Cartoomics 2017: uno sguardo alle autoproduzioni

Le migliori proposte dalla self-area del Cartoomics di Milano 2017 tra hard-boiled, visioni fantascientifiche e libertà sessuale.

Cartoomics 2017: uno sguardo alle autoproduzioniNell’ambito di quello che si è potuto osservare come un generale innalzamento della qualità delle autoproduzioni presentate nelle fiere del fumetto italiano, l’edizione di di quest’anno non ha deluso le aspettative grazie alla presenza di autori forti del loro già discreto seguito di lettori.
Rossana Berretta e Alessandro Sidoti già vincitori al Romics 2011 del premio “L’Altro Classico a Fumetti”, hanno portato un’anteprima del quinto volume del loro fumetto gotico dell’orrore e dell’occulto Balthazar; altra conferma è stata Tenaga Comics di Valeria Romanazzi, presente con i volumi già disponibili a Lucca 2016 che si segnalano per l’alta qualità del disegno e della colorazione.

Ispirandosi a Futurama Gianluca Girelli, sceneggiatore, e Nastasia Kirchmayr, disegnatrice, hanno presentato Western Glory, fumetto umoristico che narra le disavventure di due rivenditori di fast food di un franchising schiavista in un futuro distopico. Il volume, primo di tre, ha un buon ritmo e non è in alcun modo debitore del modello di ispirazione grazie alle originali trovate che fanno riflettere con un sorriso il lettore, pur trattando temi attuali come lo sfruttamento e la violenza urbana. Anche se un po’ acerbo il tratto di Nastasia Kirchmayr si rivela efficace e ben amalgamato alla sceneggiatura, e si segnala inoltre una certa attenzione al merchandising: allo stand c’erano infatti sgargianti adesivi relativi al fumetto.

Cartoomics 2017: uno sguardo alle autoproduzioni
Dimostrandosi professionale fin dall’abbigliamento, con il suo abito scuro, Francesco Gaggia ha dato mostra di una notevole capacità di cura editoriale con il suo Dog Kane, che cala personaggi di ispirazione disneyana in un’atmosfera gialla e hard-boiled realistica. Oltre all’eleganza del tratto i volumi, cartonati e spillati, spiccavano per l’alta qualità dei materiali, in particolare nella scelta della carta lucida che conferiva alle pagine un efficace gioco di contrasti tra bianco e nero.

Cartoomics 2017: uno sguardo alle autoproduzioni

Attaccapanni Press, collettivo fondato da Laura Guglielmo, Ariel Vittori e Laura Vivacqua, già noto per il successo di Grimorio, ha lanciato il crowdfunding per il nuovo volume antologico Melagrana; le autrici e gli autori, in controtendenza rispetto al mercato, che da tempo non si avventura nel genere erotico in voga in Italia negli anni Settanta, hanno deciso di affrontare il tema della sessualità.

La presenza tra gli autori di Ariel Vittori, che con Little Waiting ha già dato prova di sapere affrontare argomenti di natura sessuale in maniera diretta e non stereotipata, alimenta l’attesa per il volume che, stando alle premesse, farà finalmente sentire la visione autentica e non morbosa della sfera sessuale, più femminile che maschile, di giovani artisti emergenti: una ventata di aria fresca in un ambito culturale soffocato da finti perbenismi e relegato nell’oscurità.
Cartoomics 2017: uno sguardo alle autoproduzioni

In tal senso si colloca anche la produzione di Cristiana Fumagalli, presente con il terzo volume di Parental Control, un fumetto che mescola genetica e magia immaginando un mondo in cui una coppia decide di mescolare il proprio DNA a quello di mostri estinti. I tre volumi rivelano un’attuale fase di sperimentazione dell’autrice, nello stile e nelle tecniche di colorazione, ma la vera sorpresa emerge da uno stile già maturo, originale e fresco in L Drama, strisce autoconclusive che raccontano episodi di vita comune di giovani donne lesbiche. Immediato il collegamento con la produzione di Alison Bechdel, Dykes, strisce che sono state un punto di riferimento per la comunità LGBT americana e che hanno permesso con il loro successo editoriale di abbattere pregiudizi e moralismi purtroppo ancora diffusissimi e radicati.

In questa direzione il potenziale di Cristiana Fumagalli è notevolissimo ed è auspicabile che si concretizzi il suo progetto di realizzare un volume di queste strisce, riuscendo magari a contribuire alla diminuzione di quell’assordante silenzio imposto dalla cultura di massa in Italia con la voce di un’autrice sincera e diretta come quella di Alison Bechdell.Cartoomics 2017: uno sguardo alle autoproduzioni

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