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BreVisioni

Le nostre Brevisioni sono una forma di recensione a tutti gli effetti, ma concentrata in poche battute (massimo 1500 per la precisione). Sono utili per avere rapide informazioni su molti fumetti che altrimenti non avrebbero spazio e visibilità.

Rat-Man #102 – Caccia al ratto! (Ortolani)

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Leo Ortolani prosegue la sua nuova n-logia, con i preparativi per il nuovo scontro tra Rat-Man e l'Ombra.

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    Julia # 189 – Dorian, la dolce (Berardi, Calza, Piccioni, Bonessi)

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    L’indagine parte dal rinvenimento del cadavere di una donna, uccisa nella propria abitazione in modo particolarmente violento. Circostanza anomala per quella che sembra essere una normale infermiera. Per chi coglie la citazione che dà il titolo all’albo buona parte delle nebbie che avvolgono la vicenda svaniscono fin da subito. Del resto, come capita spesso nella serie di Giancarlo Berardi (qui con Lorenzo Calza), l’aspetto investigativo non è il cuore della storia, che ancora una volta si caratterizza per una fortissima coralità, dando spazio e voce a tutti i personaggi della serie. L’albo si segnala anche per una sceneggiatura estremamente densa, tanto che dopo una cinquantina di pagine sono già numerosi i personaggi e i temi introdotti, e che scorre con la consueta naturalezza, anche grazie al tono leggero nel quale viene declinata. Dal punto di vista grafico la coppia Valerio Piccioni e Luca Bonessi produce un lavoro complessivamente più che valido seppur caratterizzato da un forte dualismo: alcune tavole sono dinamiche, coinvolgenti e sfoggiano un tratto rotondo, fluido e pieno che colpisce per la sua espressività; in altre le fisionomie si asciugano e irrigidiscono, perdendo freschezza. Meritano una menzione alcuni inside jokes: il volo 815 delle Oceanic Airlines e il whiskey ...

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      [ANTEPRIMA] A Panda piace… l’avventura #4 – La pazienza è la virtù dei panda (Bevilacqua)

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      Prosegue il viaggio di Panda, Godfrey e Ansia sulle tracce dell’aeroplanino di carta.

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        Real Life #1 – Esiste il ragazzo perfetto? (Zanon, Pianta, Scoppetta)

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        Real Life, oltre ad essere il titolo della nuova testata mensile edita da Panini/Disney Italia, è il Social Network che regola e scandisce le vite degli studenti della London International High School e delle tre protagoniste: Amber, Alice e Andrea. Le tre ragazze, molto diverse caratterialmente tra loro, sono“obbligate” a conoscersi meglio durante una punizione scolastica. La storia, sceneggiata da Andrea Ferrari, pur abusando di caratterizzazioni non propriamente originali (la bella, la pasticciona e la secchiona), risulta semplice ma decisamente gradevole, miscelando in giusta misura gli elementi romantici, comici e quella che sembra essere una svolta fantastica che chiude il primo numero. Curioso inoltre, come la trama prenda diversi spunti da “Breakfast Club” e “La Donna Esplosiva”, due commedie cult degli anni 80, integrandoli simpaticamente nella trama. La convincente parte grafica del progetto è affidata a tre diversi autori: Alberto Zanon cura i layout e le matite in coppia con Elena Pianta, mentre Andrea Scoppetta si occupa degli “Emotidolls”, piccole illustrazioni in stile manga-deformed cui spetta il compito di fornire al lettore gli stati emotivi delle tre ragazze. Real Life, pur essendo stato pensato esplicitamente come un prodotto rivolto a un pubblico femminile, si dimostra una pubblicazione godibile e fruibile ...

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          Il trono d’argilla #2 (Nicolas Jarry, France Richemond, Theo)

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          Francia. Basso medioevo. Il duca di Borgogna assassinato in un agguato i cui sospetti ricadono sul delfino del regno di Francia. L’ombra di una guerra in cui Enrico V d’Inghilterra mira a diventare il re di Francia. Legami familiari che vengono sconvolti.È da qui che parte questo secondo volume de Il trono d’argilla, edito in Italia da RW Lineachiara. Si tratta fondamentalmente di un poema cavalleresco a fumetti, in cui i topoi del genere sono tutti presenti: onore, tradimenti, agguati, guerra. Se quindi il soggetto è in linea con i racconti di questo tipo e non spicca certo per originalità, la sceneggiatura appare di prim’ordine, dall’ottimo ritmo e con una sapiente gestione dei molti personaggi presenti,con frequenti colpi di scena. Degno di nota è il lavoro sul lessico – ottimamente reso anche nella traduzione italiana – che permette di caratterizzare maggiormente il tempo di cui il fumetto narra.Menzione d’onore al disegnatore, l’italiano Theo, che compone tavole magistrali. Il tratto pulito e accurato, con sfondi ben definiti e attento al dettaglio risulta perfetto per questo genere di storia, in particolare nel racconto delle numerose scene di battaglia e quelle di caccia.Un ottimo volume per una buona storia che farà contenti gli ...

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            Long Wei #12 – Le forme (Cajelli, Ascari, Maconi)

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            Le forme, firmato da Diego Cajelli, Stefano Ascari e Gianluca Maconi, dà a Long Wei una conclusione particolarmente preziosa e interessante. Negli episodi precedenti, gli autori hanno via via scelto il punto d’equilibrio fra aperture di scenari, nuovi interrogativi e soluzioni parziali, in modo tale da raggiungere un senso di compiutezza, sia dal punto di vista della fabula sia da quello del senso. Molte le connessioni su cui si basa lo scioglimento e la scelta degli autori è comunicarle evitando spiegoni e macguffin. Ecco allora i flashback e l’incastro di segmenti temporali distinti che, ispirando associazioni per giustapposizione, ci consentono di seguire gli eventi e ricostruire i collegamenti. Da qui un ritmo elevato, ma che non degenera in frenesia, accumulo tumultuoso o disorientamento. Siamo sempre sul punto di afferrare il bandolo della vicenda, solo che quando pensiamo di poterlo stringere (e ci complimentiamo con noi stessi), ci accorgiamo che non è più lì, perché in scena è comparso un ulteriore elemento che dobbiamo considerare. Cajelli, Ascari e Maconi ci guidano verso la conclusione un passo alla volta. E ciascun passo è non solo logico, ma anche, ulteriore segno dell’eleganza dell’architettura, il più semplice. Ecco, così termina Long Wei: con semplicità, ...

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              “A” come Ignoranza #1 – Esplosione di Esplosioni (Daw)

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              Dopo il seminale “Rat-Man”, il poco fortunato “Nirvana” e il recente “A Panda Piace”, la Panini Comics prosegue la sua linea di pubblicazioni comiche con “A” Come Ignoranza di Davide Berardi in arte Daw. L’autore, per questo nuovo bimestrale, ha deciso di recuperare e ridisegnare alcuni dei suoi vecchi lavori, aggiungendo un episodio inedito che, in questo caso, racconta la sua ascesa, costellata da mille dubbi e ansie, da autore autodidatta e di nicchia fino all’insperato arrivo in una delle più grandi realtà editoriali italiane. Se è innegabile che la comicità demenziale e ultra “politically scorrect” di Daw riesce a dare vita a situazioni veramente spiritose ed esilaranti, bisogna però dire che un citazionismo a volte esagerato, il continuo cambio di personaggi e una narrazione troppo frammentaria, lasciano alle volte leggermente confusi. L’albo, infatti, è strutturato come una serie di strisce e di mini episodi in cui compaiono e vengono presentati troppo velocemente una miriade di personaggi, che, pur risultando simpatici e divertenti, rimangono poco impressi nella mente del lettore. “A” come ignoranza risulta comunque un prodotto complessivamente buono, dotato di alcune trovate e gag davvero originali, che, per il tipo di comicità e alcune soluzioni grafiche adottate, ricordano lo ...

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                Batman #25 (AA.VV.)

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                La terza parte di "Anno Zero" di Scott Snyder e Greg Capullo.

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                  Clone #1 – Prima generazione (Schulner, Ryp, Serrano)

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                  La contaminazione multimediale è ormai un dato di fatto, e Clone è un ottimo esempio di essa: in particolare di quella tra TV e comics. Robert Kirkman, padre dell’etichetta Skybound, a cui appartiene questo volume, afferma che il vantaggio di scrivere sia per la TV che per i comics è di poter prelevare il meglio da essi per ricavarne qualcosa di nuovo (affermazione in parte opinabile, ma sorvoliamo) e di poter anche attingere a un ampio serbatoio di talenti della sceneggiatura. Infatti, per questa storia ha ingaggiato l’«eccezionale talento» David Schulner, affermato scrittore televisivo. Tutto piuttosto iperbolico rispetto alle qualità intrinseche del fumetto, in sé un buon thriller fantascientifico, arricchito da qualche vago spunto di riflessione, che ha per protagonista il dr. Luke Taylor, il quale scopre in modo repentino di avere decine di cloni alla sua ricerca per eliminarlo (ma non tutti). Dal punto di vista narratologico è però condivisibile e interessante quanto sostenuto da Kirkman, laddove si mescolano stilemi della fiction TV con quelli fumettistici, creando un ritmo serrato e incalzante, coadiuvato dall’adrenalico storytelling di Juan Jose Ryp, abile disegnatore dal tratto forse non entusiasmante, ma che sa come scandire i tempi narrativi. A conferma del fortissimo e ...

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                    The Walking Dead #19 – Qui comando io! (Kirkman, Adlard)

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                    The Walking Dead #19 – Qui comando io! Robert Kirkman, Charlie Adlard Traduzione di Stefano Menchetti (Libr@ary Mouse) Saldapress, maggio 2014 96 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,30 € ISBN: 977228106800030019

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                      Le Storie #20 – La Gabbia (Barbato, Caluri)

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                      Dopo aver inaugurato la serie con “Il Boia di Parigi” e scritto il dodicesimo numero “La Pazienza del Destino”, Paolo Barbato torna su “Le Storie” con il thriller psicologico “La Gabbia”. La trama vede tre maldestri malviventi cercare di infiltrarsi in un gigantesco ospedale psichiatrico alla ricerca di una misteriosa persona. È l’inizio di una notte da incubo. Seppure si rimanga un attimo sconcertati dal folle piano dei tre malviventi (ma si sa che l’umana follia non conosce limiti), la Barbato è brava nel dare profondità e personalità alle numerose figure del mosaico, e a mantenere costante la tensione del racconto, inserendo improvvise e inaspettate svolte alla trama. Giocando sul labile concetto di identità e su quanto sia facile perdere le proprie certezze, la sceneggiatrice costruisce un intelligente gioco di scatole cinesi che non permette al lettore di prevedere come la trama possa svilupparsi e concludersi. Buona la prova ai disegni di Daniele Caluri, che, con il suo tratto realistico e grazie a una costruzione delle tavole sempre indovinata, rende ottimamente i personaggi creati dalla Barbato. Il disegnatore, pur non usando quello stile ironico e grottesco che lo ha reso famoso per “Don Zauker”, riesce comunque a instillare nei suoi ...

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                        Long Wei #11 – La mano (Cajelli, Savino, Mortarino)

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                        Diego Cajelli l’aveva annunciato che questo numero 11 sarebbe stato l’albo più tamarro della serie, e ha mantenuto la promessa. Esagerata, sopra le righe, tanto nell’impianto narrativo quanto nei personaggi, la penultima storia di LW, come un pettine, porta i nodi dell’intreccio verso l’estremità, pronti a sciogliersi nella risoluzione delle trame. A farla da padrone sono i personaggi di contorno, creati da Cajelli e da Francesco Savino, che, in campo cinematografico, definiremmo splendidi caratteristi. Su tutti Santino il Magnifico e Tito Feroci, due su cui, volendo, si potrebbero scrivere molte storie. Attraverso di loro ne La Mano confluisce pienamente Milano con le sue atmosfere e Cajelli si sbizzarrisce a citare leggende meneghine e a dare giustificazione romanzata a fatti reali. Come accaduto di frequente, LW resta defilato, motore passivo ma necessario della vicenda, sotto i riflettori in un’unica sequenza, il faccia a faccia a seguito delle rivelazioni di Vincenzo, che crea un punto di non ritorno importante in vista della chiusura della miniserie e dimostra l’ottimo lavoro di caratterizzazione portato avanti. Da sottolineare, infine, l’efficace inserimento di questa storia in un affresco più grande, sintomo dell’attenta pianificazione narrativa di una serie che ha avuto una crescita costante e il ritorno ...

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                          Hellblazer # 10 – Morte e sigarette (Milligan, Camuncoli, Landini)

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                          Ultimo volume per Hellblazer, storica testata Vertigo che con il n. 300 ha terminato la sua corsa. A Peter Milligan l’onore e l’onere di chiudere la serie, facendo sì che il buon John si accommiati dai propri lettori in maniera degna. Il tutto sapendo che nei fumetti niente è definitivo, a maggior ragione per chi, come Constantine, è gia stato più volte agli inferi, trovando sempre il modo di tornare. Il trio Milligan, Giuseppe Camuncoli, Stefano Landini, confeziona un trittico di storie piacevole, che evita il tono celebrativo e risparmia ai lettori una patetica carrellata di comprimari, ex amori e avversari storici, che pure avrebbe avuto senso, vista la lunga storia del personaggio. Gli autori privilegiano invece un registro ironico, che rispetta maggiormente la personalità del protagonista e lo spirito della serie, senza però riuscire a evitare qualche momento smaccatamente melodrammatico. Siamo lontani dall’horror quotidiano e intriso di attualità di Jamie Delano, dal sentimentalismo di Garth Ennis, o dall’hard boiled di matrice USA di Brian Azzarello, che, pur funzionando, aveva in realtà poco a che vedere con il DNA del personaggio, e in qualche modo ne testimoniava la crisi. Resta apprezzabile l’ironia con cui Milligan tratta l’ormai abusato tema della ...

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                            Novikov (Patrick Weber, Bruno Brindisi)

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                            Nella San Pietroburgo di fine 1700 si muove Alexis Novikov, ufficiale della polizia imperiale. Rimasto vedovo in seguito al misterioso omicidio della moglie, il protagonista deve risolvere un enigma criminale per porre fine alla catena di assassinii di alcuni rappresentanti della nobiltà cittadina. Proprio l’ambiente nobiliare, così simile a tante corti europee occidentali del periodo, composte da personaggi convinti di essere intoccabili e possessori di diritti innati, è d’intralcio all’indagine di Novikov, costretto a usare anche mezzi poco ortodossi pur di arrivare alla scomoda verità. Patrick Weber, giornalista autore di romanzi e fumetti storici, in queste due storie, raccolte in un unico volume da RW Lineachiara, dimostra perfetta conoscenza delle tecniche narrative e imbastisce una trama chiara e lineare di cui scioglie gli intrecci alla fine dell’avventura, lasciando in sospeso alcuni fili legati a Novikov, mai ripresi giacché le sue storie s’interrompono qui. L’oliato meccanismo narrativo si rivela però freddo, distaccato, senza riuscire mai a coinvolgere durante la lettura. La nota positiva sono le tavole di Bruno Brindisi. L’artista di tante storie bonelliane, all’esordio nel fumetto francese, a detta sua non ama le ambientazioni storiche. Ma i disegni, ricchi di particolari nella ricostruzione di vestiti, ambienti e architetture, realistici se ...

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                              Sette cloni (Louis, De Caneva)

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                              “Sette” è una collana di fumetti francesi composta da volumi autonomi, diversi per genere, ambientazione e stile, accomunati unicamente dal numero dei protagonisti delle storie. Sette cloni è un fumetto di fantascienza scritto da Louis e disegnato Stéphane De Caneva. All’indomani dell’elezione del presidente della federazione terrestre, l’umanità sta per fare il primo incontro con altre civiltà, con i fratelli delle stelle. Sette uomini scoprono di essere stati creati in laboratorio per svolgere un terribile compito, uccidere il presidente neoeletto. La narrazione appare sbilanciata nel presentare personaggi che in realtà non denotano chissà quale complessità, mascherando con la varietà di storie personali dei sette e con qualche colpo basso una sostanziale mancanza di caratterizzazione. Ampio risalto viene dato pure a una sorta di realtà virtuale-onirica che guida la loro missione imponendo il volere dei loro creatori e impedendo rimorsi di auto-coscienza nei sette. Questo ampio sviluppo e questa attenzione per la natura dei personaggi, più che arricchire la vicenda e aggiungere tensione agli eventi, finisce per togliere spazio al colpo di scena finale, sacrificando così la risoluzione del racconto che risulta affrettato e privo di pathos. I disegni di De Caneva puntano al realismo ma si dimostrano spesso imprecisi nelle ...

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                                Mind MGMT #1 (Matt Kindt)

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                                Un’organizzazione segreta, tecniche di controllo mentale e un volo di linea, vittima di uno strano fenomeno: tutti i suoi passeggeri hanno perso la memoria. Tutti tranne forse un passeggero che risulta scomparso e del quale non si sa più niente: il sig. Henry Lime. Dopo Superspy il talentuoso, Matt Kindt torna a raccontare una storia di spionaggio, in cui la tensione regna sovrana. Un disegno impreciso ma espressivo, continui cambi di scena e una narrazione che procede per frammenti – verrebbe da dire in codice visto il tema – sono le armi con cui l’autore ipnotizza il lettore, trascinandolo in vicende che assomigliano a incubi, e che occupano uno spazio al confine tra il “reale” e l’onirico. I protagonisti delle sue storie sono individui intrappolati in schemi che nemmeno riescono a intravedere, e l’intuizione di Kindt è quella di somministrare al lettore lo stesso trattamento, suscitando la disturbante impressione che sia tutta un’allucinazione, della quale venire comunque a capo. Bella l’edizione Panini che adotta l’albo da 24 pagine spillato, come nell’edizione USA firmata Dark Horse.   Abbiamo parlato di: Mind MGMT #1 Matt Kindt Traduzione di Simon Bisi Panini Comics, maggio 2014 24 pagine, colori, spillato – € 1,00 ISBN: ...

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