Cargo Team: fantascienza italiana dagli anni ‘90

Due giovani esordienti, Arcangelo Stigliani e Corrado Mastantuono, diedero vita a inizio anni ’90 a Cargo Team, serie di fantascienza pubblicata a episodi su L’Eternauta e ora riproposta in formato integrale in un volume curato da Stigliani stesso.

Cargo Team: fantascienza italiana dagli anni ‘90Correva l’anno 1989 e stava per cominciare l’era crepuscolare delle riviste di fumetto italiane che, tuttavia, avrebbero ancora saputo offrire qualcosa di valido ai lettori e soprattutto sarebbero ancora state un palcoscenico per una serie di autori esordienti che si sarebbero affermati negli anni a venire.

In quest’ottica si inquadra l’iniziativa di Rinaldo Traini e della sua Comic Art che proprio nell’autunno del 1989 decide di dare visibilità a giovani autori italiani. Tra questi c’è Arcangelo Stigliani che presenta all’editore l’idea per una serie di fantascienza, Cargo Team (1) , i cui disegni vengono affidati a un disegnatore di belle speranze che arrivava dal mondo dell’animazione, .
Il primo episodio fa il suo esordio nel 1990 nello Speciale Estate #88 de L’Eternauta, e proprio su questa rivista la serie viene ospitata per i successivi tre anni con i suoi dodici episodi, oltre a essere al contempo tradotta in spagnolo e pubblicata su Zona 84.

Una decina di anni fa, nel 2007, 001 Edizioni raccolse in un volume le prime cinque storie di Cargo Team e, sempre in modo incompleto, la serie è stata proposta in rete in lingua spagnola su hqpoint.blogspot.com.
Bisogna aspettare il 2012 per trovare sul web la versione integrale in italiano che lo stesso Stigliani mette on line su comiccargoteam.blogspot.com.
Nel 2017 lo sceneggiatore completa l’opera di recupero ripubblicando l’intero ciclo di Cargo Team in un brossurato cartaceo racchiuso da una copertina inedita di Mastantuono intitolato A pieno Carico!.

L’esigenza di una fantascienza a fumetti

Chi scrive ha già evidenziato in passato come nel periodo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 del secolo scorso si possa ravvisare un’istanza e una necessità diffuse e particolarmente sentite da editori, autori e lettori: quello di una fantascienza italiana a fumetti.
Cargo Team si inserisce pienamente in questo clima e Stigliani e Mastantuono ebbero il merito di anticipare, tanto per contenuti narrativi quanto per forma grafica, molte caratteristiche che poi avrebbero trovato sviluppi in serie quali Nathan Never, Hammer e Lazarus Ledd.

La serie racconta le avventure di un gruppo che lavora per conto terzi, specializzato in missioni pericolose all’interno di una megalopoli del futuro, cresciuta negli anni strato su strato, relegando nei livelli più bassi le fasce di popolazione più povere e i mutanti.
I componenti della squadra sono i classici “tipi narrativi” di molto fumetto supereroico e di vari prodotti di genere fantascientifico, come libri e film: c’è il genio occhialuto, il belloccio tenebroso, la ragazza scavezzacollo e quella più riflessiva e problematica, per chiudere con un animale mutante quale mascotte.

Se descritto in questi termini il gruppo pare abbastanza stereotipato, e va dato merito agli autori di aver fatto crescere i personaggi, approfondendoli nel corso degli episodi e rendendoli caratterialmente sfaccettati. A questo ha giovato il progressivo cambio di tono dato da Stagliani alla serie durante il suo sviluppo: da un iniziale tono leggero e scanzonato, si passa mano a mano a una narrazione più seria e drammatica degli eventi, che rende le storie più godibili e apprezzabili.

Sono evidenti nello sceneggiatore – anche per sua stessa ammissione – tanto le influenze di letture fumettistiche americane, francesi e sudamericane, quanto l’impatto di opere cinematografiche quali quelle di registi come Ridley Scott e James Cameron. Altrettanto, Stigliani è influenzato dal tipico modo di sceneggiare il fumetto dell’epoca, con il ricorso a didascalie che accompagnano e sostengono i dialoghi e l’azione, impostate con il voice off di un soggetto che spiega al lettore i retroscena e l’evolversi degli eventi.

Se sotto questo aspetto si può tranquillamente affermare che Cargo Team appaia oggi un figlio del suo tempo e la sua lettura risulti lontana da quella cercata nelle odierne sceneggiature più veloci, immediate e dinamiche, va anche riconosciuto che i dialoghi della serie si dimostrano ancora efficaci e realistici. Il merito è del lavoro di pulizia e rilettura operato dallo sceneggiatore per questa nuova ristampa, che ha eliminato alcune parti ridondanti e attualizzato alcuni passaggi che al lettore contemporaneo avrebbero potuto suonare ingenui e incomprensibili.

Cargo Team: fantascienza italiana dagli anni ‘90
Episodio #2 – pagina due: confronto tra nuova versione (sx) e originale (dx)

Mastantuono era già Mastantuono

La griglia utilizzata nei vari episodi è la classica italiana a tre strisce e in essa si manifesta il talento dell’esordiente Corrado Mastantuono. Come detto, Cargo Team è il battesimo nel fumetto realistico per il disegnatore romano (che nello stesso anno inizia la sua carriera disneyana sotto l’egida di Giovan Battista Carpi), la cui cifra stilistica personale è ben riconoscibile fin dalla prima pagina della prima storia.
Erano già presenti in Mastantuono la capacità di uno storytelling visivo efficace, attuato attraverso una modulazione e un montaggio delle vignette vario e dinamico, e un segno giocato sui contrasti tra il bianco e il nero delle chine che dava vita già al suo tipico stile realista ma al contempo capace di virare verso il caricaturale e il comico, per evidenziare e amplificare stati d’animo e pensieri dei personaggi.

Indubbiamente nelle tavole sono presenti piccoli passaggi a vuoto, soprattutto dovuti a ingenuità anatomiche che però scompaiono nel breve giro di alcuni episodi, durante i quali il segno di Mastantuono acquista sicurezza fino a trasformarsi in quello stile unico che lo contraddistingue oggi.
Da segnalare un vezzo del disegnatore presente nelle primissime puntate, quello di arricchire i riquadri delle didascalie che spesso occupavano un’intera vignetta, con disegni di animali e robot rappresentati in stile cartoonesco, a richiamare quanto di analogo veniva fatto nel fumetto bonelliano fino agli anni ’70 da autori come Galep e Gallieno Ferri.

Il volume si chiude con la presentazione di un soggetto, scritto sempre da Stigliani, che avrebbe dovuto dare il vita nel 1993 a una serie, mai realizzata, con protagonista B. Carrefour, personaggio comparso nel dodicesimo e ultimo episodio di Cargo Team. Soggetto grazie al quale l’autore racconta ai lettori quale sarebbe stato lo sviluppo della vita dei vari protagonisti.

Abbiamo parlato di:
Cargo Team – A pieno carico!
Arcangelo Stigliani, Corrado Mastantuono
Menhir Edizioni, 2018
144 pagine, brossurato, bianco e nero – 14,50 €
ISBN: 9788894296709


Note:
  1. Il nome con cui Stigliani propose la serie alla Comic Art è Recuperi & Riparazioni srl. Ottavio De Angelis, il responsabile delle nuove proposte della casa editrice, pur approvando il soggetto chiese allo sceneggiatore di trovare un nome più pronunciabile e di effetto. 

2 Commenti

2 Comments

  1. Arcangelo Stigliani

    19 maggio 2018 a 14:57

     
    Grazie David.
    Colgo il tuo consiglio e aggiungo questo commento per un paio di precisazioni.
    Il soggetto a fine volume non risale agli anni ’90, all’epoca pensavo di  fare una serie su B. Carrefour ma di fatto non scrissi nulla. La bozza nacque nel 2008 e completai la trama nel 2011. Come narrazione complessa e corale. (Al lettore: una mia frase sibillina nella presentazione del libro ha creato questa confusione.)
    Citare R. Scott e J. Cameron è d’obbligo, ma  le storie di Cargo Team sono arricchite anche dalle atmosfere di film come Brazil e L’Esercito delle 12 Scimmie di T. Gilliam e Stalker di A. Tarkovskij.
    Infine, la copertina che correda l’articolo è la versione presentata al TCBF del 2017, col logo, ch’è stata una scelta per ringraziare l’incoraggiamento dato dall’amico Massimo Bragaggia al mio progetto. All’epoca presidente del Festival di Treviso; prematuramente scomparso all’inizio di quest’anno.
    L’edizione in vendita dalla Menhir Edizioni, on line, è in filo refe e senza il logo.
    Grazie per l’ospitalità.
    Un CARGO A PIENO CARICO di fumetti straordinari a tutti i lettori de LSB!
     
    Arcangelo

    • David Padovani

      David Padovani

      21 maggio 2018 a 12:21

      Arcangelo, grazie a te per le tue utili precisazioni.

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