Caravan #9 – Nove per un Dio perduto

Articolo aggiornato il 02/12/2015

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, feb. 2010 – 96 pagg. b/n bros. – 2,70euro
Numero dal finale esplosivo per la miniserie di Medda arrivata ormai a tre quarti della sua corsa. Un evento inaspettato accade e potrebbe sconvolgere la vita di tutti. Caravan si dimostra ancora una volta miniserie intimista e ben scritta, seppure alle volte la stereotipizzazione di certi argomenti e la lunghezza con cui vengono trattate storie minori e flashback stiano creando molte critiche attorno alla creatura dell’autore sardo. È vero che alcune scene e alcune situazioni si ripetono (quanti alcolizzati sono già passati sulle pagine di Caravan?), ma certamente il lavoro di Medda sui dialoghi e sulle caratterizzazioni dei personaggi principali è coerente e sempre ben svolto. I personaggi secondari alle volte sono solo figure estemporanee tramite le quali si svolgono azioni e situazioni che capitano ai Donati e ai loro amici ma, come più volte ripetuto, a Medda pare interessare maggiormente le conseguenze di un episodio piuttosto che l’episodio in sé o come questo sia avvenuto. I disegni di Benevento sono quelli che finora hanno impressionato di più: un tratto ordinato, preciso, che narra con sapienza e che ha colto tutti i personaggi con un’esperienza difficile da trovare in un esordiente (almeno alla Bonelli) come lui. Sempre ottime le copertine di Mammuccari, che con il prossimo albo esordirà anche come disegnatore. (Salvatore Cervasio)

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