Brothel Bros: un bordello del diavolo

David Malan crea una storia in bilico tra erotismo e commedia, illustrata da Elisa Serio, Sara Antonellini, Silvia Belli, Eleonora Bruni e Giulia Lomurno

Brothel Bros: un bordello del diavoloBrothel Bros parte da un meccanismo semplice: riunire in un luogo un gruppo di estranei occasionali e metterli alla prova davanti a un imprevisto. Un topos della narrativa dall’infinito potenziale euristico, già fortunato meccanismo alla base di opere letterarie e cinematografiche, da Il Ponte di San Louis Rey di Thornton Wilder a Cube – Il Cubo di Vincenzo Natali, fino alla più recente serialità televisiva.

Solo che in Brothel Bros gli estranei in questione sono dieci pervertiti e il luogo prescelto letteralmente un bordello. Aggiungiamo che il direttore è un demonio in incognito e il quadro dell’eccentricità è completo.

L’autore del resto è David Malan, alias Vaan Midlas, uno dei sette giovani autori dell’entourage di Potpourri Comics, che dal 2012 si auto-promuovono dalla scena di Torino con progetti sia collettivi che individuali. In questa nuova avventura, edita da , David è affiancato da ben quattro illustratrici: Sara Antonellini, Silvia Belli, Eleonora Bruni e Giulia Lomurno, alle quali si aggiunge Elisa Serio per la sexy-copertina.

Il risultato è una graphic novel decisamente originale, che attraverso una storia incredibile restituisce uno spaccato ben più realistico delle private ossessioni dell’animo umano, ciascuna espressa da uno dei personaggi e pronta ad emergere nei modi più sconvenienti.

Vizi privati e pubblici tabù

La caratterizzazione dei protagonisti è uno degli aspetti più riusciti di Brothel Bros. Forte dell’esperienza con Potpourri Special – la serie fantasy in chiave comica a cui collabora come sceneggiatore – David Malan si trova infatti a suo agio con la gestione di un ensemble composito di personaggi.
Ma che cosa rende così speciali nove uomini e una donna, diversi per aspetto ed estrazione sociale? Apparentemente nulla.

Intimamente, però, sono ciascuno espressione di una specifica forma di parafalia, ovvero di una delle otto perversioni elencate nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali.

Dal sado-masochismo all’amore per il travestimento, dall’esibizionismo al voyeurismo, passando per feticismo, frotteurismo e la più controversa pedofilia, non c’è disturbo sessuale che non si manifesti nell’anonimo gruppetto. Anonimo finché tutto va bene, in quanto, di punto in bianco, il bordello scompare intorno a loro e i malcapitati sono costretti a vagare per la città senza farsi riconoscere, pena la morte per effetto di una maledizione.

L’ironia è palpabile e ben sviluppata, cosa che mette al sicuro l’opera da ogni sospetto di moralismo. A Malan, anzi, va tutto il merito di aver saputo trattare temi delicati con la giusta dose di spensieratezza, senza mai scivolare nel duplice baratro della banale volgarità o del giudizio superficiale.
Per quanto bizzarri e suscettibili, i suoi protagonisti sono del tutto umani, individui qualsiasi i cui lati più imbarazzanti sono stati esposti sulla pubblica piazza. Se un appunto bisogna fare, riguarda piuttosto il loro linguaggio, modellato sui luoghi comuni dei diversi dialetti, non sempre restituiti in modo efficace. D’altra parte, il delineare i personaggi non soltanto in virtù delle manie sessuali è un’ulteriore prova di accuratezza.

Lati oscuri alla luce del sole

Per quanto riguarda l’aspetto grafico, Brothel Bros è suddiviso in capitoli. Quattro autrici si alternano ai disegni, mentre Sara Antonellini cura i colori dell’intera graphic novel.

Il risultato è piacevolmente armonico, nonostante la varietà degli stili. L’effetto di un’opera organica è dovuto anche ad alcune caratteristiche che ricorrono al di là delle peculiarità di ciascuna mano. Per esempio, la preponderanza dei personaggi sulle ambientazioni, talvolta appena suggerite, altre volte più dettagliate ma relegate comunque allo sfondo.

Quella restituita dalle chine è una città di vicoli e cortili, angoli bui nei quali annidarsi e palazzi minacciosi che incombono sui personaggi col loro tacito giudizio morale. Alla complice oscurità delle strade notturne, in cui il solo pericolo è quello di essere identificati, si oppongono i toni caldi degli ambienti familiari e i colori accesi del bordello demoniaco. Così, dall’indaco e dal verde opaco, si passa all’ambra, al rosa e al corallo, fino alle tonalità solari dell’epilogo.

Le figure sono all’insegna della stilizzazione, forse per diminuire i contrasti tra i diversi stili, ma compensano la semplicità dei dettagli con lo studio dinamico delle pose e della prossemica all’interno del quadro.

Discorso a parte, quello delle copertine introduttive a ciascun capitolo, che aggiungono un’allure piccante a un fumetto dove la componente umoristica prevale graficamente su quella erotica. Ognuna di esse è stata realizzata da un talentuoso fan del fumetto, così come altri disegni del pubblico, peraltro davvero notevoli, che figurano in coda alla postfazione.
Brothel Bros è infatti nato come progetto comunicato attraverso i social fin dalla fase di gestazione e la risposta dei suoi sostenitori non si è fatta troppo attendere. La pregevole galleria di omaggi ne è la meritata prova d’affetto.

Abbiamo parlato di:
Brothel Bros
David Malan, Sara Antonellini, Silvia Belli, Giulia Lomurno, Eleonora Bruni, Elisa Serio
ManFont, novembre 2015
148 pagine, brossurato, colori – 12,75 €

Brothel Bros: un bordello del diavolo

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