunque un valido divertissement.

3) La Ballata di Halo Jones di Alan Moore e Ian Gibson (Magic Press)
Onore alla Magic Press per aver colmato una lacuna attraverso la pubblicazione di questa serie, una delle piu’ divertenti tra quelle scritte dallo sceneggiatore inglese nei suoi primi anni di carriera, che spicca per la brillantezza delle vicende e dei personaggi e soprattutto per la complessita’ della visione di un mondo inventato ma che poggia su basi reali, specchio dell’epoca in cui queste storie sono nate.

1) La brutta gente di Etienne Davodeau (Q Press)
2) L’ombra di Walt di Marco Corona (Coconino Press)
3) La mia vita disegnata male di Gipi (Cocconino Press)
4) Il piccolo Blues della costa ovest di Jacques Tardi (BD edizioni)
5) E’ quasi primavera di Claudio Calia (Becco Giallo)
6) Ernest
7) Seriouz Toyz di Ausonia (Leopoldo Bloom)
8) Interni vol 1 di Ausonia (Double Shot)
9) Pascin di Sfar (001)
10) Brainstorm di Bryan Talbot (Comma 22)

Menzione storica

1) Classici di Mad vol 1

FRANCESCO BOILLE (Internazionale)

1) Lucille di Ludovic Debeurme (Coconino Press)
Racconta il limbo e il superamento del limbo, con il procedimento fondato sulla sottrazione grafica, e raggiunge le aurore paradisiache della grazia, della leggerezza: del tratto, del sentimento amoroso puro, spontaneo, pudico, ‘sottratto’. Talvolta anche mostrato. Ma sempre con grazia. Il tutto avvolto in una grande densita’ narrativa, di colpi di scena e di analisi, sia sociale, sia psicologica.

2) LMVDM di Gipi (Coconino Press)
Domande: Chi aveva mai tentato prima una simile dialettica, e con tale naturalezza, tra disegno abbozzato – che mostra tutta la magia del disegno ‘mentre lo si sta facendo’ – e disegno d’accademia, mettendosi cosi’ a nudo per esprimere il proprio dolore? Chi aveva mai tentato prima di farci capire cosi’ bene che il dramma autobiografico, non solo puo’ esser mischiato col comico o la farsa, ma espresso da un disegno ‘sgorbio’, ben lontano dal concetto di arte applicata? Un dubbio: siamo davvero sicuri che Gipi non si sia ‘applicato’?

3) Lost Girls di Alan Moore e Melinda Gebbie (Magic Press)
C’e’ chi lo ha trovato noioso malgrado l’approccio pornografico. Personalmente trovo che l’uso di fiabe psichedeliche per fondere liberta’ sessuale e giocosa con la perversione – sempre in un confine labile, ambiguo – in un immaginario mondo porno-caramella, sia potente ed esprima bene la decadenza di un’intera civilta’, innanzitutto mitteleuropea, ma non solo.

4) L’Approdo di Shaun Tan (Elliot)
Rovescia gli inferi alla Breughel in un paradiso dell’inquietudine, per trattare della questione scottante dell’immigrazione. Quale miglior rovesciamento metaforico della paura, dell’inquietudine per l’Altro, che il guardare forme inquietanti perche’ sconosciute con gli occhi incantati della meraviglia, dello ‘sguardo bambino’. Un bel proseguimento del libro di Brian Selznick, anch’esso fondato sul recupero della meraviglia del vedere.

5) Sotto le Foglie di Gabriella Giandelli (Coconino Press)
Forse l’edizione francese (del 2002) di quello che probabilmente e’ il miglior libro della Giandelli, almeno a tutt’oggi, resta insuperabile, per la versione italiana giallo seppia, rievocante gli anni ’70 e quindi Poema a fumetti di Buzzati, e’ comunque forte. Forse da quell’Italietta malinconica ma ancora umana, l’autrice non sarebbe mai voluta uscire. Restare (per) sempre nel ‘se(o)gno bambino’ per parlare in modo adulto della solitudine, della malinconia, della morte, dell’oblio. Con una semplicita’ ammirevole.

6) I tre paradossi di Paul Hornschemeier (Tunue’)
Continua a tornarmi in mente questo racconto ‘semplice’ di una passeggiata notturna che malgrado la sua ‘linearita’ in linea retta’, di fumetto concettuale ma avvolgente nel profondo, piu’ lo si sviscera nelle sue significazioni, e piu’ si allontana la chiave di lettura dell’opera – proprio come uno dei tre paradossi di Zenone – a cominciare dallo splendido finale, davvero perfetto per questi tempi: una bottiglia mezza piena o mezza vuota, a seconda.

7) Una lieve imperfezione di Adrian Tomine (BUR)
Un altro fumetto concettuale controllatissimo, una camicia di forza formale claustrofobica come E la situazione psicologica, sociale, degli adolescenti odierni Usa. Una societa’ multirazziale ma ossessionata dalla razza. Tomine evacua, sottrae gli ambienti riconoscibili: exit San Francisco, exit New York; ne vien fuori un magistrale dramma da camera sulla ‘quieta’ insoddisfazione dell’oggi.

8) Pascin di Joann Sfar (001 Edizioni)
Topffer, secondo molti storici ormai ritenuto l’inventore del mezzo, diceva che il fumetto aveva bisogno del segno anche ‘imperfetto’, un segno con una vitalita’ e autenticita’ espressiva che ha solo il tratto jete’. Questo ‘elogio dell’imperfezione’ del tratto grafico sembra fondante in Pascin: un segno via via sporco e leggiadro, ben fatto e tirato via, umoristico o realistico, omogeneo e disomogeneo che e’ speculare all’instabilita’ narrativa del romanzo. E’ il ritratto del pittore ebreo Pascin, romanzato, ma con una grande forza.

9) I Piccoli Ruscelli di Pascal Rabate’ (Lizard)
Tutta l’opera precedente di Rabate’, quasi inedita da noi, e’ una rivisitazione dell’epoca passata, anche quando ambientati in epoca odierna come questo. Un segno raffinato e solitamente ‘applicato’ per rivisitare un’estetica desueta (come in Lucille) si fa qui bozzettistico, jete’, toppfferiano (come in Gipi e Sfar), per contarci questa fine e divertente parabola – un Jacques Tati alla rovescia – sul recupero di una grazia perduta, quella degli anziani, ma con la liberta’ della modernita’ (hippy).

10) Il Treno di Chihoi (Canicola)
Un viaggio statico in un treno – sinonimo di vettorialita’, velocita’ – per entrare in un viaggio nella selva del segno. Chihoi, cinese di Hong Kong, ci fa entrare in una vorticosa danza della tessitura del segno, che diviene quasi un ‘getto’ quando, come ectoplasmi, sorgono nuovi passeggeri: una forza insopprimibile, quasi metafisica, un flusso che va senza sapere dove andare, senza saper fermarsi, contemplare e riflettere, ma ‘va’.

Menzione storica

1) Mu di Hugo Pratt (Lizard)
L’ultima ventura del Maltese e’ di un’essenzialita’ tale che l’astrazione scivola definitivamente nel concettuale: Corto chiude sprofondando, prima che nell’Oceano grazie alla sua tuta da palombaro, nella metafisica, nel dolce oblio. Confrontate le altre edizioni: qui il disegno ‘respira’, pare un’altra cosa: questa e’ la prima riedizione concettuale – un concept – che rivela un’opera la cui dimensione ‘concettuale’ era stata finora rimossa.

2) Il secolo del Corriere dei Piccoli di Fabio Gadducci e Matteo Stefanelli (Rizzoli)
L’ho gia’ scritto: non e’ solo l’edizione sognata che coniuga rigore filologico con la divulgazione critica, insomma la migliore introduzione storico-critica (con alla fine un criticabile ‘buco’) rivolta al grande pubblico del piu’ importante settimanale italiano per ragazzi, ma e’ un’opera che consente di farsi anche un’idea di come la storia patria sia stata raccontata dai ragazzi dell’epoca e quindi vissuta dalle loro famiglie.

3) Il Giornale di Gian Burrasca di Gianni De Luca (BUR)
Alcuni storici dicono che il fumetto, fin da Topffer, deve al teatro piu’ che al cinema. Il Corrierino del resto fu un grande fondale su cui si esibivano degli indimenticabili burattini di carta (a cominciare dal Signor Bonaventura dell’uomo di teatro Sergio Tofano). E De Luca non poteva che trasporre il personaggio di Vanda in questa chiave, in una rivisitazione che non manca peraltro di avanguardismo, di concettualita’. E poi Mu non e’ forse null’altro che un gran teatrino surreal-dadaista, dove i rimandi al cinema sono ormai memoria’?

PAOLA BRISTOT (Acc. Belle Arti Bologna, Vivacomix)

1) Scavando nell’acqua di Lorenzo Mattotti (Consorzio Venezia Nuova Editore)
Lorenzo Mattotti nel libro dichiara esplicitamente il suo debito a David Hockney e Saul Steinberg. Scavando nell’acqua si presenta come una collezione di disegni-scrittura il cui filo narrativo e’ Venezia; Lorenzo Mattotti la esplora divaricandone l’ottica allo spasimo, spingendo il filo del pennello lungo le rive e i canali, confondendo le acque sotto i ponti e cosi’ ci si perde come si perdono tutti a Venezia passando e sfogliando il libro dai campielli assolati ai ponti visti da sotto in su, dall’alto in basso tanto da spostare le prospettive correnti, oltre le superfici scabre e ribaltando il piano dall’esterno all’interno di una visione interiore, la nostra Venezia.

2) L’ombra di Walt di Marco Corona (Coconino Press)
Un’allegoria, questa e’ la definizione che piu’ si addice a L’ombra di Walt, una storia in cui i personaggi sono mitologici, di una mitologia moderna in cui la memoria e’ ristretta e obbligata, l’unico sentimento positivo e’ la Nostalgia. Marco Corona ci consegna una visione straordinaria dove non ci sono appigli, neppure scappatoie consolatorie. E’ veramente cosi’. Tutti i personaggi sono maschere, maschere abiette, grottesche come la realta’ che rappresentano. Lo stile e’ quello accuratissimo della china su acquarello, quasi evanescente. Ma non lasciamoci ingannare dalle apparenze Marco Corona e’ caustico, come sempre.

3) Tutta colpa del ’68. Cronache degli anni ribelli di Elfo (Garzanti)
Le posizioni sul ’68 possono essere le piu’ diverse, ma quella di Elfo e’ una cronaca sincera. Aldila’ di stereotipi e cliche’ sono cronache in cui le storie quotidiane si mescolano alla Storia italiana del secondo dopoguerra. Non sono eventi facili da raccontare, infatti Elfo, Giancarlo Ascari, ha aspettato 20 anni per farlo e sembrano passati anni luce da allora. Anche la schematica vita dei protagonisti riassunta nel finale ci riporta alla situazione di oggi, in cui molto si e’ voluto dimenticare, sotterrare, e, quel che e’ peggio, per tanti protagonisti, rinnegare. Cosi’ le tavole in bianco e nero disegnano una storia personale, quella di Rinaldo, il protagonista, allacciata a quella collettiva, a Milano, al movimento studentesco, alla pagina fosca della strage di piazza Fontana… Una storia che poi ha il suo seguito ideale in Le straordinarie avventure di Penthotal di Andrea Pazienza.

4) Sotto le foglie di Gabriella Giandelli (Coconino Press)
Il libro raccoglie due racconti, il primo, Hanno aspettato un po’, poi se ne sono andate, era gia’ stato pubblicato su Mano e come il secondo Sotto le foglie aveva gia’ avuto un editore francese, Seuil. Raccolti come episodi di uno stesso romanzo grafico con una bellissima nuova veste in bicromia per Sotto le foglie, trovano la loro piu’ compiuta e completa presentazione. Anche se lo strano personaggio, Lo Straniero, che si aggira, entra ed esce nelle vite altrui e’ un espediente narrativo che potrebbe avere uno sviluppo futuro. Ce lo auguriamo! Gabriella Giandelli riesce a costruire delle storie che scavano dentro l’inquietudine di situazioni irrisolte, incrinature emotive tenute insieme e allo stesso tempo schiacciate dal superficiale quotidiano.

5) Baobab vol. 3 di Igort (Coconino Press)
Igort e’ inarrestabile. Baobab si apre con una copertina cult, che e’ gia’ un racconto a quattro ante, sono mondi quelli che si vedono scorrere nelle cornici grafiche e che l’autore spiega per filo e per segno nei reading da story-teller qual e’. I personaggi singolari, le ambientazioni geografiche, gli interni e gli esterni costruiti meticolosamente in ogni particolare, le divagazioni fantastiche, le citazioni storiche… Ogni elemento ha un preciso significato ed e’ la tessera di un puzzle che si incastra nell’intreccio e ci permette di seguire le tracce del piccolo Hiroshi Tsuda, di Celestino Villarosa di Pilade Burruchaka.

6) Il numero delle bestie di Ericailcane (Logos)
Non c’e’ niente da fare, i disegni di Ericailcane raccontano delle fiabe, quelle che noi tutti sappiamo e che non vorremmo sentirci dire. Sono le fiabe crudeli che agitano i nostri sonni e come spesso avviene hanno animali per protagonisti. Animali stravaganti con corsetti al posto delle cuffie, coltelli piantati vicendevolmente nella schiena e, per finire, il coniglio bianco che estrae l’orologio dal panciotto, omaggio a Lewis Carrol. I disegni descrivono accuratamente ogni particolare, sono “classici” in tutto e per tutto, guardandoli ci corre un brivido lungo la schiena.

7) Io e Mao di Chen Jiang Hong (Babalibri)
Come mai questo libro sia finito negli scaffali dedicati ai ragazzi per me e’ un mistero. Forse solo perche’ e’ un bambino il protagonista e narratore, ma quella che leggiamo attraverso i suoi occhi e’ una realta’ complessa e difficile che cogliamo dalle sfumature e dalla tragicita’ degli eventi. Questo ragazzino ci racconta attraverso immagini ordite come le stesure calligrafiche delle stampe cinesi, in cui predomina il rosso lacca sulle striature nere o a macchie delle pennellate a china, la storia della sua famiglia in una Cina in cui la parola Rivoluzione e’ carica della sua realistica drammaticita’.

8) Il re del fiume di Marino Neri (Kappa Edizioni)
A leggere la storia di Marino Neri mi e’ subito venuto in mente il monologo di Maria Paiato, La Maria Zanella, un pezzo teatrale in cui si racconta l’alluvione del Polesine del 1951. Il riferimento ne Il re dei fiumi e’ allo straripamento del fiume Secchia, negli anni ’70, ma in entrambi i testi c’e’ un modo di raccontare molto simile, ugualmente intenso, con continui rimandi ad un vissuto familiare, popolare. In Il re dei fiumi e’ Bruno che ci guida, con lui ritroviamo un teschio, sentiamo parlare di un luccio gigante, guardiamo sorpresi la 500 divorata e riemersa, sentiamo lo zio, vecchio partigiano, difendersi dal nemico incombente… Soprattutto e’ il rumore della pioggia che ci colpisce, fitta e incessante, il rumore dell’acqua del fiume che ingrossa e inghiotte “cose senza piu’ padroni ne’ affetti”.

9) La scoperta della currywurst di Isabel Kreitz (Black Velvet)
Questo libro si inserisce perfettamente nelle ricerche che stanno compiendo molti autori sulla guerra, cito i recentissimi libri di Sara Colaone, In Italia sono tutti maschi (Kappa Ed.) e La guerra di Alan di Emmanuel Guibert (Coconino Press). Non si tratta solo di una coincidenza. In questo caso la storia marginale, quasi accidentale di una venditrice di currywurst di Amburgo fa restare in bilico la protagonista in una situazione raccontata questa volta dal punto di vista dei perdenti, i tedeschi sconfitti. Il racconto e’ breve, ma si sviluppa tra presente e passato e ricuce i fili di una difficile memoria storica che gli scrittori tedeschi vogliono affrontare, non rimuovere.

10) NY di Davide Toffolo (Ernest)
Questo e’ un diario, fatto di appunti viaggio. C’e’ una partenza, un volo aereo, l’elenco delle cose da fare prima di mettersi in viaggio, pensieri, sensazioni dal concerto di Bugo visto la sera prima e poi il gioco d’azzardo prima dell’imbarco… Poi le parole lasciano lo spazio ai disegni e qui Davide Toffolo con la penna, quasi distrattamente, ma e’ evidente che e’ un grande osservatore, fa una carrellata newyorkese di facce, di sguardi, di tipi rubati da Central Park a Coney Island. Manca solo la foto del graffito del Gorilla Bianco che ha pubblicato nel sito dei TARM. Qualcosa ha preso, qualcosa ha lasciato a NY.

Menzione storica:

1) Il secolo del Corriere dei Piccoli a cura di Fabio Gadducci e Matteo Stefanelli (Rizzoli)
2) La Fenice voll.7-8 di Osamu Tezuka (Hazard Edizioni)

3) La biblioteca di Gianni De Luca vol.1 (Black Velvet Editrice)

LORIS CANTARELLI (Fumo di china)

1) No pasarán vol.3 di Vittorio Giardino (Lizard)
Una conclusione attesa da anni, per un maestro riconosciuto a livello internazionale e una narrazione da incorniciare, in grado di annullare di botto tutti gli sproloqui sui graphic novel (spesso sedicenti tali) vecchi e nuovi. Un amore per i personaggi e un rispetto per i lettori da tenersi stretti stretti, per i momenti di magra. Rinfrescante.

2) Laika di Nick Abadzis (Magic Press)
Un curioso approfondimento tra le pieghe meno conosciute di una storia (apparentemente) nota a tutti e un altro bell’esempio per l’infinita versatilita’ del fumetto. Una sceneggiatura che mostra una sensibilita’ non comune, disegni delicati e sempre appropriati: una felice scoperta. Educativo.

3) Cronache birmane di Guy Delisle (Fusi orari)
Uno scenario da incubo ma quanto mai reale, un modo di vivere e di pensare che dimostra quanta strada deve ancora fare la lotta per i diritti umani, uno stile di reportage forse non strettamente giornalistico ma che sembra l’unico per farci entrare in un mondo alieno. Liberatorio.

4) Rughe di Paco Roca (Tunue’)
Un argomento delicatissimo come l’Alzheimer e le case di riposo, per un genere abusatissimo come il racconto (auto)biografico. Una scommessa vinta con umilta’ e delicatezza, per una riflessione attualissima sulla perdita della memoria. Geniale.

5) La nuova corazzata spaziale Yamato voll. 1-2 di Leiji Matsumoto (Hazard)
Il ritorno di una serie amatissima e un’immagine per certi versi mitica, correndo oltretutto il rischio altissimo di scadere nella piu’ classica reunion per mera mancanza di idee e semplice volonta’ commerciale. Un risultato che forse puo’ deludere, ma che almeno evita le scorciatoie piu’ banali. Consolante.

6) LMVDM di Gipi (Coconino Press)
Il miglior risultato raggiunto finora da un autore e uno stile forse fin troppo osannati (anche se meritoriamente). Una leggibilita’ sempre enorme e una messa a nudo (letterale) imbarazzante, nonostante argomenti privatissimi, narrati con dolce spudoratezza e discreta sfacciataggine. Irripetibile.

7) Batman / The Spirit: La convention del crimine di Jeph Loeb e Darwin Cooke (Panini Comics)
Un crossover inedito ma nemmeno tanto improbabile, condotto con perizia ma senza l’eccesso di timore reverenziale che avrebbe rovinato tutto. Un modo intelligente di riprendere un’icona del fumetto, per di piu’ creata da un autore a cui intitolarono “premio Oscar” del medium, il modo migliore per lanciare una nuova serie di avventure. Nostalgico.

8) La brutta gente di e’tienne Davodeau (Q Press)
La storia vera dei genitori dell’autore, che come nel Maus di Spiegelman riesce a vincere le loro comprensibili diffidenze e meraviglioso pudore fuori moda, per raccontare una crescita di consapevolezza ed emancipazione verso una vita piu’ adulta… avvincendo il lettore, creando ritratti coinvolgenti e rileggendo la propria crescita artistica. Encomiabile.

9) Ballata per Fabrizio De Andre’ di Sergio Algozzino (BeccoGiallo)
Semplicita’ e poesia, profondita’ e leggerezza, affetto e nostalgia tutto in uno: una riunione teatralmente pirandelliana dei personaggi piu’ famosi delle canzoni di De Andre’ (ma anche i meno avvezzi alla ribalta, nuvole comprese) per rendergli un omaggio inconsueto ma con il cuore. Confezione eccellente, sfizioso “dietro le quinte” su come si e’ sviluppato il lavoro. Emozionante.

10) Le avventure di Kiki de Montparnasse di Jose’-Luis Bocquet e Muller Catel (Excelsior 1881)
Il perfetto romanzo storico a fumetti: il giusto grado di realta’ e finzione nel descrivere la turbolenta vita di celebrita’ come Man Ray e la sua musa Alice Prin nella Parigi anni Venti, il coinvolgimento del lettore nelle vicende come se lo riguardassero direttamente, una sceneggiatura impeccabile, disegni piacevolissimi, un lettering adatto. Confezione elegante. Inappuntabile.

Menzione storica

1) Cittadini dello spazio di Roberto Bonadimani (Dada Edizioni)
Un modello per tutti: il recupero di un autore italiano con una sua opera introvabile da anni, una veste editoriale sontuosa che possa colpire anche al di fuori del fumetto, un restauro delle tavole e un’appendice di approfondimento da far invidia a colleghi editori ben piu’ blasonati. Un esordio come meglio non si potrebbe. Esemplare.

2) La biblioteca di Gianni De Luca vol.1 (Black Velvet Editrice)
L’approccio ideale per una riproposta integrale di un Maestro assoluto del panorama italiano. Una storia di grido per gran parte del volume e una piu’ stagionata in appendice, una copertina a effetto ma rispettosa dell’opera e dell’autore, redazionali opportuni (ricchi di dettagli introvabili) prima e dopo ciascuna delle due. Un gioiello da imitare. Paradigmatico.

3) Kamandi di Jack Kirby (Planeta eAgostini)
Uno delle saghe piu’ gustose e divertenti realizzate dal Re dei comics supereroistici, in una smaccata rilettura degli scenari apocalittici del Pianeta delle Scimmie, capace d’inglobare gran parte della fantascienza da “cronache del dopobomba” (giusto per citare il Bonvi) e il miglior fumetto born in the USA, finalmente in un’unica soluzione editoriale. Peccato solo per l’assenza del colore (pur intrigante). Apocalittico.

GENNARO COSTANZO (Comic Us)

1) In Carne e Ossa di Koren Shadmi (Double Shot)
Quello di Shadmi e’ un mondo che rimane impresso al lettore, lo colpisce e lo stupisce con la sua ricchezza e la sua complessita’. Allegorico, visionario e schietto, l’autore narra la realta’ dei nostri giorni, rapporti fatti di carne e ossa, con uno stile inconfonibile da maestro del fumetto.

2) LMVDM di Gipi (Coconino Press)
Uno dei piu’ grandi autori italiani si mette a nudo (letteralmente e metaforicamente) in un’opera cruda, poetica, ironica e sincera. Uno stile unico, quello di Gipi, nel narrare e illustrare personaggi e vicende in un’autobiografia unica nel suo genere.

3) Una lieve imperfezione di Adrian Tomine (BUR)
Il discriminato che diventa discriminatore e’ il protagonista del racconto di un Tomine attento ad ogni minimo dettaglio, ogni singola sfumatura. Una storia d’amore, di amori e di una vita che si scopre triste e sola. Lo smarrimento di una vita patetica secondo Tomine.

4) Rat-Man Collection n.66: La caduta di Leo Ortolani (Panini Comics)
Il Born Again made in Ortolani ci regala una delle migliori pagine del Ratto e, quando Leo colpisce, il fumetto italiano ringrazia. Popolare e autoriale mai riassunto cosi’ bene.

5) Topolino e il mondo che verra’ – Casty (su Topolino nn.2721-4, Disney)
Il ritorno della Spia Poeta, in una storia in 4 parti scritta e disegnata da Casty. Difficile rimanere indifferenti quando una storia cosi’ bella ha per protagonista un’icona del calibro di Mickey Mouse.

6) Quattro dita di Rich Koslowski (Pro Glo)
Un (finto) documentario applicato al fumetto, corrosivo e originale come poche altre letture. Koslowski, completamente a suo agio, gioca con il lettore e con il mondo dell’animazione svelando un inquietante mondo nascosto. Da leggere.

7) Il Muro. Crescere dietro la cortina di Ferro di Peter Si’s (Rizzoli)
La liberta’ di espressione spiegata ai piu’ piccoli. Attraverso la sua vita e la metefora del disegno e dei colori, Peter spiega ai figli la dura vita dietro la cortina di ferro con l’aiuto del suo magnifico stile.

8) Local di Brian Wood e Ryan Kelly (Double Shot)
In dodici capitoli, 12 tasselli della vita di Megan McKeenan. 12 instantanee che, come in un mosaico, compongono un’immagine di una vita che tenta ogni volta, ad ogni occasione, di ripartire solo per poi tornare dove tutto e’ iniziato.

9) Julia n.118: Sognare, forse dormire di Giancarlo Berardi, Maurizio Mantero e Laura Zuccheri (Bonelli)
In questo albo la creatura di Berardi, Julia, e’ disposta a rischiare grosso pur di scoprire la verita’ sottoponendosi ad allucinazioni volontarie. Un coraggioso racconto targato Bonelli, che dimostra, ancora una volta, la flessibilita’ del fumetto popolare italiano.

10) Criminal vol.1 di Ed Brubaker e Sean Phillips (Panini Comics)
Miglior serie del 2007, secondo gli Eisner Awards, Brubaker e Phillips dando senso all’etichetta stile Vertigo della Marvel, la Icon. Lo fanno con un noir sentito, riuscito nella narrazione e nei disegni.

Menzione storica

1) Tarzan di Burne Hogart (Planeta DeAgostini)

ALESSANDRO DI NOCERA (critico, giornalista)

1) La neve se ne frega di Casali – Camuncoli – Ruggiero (Panini Comics)
La filosofia del rocker: si nasce vecchi per morire giovani. E nel mezzo, c’e’ la necessita’ di lottare contro il Sistema. Anche se questo finira’ inevitabilmente col sopraffarci. Da un romanzo di Luciano Ligabue, un adattamento a fumetti (ma la definizione e’ riduttiva) perfetto, calibratissimo, toccante. Casali, Camuncoli e Ruggiero costituiscono ormai un team creativo giunto alla piena maturita’ artistica.

2) Lost Girls di Alan Moore e Melinda Gebbie (Magic Press)
L’esplorazione della pornografia nelle sue potenzialita’ di medium completo. L’alto e il triviale che cercano un punto di contatto apparentemente impossibile da scovare. Apparentemente.
Alan Moore e Melinda Gebbie si gettano a capofitto in una materia incandescente, inclassificabile, discutibile a prescindere. Lost Girls rappresenta un atto di coraggio che da solo vale piu’ di qualsiasi riuscita artistica.

3) Apocalisse ora! di Peter Bagge (Magic Press)
Non saranno un conflitto nucleare o una crisi economica fuori scala a distruggerci. Sara’ la nostra stessa inettitudine da nerd frustrati che – combinata con l’atavico istinto alla sopravvivenza – si tradurra’ in una regressione preistorica. Peter Bagge questo l’ha sempre saputo e il finale di Apocalisse ora! e’ agghiacciante nella sua semplicita': “Io do a te cibo per campare, tu fai scopare me con te. E affanculo il resto”.

4) Don Zauker : Secondo Avvento di Emilio Pagani e Daniele Caluri (su Il Vernacoliere, Mario Cardinali Editore)
Gia’ il solo fatto di essere riusciti ad appropriarsi di un nome preesistente facendo dimenticare il personaggio al quale apparteneva in passato, renderebbe Pagani e Caluri meritevoli di un riconoscimento imperituro. Ma le torbide, esilaranti storie di Don Zauker vanno ben oltre la divertente e riuscita citazione: rappresentano una lettura vitale, indispensabile, catartica. Una boccata d’ossigeno in una realta’ satura di miasmi mefitici.

5) Promethea vol.5 di Alan Moore e J.H.Williams III (Magic Press)
Il fumetto applicato a una personalissima, poderosa visione letteraria, filosofica e artistica. No, non stiamo affermando che Promethea e’ la risposta fumettistica alla Commedia di Dante. Il lavoro di Moore e J.H. Williams III e’ pop psichedelico che punta all’intrattenimento attraverso un percorso improntato su contenuti alti. Il risultato? L’ultima forma di “supereroismo puro” realmente ricercabile. Solo nella sfera del trascendente. Con buona pace dei “messia” Obama e Berlusconi.

6) The Punisher Max vol.10: Vedove Nere di Garth Ennis e Lan Medina (Panini Comics)
Garth Ennis – attualmente, il massimo scrittore anglosassone di narrativa hard-boiled a fumetti – imbastisce una storia del Punitore che si colloca a un ideale incrocio tra I Soprano, Sex & the City e Desperate Housewives. Detto cosi’ sembra un’immane cazzata. In realta’ e’ una delle storie piu’ crude, coinvolgenti e commoventi che ci sia capitato di leggere nel 2008. Fumetto mainstream che viaggia sui binari della perfezione.

7) Julia n.112: Abbraccio Mortale di Berardi, Calza, Fodera’, Campi ( Sergio Bonelli Editore)
Il noir come raffigurazione tanto terribile quanto sincera della realta’ che viviamo. Una banalita’? Forse. Fatto sta che “Julia” resta il serial italiano piu’ compiuto, rigoroso, qualitativamente costante degli ultimi vent’anni. Abbraccio Mortale e’ una storia abrasiva, spietata, ma altrettanto carica di umana pieta’. Una storia che stringe il cuore, fa versare lacrime, spinge alla riflessione, sublimando la raffigurazione di una tragedia senza speranza.

8) Spider-Man: Back in Black di Straczynski, Garney e Rehinold: (“The Amazing Spider-Man” nn.539-543. In Italia su “L’Uomo Ragno nn.471-484/486, ottobre 2007-aprile/maggio 2008, Panini Comics)
I vecchi fan dell’Uomo Ragno, coloro che viaggiano verso la quarantina e hanno capito come va il mondo possono chiudere qui il loro rapporto con l’alter ego di Peter Parker. Nato dalla tragedia familiare di uno zio ucciso, vissuto tra naivete’ e catastrofi personali, Spider-Man giunge a un punto di non ritorno. Back in Black fa piazza pulita degli ultimi scampoli di sogno supereroistico e ci ricorda che la’ fuori la realta’ incombe. Fredda, aspra, brutale.

9) Batman: Il Clown di Mezzanotte di Grant Morrison e John Van Fleet (“Batman” n. 663. In Italia su “Batman” n.9, Planeta DeAgostini)
Non un fumetto, ma un corposo racconto illustrato inserito nella serie regolare originale “Batman”. Ed e’ un gran racconto: un thriller a orologeria che sfocia spesso e volentieri in abissi di puro terrore. Sequel ideale del The Killing Joke di Moore e Bolland piu’ che di Arkham Asylum, Il Clown di Mezzanotte trascende la narrazione supereroistica, attirando il lettore nei meandri di un lucido delirio. Comune tanto al Joker quanto all’Uomo Pipistrello.

10) Un italiano, un francese, un americano di Bartoli e Carnevale (su Euracomix n. 234, Eura Editoriale)
Ci vogliono le palle per realizzare un fumetto in cui viene rappresentata la barzelletta del Fantasma Formaggino. Ed evidentemente Bartoli & Carnevale ce le hanno, visto che la barzelletta del Fantasma Formaggino ce la raccontano pari pari in tutta la sua scemenza. E, nel farlo, riescono pure a strappare una grassa risata. E a farci tornare bimbi per un delizioso attimo. Scanzonata incursione tra le incarnazioni dei luoghi comuni, in perfetto stile “John Doe”. Con omaggi sparsi a Fredric Brown e Pirandello.

Menzione storica

1) Gli Archivi di Spirit vol. 15 di Will Eisner (Kappa Edizioni)
Fumetto mainstream ad alto tasso di sperimentazione. Scuola insuperabile di tecniche di sceneggiatura, storytelling e illustrazione. Spirit, l’eroe mascherato piu’ scombinato di sempre, contro Octopus, probabilmente il villain (qui alla sua prima apparizione) piu’ misterioso della storia del fumetto statunitense. Siamo nel bel mezzo degli anni Quaranta e alla regia c’e’ un Will Eisner in piena esplosione creativa. Non c’e’ bisogno di dire altro.

2) Viaggio in Italia di Cosey (Planeta DeAgostini)
Uscito nel 1988 nella collana Air Libre della Dupuis, Viaggio in Italia e’ un gioiello sommerso che va riscoperto. Percorso di crescita, maturazione, disillusione, ricostruzione di un nucleo di amici colpito dalle traversie della vita. Un nuovo equilibrio, duramente conquistato, lascera’ aperte diverse ferite. Se fosse un film, sarebbe una sceneggiatura di Truffaut affidata alla regia di Michael Cimino. Lo struggente finale si estrinseca attraverso un capolavoro di tecnica narrativa.

3) Babil Junior vol.7 di Mitsuteru Yokoyama (D/Visual)
Come rendere sempre interessante una serie pressoche’ interminabile di situazioni da assedio. Sontuoso e accattivante nel soggetto, semplice e dannatamente efficace nello sviluppo delle trame, inquietante e mai banale nell’evocazione delle atmosfere, forte di un ritmo velocissimo ma mai forsennato,.Babil Junior racchiude avventura, fantascienza, azione, mistero, suspense senza alcuna soluzione di continuita’. E scusateci se e’ poco.

1) L’approdo di Shaun Tan (Elliot)
Piu’ di Gipi. Perche’ questa straordinaria opera, oltre a rappresentare un’etica con cui mi trovo in sintonia, sta nella scia dove sono gia’ passati Hugo Cabret e P-HPC. Il grande fumetto (se vogliamo chiamarlo cosi’) non ha confini.

2) LMVDM di Gipi (Coconino Press)
Il caso dell’anno. L’autore in TV. Un’edizione anche per le edicole. Gipi si prende ancora una bella soddisfazione. Il lavoro merita. Ma sono anche i lettori ad essere diventati piu’ disponibili. Forse perche’ ne parlano tutti? Beh, non fate gli snob e non fermatevi a Gipi. Fate che quelli dopo non debbano aspettare dieci anni come lui…

3) The Walking Dead vol.3 di Robert Kirkman, Charlie Adlard e Cliff Rathburn (SaldaPress)
Poteva essere un’americanata. Invece, proprio con questo terzo volume, si palesa una straordinaria rivisitazione del mito della frontiera e l’ossessione per il controllo del territorio. Uno dei lavori piu’ rappresentativi degli Stati Uniti che si siano mai visti.

4) Rughe di Paco Roca (Tunue’)
Brillante, delicato e commovente. Un bellissimo biglietto da visita per convincere “nuovi adepti” a leggere fumetti.

5) Metauro di Michele Petrucci (Tunue’)
Tunue’ colpisce ancora, rilanciando un Petrucci ormai maturo e sicuro, nella sua opera piu’ lunga. Ritornano i misteri, che appassionano il lettore e che lo conducono alla scoperta di un pezzo di storia antica. Un efficace biglietto da visita, in questo caso, con cui presentarsi nelle scuole. La divulgazione che non rinuncia allo stile.

6) Mecnavi. Ravenna 13 marzo 1987 di Leonardo Guardigli (Centro Fumetto “Andrea Pazienza”)
Mi perdonerete se inserisco un libro che ho pubblicato, ma qui c’e’ una rappresentazione della dignita’ del lavoro che meriterebbe piu’ attenzione, anche per le soluzioni grafiche proposte. Certo l’autore deve ancora costruirsi. Ma intanto ha il coraggio di affrontare un tema che qui in Italia e’ ancora quasi un tabu’. Purtroppo anche in certa sinistra…

7) I complotti notturni di David B. (Coconino Press)
Il mondo del sogno mi turba quasi quanto la morte. Ringrazio sempre David B per quello che mi regala in ogni suo libro. E poi c’e’ anche la sua arte raffinata.

8) In Carne e Ossa di Koren Shadmi (Double Shot)
Ok, ho scritto la prefazione… Mettiamola giu’ cosi': e’ una prova che l’ho letto! Questa antologia si sta conquistando un’ampia rassegna stampa. L’autore e’ originale. Utilizza il disegno come metafora e in genere colpisce nel segno. Se Walkin Dead ci racconta il fallimento sociale e organizzativo dell’occidente, questo ci visualizza il fallimento delle relazioni. Dagli Stati Uniti ad Israele, con noi a meta’ strada.

9) Sonno elefante. I muri hanno orecchie di Giorgio Fratini (Becco Giallo)
Non conoscevo l’autore. Lo stile e’ gia’ personale. E finalmente lo sguardo si allarga anche a paesi considerati periferici come il Portogallo. Per questo, per stare nella penisola iberica, questo libro e’ piu’ importante di No Pasaran, che invece rimane relegato nella sfera aurea della grande prova d’autore. Tanto eccellente quanto poco seminale. Per questo, dare fiducia ai nuovi autori e’ sempre piu’ indispensabile.

10) La brutta gente di e’tienne Davodeau (Q Press)
Erano in lizza per il decimo posto anche: Caro Babbo Natale, Quando tutto divento’ blu, American Born Chinese e La vergine del bordello. Per non parlare dei libri che possiedo ma che non ho ancora letto (scusate Sara & c.)… Preferisco invece contribuire a segnalare Davodeau, perche’ mi piacerebbe che avesse un corrispettivo italiano. Perche’ di “brutta gente” ce ne sarebbe molta anche da noi…

Menzione storica

PREMESSA
Qui sono stato severo. Non mi interessa se una riedizione colma un vuoto di anni e anni, ma si presenta con una veste scadente… Se i colori sono inaccettabili, la confezione disadorna o al contrario presuntuosa, e la cura redazionale assente, cavoli loro! Quei titoli nella mia classifica non metteranno mai piede!

1) La biblioteca di Gianni De Luca vol.1 (Black Velvet Editrice)
Ecco un autore che e’ opportuno tenere a scaffale. Ed ecco un editore che, ancora una volta, sa fare il suo mestiere.

Mi fermo qui. Non ritengo di dover segnalare altre opere. Certo l’antologia del Corriere dei Piccoli poteva meritare, ma una selezione di dieci numeri non riesce ad essere convincente e francamente, messa giu’ cosi’, era una sfida impossibile. Gli Archivi di Spirit non sono certo una novita’. Il lettering delle riedizioni di Toppi e’ imbarazzante. La cura dei volumi Planeta decisemante discutibile. Le riedizioni dei manga sono in genere un po’ troppo commerciali. E via discorrendo…

Nessuna etichetta per questo post.

L'articolo Top Ten 2008 – Le classifiche degli ospiti parte 1 è stato pubblicato su Lo Spazio Bianco.

]]>
http://www.lospaziobianco.it/4643-top-ten-2008-classifiche-ospiti-parte-1/feed 0
Top Ten 2008 – Le classifiche degli ospiti parte 2 http://www.lospaziobianco.it/4644-top-ten-2008-classifiche-ospiti-parte-2 http://www.lospaziobianco.it/4644-top-ten-2008-classifiche-ospiti-parte-2#comments Sun, 12 Apr 2009 22:40:20 +0000 http://www.lospaziobianco.it/4644-Top-Ten-2008-classifiche-ospiti-parte-2 Top Ten 2008 – Le classifiche degli ospiti parte 2 | di la redazione
Lo Spazio Bianco

Di seguito le classifiche di Paolo Interdonato, Fabrizio Lo Bianco, Salvatore Oliva, Nicola Peruzzi, Andrea Plazzi, Andrea Provinciali, Michele R. Serra, Luigi Siviero, Matteo Stefanelli, Emilio Varra'.

L'articolo Top Ten 2008 – Le classifiche degli ospiti parte 2 è stato pubblicato su Lo Spazio Bianco.

]]>
Top Ten 2008 – Le classifiche degli ospiti parte 2 | di la redazione
Lo Spazio Bianco

A corredo di ogni singola classifica abbiamo chiesto ad ogni votante di motivare brevemente il suo voto. Ogni considerazione e’ da ritenersi strettamente personale.

1) L’approdo di Shaun Tan (Elliot)
E’ un libro che richiede dedizione. Deve essere scandagliato in ogni angolo e guardato con attenzione spasmodica. Racconta di uomini e donne spaesati, sradicati e disambientati. Racconta di migrazioni riuscite che non passano necessariamente per l’omogeneizzazione delle culture. Scrivere un libro su argomenti cosi’ complessi, senza perdere la capacita’ di appiccicare il lettore alla poltrona con le lacrime agli occhi, indica grande maestria. In quarta di copertina si spende la locuzione “graphic novel”, basta non crederci.

2) Pascin di Joan Sfar (001 Edizioni)
Il libro racconta la biografia inventata del pittore Julius Pinkas, detto Pascin. E questa invenzione narrativa, che abusa di dati storici e biografici, dice tantissimo del lavoro di Sfar, trasformandosi in una spericolata dichiarazione d’amore per i corpi, per la vita e per il disegno, come strumento di possesso fisico e sessuato.

3) Lezioni di disegno. Storie di risme di carta, draghi e struzzi in cattedra di Enzo Mari (Rizzoli)
Quando Scott McCloud ha pubblicato “Understanding Comics”, il suo primo saggio a fumetti sui fumetti, – affastellando buon senso, intuizioni e concetti prelevati di peso da una semiotica semplificata – lo stupore si e’ distribuito su tutti noi. Oggi Rizzoli raccoglie in un’edizione (non ineccepibile) la decina di lezioni su disegno, scrittura, struttura e racconto che il designer Enzo Mari ha preparato per la rivista “Abitare”. Tristemente in giro non si vedono recensioni di questo libro che sembra destinato agli allievi di Mari e ai lettori di “Abitare”. E’ un testo fondamentale e fornisce piu’ informazioni sul racconto fatto di parole e immagini di tutto quello che ho letto negli ultimi anni. In piu’ e’ scritto e disegnato a mano e cerca una consequenzialita’ tra codici verbali e iconici. Insomma, e’ un fumetto. E se non lo e’, chi se ne frega.

4) Tutta colpa del ’68. Cronache degli anni ribelli di Elfo (Garzanti)
Elfo racconta un frammento, importante e personale, della storia di un paese e di una citta’ che sento sempre meno miei. Lo fa dimostrando che la forma libro non deve necessariamente adeguarsi al “romanzo”. Antologizza, infatti, una serie di episodi che, disposti sul piano, dicono tantissimo dell’autore, dell’Italia e del Movimento. Oltre a questo libro, Elfo, per gran parte dell’anno, ha lavorato a “Le belle bandiere”, la sua rubrica su “Diario”, fornendo a noi lettori ragioni di felicita’ in pillole di due pagine ogni quindici giorni: nella maggior parte dei casi semplicemente belle; qualche volta imperdibili.

5) Gli attraversamuri vol. 1 – Dentro le cose di Jean-Luc Cornette e Ste’phane Oiry (Black velvet)
Quando ha chiuso “Capsule cosmique”, mensile francese per bambini, ho sentito una fitta come se mi stessero asportando un “Corriere dei ragazzi”. Eppure, quando ho visto questo librino dalla copertina blu, i nomi degli autori non mi hanno detto niente: sono cosi’ distratto! Il volumetto e’ un gioiello. Un’operina commovente e irrinunciabile che racconta di supereroi “piu’ umani degli umani”, capaci di salvare vite e amori.

6) LMVDM di Gipi (Coconino Press)
LMVDM e’, a oggi, il libro meglio riuscito di Gipi e mescola magnificamente istinto e tecnica del racconto, autobiografia e storie di pirati. E anche se il consolidarsi della fama dell’autore fa si’ che questa lunga storia non stupisca come le precedenti, si rimane a leggere ammirati. Un altro tassello nella bibliografia dell’unico autore italiano vivente che gia’ iniziamo a leggere come un classico.

7) Crash, ouh, wham, gulp! di Chris Ware (su “IL – Intelligence in Lifestyle” de “Il sole 24 ore”)
E’ vergognoso che uno dei libri a fumetti piu’ importante degli anni Duemila non venga pubblicato organicamente in italiano, ma trovi spazio, una pagina al mese, su una rivista. Nel corso del 2008, il quotidiano economico “Il sole 24 ore” ha iniziato a pubblicare un mensile specificamente pensato per il pubblico maschile: “IL”. Niente di particolarmente esaltante per chi non sia specificamente attratto dal genere, ma tra quelle pagine viene centellinata una manciata di vignette rimontate in pagina in modo eccellente. Si tratta di frammenti di Jimmy Corrigan e bisogna guardarli.

8) Lost Girls di Alan Moore e Melinda Gebbie (Magic Press)
Odio le letture psicanalitiche delle fiabe e amo Alice, Peter Pan e Il Mago di Oz. Ho odiato questo tre volumi mentre li leggevo. Poi pero’ si sono rifiutati di abbandonarmi. Durante l’anno li ho riletti a piu’ riprese e, anche se non posso dire di essere arrivato ad amarli, ho goduto della loro natura di catalogo delle pratiche del sesso, delle tecniche del disegno e degli strumenti del racconto. Alan Moore dimostra, ancora una volta, un mago, gelido e perfetto, capace di cristallizzare le storie in forme che bisogna ammirare. Da lontano.

9) Fables vol.8: Lupi di Bill Willingham e Mark Buckingham (Planeta De Agostini)
“Israele e’ un minuscolo paese circondato da paesi piu’ grandi che vogliono la sua distruzione. [...] Quelli di Israele sopravvivono perche’ sono un mucchio di piccoli bastardi che ogni volta che qualcuno gli fa qualcosa gliela fanno pagare. [...] Ma dato che l’alternativa e’ scomparire, gli israeliani restano determinati. Hanno un bel po’ di fegato. Io sono un loro fan”. Il Lupo Cattivo guarda negli occhi l’avversario e sibila queste parole e io inorridisco, terrorizzato dalla frontalita’ con cui Bill Willingham, un autore di fumetto seriale dichiaratamente destrorso, esprime il proprio credo ideologico. Poi rosico, perche’ in Italia non c’e’ nessuno capace di raccontarmi in un fumetto una storia fantastica, avventurosa e colma di colpi di scena, che pero’ resti solidamente ancorata al mondo che calpesto.

10) Rughe di Paco Roca (Tunue’)
Non e’ un capolavoro. Ma quella copertina e’ costruita su un’idea potentissima e capace di commuovere anche un cuore di pomice. E quella prima pagina dimostra come sia possibile per il fumetto raccontare personaggi diversi dall’eterno trentenne immortale, senza affondare negli stereotipi.

Menzione storica

1) La biblioteca di Gianni De Luca vol.1 (Black Velvet Editrice)
Non serve dir nulla!

2) Kitaro dei Cimiteri voll. 2-3 di Shigeru Mizuki (D/Visual)
Mizuki e’ un gigante. Ha un abbonamento con premi meritatissimi ad Angouleme (prima NonNonBa e ora Operation Mort). In Italia, una casa editrice che tendo a sottovalutare colpevolmente sta pubblicando questo Kitaro. Ne sono usciti 3 volumi e leggendoli si scopre un innovatore del racconto che si muove ai medesimi livelli di Eisner (e collaboratori) ai tempi dello Spirit.

3) Classici Mad vol.1 di AA.VV. (Planeta DeAgostini)
Meriterebbe una menzione negativa. Per le dimensioni, per l’assenza di cura editoriale e per quella tavola oscenamente saltata (evidentemente nessuno, tra casa editrice e service, aveva abbastanza potere cognitivo per capire che una pagina bianca – per altro annunciata – era un pezzo della storia). Eppure la’ dentro, tradotti con frustrante buona volonta’, ci sono i primi dodici numeri del “Mad” di Harvey Kurtzman, semplicemente il piu’ grande.

FABRIZIO LO BIANCO (giornalista, sceneggiatore)

1) Rughe di Paco Roca (Tunue’)
Paco Roca e’ un ottimo sceneggiatore e un efficace disegnatore. “Rughe” svolge tutte le funzioni essenziali di un fumetto: trasmette emozioni, appassiona, ha una struttura narrativa solo apparentemente semplice, ma in realta’ articolata e solida. In piu’ – elemento non da poco – riesce a parlare di un tema drammatico, come la vicenda dell’anziano Emilio, colpito dal morbo di Alzheimer, senza sotterfugi ricattatori e quasi con leggerezza.

2) Blatta di Alberto Ponticelli (Leopoldo Bloom Editore)
“Blatta” ci parla di incomunicabilita’ e “spersonificazione” sviluppando le direttrici sulle quali si muove il mondo attuale senza fare fantascienza in senso stretto: la sua e’ piuttosto un’introspezione globale nell’animo sempre piu’ solitario dell’uomo che comunica se stesso attraverso Facebook e affini. In questo, sembra dirci Ponticelli, non c’e’ nulla di fantascientifico: e’ il mondo nel quale stiamo gia’ nuotando con i nostri pesantissimi scafandri.

3) Santuario di Xavier Dorison e Christophe Bec (Planeta DeAgostini)
Una forza oscura imbrigliata nelle profondita’ degli abissi dall’antico popolo degli Ugariti rischia di essere liberata irrimediabilmente dall’equipaggio del sottomarino Nebraska. Tutto il mistero, la tensione e il lato piu’ oscuro della science-fiction anni ’50 e ’60 alimenta questa storia ambientata ai giorni nostri dal genio di Dorison e Bec.

4) LMVDM di Gipi (Coconino Press)
Tra ironia, crudezza e poesia, la vita di Gipi e’ un po’ quella di un’intera generazione (anche quella di chi scrive). Gipi vince la sfida principale dell’autofiction, quella di evitare il rischio di parlarsi addosso per puro autocompiacimento. Violenza, tenerezza, comicita’, dramma: incredibile quanta universalita’ possa stare in un diario personale.

5) Laika di Nick Abadzis (Magic Press)
“La vera prova morale dell’umanita’, quella fondamentale, e’ rappresentata dall’atteggiamento verso chi e’ sottoposto al suo dominio: gli animali. E sul rispetto nei confronti degli animali, l’umanita’ ha combinato una catastrofe, un disastro cosi’ grave che tutti gli altri ne scaturiscono”. L’ha scritto Kundera, ma Abadzis l’ha ben illustrato con “Laika”, struggente storia della celebre cagnetta astronauta.

6) Dylan Dog n. 263: La collina dei conigli di Michele Medda e Nicola Mari (Sergio Bonelli Editore)
Medda e’ l’ “Anti-Wanted”, uno degli ultimi baluardi al cinismo da botteghino. E ha un pregio raro: oltre a una padronanza profonda della tecnica narrativa, sa trasformare spunti apparentemente banali, scontati, gia’ “sentiti”, in storie come questa, capaci di stupire proprio per il loro sguardo differente e spiazzante. Su Mari poi vien da dire solo che sarebbe bello vederlo piu’ spesso all’opera, anche su lavori non bonelliani.

7) Pioggia d’estate di Sergio Algozzino (001 Edizioni)
Sul versante autobiografico, come Gipi con il suo “LMVDM”, Algozzino confeziona una storia a episodi sulla sua infanzia e adolescenza attraverso quadri impressionisti che in alcuni casi si risolvono in gag divertenti, in altri in riflessioni che toccano tematiche profonde. Sensibilita’ e intelligenza dell’autore tengono “Pioggia d’estate” alla larga da scivolamenti melensi e inutili autoreferenzialismi.

8) Io & Freddie di Mike Dawson (Edizioni BD)
Non avra’ la forza emotiva di un capolavoro come «Blankets» di Craig Thompson, ma e’ su quella lunghezza d’onda che si muove Mike Dawson con questa autobiografia sulle note dei Queen. Per sorridere, appassionarsi e commuoversi.

9) Ford Ravenstock – L’allegria dei naufragi di Susanna Raule e Armando Rossi (Arcadia)
La scrittura di Susanna Raule e’ ricca senza risultare mai pesante, anzi; il segno di Armando Rossi e’ particolarmente funzionale a una serie che meriterebbe ben altra visibilita’. Piu’ che una rivelazione, una conferma per un personaggio che, a mio avviso, e’ uno dei piu’ interessanti e atipici usciti in Italia negli ultimi anni.

10) Volunteer di Muriel Sevestre e Benoit Springer (Planeta DeAgostini)
Volunteer Flee, una ragazza abbandonata da bambina su un treno, non ricorda il proprio passato finche’ in citta’ non arrivano dei vampiri a darle la caccia… In pochi riescono ancora a raccontare storie di vampiri senza ripetere i cliche’ del genere. Nel 2008 lo hanno fatto Tomas Alfredson con il film “Lasciami entrare”, Gianfranco Manfredi con il romanzo “Ho freddo” e il duo Sevestre-Springer con il fumetto “Volunteer”.

Menzione Storica

1) La biblioteca di Gianni De Luca vol.1 (Black Velvet Editrice)
Una raccolta imprescindibile per chi vuole conoscere uno dei veri maestri del fumetto mondiale al di la’ del celebrato “Commissario Spada”. Nella raccolta, “Gian Burrasca”, “La freccia nera” e “Pattini d’argento”.

2) Kamandi di Jack Kirby (Planeta eAgostini)
Jack Kirby all’apice della sua straordinaria visionarieta’ creativa. Un’opera straordinaria che, a quasi 40 anni dall’esordio di Kamandi, riesce a risultare ancora moderna e avvincente.

3) Tanka di Sergio Toppi (Grifo Edizioni)
Quattro tra le piu’ affascinanti storie nipponiche di Toppi (“Tanka”, “Una spada per Kimura”, “Sato”, “Ogari”), sempre in bilico tra potenza espressiva e poeticita’.

SALVATORE OLIVA (Fumo di China)

1) L’Approdo di Shaun Tan (Elliot)
Il meglio che un’opera narrativa possa offrire: narrazione e gioia per gli occhi e il cuore.

2) Rughe di Paco Roca (Tunue’)
Struggente e ben narrato con rigagnoli di buon umore che fanno tanto bene.

3) Laika di Nick Abadzis (Magic Press)
Commovente romanzo disegnato di storia moderna dal bianco inizio al finale nero che non lascia indifferenti.

4) La brutta gente di e’tienne Davodeau (Q Press)
Un grande libro francese per una piccola casa editrice italiana.

5) Pascin di Joann Sfar (001 Edizioni)
Solo lui (Joan) puo’ affascinarci con questa scrittura disegnata!

6) Un cielo radioso di Jiro Taniguchi (Coconino Press)
Un’altra preziosa perla da infilare nella stupenda collana che il maestro Jiro ci
regala anno dopo anno.

7) Piccoli ruscelli di Rabate’ Pascal (Lizard)
Leggero e permeato di nostalgia ben arrugginita. Allegro, ma non molto: efficace vignetta dopo vignetta, pagina dopo pagina.

8) Metauro di Michele Petrucci (Tunue’)
Potrebbe anche sembrare un fumetto storico divulgativo, ma e’ sorprendentemente un riuscito romanzo a fumetti made in Italy.

9) Tutta colpa del ’68. Cronache degli anni ribelli di Elfo (Garzanti)
Un autore che ha vissuto vorticosamente quei tempi e che riesce a narrarlo con straordinaria enfasi in questi tempi. Compito assai arduo, ma riuscito!

10) Il maestro di Andrea Laprovitera e Davide Pascutti (Tunue’)
Nonostante una sceneggiatura con sobbalzi, il segno riassesta il tutto. Nuovi autori italiani alla riscossa.

Menzione storica

1) La Fenice voll.7-8 di Osamu Tezuka (Hazard Edizioni)
Tutto cio’ che il Sensei Osamu Tezuka ci ha donato, merita venerazione!

2) Gli archivi di Spirit vol.15 di Will Eisner (Kappa Edizioni)
Opera e autore fondamentali come l’ editore nel panorama nazionale.

3) Vir, l’immortale di Paolo Ongaro (Nicola Pesce Editore)
Incredibile, una vera opera fumettistica POP anni ’70! Vedere e leggere per credere.

NICOLA PERUZZI (www.de-code.net)

1) LMVDM di Gipi (Coconino Press)
Apparira’ forse scontato piazzare questo volume al primo posto tra i migliori del 2008, ma il fatto e’ che Gipi e’ riuscito ancora una volta a superarsi e a realizzare un libro in grado di rivaleggiare con il precedente e bellissimo S. tanto dal punto di vista narrativo, quanto dal punto di vista grafico. Eccellente sotto ogni aspetto, LMVDM e’ la pietra di paragone con tutto quello che viene dopo.

2) Local di Bryan Wood e Ryan Kelly (DOUbLe SHOt)
Solo un gradino sotto lo straordinario lavoro del Pacinotti si piazza questo autentico gioiello, opera di Wood e Kelly. Vera e propria storia on the road, Local racconta la vita di una ragazza che attraversa dodici citta’ in dodici diversi stati degli USA, mettendone in luce le differenze, le contraddizioni e le idiosincrasie. e’ senza dubbio l’opera migliore di Wood mai pubblicata.

3) Quattro Dita di Rich Koslowski (ProGlo Edizioni)
In un universo in convivono cui umani e cartoon, il mistero del successo di Dizzy Walters e di Rickey Rat viene svelato attraverso un accurato reportage fotogiornalistico. Vero mockumentary a fumetti, Quattro Dita e’ la brillante opera di Koslowski che “smonta” le Silly Simphonies e i Looney Tunes calandole in un contesto realistico e inquietante, estremamente denso e pieno di livelli di lettura.

4) Rughe di Paco Roca (Tunue’)
L’autore affronta un tema coraggioso, quello della senilita’ e dell’Alzheimer, senza eccedere in toni drammatici ne’ scadere nel patetico, anzi, cercando di smorzare e sdrammatizzare con soluzioni grafiche e narrative estremamente funzionali e coraggiose. Il che lo pone un gradino sopra a tanti fumetti che trattano argomenti simili, e lo rende una lettura godibile per tutti.

5) In Carne e Ossa di Koren Shadmi (DOUbLe SHOt)
La prima raccolta di racconti brevi di Koren Shadmi, cartoonist e illustratore israeliano giovanissimo ma estremamente dotato e caratterizzato da uno storytelling chiarissimo e da un tratto estremamente morbido, si rivela una scoperta felicissima. Il fatto che alla sua prima prova Shadmi mostri anche una notevole capacita’ narrativa, non fa che aumentare la fiducia nei confronti di questo autore.

6) Tre Ombre di Cyril Pedrosa (Edizioni BD)
Uno stile cartoonesco che echeggia la scuola Disney maschera una storia estremamente drammatica in favola dai toni un po’ cupi. Graficamente splendido, Tre Ombre ha come unico difetto una sceneggiatura talvolta troppo diluita in alcune sequenze, ma tutto sommato si pone come uno dei fumetti da leggere dell’anno passato.

7) Batman n. 12, di Grant Morrison, Andy Kubert e J.H. Williams III (Planeta DeAgostini)
e’ il numero in cui prende le mosse la storyline The Black Glove, e contiene, oltre al distopico Batman #666, i tre numeri disegnati magistralmente da J.H. Williams III. Un giallo whodunit a orologeria illustrato da uno dei piu’ grandi talenti nel campo supereroistico americano fanno decollare definitivamente la serie del pipistrello scritta dal prolifico autore scozzese.

8) Complotti Notturni di David B. (Coconino Press)
David B. si rinnova pur mantenendo intatta la sua poetica “onirica”, e pubblica un libro di racconti brevi tutti incentrati sui sogni dell’autore a sfondo noir. Il solito bianco e nero potente, con l’aggiunta stavolta di una tonalita’ blu, racconta i sogni in maniera talmente realistica da non lasciare dubbi sulle capacita’ dell’autore, ancora in grado di regalare ottime storie dopo Il Grande Male.

9) Habemus Fantomas di Luigi Bernardi e Onofrio Catacchio (Edizioni BD)
Due “grandi vecchi” del fumetto italiano si cimentano in un’operazione complessa ma pienamente riuscita: riportare in vita un mito del passato e “revisionare” il nero all’italiana. Primo volume di tre, Habemus Fantomas e’ un’opera potente e affascinante, tanto ben scritta e ben disegnata quanto inaspettata e sorprendente.

10) Madadh 2 di Tommaso De Stefanis e AA.VV. (Cut-Up)
Si dice spesso che “squadra che vince non si cambia”, ma il coach De Stefanis rivoluziona l’attacco e lascia il campo a giovani promesse del fumetto italiano, offrendo una prova se possibile migliore del primo volume, e riuscendo ancora una volta a stupire con un prodotto originale e fresco nel panorama mainstream italiano.

Menzione storica

1) Classici Mad vol. 1, AA.VV. (Planeta DeAgostini)
I Classici EC Comics erano assenti da troppo tempo dal mercato italiano, e non avevano mai beneficiato di una ristampa completa. Planeta DeAgostini ha presentato quindi questo balenottero di 376 pagine in edizione tascabile, che ristampa la prima meta’ delle storie e dei redazionali contenuti in quella storica e splendida rivista che e’ stata Mad, a cura della solita banda di idioti.

2) La Ballata di Halo Jones di Alan Moore e Ian Gibson (Magic Press)
Definito da molti “space opera di stampo femminista”, La Ballata di Halo Jones era rimasta una delle ultime opere fondamentali di Alan Moore non beneficiata da un’edizione italiana. Magic Press, privata dei diritti Vertigo, ci mette una pezza ed offre un prodotto eccellente sotto tutti i punti di vista, un fumetto che ha saputo al tempo rivoluzionare 2000AD e non solo. Indispensabile.

3) Gli Archivi di Nexus di Mike Baron e Steve Rude (Bottero Edizioni)
L’opera piu’ celebre di Steve “The Dude” Rude e Mike Baron, Nexus, viene riproposta in un’edizione integrale che coniuga un’ottima storia, disegni eccellenti e un’edizione di tutto rispetto ad un prezzo decisamente contenuto. Caratterizzato da trame a sfondo politico-sociale con punte di classicismo supereroistico, Nexus e’ bandiera di un modo di fare supereroi alternativo a quello delle major.

ANDREA PLAZZI (editor e traduttore)

1) Eternartemisia di Giuseppe Palumbo (Comma 22)
Ad alcuni anni dall’ultimo lavoro interamente suo, questo libro afferma definitivamente Giuseppe Palumbo come moderno maestro del fumetto italiano. In EternArtemisia, a spunti suggestivi (il sovrapporsi di elementi mitologici pre-storici al culto e poi al mito di Artemisia) Palumbo unisce uno svolgimento visionario, graficamente spettacolare ed emozionante.

2) American splendor di Gilbert Hernandez, Harvey pekar e Richard Corben (Planeta DeAgostini)
Dopo decenni di indifferenza, le edizioni italiane di qualsiasi cosa di Harvey Pekar non saranno mai abbastanza. A maggior ragione di American Splendor, il suo opus magnum perennemente ed emblematicamente in progress. Esistono tante Americhe ma quella di Harvey Pekar ha solo la sua voce.

3) Un sogno turco di Giancarlo De Cataldo e Giuseppe Palumbo (BUR)
Un’idea narrativa sofisticata e complessa, svolta su piu’ piani. Un racconto simbolico sull’ambiguita’ delle emozioni umane e sulla labilita’ dei confini che le definiscono. Un Giuseppe Palumbo perennemente in stato di grazia per un disegno caldo, complesso ma sempre leggibile e tecnicamente ineccepibile, che e’ difficile non chiamare “capolavoro”.

4) L’uomo della Tundra di Jiro Taniguchi (Coconino Press)
Massimo interprete a fumetti della poesia della normalita’ e della vita quotidiana, Jiro Taniguchi si muove perfettamente a suo agio nei piu’ svariati e suggestivi ambienti naturali, di cui ci restituisce rappresentazioni memorabili. Solo lui sembra possedere la magia per rappresentare la maesta’ della montagna, il richiamo della foresta, il silenzio e la poesia degli abissi marini.

5) Un cielo radioso di Jiro Taniguchi (Coconino Press)
Come gia’ con In una lontana citta’, Jiro Taniguchi intesse brillantemente una vicenda umanamente appassionante su uno spunto fantastico e suggestivo. Il disegno e’ come sempre impeccabile e sempre al servizio dell’autore nella resa magicamente equilibrata di emozioni e atmosfere.

6) Spirit vol.1 – 100% Cult Comics di Darwyn Cooke (Panini Comics)
Il grande Darwyn Cooke ha compiuto un miracolo: leggendo il suo The Spirit ci si convince per davvero che e’ cosi’ che l’avrebbe scritto e disegnato Will Eisner in questi Anni Zero.

7) ZeroTolleranza di AA.VV. (Becco Giallo)
Il progetto editoriale piu’ complesso ed estenuante (per i curatori) dell’anno. Decine e decine di autori e di storie di qualita’ media elevata e con alcune punte di eccellenza. Un autentico miracolo di dedizione, passione e professionalita’ al servizio, attraverso il fumetto, di un’idea piu’ tollerante di societa’.

8) Lillith vol.1 di Luca Enoch (Bonelli)
Bel ritorno di Luca Enoch alla formula biannuale che ha portato fortuna alla sua Gea. L’inizio e’ ottimo: spunti esoterico-mitologici, con spruzzate di magia, fantasy e avventura, disegnati e raccontati con la freschezza di sempre.

9) Interni vol.1 di Ausonia (Double Shot)
Se dopo le sperimentazioni e le tecniche sempre mutevoli e preferibilmente digitali di Pinocchio e P-HPC, qualcuno avesse avuto dei dubbi sulla capacita’ di Ausonia di sfornare una storia con la sola forza di un’idea e la solidita’ del disegno a matita ripassato a china, eccolo servito.

10) Una lieve imperfezione di Adrian Tomine (BUR)
Col suo disegno lineare e asettico, alla ricerca di un realismo essenziale e lontano anni luce dal pop-grottesco di Daniel Clowes, a cui spesso viene accostato per la visione del mondo, Adrian Tomine e’ uno dei migliori registi su carta in circolazione, dotato del raro talento di restituire un umore, un’emozione e un’atmosfera operando su dettagli minimi.

Menzione storica

1) Il secolo del Corriere dei Piccoli a cura di Fabio Gadducci e Matteo Stefanelli (Rizzoli)
Un progetto editoriale originale che mette a disposizione del lettore curioso ma non necessariamente specializzato materiali e documenti altrimenti riservati a studiosi e collezionisti. Il brillante apparato redazionale riesce nell’arduo compito di sintesi di presentare e contestualizzare una storia editoriale sterminata di enorme importanza, vero patrimonio culturale del paese.

2) La biblioteca di Gianni De Luca vol.1 (Black Velvet Editrice)
Un progetto editoriale coraggioso che si prefigge di dare sistemazione e di conservare in catalogo e sugli scaffali lavori importanti ma assai poco noti, e altrimenti di difficile reperibilita’, in edizioni di qualita’, di un grande maestro del nostro fumetto ancora non abbastanza conosciuto al di la’ di pochi capolavori indiscussi.

3) Kamandi di Jack Kirby (Planeta eAgostini)
In ogni suo periodo stilistico Jack Kirby si e’ contraddistinto per un segno originale e un uso del bianco e nero innovativo e originalissimo, ma quasi tutte le sue edizioni di facile reperibilita’ sono a colori. Questo volume in bianco e nero, di qualita’ complessivamente buona e a tratti ottima, raccoglie integralmente una serie in cui il disegno di Kirby ha raggiunto alcuni dei suoi vertici.

ANDREA PROVINCIALI (Il Mucchio)

1) Lucille di Ludovic Debeurme (Coconino Press)
Un impatto emozionale che non lascia indifferenti: questo il miglior pregio di Lucille, fragile fiaba contemporanea sull’amore, la malattia e la solitudine. Tramite un’elegante sottrazione grafica, in questo primo volume, il francese Debeurme tratteggia poeticamente le “vite appese a un filo” dei due adolescenti protagonisti. Una storia straziante ma non per questo senza speranza.

2) LMVDM di Gipi (Coconino Press)
Non il migliore fumetto di Gipi – il suo precedente S resta poeticamente inarrivabile -, ma La mia vita disegnata male sancisce la massima maturita’ artistica raggiunta del Nostro da tutti i punti di vista. Una sciolta narrazione autobiografica su diversi piani temporali che colpisce per autenticita’ ed urgenza comunicativa, tramite quel suo inconfondibile tratto “sgraziato”.

3) Rughe di Paco Roca (Tunue’)
Lo spagnolo Paco Roca ci conduce nel vortice ineluttabile della vecchiaia, tema quanto mai evitato, se non addirittura obliato, dalla societa’ contemporanea. Lui, invece, lo fa con coraggio, ironia e umanita': qualita’ che fanno di Rughe un viaggio si’ doloroso ma anche poetico e rivelatore in quella quotidianita’ fatta di paure e solitudine, che i colori di Roca sublimano lealmente.

4) Dossier Genova G8 di Gloria Bardi e gabriele Gamberini (Becco Giallo)
Un fumetto per non dimenticare. Basato esclusivamente sulle testimonianze contenute nella Memoria illustrativa della Procura di Genova, Dossier Genova G8 ripercorre i fatti accaduti la notte del 22 luglio 2001 con un’accurata sceneggiatura scevra da qualsiasi retorica. Il pregio e’ stato quello di unire ai crudi disegni un linguaggio freddo, quasi epistemologico, senza perdere di incisivita’.

5) Laika di Nick Abadzis (Magic Press)
La storia a fumetti della prima cagnolina nello spazio colpisce per tenerezza e verita’. Nonostante la vicenda sia di per se’ toccante, Abadzis parte da questo pretesto per tratteggiare quasi trecento pagine sull’ambizione, il cinismo e la fedelta’, ma soprattutto sul destino, portando abilmente alla luce le bugie che hanno corredato l’evento. Senza cadute di ritmo, ne’ di stile.

6) 1890 di Francesco Ripoli (Edizioni BD)
1890
e’ l’opera che sancisce Francesco Ripoli come abile autore completo. Dopo l’esordio come disegnatore per la Becco Giallo (Ilaria Alpi. Il prezzo della verita’), il Nostro si e’ cimentato in un impegnativo lavoro di sceneggiatura, in equilibrio perfetto tra Storia e fantasia, unito ad un personale stile pittorico, che narra di una tourne’e italiana di Buffalo Bill e di sovversivi banditi.

7) Mecnavi di Leonardo Guardigli (Centro Fumetto Andrea Pazienza)
Leonardo Guardigli affronta con coraggio il delicato tema delle morti bianche con uno stile apparentemente distaccato, che invece fa emergere tutto il dolore e la rabbia provati al riguardo. La vicenda narra di una tragedia avvenuta nel Cantiere Navale di Ravenna, Mecnavi per l’appunto, nel 1987, mostrando la deprecabile ipocrisia con la quale e’ stata avvolta la vicenda.

8) Quando tutto divento’ blu di Alessandro Baronciani (Black Velvet)
L’inconfondibile tratto stilizzato di Alessandro Baronciani ci conduce nell’abisso degli attacchi di panico. Delineandosi come una storia delicata e tremolante, Quando tutto divento’ blu narra pero’ di un’esperienza fin troppo comune dalla quale e’ difficile uscire. E la soluzione e’ come sempre un’intima questione privata.

9) Cronache birmane di Guy Delisle (Fusi Orari)
Guy Delisle ci delizia ancora una volta con uno dei suoi “umani” viaggi. Stavolta accompagna sua moglie in missione umanitaria in Birmania, con tanto di bambino appresso. Le sue passeggiate con il passeggino sono quanto di piu’ felicemente culturale potremmo chiedere a un fumetto.

10) Luigi Tenco, una voce fuori campo di Luca Genovese e Luca Vanzella (Becco Giallo)
Questa biografia illustrata di Luigi Tenco, e’ l’ennesima prova della magica collaborazione tra i due Luca, Genovese e Vanzella. Una sceneggiatura impeccabile per una semplicita’ illustrativa quanto mai sentita. Ottimo e’ l’espediente narrativo di romanzare la vita di Tenco, mentre l’ambiguita’ della sua morte e’ affrontata con distacco e freddezza per non cadere nei luoghi comuni in agguato.

Menzione Storica

1) Tanka di Sergio Toppi (Grifo)
Un’antologia delle piu’ belle storie dedicate al Giappone da Sergio Toppi, le quali rappresentano senz’altro tutta l’abilita’ artistica di uno dei migliori disegnatori italiani.

2) La ballata di Halo Jones di Alan Moore e Ian Gibson (Magic Press)
Miniserie mai conclusa e inedita in Italia. Il mondo futuristico di Halo Jones e la sua fuga nella galassia evidenziano tutto il talento di Moore e Gibson.

3) Il secolo del Corriere dei Piccoli (Rizzoli)
Quale occasione migliore per approcciarsi alla prima rivista a fumetti italiana pubblicata per la prima volta nel 1908?

MICHELE R. SERRA (Linus)

1) L’Approdo di Shaun Tan (Elliot)
Il libro dell’anno. Diversi piani di lettura, una storia semplice raccontata in maniera estremamente intelligente. Sarebbe molto anche senza le illustrazioni eccezionali di Shaun Tan, capaci di far spalancare la bocca per la sorpresa: invece, viste quelle, si puo’ dire senza timore che siamo dalle parti del capolavoro. Un libro che ti fa tornare bambino, e stupisce a ogni pagina.

2) Poor Bastard di Joe Matt (Coconino Press)
Joe Matt e’ ufficialmente la mia persona preferita del mondo occidentale. Voglio diventare anch’io un segaiolo incallito, vivere chiuso nella mia stanza in affitto, abbandonarmi alle mie pulsioni sessuali e impegnarmi 24 ore su 24 nel costruire la collezione di pornografia perfetta. Un bel calcio nel culo alla vita moderna. Joe rischia di diventare il mito di una generazione, altro che Obama.

3) Blotch. Di fronte al proprio destino di Blutch (Q Press)
Sorprendente, uno dei personaggi piu’ forti (ironico, no?) visti quest’anno. Un borghese piccolo piccolo che si sente un gigante, guarda al mondo con sprezzante superiorita': forte con i deboli, zerbino coi potenti. Paffuto e azzimato nasconde nell’animo i peggiori difetti: e’ profondamente vile, ignorante, sessista, razzista. Quanti ne conosciamo, cosi’? Quanto assomigliamo, noi, a questa caricatura retro’?

4) Pascin di Joann Sfar (001 Edizioni)
Si sa, gli artisti alla fine non pensano ad altro che a scopare. Ecco, riuscire a costruire un intero graphic novel su questo luogo comune non e’ mica poco. Certo, l’idea della biografia romanzata non e’ particolarmente originale, pero’ ci vuole un bel coraggio, a proporre un libro del genere oggi.

5) Il muro di Peter Sis (BUR)
Alla prima occhiata sembra Dov’e’ Wally?: trova il bambino-che-disegna (perso dentro enormi scene di massa a tema socialista). Invece si tratta di autobiografia (ancora!), pero’ trasfigurata, visionaria, piena di riferimenti culturali, “alti” e “bassi”. Lo stile infantile e naïf rende ancora piu’ forte l’identificazione con l’Io bambino dell’autore.

6) Grotesque vol.2 – La citta’ criptica di Sergio Ponchione (Coconino Press)
Ponchione e’ uno dei migliori disegnatori italiani. Ci si ferma lungamente ad ammirare le sue tavole, ancora prima di iniziare a leggerle. Un racconto visionario ed evocativo come questo e’ perfetto per lasciare andare a briglia sciolta il suo talento grafico. Traduzione: non si capisce niente, ma e’ Bellissimo e ne voglio ancora.

7) Cuori grassi. L’integrale vol.1 di Mauro Talarico (001 Edizioni)
Lo leggevo da piccolo su Lupo Alberto. Queste storie, passata una quindicina d’ anni, fanno ancora ridere: Talarico riesce a essere scorretto senza alcuna volgarita’. E disegna con il cuore in mano e ironia da vendere. La stessa di cui avrebbe bisogno la nostra societa’ ossessionata dalla bellezza e dalla gioventu’ (ecco, sto parlando come mio padre…). Una lettura involontariamente edificante.

8) Lost Girls di Alan Moore e Melinda Gebbie (Magic Press)
Il solito frullatone del barbone di Northampton, stavolta con la complicita’ dell’amata Melinda. Ma a questo giro il mix mooriano e’ particolarmente divertente (favole in versione erotica, cosa desiderare di piu’?). Il bello e’ che tutto riesce ad avere un aspetto raffinato e snob, e ci fa sentire molto colti mentre leggiamo di come Peter Pan abbia iniziato al sesso Wendy (e pure i di lei fratellini). Come si fa a non voler bene a questa coppia di vecchi fricchettoni anglo-americani?

9) LMVDM di Gipi (Coconino Press)
Le storie autobiografiche hanno un po’ rotto, ok. Rivogliamo l’avventura, il fantasy, la fantascienza e l’horror, ok. Ma Gipi e’ un fuoriclasse. Racconta la sua vita in modo davvero divertente, e sincero. Riassunto: lui e’ un pisano che ha passato l’adolescenza a farsi come una bestia, tanto che gli ci e’ voluto un bel pezzo, prima di riparare alle conseguenze fisiche e mentali. Non e’ mica poco. Altro che reality: questa roba e’ vera.

10) Tutta colpa del ’68. Cronache degli anni ribelli di Elfo (Garzanti)
Oh no, il Sessantotto! Il quarantennale! Argh. Eppero’ alla fine il libro e’ divertente, e anzi si finisce per volere ancora altri racconti della Milano di quegli anni. Non c’e’ tanta politica fra queste pagine, ma molto colore, tanti aneddoti: anche le parti un po’ piu’ tragiche sono ormai trasformate, nel calore del ricordo. Peccato solo che Elfo ci abbia infilato dentro anche una storia d’amore!

Menzione storica

1) Weird Science vol.3 – Gli eredi della terra di AA.VV. (001 Edizioni)
Lo stesso voto dell’anno scorso. Se c’e’ di mezzo la EC, il mio spirito di fan (un filino fuori tempo, devo ammetterlo: sono nato trent’anni dopo quegli albi da dieci cent) prende il sopravvento su qualsiasi razionalita’ critica. Adoro queste storie. Uno dei pilastri della cultura occidentale del Novecento.

2) La Fenice di Osamu Tezuka (Hazard Edizioni)
Un capolavoro storicamente sottovalutato. Eccezionale l’alternanza fra tensione drammatica e spiazzante umorismo. In piu’ – vista la lunga gestazione della saga – seguire questa serie e’ un ottimo modo per apprezzare le varie fasi della vita artistica di Osamu Tezuka.

3) Gli Archivi di Spirit di Will Eisner (Kappa Edizioni)
Non mi ricordo precisamente quali siano le storie contenute in questo volume, ma quelli dal 12 al 18 sono sicuramente i migliori del mazzo. Il periodo successivo alla seconda guerra mondiale e’ stato eccezionale per Spirit, con Eisner in grandissima forma. (La ferita rappresentata dalla malriuscita pellicola di Miller e’ ancora fresca!)

LUIGI SIVIERO (House of Mystery)

1) Stanotte dormo al Senato
Qua c’e’ la fotografia>.
I fumetti sono solo quelle cose di carta che per qualcuno compiono cento anni o possono essere fatti anche di carne? Senza volerlo la tenera ragazza immortalata nella foto e’ una novella Yellow Kid.

2) Blatta di Alberto Ponticelli (Leopoldo Bloom)
Blatta e’ per meta’ claustrofobia e per meta’ agorafobia. E non perche’ lo suggerisce Ponticelli con qualche didascalia: leggendo il fumetto sembra di sentire il respiro affannato del palombaro. Anzi, sembra di essere nello scafandro al suo posto.

3) La consacrazione di Emilio Salgari. Una storia delle ombre suicide. di Giuseppe Palumbo (Centre Interdisciplinaire de Poe’tique Applique’e)
Il fumetto e’ in rete nel sito:www.cipa.ulg.ac.be
Palumbo racconta la morte di Emilio Salgari con pennellate di inchiostro nero veloci e decise intrecciate con sfondi caldi e robusti realizzati ad acquerello. Come la vita di Salgari, per anni immersa in fantasie esotiche accompagnate dall’ombra del suicidio.

4) LMVDM di Gipi (Coconino Press)
LMVDM e’ un fumetto dove la padronanza tecnica e’ estrema e lo sperimentalismo ben dosato. Ma non e’ mai esercizio di stile: Gipi non si risparmia realizzando un’opera divertente, angosciante, intima e ricca di spunti.

5) Neuro Habitat di Miguel Angel Martin (Coniglio Editore)
Nessuno riesce a dire quanto fa schifo vivere e a cogliere lo Zeitgeist contemporaneo meglio di Miguel Angel Martin. Come si fa a non amare i suoi fumetti?

6) Interni vol.1 (di 3) di Ausonia (DOUbLe SHOt)
Interni e’ tante cose: un’autoproduzione, una miniserie, un volume per la Francia, una storia d’amore, una riflessione sul ruolo degli editori nella nascita e affermazione di opere e artisti. E’ anche un mezzo thriller. “Mezzo” perche’, curiosamente, Ausonia rinuncia al cliffhanger e ammazza la tensione di proposito a poche pagine dalla fine del primo numero.

7) 303 di Garth Ennis e Jacen Burrows (Magic Press)
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale l’esercito dell’URSS ha conseguito la piu’ grande vittoria militare di tutti i tempi. Lo pensa il protagonista di 303, figlio di un uomo che ha combattuto in quell’esercito. Per Garth Ennis pero’ cio’ che conta nelle guerre sono gli uomini e i loro fucili, e in tal senso 303 e’ un’opera emblematica.

8) City People Notebook (nel volume New York) di Will Eisner (Einaudi)
Nel volume New York Einaudi propone due fumetti di Will Eisner degli anni ’80 inediti in Italia. Uno di questi e’ City People Notebook, un’indagine a tratti divertente e a tratti drammatica su come il tempo, gli odori, lo spazio e il ritmo tipici della metropoli influenzano la vita dei cittadini.

9) Lucille di Ludovic Debeurme (Coconino Press)
L’anoressia e’ il punto di partenza di un’opera che e’ viaggio di scoperta, storia d’amore e tragedia di due ragazzini.
Lucille e’ un volume gigante (quasi 600 pagine) che si divora in due ore. Come l’adolescenza che sembra eterna e svanisce in un attimo.

10) Star Dust Memories di Yukinobu Hoshino (JPOP)
A Hoshino non interessano l’avventura, le saghe epiche e gli scontri maestosi fra civilta’ aliene: nei suoi fumetti i protagonisti sono sempre semplici uomini che esplorano, sperimentano, ricercano e tentano di schiudere segreti incomprensibili.
E sempre scoprono che i misteri piu’ grandi non sono nascosti negli angoli piu’ inesplorati del cosmo ma nel loro passato e nelle loro anime.

Menzione storica

1) Lone Wolf and Cub di Kazuo Koike e Goseki Kojima (Panini Comics)
Il fumetto piu’ bello di tutti i tempi?

2) New York: La Grande Citta’ (nel volume New York) di Will Eisner (Einaudi)
New York: La Grande Citta’ fa pendant a City People Notebook. Eisner prende elementi della citta’ che per chiunque altro sarebbero anonimi e insignificanti – la grata di aerazione, la scalinata, la finestra – e li trasforma di volta in volta in testimoni o catalizzatori di gioie, tragedie e delusioni dei suoi concittadini.

3. Kekko Kamen di Go Nagai (D/Visual)
Go Nagai e’ in formissima. In questo fumetto d’annata (1974) tira fuori il meglio della sua vena assurda e perversa che d/visual ci aveva gia’ fatto apprezzare grazie alla pubblicazione di Cutie Honey ’21.

MATTEO STEFANELLI (Universita’ Cattolica di Milano)

1) LMVDM di Gipi (Coconino Press)
Elaborato compiutamente il proprio flusso di coscienza, la “voce” del Gipi ormai maturo e’ un brillante mix emotivamente e graficamente instabile. Pieta’ e risate per raccontare un malessere tragicomico. Ma anche un controllato sberleffo sulle virtu’ del disegno, “bello” quanto piu’ riesce a farsi racconto, languido acquerello o informale che sia.

2) L’approdo di Shaun Tan (Elliot)
Fantasmagoria del disegno quasi virtuosistica, la consacrazione di Tan e’ vero cibo per gli occhi. Un contributo a pensare e immaginare la societa’ di oggi (e i suoi migranti) con l’atteggiamento di chi sa usare lo sguardo – e il disegno – per leggere il mondo.

3) La guerra di Alan vol.1 di Emmanuel Guibert (Coconino Press)
Asciutto e commovente, restituisce in fumetto le memorie di guerra raccolte da Guibert. Uno dei piu’ sottovalutati maestri contemporanei, sempre piu’ etnografo-artista, continua a mettere al centro l’uomo e la sua dimensione etica, con risultati di disarmante grandezza.

4) Blotch – Di fronte al proprio destino di Blutch (Q Press)
5) Lucille di Ludovic Debeurme (Coconino Press)
6) Pascin di Joan Sfar (001 Edizioni)
7) Una lieve imperfezione di Adrian Tomine (BUR)
8) Il Treno di Chinoi – Hung Hung (Canicola)
9) Sotto le foglie di Gabriella Giandelli (Coconino Press)
10) Laika di Nick Abadzis (Magic Press)

Menzione storica

1) Kitaro dei Cimiteri voll.2-3 di Shigeru Mizuki (D/Visual)
2) Classici Mad vol.1 di AA.VV (Planeta DeAgostini)
3) La Fenice voll.7-8 di Osamu Tezuka (Hazard Edizioni)

1) La guerra di Alan di Emmanuel Guibert (Coconino press)
“La guerra di Alan” e’ davvero la guerra di Alan. Non e’ importante l’affresco storico, quanto le vicende di un giovane americano arruolato, addestrato e mandato al fronte. E’ la biografia di uomo prima che di un soldato, il suo percorso che inevitabilmente si salda alla Storia con la S maiuscola, un romanzo di formazione. Guibert e’ un maestro nel riportare i pensieri e i sentimenti del giovane Alan Ingram Cope, nell’utilizzare il fumetto come mezzo per valorizzare questa importante testimonianza storica del tutto personale.

2) Una lieve imperfezione di Adrian Tomine (Rizzoli)
Tomine ci prende allo stomaco e poi alla testa: nelle vicende del protagonista Ben Tanaka possiamo rivivere situazioni, sfumature, sentimenti, piccoli gesti quotidiani che sentiamo profondamente nostri. E’ proprio questa la forza dell’autore, la capacita’ di riportare in un fumetto le lievi imperfezioni che caratterizzano (e che possono compromettere o comunque rendere difficili) i rapporti umani.

3) L’ammaestratore di Istanbul di Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini (Comma 22)
Questo libro e’ una biografia e un’autobiografia insieme. Gli autori percorrono un viaggio sulle tracce di Osman Hamdi, pittore e intellettuale ottomano vissuto tra Otto e Novecento, figura di spicco per la cultura orientale ma mai citato nei libri di storia occidentale. Attraverso un diario dove testo e immagini si mescolano e integrano vicendevolmente, ci facciamo partecipi di una ricerca che mescola personale e politico, con una narrazione e uno stile che introducono con pudore e curiosita’ nelle atmosfere della Turchia di oggi e di ieri.

4) Il treno di Chihoi Lee (Canicola)
Il valore di questo volume va oltre il puro livello fumettistico: “Il treno” e’ prima di tutto la trasposizione del racconto “La giostra” di Hung Hung, scrittore e poeta molto apprezzato in Cina (racconto che si trova in calce al volume). Il surplus e’ dato dal tratto delicato ed intimista di Chihoi, in grado nella sua semplicita’ di far esplodere il valore visivo e allegorico e l’atmosfera sospesa del racconto.

5) La mia vita disegnata male di Gipi (Coconino Press/Fusi Orari)
Quello che colpisce dell’ultimo lavoro di Gipi, a una seconda lettura, non e’ tanto il contenuto (per quanto l’autore riesca a narrare le proprie vicende, alternando e amalgamando commedia, surrealta’, fantasia e tragedia, con una cifra personale inimitabile), ma la magistrale costruzione della storia, il modo in cui sono gestiti i passaggi da un episodio all’altro, il ritorno di elementi ricorrenti in piu’ punti del libro. Un racconto che fa ridere e commuovere, ma anche un saggio delle potenzialita’ narrative del fumetto, in mano a chi le sa sfruttare.

6) Canzoni in A4 di Paolo Bacilieri (Kappa)
Quella che all’apparenza e’ una raccolta slegata di disegni privati, sketch, studi, improvvisazioni visive su temi musicali, durante la lettura (perche’ di lettura si tratta, e non di semplice osservazione) si svela e mostra un percorso narrativo, una viaggio (talvolta anche in circolo) tra le passioni e le fascinazioni di Paolo Bacilieri, un involontario autoritratto, intimo e divertente. La dimostrazione di come immagini e parole insieme concorrano sempre nel creare qualcosa di piu’ della somma delle singole parti.

7) I tre paradossi di Paul Hornschemeier (Comma22)
Il talento di Paul Hornschemeier sta da un lato nella duttilita’, nella capacita’ di cambiare stile e ritmo del racconto in funzione dei singoli episodi che compongono “I tre paradossi”, e dall’altro nell’abilita’ di tenere insieme una vicenda che, partendo da una normale situazione quotidiana, si sviluppa in molteplici narrazioni, che alternano analessi e prolessi, intime o surreali, fino agli inserti in cui Zenone illustra i suoi famosi paradossi, metafora delle riflessioni sullo scorrere e sul senso del tempo che si susseguono in tutto il volume.

8) Lucille di Ludovic Debeurme (Coconino Press)
In una narrazione -fiume, come in un vero feuilleton a fumetti, Ludovic Debeurme riesce a raccontare le pieghe piu’ oscure dell’adolescenza, momento di trasformazione che si sposa perfettamente con le creature metamorfiche dell’autore. La storia d’amore fra due ragazzi, Lucile e Vladimir, e’ vista attraverso la lente deformante dell’anoressia, in cui Lucille cerca una bellezza che non esiste e descritta con un segno leggero e fluttuante inseguito dai pensieri dei due personaggi.

9) In carne e ossa di Korem Shadmi (Double Shot)
I racconti di Shadmi meritano di essere segnalati per la grande sensibilita’ nel raccontare la difficolta’ di una reale comunicazione tra personaggi, in primis quella tra uomo e donna; per una vena onirica che si tinge ora di ironia, ora di inquietudine, ora di malinconia; per l’abilita’ nel giocare con le metafore visive e le risorse specifiche del linguaggio fumettistico, mai fine a se stesse ma utile a rappresentare il mondo emotivo dei personaggi.

10) Batman: Anno 100 di Paul Pope (Planeta DeAgostini)
Si possono ancora raccontare originali storie di supereroi? Per di piu’ di eroi mascherati diventati icone, come Batman? La storia scritta e disegnata da Paul Pope miscela in realta’ elementi non nuovi: un futuro distopico (militarizzazione, eccesso di controllo e di censura, violenza, sicuri riflessi delle ansie contemporanee), un eroe braccato, una cospirazione governativa, ma lo fa restituendoci un Batman umano, troppo umano, sporco, ferito e sudato, nervoso e frenetico come il tratto di Pope.

Menzione storica

1) La biblioteca di Gianni de Luca – Vol.1 di Gianni De Luca e vari (Black Velvet)
La collana di Black Velvet dedicata a Gianni De Luca va segnalata per l’importanza che riveste nel riscoprire uno dei piu’ grandi e al contempo piu’ sottovalutati maestri italiani del fumetto. L’abilita’ narrativa di De Luca, la forza della sua sintesi, la chiarezza della sua visione d’autore sono elementi che emergono forti anche nelle storie presenti in questo volume, pensate per un pubblico di ragazzi.

Nessuna etichetta per questo post.

L'articolo Top Ten 2008 – Le classifiche degli ospiti parte 2 è stato pubblicato su Lo Spazio Bianco.

]]>
http://www.lospaziobianco.it/4644-top-ten-2008-classifiche-ospiti-parte-2/feed 0