Lo Spazio Bianco » Cronache http://www.lospaziobianco.it Nel cuore del fumetto! Sat, 25 Oct 2014 15:00:03 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.0 Il potere sovversivo delle autoproduzioni http://www.lospaziobianco.it/131223-potere-sovversivo-autoproduzioni http://www.lospaziobianco.it/131223-potere-sovversivo-autoproduzioni#comments Wed, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=131223 Il potere sovversivo delle autoproduzioni | di Ilaria Mencarelli
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L’11 Ottobre Sara Pavan, con ospiti di eccezione come Silver, Francesco Cattani e Roberto La Forgia, ha presentato al pubblico il libro intervista sulle autoproduzioni da lei curato: Il potere sovversivo della carta

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Il potere sovversivo delle autoproduzioni | di Ilaria Mencarelli
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Sabato 11 Ottobre al WOW, Museo del Fumetto di Milano, si è tenuto un incontro con Sara Pavan completamente focalizzato sulla realtà delle autoproduzioni. La stessa, partendo da Il potere sovversivo della carta, suo libro intervista dedicato all’argomento, ha spiegato ai presenti come i giovani si avvalgano della possibilità di auto produrre i propri libri e delle necessità che li spingono a fare questo passo. Sara Pavan 10Per spiegare ancora meglio le tematiche trattate sono stati invitati tre ospiti che si sono mossi nel campo: Silver, Francesco Cattani e Roberto La Forgia.

In primo luogo Sara Pavan ha ringraziato il Museo del Fumetto per l’ospitalità, in quanto primo spazio istituzionale a dedicare una mostra alle autoproduzioni invitando invitando il pubblico a dare un’occhiata ai volumi che per l’occasione sono stati posizionati nella saletta dedicata alla mostra. In secondo luogo, insieme al suo editore Agenzia X, l’autrice ha spiegato le motivazioni per cui si è trovato necessario narrare la storia di alcuni protagonisti delle autoproduzioni. In particolare, la raccolta di interviste “narrate” ha dato modo all’autrice di raccontare tutta una serie di aneddoti i della vecchia generazione di autori (Tuono Pettinato e Davide Toffolo per citarne due) andati perduti sui primi blog.

In seguito, Silver ha raccontato la sua esperienza e in particolare un aneddoto relativo al Salone Internazionale del Fumetto di Lucca (oggi Lucca Comics & Games), evento in cui iniziò a vendere i suoi fumetti di Lupo Alberto “al trancio”.

Alla 15esima edizione di Lucca decisi di fare una provocazione perché in quel periodo si tendeva a celebrare solo i disegnatori affermati. Allora impiegai due giorni per riempire un pannello di polistirolo, vi disegnai Lupo Alberto con le mani giunte, lo divisi in pezzi e lo numerai in maniera che tutti i pezzi si potessero ricongiungere a mo’ di puzzle. Poi io e un mio amico che aveva un furgoncino delle caldarroste ci mettemmo in piazza a vendere i miei disegni. Nel furgone c’era scritto “Da Silver disegni al trancio” e chi acquistava uno dei  pezzi di polistirolo da me disegnati aveva in regalo un barattolino di caldarroste e un bicchiere di vino.

Inoltre, la figura di Silver risulta ancora più importante se si pensa che, per evitare censure, a un certo punto della sua carriera ha deciso di auto prodursi, assumendosi il rischio di impresa per avere più libertà sui suoi personaggi e tentare di guadagnare di più con le edicole.

Sara Pavan 6

A prendere parola infine sono stati Francesco Cattani e Roberto La Forgia, definiti da Sara Pavan gli “autori intervistati in controtendenza”, proprio per le posizioni “a favore dell’editoria” prese da entrambi nel libro. L’idea di parlare con questi due autori è nata nell’autrice con l’intento di generare un dibattito sulla bellezza della diffusione del fumetto a priori, sia che si tratti di autoproduzione, sia di un lavoro edito da una casa editrice, purché si parli sempre di un’opera di valore. A essere preso come esempio è Zerocalcare che, passando dal mondo dell’autoproduzione alla pubblicazione per Bao Publishing, ha avvicinato tantissimi neofiti al fumetto. A tal proposito Roberto La Forgia spiega:

Io non ho scelto di fare autoproduzioni. Per me era importante perché volevo vedere i miei lavori stampati anche se il tratto non era maturo, per vedere in primis come funzionava sulla pagina e poi per far girare un po’ i miei disegni.

E, dal canto suo, Francesco Cattani aggiunge:

Se uno vuol pubblicare le sue storie è perché vuole farle leggere a più gente possibile, quindi è chiaro che, a un certo punto, o metti in piedi una struttura e diventi imprenditore oppure devi affidarti a un editore.

Sara Pavan 8

Sara Pavan ribadisce però che molti autori, al contrario, non hanno mai pensato di raggiungere un editore, prendendo a esempio i ragazzi di Stranedizioni, che hanno come scopo quello di produrre libri con serigrafia e che mettono davanti la qualità alla diffusione.

In seguito è stato a preso a esempio Gli Intrusi, opera di Pasquale e Antonio La Forgia edita da Coconino, a cui i due autori si erano proposti con l’idea di non vivere di sole autoproduzioni. Ne è nato un progetto per cui i fratelli La Forgia, tramite delle storie inventate, hanno mostrato a un pubblico più ampio le bellezze della provincia di Bari. Si sottolinea poi l’importanza dell’editor come figura di riferimento e la mancanza di questo ruolo in molte delle case editrici italiane di fumetti.

Infine, alla nostra domanda riguardo alla tecnologia e ai suoi possibili utilizzi nell’ambito dell’autoproduzione, Sara Pavan risponde:

Secondo me i giovani in Italia sono refrattari alla tecnologia perché non riesco a spiegarmi il motivo per cui i nuovi fumettisti facciano ancora il proprio blog su una piattaforma vecchia come Blogspot. Oggi farsi un blog su Blogspot e non un portfolio su Cargo Collective è stupido. Poi la maggior parte delle realtà ha un forte attaccamento al copyright, cioè ci sono persone che non pubblicano su internet per paura che gli venga rubata l’idea. Gli unici per ora che stanno cercando di fare un buon lavoro sul web sia per trovare degli autori sia per pubblicare sono il collettivo LÖK ZINE . Loro fanno un buon uso di Facebook, selezionano gli autori, realizzano i PDF che poi sono interamente scaricabili, mentre gli altri sono rimasti in una dimensione un po’ retrò.

E così mentre si conclude la chiacchierata, non rimane che dare un ultimo sguardo alla mostra Il potere sovversivo della carta (al Museo del Fumetto di Milano fino al 26 ottobre) e dare un ultima sfogliata all’ampia scelta di fumetti autoprodotti presenti.

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Le assegnazioni del Premio Boscarato: TCBF 2014, até a vista! Arrivederci! http://www.lospaziobianco.it/129138-le-assegnazioni-del-premio-boscarato-tcbf-2014-ate-a-vista-arrivederci http://www.lospaziobianco.it/129138-le-assegnazioni-del-premio-boscarato-tcbf-2014-ate-a-vista-arrivederci#comments Tue, 30 Sep 2014 09:00:22 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=129138 Le assegnazioni del Premio Boscarato: TCBF 2014, até a vista! Arrivederci! | di Giada Peterle
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Si conclude il TCBF 2014 e con esso questa rubrica, ma certo non la nostra collaborazione. Tirando le somme di questa edizione, pubblichiamo la classifica con le assegnazioni del Premio Boscarato e rimandiamo tutti all'anno prossimo.

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Le assegnazioni del Premio Boscarato: TCBF 2014, até a vista! Arrivederci! | di Giada Peterle
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quadrinhosEd eccoci arrivati, nostro malgrado, alla fine di questa rubrica. Domenica sera si è infatti concluso il Treviso Comic Book Festival 2014. Con un afflusso di visitatori sempre maggiore, un raggio d’azione e d’espansione che sembra ormai inarrestabile, il successo dell’edizione di quest’anno ci fa sperare che, l’anno prossimo, ancora più negozi, spazi espositivi, circoli, bar e locali sceglieranno di accogliere gli artisti, le residenze e le loro mostre in una perfetta armonia tra la città di Treviso e i suoi ospiti.

Per quanto riguarda gli artisti vi invitiamo a scorrere la classifica delle assegnazioni del Premio Boscarato avvenute domenica 28 settembre e a leggere o rileggere (oppure a guardare e riguardare) le nostre interviste, le recensioni, e i report in cui abbistripburgeramo parlato delle opere vincitrici, talvolta discutendone direttamente con gli autori. Oltre a citare la vittoria a pari merito di Giacon e Scarpa su Il mondo così com’è e di Gipi su Unastoria come migliori fumetti italiani, e del Nao di Brown di Glyn Dillon come migliore fumetto straniero l’invito è a scorrere a ritroso gli appuntamenti di questa rubrica per ritrovare Cristina Portolano, vincitrice a pari merito con Isaak Friedl del premio come autore rivelazione, e il già più volte citato collettivo Incubo alla balena, vincitore del premio per la migliore autoproduzione.

Alcune delle più interessanti mostre in programma al TCBF sono però ancora aperte, alcune fino alla metà altre addirittura fino alla fine di ottobre. Ci sono infatti la mostra cult Yo soy Joan Cornellà della star internazionale del disegno Joan Cornellà, quella dedicata alla nazione ospite di quest’anno Quadrinhos: sguardi sul fumetto portoghese (realizzata con la direzione artistica e la curatela di Alberto Corradi) e Attention, work! della storica rivista dei balcani Stripburger che resteranno aperte al pubblico fino al 12/10.cornella

In attesa della prossima edizione, ringraziamo gli organizzatori del Treviso Comic Book Festival per averci coinvolti direttamente, permettendoci di ideare e realizzare questa rubrica, ma soprattutto Davide Scomparin per la realizzazione e il montaggio delle video-interviste. E nella speranza di rincontrare tutti loro anche nell’edizione 2015 del TCBF non possiamo che dire “até a vista, TCBF”!

Ecco l’elenco dei vincitori per le singole categorie:

MIGLIOR FUMETTO ITALIANO 

A pari merito:
Il mondo così com’è di Massimo Giacon e Tiziano Scarpa (Rizzoli Lizard)
Unastoria di Gipi (Coconino)

MIGLIOR FUMETTO STRANIERO

Il Nao di Brown di Glyn Dillon (BAO Publishing)

MIGLIOR AUTORE STRANIERO

Manu Lacernet su Blast (Coconino)

MIGLIOR DISEGNATORE ITALIANO

Gigi Cavenago su Orfani (Bonelli)

MIGLIOR SCENEGGIATORE ITALIANO

Adriano Barone su Uno in diviso (Tunuè)

MIGLIOR AUTORE UNICO ITALIANO

Tuono Pettinato su Nevermind (Rizzoli Lizard) e Corpicino (GRRzetic)

MIGLIORE REALTA’ EDITORIALE ITALIANA

BAO Publishing

AUTORE RIVELAZIONE

A pari merito:
Isaak Friedl su Sottobosco (Tunuè)
Cristina Portolano su Ten steps in the city (Teiera)

MIGLIOR COLORISTA

Lorenzo De Felici su Orfani (Bonelli)

MIGLIOR FUMETTO PER BAMBINI e RAGAZZI

Viola giramondo di Stefano Turconi e Teresa Radice (Tunuè)

PREMIO MISSAGLIA MIGLIORI AUTORI

Marco Taddei e Simone Angelini

MIGLIOR AUTOPRODUZIONE

Incubo alla balena

PREMIO INTERNAZIONALE TCBF

Nathalie Cohen

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Lo Spazio Bianco nel cuore del TCBF 2014: Claudio Bandoli, Io e la mia storia http://www.lospaziobianco.it/129115-spazio-bianco-cuore-tcbf-2014-claudio-bandoli-storia http://www.lospaziobianco.it/129115-spazio-bianco-cuore-tcbf-2014-claudio-bandoli-storia#comments Mon, 29 Sep 2014 16:30:06 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=129115 Lo Spazio Bianco nel cuore del TCBF 2014: Claudio Bandoli, Io e la mia storia | di Giada Peterle
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L'ultimo incontro della rubrica Lo Spazio Bianco nel cuore del TCBF è con Claudio Banoldi, protagonista di un'iniziativa a fumetti promossa da Nats per Onlus e realizzata dal fumettista con i ragazzi dell'Istituto Penale per Minori di Treviso. Ancora una volta col TCBF il fumetto esce dalle edicole, dalle librerie, dalle mostre, per incontrare e raccontare il territorio e aiutarci così a comprenderlo.

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Lo Spazio Bianco nel cuore del TCBF 2014: Claudio Bandoli, Io e la mia storia | di Giada Peterle
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bandoli.bracciodiferroL’ultimo incontro-intervista è con l’illustratore e fumettista Claudio Bandoli. Amico storico del TCBF, già nel 2011 Claudio era stato autore insieme allo sceneggiatore Luca Vanzella dell’albetto a fumetti Braccio di ferro a Treviso!: un’avventura del noto personaggio che, insieme alla sua amata Olivia, si trovava a dover sventare l’ennesimo piano del malefico Bruto muovendosi proprio attraverso le strade trevigiane.

Quest’anno Claudio torna a realizzare un piccolo albo a fumetti dal titolo Io e la mia storia. In esposizione durante la Mostra Mercato con le tavole originali che vediamo alle sue spalle nell’intervista, l’albo è stato il frutto di un workshop che Claudio ha tenuto all’Istituto bandoli.ioelamiastoriaPenale per i Minorenni di Treviso grazie ad un progetto promosso da NATs per Onlus.

Insieme con i ragazzi dell’Istituto, il fumettista ha ideato e realizzato una storia che ha poi disegnato e organizzato nelle tavole raccolte nell’albo presentato proprio al TCBF in occasione della Mostra Mercato. L’obiettivo, ci racconta Claudio Bandoli, era proprio quello di presentare, con un linguaggio apparentemente accessibile a tutti e sicuramente comunicativo come il fumetto, una realtà complessa e spesso poco considerata come quella dell’IPM. Contemporaneamente l’incontro con il disegnatore ha dato la possibilità ai ragazzi di trovare un modo nuovo e altro per esprimersi, scegliendo tra parole e immagini il modo migliore in cui raccontare se stessi e la propria storia.

Abbiamo parlato di:

Io e la mia storia, di Claudio Bandoli

un progetto realizzato in collaborazione tra Treviso Comic Book Festival e NATs (per Onlus)

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Lo Spazio Bianco nel cuore del TCBF 2014 con Sara Pavan http://www.lospaziobianco.it/128930-lo-spazio-bianco-nel-cuore-del-tcbf-2014-con-sara-pavan http://www.lospaziobianco.it/128930-lo-spazio-bianco-nel-cuore-del-tcbf-2014-con-sara-pavan#comments Sun, 28 Sep 2014 20:25:49 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=128930 Lo Spazio Bianco nel cuore del TCBF 2014 con Sara Pavan | di Giada Peterle
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Dopo la nomina del collettivo Incubo alla Balena (intervistato da noi all'inizio del TCBF) come vincitori del Premio Boscarato per la miglior autoproduzione, uno dei nostri ultimi appuntamenti è con Sara Pavan. Questa volta nelle vesti di responsabile di Tribe Inkitchen oltre che di autrice, Sara ci racconta l'area della mostra mercato del TCBF dedicata al do it yourself, alle spillette e alle spillatrici.

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Lo Spazio Bianco nel cuore del TCBF 2014 con Sara Pavan | di Giada Peterle
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Ci sono due ingressi alla Mostra Mercato del TCBF: uno porta alla zona degli espositori e delle case editrici, da sempre. L’altro, fino all’anno scorso, portava a un sottoscala, un po’ in ombra, piccolo ma sincero: era l’area self. Ma come ci racconta Sara Pavan, coordinatrice dell’area Tribe Inkitchen del Festival di Treviso, questa è acqua passata.

La rivoluzione delle spillatrici è cominciata, e da quest’anno in oltre 40 tra collettivi, fanzine e singoli progetti autoprodotti occupano una grande sala della Camera di Commercio di Treviso. “L’anno prossimo ci espanderemo ancora!” grida Sara in mezzo alla sala, mentre corre da una parte all’altra distribuendo polpettine e dolcetti rigorosamente “fatti in casa”, toast al formaggio (per alcuni anche alla nutella) e qualche bicchierino di vino.

inkitchen.ernestAutrice del volume Il potere sovversivo della carta (AgenziaX), nella nostra intervista Sara ci racconta continuità e cambiamenti tra le autoproduzioni di un tempo e quelle delle nuove generazioni che hanno popolato, insieme, il 27 e 28 settembre l’area Inkitchen del TCBF. Ci sono tutti, i gruppi storici, come Ernest Virgola e Stripburger, Teiera coi suoi infusi e Delebile, ma ci sono anche i progetti nati da poco e ancora caldi di stampa, come Blanca e Toast. E sono tutti rigorosamente fianco a fianco, perché l’autoproduzione è soprattutto voglia di fare rete, di incontrarsi, di conoscersi e di collaborare con le altre realtà, diffuse ormai a macchia d’olio su tutto il territorio italiano. In fondo, come ci dice Sara, bisogna “strusciarsi” per autoprodursi (la malizia sta negli occhi di chi legge, e anche un po’ nelle parole dell’intervistata, forse).

E se per vincere il Premio Boscarato per la migliore autoproduzione bisogna aver sputato sangue e sudore, essere stati svegli fino al mattino al rumore delle stampanti. Se bisogna aver fatto nottata per spillare le ultime copie fino al mattino della presentazione, beh, andate a rivedereinkitchen.incubo3 il video della prima intervista con cui abbiamo aperto questa rubrica solo pochi giorni fa, perché i vincitori sono proprio loro, gli amici del collettivo di Pesaro Incubo alla balena, premiati per la fedeltà e la costanza, insomma per quella che nella scena delle autoproduzioni si chiama semplicemente attitudine.

 

E dopo aver ascoltato ancora una volta il loro racconto, cerchiamo di capire con Sara Pavan le peculiarità e le innovazioni di una parte del mondo del fumetto che, come è accaduto anche qui a Treviso, dall’underground (il famoso sottoscala) sta lentamente scalando e abbattendo le storiche “gerarchie” interne, per raggiungere lo stesso livello d’importanza e d’attenzione (la famosa sala occupata al primo piano), nel cuore dei lettori come in quello dei media, del classico fumetto da edicola o da libreria.

Abbiamo parlato dell’area

Tribe Inkitchen della mostra mercato, con Sara Pavan

sabato 27 e domenica 28 settembre

Camera di Commercio, Piazza Borsa, Treviso

ingresso gratuito, dalle 10 alle 19

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Lo Spazio Bianco nel cuore del TCBF nella “residenza d’amicizia” di Nicolaucich, Zamoc e Xausa http://www.lospaziobianco.it/128909-spazio-bianco-cuore-tcbf-residenza-damicizia-nicolaucich-zamoc-xausa http://www.lospaziobianco.it/128909-spazio-bianco-cuore-tcbf-residenza-damicizia-nicolaucich-zamoc-xausa#comments Sun, 28 Sep 2014 09:30:14 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=128909 Lo Spazio Bianco nel cuore del TCBF nella “residenza d’amicizia” di Nicolaucich, Zamoc e Xausa | di Giada Peterle
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Nella prima residenza d'autore della storia del TCBF incontriamo i tre disegnatori italiani protagonisti della mostra Ototemàn ospitata dallo spazio Lobster di Treviso: Pietro Nicolaucich, Luca Zamoc e Elena Xausa ci svelano l'origine del curioso nome della mostra e il modo in cui le loro strade si sono incontrate, permettendo di realizzare una residenza sotto il tema amicizia che li unisce.

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Lo Spazio Bianco nel cuore del TCBF nella “residenza d’amicizia” di Nicolaucich, Zamoc e Xausa | di Giada Peterle
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Questa volta sono i 3 artisti che andremo a intervistare ad ospitarci nel Lobster Headquarter dove sono stati protagonisti della prima esperienza di residenza d’artista della storia del Treviso Comic Book Festival. Pietro Nicolaucich, Luca Zamoc e Elena Xausa sono disegnatori, graphic designer, e molto altro. Hanno collaborato con brand e riviste d’importanza internazionale tra cui Nike, Sisley, BMW, The New York Times, Focus, Feltrinelli, Benetton, Vice, Rolling Stone Magazine (ma elencarle tutte sarebbe impossibile).ototeman.evidenza

Anche quest’anno come ogni anno, sebbene siano nati, vivano e lavorino in città diverse e lontane, le loro strade si sono incontrate al TCBF sotto al tema dell’amicizia che guida la residenza d’autore, così come il loro rapporto. L’esperienza di collaborazione a sei amni, portata avanti per tutta la settimana, ha condotto alla realizzazione della mostra dal curioso titolo Ototemàn, esposta nell’affascinante location del Lobster Headquarter fino al 10 ottobre. Partendo da provenienze, esperienze e stili differenti, Xausa, Nicolaucich e Zamoc hanno creato qualcosa di unico, nel senso di congiunto e anche irripetibile: un totem (ed ecco spiegato il titolo!).

Il totem, ci spiegano, si compone di singole parti distinte per stile e forma tra loro che però, come avviene al TCBF tra artisti provenienti da tutto il mondo, riescono a unirsi e dialogare pur mantenendo visibile e distinguibile la propria identità.


Abbiamo parlato di:

Ototemàn, di Pietro Nicolaucich, Luca Zamoc e Elena Xausa

dal 26 settembre al 10 ottobre

Lobster headquarter, via Dandolo 21, Treviso

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Lo Spazio Bianco nel cuore del TCBF con Cristina Portolano http://www.lospaziobianco.it/128893-spazio-bianco-cuore-tcbf-cristina-portolano http://www.lospaziobianco.it/128893-spazio-bianco-cuore-tcbf-cristina-portolano#comments Fri, 26 Sep 2014 21:40:08 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=128893 Lo Spazio Bianco nel cuore del TCBF con Cristina Portolano | di Giada Peterle
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Nella splendida location dell'Eden Cafè incontriamo l'illustratrice e fumettista Cristina Portolano che attraverso la sua mostra Freak the Music! ci racconta come i suoi disegni abbiano incontrato il mondo della musica, e non solo.

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Lo Spazio Bianco nel cuore del TCBF con Cristina Portolano | di Giada Peterle
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portolano.murales

portolano.yakamotoCi spostiamo all’Eden Cafè per visitare la mostra Freak the Music! (dal 26/9 al 31/10) e incontrare Cristina Portolano, uno dei più grandi giovani talenti dell’illustrazione e del fumetto italiani. Le tavole esposte da Cristina ripercorrono la sua collaborazione con FreakOut Magazine, rivista di informazione musicale (e non solo) per la quale ha realizzato una serie di illustrazioni, la maggior parte dedicate ad alcuni tra i suoi artisti e gruppi preferiti.

Dai Blondie a Lou Reed, dagli Interpol al tributo agli Afterhours, da Morrisey a Caribou si arriva fino alla tavola realizzata proprio in occasione dell’inaugurazione della mostra che, all’Eden Cafè, ospitava la serata Radar Live con Yakamoto Kotzuga. cristinaportolano.faceCristina ci spiega così gli inizi della collaborazione con la rivista, aiutandoci a capire in che modo i suoi disegni abbiano incontrato la musica. In un connubio perfetto tra il tratto personalissimo dell’autrice, con la sua attenzione in particolare ai tratti dei volti, e i caratteri peculiari dei singoli artisti, i ritratti diventano così immediatamente riconoscibili pur essendo capaci di restituire un’immagine straordinariamente originale delle note band.

Cristina ci accompagna poi fuori dalla mostra, per raccontarci la sua passione per i murales e il modo in cui il suo approccio e i dettagli dei suoi disegni cambino dal foglio bianco ai muri della città, adattandosi allo spazio, e cercando al contempo di plasmarlo.

 

Abbiamo parlato di:
Freak the Music! di Cristina Portolano
dal 25 settembre al 31 ottobre
Eden Cafè, viale XV Luglio 1, Treviso

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Lo Spazio Bianco nel cuore del TCBF 2014: l’incubo in tasca http://www.lospaziobianco.it/128886-spazio-bianco-cuore-tcbf-2014-lincubo-tasca http://www.lospaziobianco.it/128886-spazio-bianco-cuore-tcbf-2014-lincubo-tasca#comments Fri, 26 Sep 2014 13:47:49 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=128886 Lo Spazio Bianco nel cuore del TCBF 2014: l’incubo in tasca | di Giada Peterle
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Il primo incontro "nel cuore del TCBF" è con il collettivo di Pesaro "Incubo alla Balena" per seguire con loro, tra le tavole della mostra "L'incubo in Tasca" (dal 24 al 28/9 al TCBF), il percorso che dal 2011 li ha portati sino ad oggi, tra autoproduzioni e esperimenti di geolocalizzazione a fumetti.

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Lo Spazio Bianco nel cuore del TCBF 2014: l’incubo in tasca | di Giada Peterle
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incuboallabalena.coverCome promesso diamo il via alla nostra rubrica direttamente dal cuore del TCBF iniziando con il “frizzante” collettivo Incubo alla balena. Per l’occasione incontriamo gli ex studenti della Scuola del Libro di Urbino allo studio grafico Da Dario e Roberto, dove da mercoledì 24 fino a domenica 28 settembre hanno allestito la mostra “L’incubo in tasca“. L’esposizione è un’occasione per ripercorrere con Elisa, Niccolò, Gianluca, Annamaria e Alessandra (mancano all’appello altre due autrici, Flavia e Beatrice) le tappe dei loro lavori e delle loro autoproduzioni dal 2011 ad oggi, tra le tavoincuboallabalenariccidamarele originali e le stampe realizzate con la genuina attitudine “do it yourself” del gruppo.

Dal primo volume Incubo alla balena realizzato con la collaborazione di Alessandro Baronciani, per passare poi a La rabbia del canarino con i disegni di Davide Toffolo, fino all’ultima recentissima pubblicazione Ricci d’amare, in cui ritroviamo i disegni di Baronciani, alcune cose sono cambiate, altre sono rimaste e rimarranno anche in futuro. Cambia il colore (bianco, giallo, rosa), resta il formato. Cambiano le tematiche, restano i giochi di parole e l’idea di raccogliere fumetti stilisticamente spesso molto diversi sotto un’unica cornice narrativa, che come un filo rosso connette le varie storie. incubo.xmexte

Un filo rosso che ritroviamo anche nel progetto XMEXTEXPE che il gruppo ha realizzato per il Perepepè 2013. L’idea, assolutamente originale, è quella di fare un esperimento di geolocalizzazione a fumetti coinvolgendo direttamente i cittadini della città di Pesaro a cui è stato chiesto di scrivere delle storie, scegliendo un luogo da individuare poi sulla mappa della città e un tema tra quelli cari al collettivo, l’incubo (in bianco), la rabbia (in giallo) e l’amore (in rosa). I racconti sono stati poi disegnati dai ragazzi durante un intenso mese di residenza d’autore e che si è concluso con la stampa di 150 copie delle storie e della mappa che le connette a Pesaro. Un bell’esempio di uno scambio che porta la città nei fumetti, ma riporta anche i fumetti negli spazi aperti della città, proprio come accade anche a Treviso durante il TCBF.

Abbiamo parlato di:
L’incubo in Tasca, di Incubo alla balena
dal 24 al 28 settembre
Da Dario e Roberto, Piazza S. Francesco 1, Treviso

 

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A Cremona Dylan Dog tra rilancio e mito http://www.lospaziobianco.it/128221-cremona-dylan-dog-rilancio-mito http://www.lospaziobianco.it/128221-cremona-dylan-dog-rilancio-mito#comments Wed, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=128221 A Cremona Dylan Dog tra rilancio e mito | di Ilaria Mencarelli
Lo Spazio Bianco

Dal 18 al 28 Settembre a Cremona presso il Centro Fumetto Andrea Pazienza è in mostra “Dylan Dog tra rinnovamento e mito”, in cui agli originali della collezione Marco Cortellazzi sono stati accostati alcuni inediti della nuova gestione.

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A Cremona Dylan Dog tra rilancio e mito | di Ilaria Mencarelli
Lo Spazio Bianco

Dylan Dog 1Il 18 Settembre si è inaugurata a Cremona presso il Centro Fumetto Andrea Pazienza la mostra “Dylan Dog tra rinnovamento e mito”, in cui sono esposte assieme le tavole della collezione Marco Cortellazzi ed alcuni inediti del nuovo corso. Roberto Recchioni, Nicola Mari e Franco Busatta, presenti per l’occasione, hanno parlato agli spettatori del rinnovamento in corso, esprimendosi a proposito dei necessari cambiamenti, dell’atteso albo numero 337 e dei nuovi personaggi che entreranno a far parte della vita dell’Indagatore dell’Incubo.

IL DOWNGRADE

E’ un momento stimolante per la casa editrice e il debutto delle storie della “rinascita” di Dylan Dog è sicuramente uno dei motivi di massimo fermento. Franco Busatta si esprime a proposito del clima che si respira nella casa editrice e della serietà con cui è stato portato avanti il lavoro sulla serie:

“È stato un momento elettrizzante sotto tutti i punti di vista. Il rilancio della seconda testata di fumetti italiana è un investimento molto importante per la casa editrice e su cui siamo molto concentrati. È un grande piacere lavorare con dei grandi talenti per Dylan Dog.”

Riguardo alla necessità del cambiamento Nicola Mari afferma:

“Le due caratteristiche fondative del personaggio sono quelle di mantenere sempre alto il livello dell’enigma e della domanda. Negli ultimi tempi Dylan Dog aveva iniziato a dare delle risposte, distanziandosi dai due tratti distintivi del personaggio. A volte per ritrovare se stessi bisogna anche un po’ perdersi. Dylan Dog, secondo me, in quel periodo si era un po’ allontanato da se stesso, ma per ritrovarsi. L’operazione che è in atto è proprio quella di riportare Dylan Dog a quello che era, tenendo conto del periodo intermedio che è stato indispensabile anche per capire che c’era bisogno di riportare Dylan a se stesso. “

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SPAZIO PROFONDO

L’albo 337 è il primo del nuovo corso, disegnato da Nicola Mari, colorato da Lorenzo De Felici (o “ridisegnato in modo cromatico”, come dirà poi il disegnatore) e sceneggiato da Roberto Recchioni, è un numero molto particolare ambientato, come lascia intendere il titolo, nello spazio. Roberto Recchioni spiega:

“Non è il vero inizio della nuova fase di Dylan Dog, ma è una storia di transizione che serve per far capire ai lettori vecchi e nuovi che da questo momento in poi si cercherà di stupire. Nicola Mari si è trovato di fronte una sceneggiatura con una storia strana alle spalle; in origine l’avevo scritta per lui e perciò buona parte delle inquadrature e delle suggestioni sono state pensate da me per lui, poi era stata assegnata ad un altro disegnatore e infine è tornata a lui di nuovo.”

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LA RIMODERNIZZAZIONE

“Si sta riportando quello che era Dylan Dog negli anni ottanta agli anni duemila. Questo cambia tutto.”

dice Nicola Mari.
Buona parte dei cambiamenti che si stanno svolgendo nella testata sono infatti concentrati sulla necessità di modernizzare e rendere il più reali possibili l’ambiente e la società londinese in cui si muove l’Indagatore dell’Incubo.

“Il terzo numero, disegnato da Casertano e sceneggiato da Simeoni , racconta dei riots , fenomeno violento tuttora presente nell’immaginario collettivo. Vogliamo raccontare sia la Londra presente che il mondo in genere quindi un cambio radicale del mondo o dell’Inghilterra verrà rappresentato all’interno degli albi.”

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AUTORI COINVOLTI

Sono numerosi gli autori coinvolti e tra questi vengono citate delle new entry per il Color Fest come Mirka Andolfo (autrice di Sacro e Profano), Federico Rossi Edrighi e Lorenzo De Felici in veste di disegnatore.

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I NUOVI PERSONAGGI

Durante l’incontro ci si è soffermati a paralare del nuovo villain di Dylan, John Ghost, di cui abbiamo avuto modo di ammirare direttamente sul web alcuni studi di Angelo Stano e due tavole che ritraggono in maniera esaustiva le ambiguità del personaggio. Roberto Recchioni ne sottolinea le caratteristiche che lo rendono una perfetta nemesi di Dylan Dog.

“È un personaggio che nasce da un universo narrativo al di fuori di quello di Dylan e ci serve per veicolare tutto quello che Dylan non può veicolare. La visione di Dylan nei confronti del mondo è una visione specifica e allora ci serviva un contraltare che gli facesse da contraddittore. John Ghost cammina sul sottile confine tra il caos e l’ordine e serve la linea del caos. Non è esattamente un cattivo, però porta con se tutta una serie di nuove criticità nel mondo di Dylan.”

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Ora, a pochi giorni dall’uscita di Spazio profondo, non ci resta che aspettare l’Inizio di una “nuova era” per Dylan Dog e sperare che l’Indagatore dell’Incubo ci sorprenda e ci inquieti come prima e più di prima.

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Una domenica al Falcomics http://www.lospaziobianco.it/127678-falcomics http://www.lospaziobianco.it/127678-falcomics#comments Fri, 19 Sep 2014 06:00:48 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=127678 Una domenica al Falcomics | di Ilaria Mencarelli
Lo Spazio Bianco

Falcomics, fiera di Falconara, tra ospiti, mostre e cosplay: la cronaca della nostra inviata Ilaria Mencarelli.

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Una domenica al Falcomics | di Ilaria Mencarelli
Lo Spazio Bianco

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Giunta alla trentunesima edizione la mostra mercato di fumetto Falcomics, tenutasi a Falconara dal 29 al 31 agosto 2014, continua a crescere e, grazie all’intervento della Scuola Comics di Jesi, si arricchisce di incontri interessanti. Da tre anni a questa parte, infatti, agli stand delle fumetterie che colorano la piazzetta dove ha luogo l’evento, è possibile prender parte agli incontri con gli autori, visitare piccole mostre ricche di tavole originali e assistere ad eventi come Vignetta sul ring (sfida di improvvisazione tra disegnatori umoristici).

La giornata di domenica si è svolta all’insegne della gara dei cosplayer che ha visto giovani ragazzi sfidarsi sul palco a colpi di performance. Le Nami, i Rubber, i Kakashi e le Principesse Gommarosa hanno infine lasciato posto al karaoke dedicato alle sigle dei cartoni animati che hanno fatto storia.

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Le mostre in esposizione, divise tra Palazzo Pergoli e Piazza Mazzini, si sono dimostrate interessanti e ricche di spunti; da un lato hanno reso possibile comprendere ancora di più la visione degli autori ospiti, dall’altro apprezzare la loro unicità e la loro ecletticità a seconda dei casi. E così “L’altro me”, interamente dedicata all’ospite principale della convention Enrique Breccia, ha dato modo di ammirare ancora di più l’estro e le capacità del maestro argentino che nel corso della sua carriera ha sperimentato numerosi stili, dedicandosi anche alla pittura. “Elementi di Retrorobotica e Mechadesign Applicato” ci ha permesso, invece, di ammirare il lavoro di preparazione e le tavole originali di Beta, graphic novel di Luca Vanzella e di Luca Genovese, edito Bao Publishing. “Rivelazioni” ha esplorato invece tramite il disegno le passioni dei vari autori coinvolti mettendo a nudo le aspirazioni degli stessi.

Nell’Angolo del baratto era invece possibile parlare con ospiti del calibro di Enrique Breccia, Marco Bianchini, Gud, Mabel Morri e Vincenzo Cucca (Luca Genovese, Alex Masacci, Andrea Fattori, Passpartout e Niccolò Storai il venerdì e il sabato) e ottenere disegni in cambio di un baratto pattuito; vino, birra, caricature, sketch book, action figures sono solo alcuni degli oggetti richiesti dagli autori in cambio della loro manodopera.

Sempre all’insegna dell’allegria e della passione per il fumetto, la piccola ma interessante Falcomics sta migliorando di anno in anno diventando una festa ricca di eventi (incontri con autori, la gara Vignette sul Ring e e i laboratori per bambini ne sono un esempio) e la costante crescita di un pubblico giovane fa ben sperare per le edizioni future.

Leggi la cronaca d’autore di Niccolò Storai!

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Fullcomics&Games: dopo la decima edizione si pensa al futuro http://www.lospaziobianco.it/127887-fullcomicsgames-decima-edizione-pensa-futuro http://www.lospaziobianco.it/127887-fullcomicsgames-decima-edizione-pensa-futuro#comments Thu, 18 Sep 2014 15:00:18 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=127887 Fullcomics&Games: dopo la decima edizione si pensa al futuro | di Nicole Brena
Lo Spazio Bianco

A Fullcomics&Games, il 6 giugno 2014 a Milano, presso la Fabbrica del Vapore si sono alternati professionisti del diritto e ospiti dal mondo di fumetto e animazione, per una panoramica sulla creatività, la sua tutela e le dinamiche di ispirazione e valore dell'idea "giusta".

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Fullcomics&Games: dopo la decima edizione si pensa al futuro | di Nicole Brena
Lo Spazio Bianco

La cartolina promozionale

La cartolina promozionale

Anche quest’anno il Fullcomicsandgames è stato diretto dal dott. Salvatore Primiceri di RegolaKreativa, associazione per lo studio e la tutela del diritto d’autore nelle arti grafiche) in collaborazione con Connect24 Consulting e col patrocinio del Comune di Milano e di ICAF – Istituto di Conciliazione e Alta Formazione di Milano.
Continua ricerca e mediazione fra passione e professionalità sembrano essere gli elementi che danno vita a idee vincenti perché coinvolgenti, emozionanti, divertenti.
Questo il messaggio degli ospiti del convegno – Maurizio Nichetti, Pietro Pinetti, Sandro Dossi, Federico Memola, Davide La Rosa, Giuseppe Guida – che, magistralmente guidati da Loris Cantarelli (redattore di Fumo di China e autore di alcune delle nostre Top Ten) hanno intrattenuto il pubblico con acuti e semiseri discorsi (in verità molto lucidi e per certi versi disillusi) sulle professioni di fumettista e animatore.

Maurizio Nichetti e Pietro Pinetti (Studio Bozzetto) ricordano con nostalgia gli anni passati e, a malincuore, osservano che la crisi economica diviene determinante e sfavorisce i professionisti italiani di fronte agli americani, che si possono permettere di lavorare per anni su progetti in fieri e riscrivere n volte una scena comica, arginando così la filosofia dell’accontentarsi.
Il problema del contesto nazionale, manco a dirlo, sembra essere la mancanza di fondi: di fronte a talentuosi sceneggiatori, fumettisti e animatori nel migliore dei casi non c’è il tempo di curare tematiche, concetti, gag e, nel peggiore, non si riesce proprio a lavorare.

fc&g1Per quanto riguarda la genesi e lo sviluppo delle idee, invece, più di un relatore si è confessato spesso vittima della crisi da ‘schermo bianco’, rivelando che le idee vengono quando meno te lo aspetti e dove meno te lo aspetti: al supermercato ad esempio, o quando – comunque – non puoi proprio scrivere nulla.
Il fumettista Giuseppe Guida racconta di quanto sia stimolante osservare i processi creativi dei bambini, partendo dall’esperienza dei propri progetti educativi.

Ma quanto è importante cercare un feedback dal pubblico attraverso social media e blog? Nel caso di Davide La Rosa, ad esempio, l’utilizzo del blog è stato fondamentale, nonostante mettere il proprio lavoro in rete talvolta possa essere pericoloso: ci si espone a possibile furto di immagini e, quindi, di idee.
Il web si è rivelato invece meno utile per chi non può (o non ha potuto) mostrare molto del prodotto in preview: per quanto riguarda l’animazione il rapporto è diverso.

Chiaramente il discorso viene sospeso per chi, come il celebre disegnatore del gatto Felix Sandro Dossi, ha cominciato a lavorare una trentina di anni fa, quando non esisteva nulla di tutto ciò.

Il ruolo della tecnologia viene altresì problematizzato e criticato: negli ultimi anni sembra vi sia una gara a chi riesce a sfruttare i software in modo spettacolare, imponendo una forma scintillante e sorprendente a un contenuto in alcuni casi mediocre. In qualche senso si potrebbe dire che il continuo aggiungersi di particolari (dopo il cinema muto in bianco e nero, l’audio e poi il colore, per arrivare agli ultimissimi effetti speciali) abbia peggiorato la qualità delle storie proposte. Il fine ultimo dovrebbe essere il narrare, non il suscitare meraviglia di per sé.
In questo senso l’interactive design - dai videogiochi all’elaborazione attiva dello spettacolo audiovisivo – sembra avere molto da offrire per i prossimi anni, riuscendo a coniugare in maniera sorprendente percorso narrativo dei personaggi e nuove tecnologie.

Gli interventi della mattina di Ivan Giordano (presindente di ICAF e partner dell’evento), e Jacopo Savi (neuroscienze applicate alla creatività e al diritto) hanno parlato della possibile coniugazione della creatività in ambito giuridico.
Con l’intervento di Simone Aliprandi sul diritto d’autore e licenze creative commons nei fumetti si è entrati nel vivo del collegamento fra discipline del diritto e mondo del fumetto.

In particolare è stato sottolineato come molte volte illustratori e fumettisti siano troppo poco consapevoli dell’importanza di piccole precauzioni come inviarsi i file per mail, pubblicare su un blog privato, o comunque a proprio nome: in due parole creare precedenti, che attestino la proprietà intellettuale e artistica dei contenuti che si pubblicano.
Conoscenza e consapevolezza sul tema del diritto in campo creativo andrebbero divulgate per contrastare sempre più i casi di tavole e idee rubate. (Ad esempio non è sempre chiaro di chi siano i diritti dei personaggi: una via di mezzo fra poca informazione e pigrizia rende incapaci e poco coscienti nella gestione delle situazioni giuridiche.)

Dal punto di vista dei professionisti partecipanti e degli enti promotori è necessaria una ricerca di sinergie fra professionisti del diritto e delle arti grafiche, per garantire una qualità dei rapporti lavorativi sempre più consapevole e, quindi, migliore.

Prima della pausa Federica Fullin ha proiettato e dato voce ai personaggi dei fumetti del contest “La mediazione spiegata a fumetti”, avviato lo scorso anno. L’utilizzo del medium in questo caso è particolarmente efficace per spiegare il percorso di mediazione, metodo che impone di uscire da schemi prestabiliti e che incarna il principio a titolo della giornata: think outside the box - pensare in modo laterale (si vedano gli scritti di Edward de Bono) – che potrebbe risultare prezioso per risolvere controversie altrimenti destinate a tempi più lunghi ed esiti non sempre positivi.

A conclusione del convengo, sono stati annunciati e simbolicamente premiati i vincitori del “Gran Premio Autori ed Editori”, votati dagli utenti di Facebook durante il mese precedente la manifestazione,

Per i più curiosi, ecco l’esito delle votazioni:

MIGLIOR FUMETTO AUTOPRODOTTO
Curami – Enrico Martini, AA. VV. , Cyrano Comics

PREMIO ALL’INNOVAZIONE EDITORIALE
Piattaforma Aces Weekly di David Lloyd (edita in Italia in formato cartaceo da NPE)

MIGLIOR FUMETTO DIGITALE
ZTL – Viviana Gentile, Valentina Marasco, Giuseppe Strati

MIGLIOR FUMETTO PER RAGAZZI
Gionni Peppe e Gionni Lupara – Jacovitti (NPE)

MIGLIOR FUMETTO SOCIALE/ATTUALITÀ
I bambini inchiodati – Cyrano Comics

MIGLIOR FUMETTO ITALIANO
Noêin – Cyrano Comics

PREMIO SPECIALE CULTURA DEL FUMETTO
I bambini inchiodati – Cyrano Comics

MIGLIOR AUTORE ITALIANO
Enzo Rizzi (autore di Heavy Bone – La Storia del Rock a Fumetti)

MIGLIOR FUMETTO UMORISTICO
Curami – Enrico Martini, AA. VV. , Cyrano Comics

MIGLIOR FUMETTO SERIALE
Arno Kowalsky 4.8 – Di Virgilio/Guida, Primiceri Editore

PREMIO SPECIALE FULLCOMICS
Una Storia – Gipi (Coconino Press)

Nel frattempo si pensa già a rinnovare l’evento, che forse tornerà a Pavia, location originaria. È anche possibile che il format venga completamente rinnovato, grazie a nuove sinergie a livello organizzativo. Per maggiori informazioni tenete monitorato il sito di Fullcomicsandgames.

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Falcomics 2014: l’altro Me – Reportage d’autore da Niccolò Storai http://www.lospaziobianco.it/126782-falcomics-2014-laltro-reportage-dautore-niccolo-storai http://www.lospaziobianco.it/126782-falcomics-2014-laltro-reportage-dautore-niccolo-storai#comments Tue, 02 Sep 2014 13:00:17 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=126782 Falcomics 2014: l’altro Me – Reportage d’autore da Niccolò Storai | di Niccolò Storai
Lo Spazio Bianco

Niccolò Storai ci presenta un rapido reportage da Falcomics, il punto di vista di un autore che ha vissuto la manifestazione dall'interno.

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Falcomics 2014: l’altro Me – Reportage d’autore da Niccolò Storai | di Niccolò Storai
Lo Spazio Bianco

Si è conclusa domenica la consueta manifestazione adriatica di fine agosto…

Già mi manca e sapete perché? Falcomics è una fiera del fumetto fatta da gente che il fumetto lo vive e lo fa!
Marco Bianchini, disegnatore bonelliano di provata fede e Graziella Santinelli – direttore della sede di Jesi della scuola del fumetto, hanno, assieme ad i loro collaboratori, messo in scena anche quest’anno un appuntamento davvero imperdibile.

Tema della manifestazione è stato “L’altro me” ovvero le passioni e le mansioni di cui si nutrono i disegnatori quando non disegnano.
Di materiale bello da vedere ce n’ era un sacco, la mostra del maestro Enrique Breccia e Beta dei due Luca del fumetto italiano, Vanzella e Genovese.
Due mostre assolutamente strepitose sia per i contenuti degli autori che per l’allestimento curato dalla scuola internazionale di comics di Jesi.

Che altro dire per non risultare troppo di parte?

Si, che Falcomics è una fiera dove si respira un’ aria familiare, ti sembra di entrare nel salotto buono di un amico avente una sterminata collezione di fumetti ed action figures, cose che al sottoscritto garbano parecchio.

Da appuntamenti del genere c’ è da prendere spunto ed insegnamento, da chi ama il fumetto e lo sa valorizzare come merita.

Per avere una qualche idea di cosa è stata Falcomics basta che guardate le immagini a corredo di questo articolo, le quali si ampliano di numero nell’album su Facebook che gli ho dedicato non appena rientrato a casa dalla tre giorni adriatica.

Grazie di tutto Falcomics ed alla prossima.

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Takashi Murakami in mostra a Milano con “Il ciclo di Arhat” http://www.lospaziobianco.it/126174-takashi-murakami-mostra-milano-ciclo-arhat http://www.lospaziobianco.it/126174-takashi-murakami-mostra-milano-ciclo-arhat#comments Fri, 22 Aug 2014 15:00:44 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=126174 Takashi Murakami in mostra a Milano con “Il ciclo di Arhat” | di Maya Quaianni
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È stata inaugurata mercoledì 23 luglio a Milano la mostra “Takashi Murakami. Il ciclo di Arhat”, che vede per la prima volta in Italia le opere più recenti del celebre artista giapponese.

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Takashi Murakami in mostra a Milano con “Il ciclo di Arhat” | di Maya Quaianni
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È stata inaugurata mercoledì 23 luglio a Milano la mostra “Takashi Murakami. Il ciclo di Arhat”, che vede per la prima volta in Italia le opere più recenti del celebre artista giapponese, presente alla conferenza stampa insieme al curatore Francesco Bonami e alle autorità milanesi.

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L’esposizione, ospitata nella prestigiosa Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, riunisce opere pittoriche e scultoree dell’esponente di punta del Japanese Neo Pop (secondo la definizione del critico Noi Sawaragi), noto per la sua capacità di appropriarsi delle forme espressive della “subcultura” contemporanea nipponica – anime, manga e tokusatsu – come dell’arte e della cultura del periodo Edo (1603-1867). Dopo un dottorato in nihonga (pittura su carta e seta, con uso di pennelli e inchiostri tradizionali) alla Tokyo National University of Fine Arts and Music e un periodo negli Stati Uniti volto ad approfondire i movimenti artistici statunitensi, Murakami (Tokyo, 1962) ha negli anni elaborato un vero e proprio movimento artistico, il Superflat: una rilettura della storia artistica del Giappone segnata – a detta dell’artista – da un’assenza di profondità. Una “superflatness” riscontrabile sia nelle radici storiche dell’arte tradizionale nipponica che negli elementi della cultura bassa contemporanea: figli di una nazione consumista controllata dagli Stati Uniti, cresciuti come otaku e affini alla poetica kawaii (ovvero del carino e “puccioso”), gli artisti superflat vedono come sbocco quasi naturale un’arte debitrice agli oggetti di cultura pop. Le loro opere sono esteticamente giocose e infantili, ma i contenuti spesso inquietano e criticano in maniera acuta la società giapponese contemporanea.

Murakami7-Sage 2014Le opere esposte a Milano (di grande formato come spesso nell’arte di Murakami) sono una selezione delle più recenti realizzazioni dell’artista, in cui pare abbia intrapreso un nuovo percorso che fa seguito ai tragici avvenimenti del 2011. Finita la fase di adolescenza che il Paese asiatico attraversava, si è entrati con il terremoto e il conseguente tsunami di tre anni fa in una maturità che il curatore della mostra Francesco Bonami definisce “superdeep”.
Per affrontare questo tema la scelta del soggetto vira alla spiritualità e ricade sugli arhat, monaci al servizio del Buddha, che grazie al suo insegnamento hanno raggiunto il nirvana, a cui anticamente il Giappone si affidava per guarire dalle malattie: l’intento simbolico è dunque quello di alleviare i cuori dei giapponesi, provati da eventi il cui impatto è stato secondo solo alla deflagrazione delle due bombe atomiche nel 1945.
Lo stile di Murakami trasfigura questi “santi” rendendoli simili a mostri usciti da un manga fantasy, grazie anche alla consueta tavolozza dai colori accesi. A corollario delle tre grandi opere diversi autoritratti dell’artista, a simboleggiare l’importanza – di fronte all’inevitabilità della morte – di lasciare delle tracce di sé.

A completare l’inaugurazione, mercoledì e giovedì si sono tenute due proiezioni di Jellyfish Eyes, primo lungometraggio ideato, scritto e diretto dall’artista stesso. Il film in live-action – che nelle intenzioni del regista è solo il primo di una vera e propria serie – è ambientato in un paesino dove il piccolo Masashi, appena trasferitosi, scopre l’esistenza dei F.R.I.E.N.D.s, strane creature che i bambini del luogo riescono ad accudire attraverso un telecomando.
Questo spunto non proprio originale viene innestato da Murakami su un’ambientazione post-tsunami 2011 e post-Fukushima, rappresentando una società con alle spalle i traumi di un recente disastro naturale e che guarda con sospetto il vicino laboratorio scientifico. La soluzione alla minaccia che incombe è per Murakami l’unione delle giovani generazioni – i bambini – per spingerli a credere in sé stessi e nel loro futuro. Il tutto viene reso attraverso una miscela di generi e riferimenti provenienti dalla più vasta produzione audiovisiva nipponica: fantascienza, kaiju-eiga (i film sui mostri giganti stile Godzilla), mostriciattoli kawaii alla Digimon, romanzo di formazione, commedia, unendo la ripresa dal vero all’uso della computer graphic per la resa dell’universo dei mostriciattoli.
Come l’intera opera di Murakami, anche questo film ha più livelli di lettura, oltre a creare un interessante pastiche di rimandi a un immaginario pop dagli anime ai dorama (i telefilm giapponesi) che lo rende volutamente kitsch, ma comunque affascinante.

Takashi Murakami. Il ciclo di Arhat
A cura di Francesco Bonami
Palazzo Reale di Milano, 24 luglio – 7 settembre 2014
Orari: lunedì 14:30 – 19:30
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9:30 – 19:30
Giovedì e sabato 9:30 – 22:30
Biglietti intero 5 euro, ridotto 3 euro


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La Storia sarete voi… mai il fumetto siamo noi! http://www.lospaziobianco.it/124694-storia-sarete-fumetto http://www.lospaziobianco.it/124694-storia-sarete-fumetto#comments Fri, 01 Aug 2014 13:30:40 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=124694 La Storia sarete voi… mai il fumetto siamo noi! | di Giada Peterle
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Allo Sherwood Festival 2014 un incontro dedicato al fumetto sotterraneo italiano: Il fumetto siamo noi, da underground a autoproduzione.

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La Storia sarete voi… mai il fumetto siamo noi! | di Giada Peterle
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Si pensa che le antologie siano solo su carta o al massimo incise su disco, in stile greatest hits. Si pensa raccolgano brani letterari o al massimo canzoni, ma non è così. Ci sono anche grossi volumi che lasciano un po’ stupiti se queste sono le aspettative: sono raccolte di fumetti, a volte autoprodotte e che altre volte si appoggiano a editori che credono nei progetti collettivi, nella coralità di un linguaggio che nei sotterranei dell’editoria o fuori, per le strade, nei banchetti ai festival e ai concerti, costruisce tassello dopo tassello il racconto di una storia alternativa, ma non meno reale e viva.

Sherwood Comix se ne intende di antologie, perché per anni, e precisamente dal 2004 al 2010, Claudio Calia e Emiliano Rabuiti hanno raccolto, con l’aiuto di varie redazioni e case editrici, sette volumi dedicati alla ricostruzione della storia del fumetto indipendente italiano degli anni 2000. Ancora una volta, sempre da un’idea di Calia, si torna a raccogliere e fotografare la realtà delle autoproduzioni, che proprio per la sua natura sfugge spesso a un tentativo di sistematizzazione, ma che per questo necessita della buona volontà dei singoli e soprattutto della dedizione di autori, appassionati, curatori e editori per poter essere ricostruita e dunque ricordata per il futuro delle generazioni di “fumettari” che verranno.

L’antologia – questa volta un incontro dal vivo, tenutosi il 10 luglio scorso nel corso dello Sherwood Festival di Padova – si compone di voci personali che narrano le esperienze degli individui, ma che inevitabilmente si intrecciano e arricchiscono nel confronto, nella collaborazione e nella condivisione dei gruppi.

Il fumetto siamo noi – Storia del fumetto sotterraneo italiano traccia la storia con la “s” minuscola del fumetto indipendente italiano dagli anni ‘90 a oggi. Una “s” minuscola perché l’antologia si compone di narrazioni che per la loro intrinseca autonomia sfuggono a quella Storia che ci viene raccontata: questa volta, a raccontarla, sono proprio gli autori stessi.

Il primo a parlare è Luca Vanzella, che dall’esperienza del progetto dell’etichetta Self Comics creata con Luca Genovese è passato alle collaborazioni con Aurea Editoriale e Bonelli, dimostrando come spesso il fumetto underground e quello mainstream dialoghino più strettamente di quanto si pensi e non costituiscano due mondi assolutamente sconosciuti l’uno all’altro.

Si comincia così un percorso cronologico partendo dal racconto di Alberto Corradi, il quale, insieme a Gianluca Costantini e Claudio Calia, ha sentito il bisogno di “ricapitolare” attraverso l’idea di Znort! un periodo che lui e molti altri nel mondo del fumetto – a partire dal primo Happening Underground di Milano creato da Marco Teatro vent’anni fa – hanno vissuto come l’inizio di un movimento e di un percorso personale. Assolutamente aperto e libero da sfogliare, Znort!  nasce come un archivio virtuale di racconti per immagini e interviste di un viaggio a ritroso nel tempo.

Una di queste tappe è certamente segnata anche dall’arrivo delle antologie di Self Comics in fumetteria, come raccontano Luca Genovese e Omar Martini, il quale, come editore Black Velvet, si è occupato della loro distribuzione. Per la prima volta una raccolta di autoproduzioni si trovava dunque sugli scaffali, rompendo quei confini che segnavano la distribuzione del fumetto seriale e di quello underground, sottolineando, come racconta Omar, il fatto che spesso, nei contenuti dei racconti, nelle forme e negli stili, le vicinanze tra queste due regioni apparentemente così distanti fossero invece già segnate da tempo.

Altre ancora sono le storie che raccontano Gaia Cocchi, con Comix Riot: il graphic novel come forma di arte politica (Bordeaux Edizioni 2014), e Sara Pavan, con Il potere sovversivo della carta (Agenzia X 2014).

Gaia – riprendendo dall’importanza di realtà quali Komikazen, Sherwood Comix e altri festival legati alla scena indipendente italiana – parla di come il fumetto costruisca narrazioni alternative e partecipate, dunque vive, anche di quei momenti storici che vengono invece offuscati e celati dalla narrazione proposta dai media (qui spicca l’esempio del G8 e di tutte le espressioni artistiche, i volumi a fumetti e i brani che sono nati per non dimenticare Carlo Giuliani e gli eventi della Diaz).

Sara invece, come autrice, suggerisce alle nuove generazioni di aprire i propri albi, anche virtuali, al pubblico, non avendo paura di renderli accessibili gratuitamente sul Web, sottolineando come free download e copia cartacea non si escludano, bensì si completino a vicenda, costruendo insieme una rete di diffusione e di crescita della scena del fumetto indipendente. Il potere sovversivo della carta, dunque, sta nella sua materialità, negli incontri tra persone reali, nei banchetti all’interno delle fiere, ma anche nella sua capacità di arrivare il più lontano possibile, allargando gli spazi di connessione e quindi di inclusione.

Come racconta anche Zerocalcare, il fumetto underground è fatto di mille rivoli e ogni autore segue il proprio percorso, anche tortuoso, lungo il quale porta con sé un bagaglio di esperienze (e nel suo caso anche di atteggiamenti e approcci) che non si perdono perché si comincia a lavorare con un editore, per esempio, ma si modificano trovando nuove forme per esprimersi.

Gud – che ha accompagnato l’intero incontro con i suoi disegni live e che con i suoi Viaggi a fumetti permette ai suoi lettori di scaricare gratuitamente i diari di bordo dei propri spostamenti geografici – ci tiene infine a ricordare come il Web sia per un fumettista anche occasione di confronto con il suo pubblico, mettendosi alla prova ed evolvendosi.

Se, come conclude Calia, non ci sarebbero i nostri autori preferiti se non ci fosse questo movimento sotterraneo e non ci sarebbe la Storia del fumetto se non ci fossero queste storie autoprodotte, allora è giusto anche cercare di raccoglierle, per quanto sia possibile, in un volume, in una raccolta di fotografie, in un documentario come questo, per cercare di fare il punto o, perché no, aprire gli orizzonti a coloro che leggendo un volume stampato si sono sempre chiesti chi ci sia dietro, senza immaginare che a volte sono interi movimenti, nati anche lontano, nel tempo e nello spazio, e che le singole persone sono individui spesso frutto di storie collettive, di antologie.

www.sherwood.it/articolo/4186/il-fumetto-siamo-noi-storia-del-fumetto-sotterraneo-italiano

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Il ritorno di PK al WOW di Milano http://www.lospaziobianco.it/123676-ritorno-pk-wow-milano http://www.lospaziobianco.it/123676-ritorno-pk-wow-milano#comments Fri, 25 Jul 2014 15:30:29 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=123676 Il ritorno di PK al WOW di Milano | di Andrea Bramini
Lo Spazio Bianco

Sabato 12 luglio si è svolto un interessante evento al WOW di Milano per celebrare il ritorno di PK con “Potere e potenza”, la storia di Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio in corso di pubblicazione su “Topolino”.

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Il ritorno di PK al WOW di Milano | di Andrea Bramini
Lo Spazio Bianco

È difficile descrivere con lucidità, per un fan di vecchia data di PK, l’atmosfera che si respirava al WOW Spazio Fumetto di Milano sabato 12 luglio.

De_PoliIl museo, punto di ritrovo per tutti i giovani e gli appassionati di fumetto del capoluogo lombardo, ha deciso di dedicare un pomeriggio a tutti i Pkers, i lettori, i curiosi e i bambini che fossero stati toccati in vari modi e in diversi momenti dal fenomeno PK. E non si può dire che l’iniziativa non abbia avuto successo, considerando che già mezz’ora prima dell’orario d’inizio, la sala predisposta era piena, con molte persone in piedi. E la gente ha continuato ad affluire anche dopo l’avvio dell’incontro. A colpo d’occhio la maggior parte erano ragazzi over 20, lettori della prima ora di PKNA, ma non mancavano anche bambini e adulti, in un quadro che delineava la trasversalità del mito pikappico.

Alle 15.30 in punto prende la parola Valentina De Poli, direttrice di Topolino, che ha ringraziato i presenti e ha subito passato la parola a Luigi Bona, direttore del WOW, il quale ha introdotto brevemente il pomeriggio testimoniando come Alberto Brambilla e Luca Bertuzzi, responsabili dell’evento, abbiano da sempre covato l’idea di organizzare tra le mura del museo qualcosa dedicato a PK. Ha rivelato inoltre che anche per lui PK è sempre stato una serie molto valida per le innovazioni portate nel fumetto Disney, sottolineando quindi la soddisfazione di ospitare un’iniziativa del genere al WOW.

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La De Poli ha ripreso il microfono per spiegare come si sarebbe svolto l’incontro, ma è stata interrotta da scroscianti applausi e ovazioni per l’ingresso a sorpresa di Oskar Bertoni. Bertoni all’anagrafe è Davide Catenacci, attuale caporedattore comics di Topolino e da diversi anni presente nella redazione disneyana; ma in PKNA ha vissuto anni di gloria nei panni di Bertoni, aspirante eroe dipinto in realtà come lo “scemo del villaggio” in una serie di demenziali rubriche scritte da Fausto Vitaliano. I Pkers lo hanno eletto fin da subito come loro idolo, quasi lo specchio di una generazione, tanto che anche dopo la fine della testata, alle varie fiere e incontri c’è sempre qualcuno che lo chiamava con il suo “nome d’arte”.

L’ingresso di Bertoni e il modo in cui è stato accolto danno l’esatta misura di quanto il fenomeno PK, non solo limitatamente alle storie a fumetti, sia ancora vivo e vitale.

Conclusa questa parentesi, Valentina De Poli ha potuto presentare al pubblico gli autori di Potere e potenza, la storia serializzata in queste settimane su Topolino che segna appunto il ritorno di PK in edicola con avventure inedite. Max Monteduro, Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio sono stati accolti da una selva di applausi, prima di salire sul palco a loro riservato, mentre prendevano la parola i due conduttori dell’incontro: Jacopo Cirillo, sceneggiatore Disney e responsabile della parte “social” di Topolino e di PK, e Alberto Brambilla, collaboratore del WOW e curatore dell’iniziativa. La doppia conduzione è stata intelligentemente motivata: Brambilla ha infatti dato alle sue domande un taglio da fan duro e puro, quale effettivamente è, al contrario di Cirillo che, da non Pker, si è concentrato su domande più generiche.

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Il risultato è stato una sorta di “intervista tripla”, dove sono emerse diverse cose interessanti sulla genesi di questo ritorno e sulle motivazioni del rilancio. Francesco Artibani ha avuto modo di sottolineare la natura del sondaggio sul sito di Topolino in cui i lettori possono decidere se distruggere o meno la Ducklair Tower, e ha avuto anche modo di ricordare il clima di collaborazione sincera che si respirava ai tempi di PKNA, che difficilmente ha poi ritrovato in esperienze successive. Pungolato da una domanda di Brambilla, Artibani ha potuto inoltre ribadire come i timori di qualcuno su un PK “edulcorato” solo perché pubblicato sul settimanale Disney hanno avuto modo di essere sfatati.

Lorenzo Pastrovicchio ha parlato dello stretto rapporto con Artibani nei mesi in cui ha disegnato la storia, un lungo periodo di continui confronti per ottenere il miglior prodotto possibile; ha poi illustrato, insieme ad Artibani, alcune scelte grafiche per cui si è optato, sia a livello di disegno sia a livello di impostazione delle tavole.

Max Monteduro è stato interpellato sull’origine dell’idea dello strappo in copertina per PKNA e su come ha lavorato insieme ad Artibani e a Pastrovicchio per Potere e potenza.

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Lo spazio finale dell’incontro è stato poi riservato alle domande dal pubblico, come era prevedibile, particolarmente nerd. Daniele Daccò, patron di Orgoglio Nerd, ha chiesto cos’è uno yostly (esclamazione tipica degli evroniani, gli alieni nemici di Pikappa), scatenando numerose risate e la risposta divertita di Artibani. C’è stato chi ha chiesto se l’eventuale scomparsa della Ducklair Tower andasse a creare incongruenze con quanto visto in alcuni albi di PKNA – scatenando sgomento nell’espressione di Jacopo Cirillo, lontano da questo tipo di querelle –, ma Artibani ha rassicurato che non ci sono situazioni impossibili da proporre, perché una giustificazione narrativa si può sempre trovare per permettere uno sviluppo interessante. Alcuni hanno chiesto del destino di Everett Ducklair e figlie dopo la fine di PK2, ma lo sceneggiatore non si è sbottonato molto, dichiarando comunque che in questa prima storia non potevano essere reinseriti tutti i personaggi delle prime due serie di PK, ma che in futuro tutto può accadere.

Pastro_PK_2L’incontro si è concluso con la lotteria per sorteggiare i venti fortunati che avrebbero potuto avere un disegno di Lorenzo Pastrovicchio, e con la fila per gli autografi degli autori presenti: oltre ai tre responsabili di Potere e potenza, si potevano infatti trovare Silvia Ziche, Claudio Sciarrone e Fausto Vitaliano. Non mancavano altre firme disneyane come Giorgio Salati, Blasco Pisapia, Riccardo Pesce, Vito Stabile e il già citato Jacopo Cirillo, oltre ovviamente a Valentina De Poli.

L’appuntamento ora è per giovedì 31 luglio, quando per la chiusura della stagione del WOW ci sarà un simpatico evento a tema “PK Blaster”: la pistola laser di Pikappa, regalata in cinque pezzi assemblabili nei numeri di luglio di Topolino, sarà infatti il comun denominatore dell’incontro, durante il quale Claudio Sciarrone realizzerà un murales per il museo del fumetto di Milano.

Si ringraziano le colleghe Ilaria Mencarelli e Maria-Angela Silleni per il contributo fotografico. 

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Glyn Dillon e la sua Nao alla Bao Boutique http://www.lospaziobianco.it/120798-glynn-dillon-nao-bao-boutique http://www.lospaziobianco.it/120798-glynn-dillon-nao-bao-boutique#comments Thu, 19 Jun 2014 15:00:44 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=120798 Glyn Dillon e la sua Nao alla Bao Boutique | di Ilaria Mencarelli
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Il 7 giugno Glynn Dillon si è raccontato ai fan a Milano presso la Bao Boutique Brera parlando de Il Nao di Brown e del suo ritorno al fumetto.

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Glyn Dillon e la sua Nao alla Bao Boutique | di Ilaria Mencarelli
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Il 7 giugno allla Bao Boutique Brera si è tenuto l’incontro con l’autore Glyn Dillon che, dopo anni di assenza dal mondo del fumetto, con Il Nao di Brown ha saputo farsi prepotentemente notare con una storia che indaga il quotidiano di Nao, giovane e problematica ragazza affetta da sindrome ossessiva compulsiva. L’incontro, moderato da Caterina Marinetti, si è svolto all’insegna delle domande dei presenti, interessati a scoprire qualcosa di più sulle fasi di lavorazione del progetto e sulle scelte relative le tematiche principali affrontate dal graphic novel.

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La prima curiosità che l’autore racconta ai presenti è sulla scelta, avvenuta gradualmente, di spostare il centro dell’attenzione da Gregory e a Nao. Infatti l’opera almeno inizialmente doveva incentrarsi completamente su Gregory e sulla sua ossessione per Ichi. Le cose cambiano dal momento in cui decide di affibbiare a Nao, l’interesse amoroso del protagonista, la sindrome ossessiva compulsiva, che un tempo aveva afflitto sua moglie. Con lo scorrere dei giorni all’autore è bastato davvero poco per rendersi conto che la figura femminile stava acquistando un certo spessore prevalendo sugli altri personaggi da lui ideati. Da qui il bisogno di concentrarsi sulla fragilità e l’irrequietezza di una ragazza che riesce a mitigare i suoi pensieri e le sue paure solo mediante la meditazione.

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Glyn Dillon continua a spiegare i motivi di alcune sue decisioni quali l’ambientazione quotidiana della storia che toglie Nao di caso strano per via dei suoi problemi, l’interesse per la meditazione nei centri buddisti che nasce dalla necessità dell’autore di recarvisi (tant’è che alcune persone presenti nel fumetto sono un mix tra persone vere frequentate nel suo tempio buddista) e la presenza ridondante del colore rosso, a simboleggiare contemporaneamente sangue, violenza e pericolo.

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Si parla poi della copertina, nata, come succede spesso in questi casi, in maniera rapida poiché all’editore francese non aveva convinto la sua idea iniziale di rappresentare Abraxas in bianco e nero ad evidenziare il carattere bipolare di Nao. Ed è proprio in due giorni di duro lavoro che nasce l’originalissima copertina che ritrae la protagonista con una lavatrice al posto della testa.

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Infine ci si concentra sulla carriera di Dillon che dopo un promettente inizio sulle pagine di Sandman sceglie di lasciare il fumetto per il cinema e il suo paesino per Londra proprio per avere più possibilità di socializzazione .Riprendere carta e penna ora come ora è dovuto all’estrema semplicità con cui si può produrre un fumetto, senza stanziamenti ma solo con le proprio capacità e gli strumenti del mestiere. Ritornare al lavoro ha significato di conseguenza ri-innamorarsi del fumetto e ricominciare a farlo solo per sé stesso.

Ed è con un ultimo pensiero al mercato del fumetto e alla situazione in Inghilterra, dove il panorama fumettistico sta cambiando repentinamente grazie ad una nuova spinta underground e ad ottimi autori emergenti, che termina l’incontro, lasciando ai fan l’opportunità di farsi autografare e “acquerellare” il proprio volume.

Per saperne di più:
Intervista a Glyn Dillon
Recensione di Il Nao di Brown

Dillon 17 Dillon 16 Dillon 15 Dillon 14 Dillon 13 Dillon 12 Dillon 10 Dillon 9 Dillon 8 Dillon 7 Dillon 6 Dillon 5
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