Blake e Mortimer secondo Andrea Sani a Collezionando

Blake e Mortimer in un saggio di Andrea Sani: lo ha presentato a Collezionando insieme e a Bruno Caporlingua e Giovanni Librando.
Articolo aggiornato il 06/04/2017

Blake e Mortimer secondo Andrea Sani a CollezionandoL’incontro con Andrea Sani non solo è l’occasione di presentare il suo saggio , il realismo fantastico della Linea Chiara (Alessandro Editore), ma anche di sancire la partnership fra ANAFI e Lucca Comics, che si segnala come uno degli elementi che caratterizzano questa prima edizione di .

Ad accompagnare l’ospite, Bruno Caporlingua, membro dell’ANAFI e curatore della mostra 1946, si afferma la Linea Chiara, e Giovanni Librando, consulente editoriale per la collana di Blake e Mortimer proposta in edicola settimanalmente dalla Gazzetta dello Sport nella Collana Avventura.

La mostra

Blake e Mortimer secondo Andrea Sani a CollezionandoCome sottolinea Caporlingua, l’incontro con Sani e il suo saggio integra la mostra da lui curata, che presenta il percorso della Linea Chiara dai precursori di Hergé e Jacobs (quale Alain Saint Ogan) ai loro epigoni, fra i quali contare gli autori che hanno preso in carico le avventure moderne di Blake e Mortimer .

Da notare che, a fronte di numerose mostre dedicate a singoli autori o al fumetto franco belga in generale, questa di Collezionando ha come unico precedente una mostra tenutasi nel 2013 a Losanna. Fra i pezzi di maggiore interesse, si segnalano alcune copertine del periodico Bravo e le versioni originali di tavole di Blake e Mortimer che Jacobs ha successivamente rimontato.

Caratteristiche della Linea Chiara

Blake e Mortimer secondo Andrea Sani a CollezionandoUna simile tripartizione è presente anche nel saggio di Sani, che dedica la prima parte all’introduzione della Linea Chiara, la seconda al canone Jacobsiano di Blake e Mortimer e la terza alle avventure della coppia britannica scritte dopo la morte del loro creatore.

Linea Chiara, spiega Sani, indica non semplicemente uno stile di disegno, ma un vero e proprio approccio alla narrazione fumettistica, caratterizzato dalla ricerca di semplicità narrativa e leggibilità, in un contesto in cui il fumetto era pensato per bambini e adolescenti. Se da una parte l’assenza di sfumature e di tratteggio e la colorazione piatta avevano l’obiettivo di ottenere il miglior risultato possibile dalle tecnologie di stampa del tempo, dall’altra rispondevano anche a una visione di economia stilistica, secondo la quale il racconto doveva proporre tutti e soli gli elementi necessari alla narrazione.

Da notare che “semplicità narrativa” non è un eufemismo per banalizzazione: le storie sfruttano non di rado riferimenti sofisticati, letterari e filosofici, come quelli al mito platonico di Atlantide presenti nell’avventura L’enigma di Atlantide, nella quale, ad esempio, uno dei personaggi (il Basileus di Atlantide) ha le fattezze di Platone.

Realismo fantastico in Blake e Mortimer

Blake e Mortimer secondo Andrea Sani a CollezionandoL’espressione “realismo fantastico” che fa da titolo al saggio di Sani, intende mettere in evidenza i due elementi fondamentali che Jacobs mette in tensione per costruire le atmosfere dei suoi racconti.

Il realismo è quello di oggetti e ambienti, che sono ripresi fedelmente dalla realtà in base ad accurata documentazione (si racconta che Jacobs ritardò i tempi per la realizzazione di alcune tavole per La formula del dottor Sato in attesa di foto che mostrassero la forma dei bidoni della spazzatura giapponesi, poi rivelatisi identici a quelli francesi). Realistico è quindi il contesto in cui nasce l’intreccio. Il fantastico è invece la modalità di sviluppo dell’intreccio, che sfuma spesso nell’immaginifico, nel meraviglioso e a volte perfino nell’irrazionale. Un fantastico proprio tanto più inatteso quanto più innestato in un contesto realistico.

Questo approccio di Jacobs è sicuramente legato a certa tradizione pittorica belga (non ultimo Matisse) e al cinema espressionista tedesco (si pensi al Gabinetto del Dottor Caligari di Wiene) ma ha anche probabili radici nella biografia dell’autore, che racconta come a 4 quattro anni fosse rimasto prigioniero in un pozzo di profondo sette metri per ore nell’oscurità, prima di essere recuperato dal padre. Da qui, forse, l’ossessione per i passaggi e paesaggi sotterranei che ritornano in molte avventure del duo britannico.

La Collana Avventura

Blake e Mortimer secondo Andrea Sani a CollezionandoLa Collana Avventura della Gazzetta dello Sport propone le avventure di Blake e Mortimer con uscite che seguono la cronologia degli eventi narrati e non quella editoriale. Come per tante altre questioni, spiega Giovanni Librando, questa è stata una scelta meditata, per caratterizzare una collana che non intende né fare concorrenza a quella, ben più lussuosa, edita da Alessandro Editore, né tantomeno replicare precedenti proposte, quali quella della collana Audacia di Mondadori.

Come sottolineato negli editoriali che accompagnano ogni uscita, uno dei problemi delle riedizioni delle avventure scritte da Jacobs è di ordine filologico, poiché in molti casi gli originali sono andati perduti, a volte a causa dei rimontaggi operati su essi dall’autore per preparare edizioni in volume. La collana ribadisce il successo italiano di Blake e Mortimer, che hanno sempre trovato un riscontro molto buono. Un successo duraturo che rispecchia quello nell’area francofona, ma che, nelle dimensioni attuali, è stato postumo.

Dal punto di vista stilistico, la collana consente di apprezzare da una parte lo stile di Jacobs e la sua personalità rispetto a quello di Hergé, dall’altra l’opera di attualizzazione effettuata dagli epigoni, che si può apprezzare ad esempio nel ruolo dei personaggi femminili e in generale per i toni più adulti: va sempre tenuto fermo, infatti, che il Blake e Mortimer di Jacobs era diretto a un pubblico di adolescenti. Le opere contemporanee, accompagnate da polemiche e proteste da parte degli appassionati dell’autore originale, rilasciano questo vincolo.

Jacobs ed Hergé

Blake e Mortimer secondo Andrea Sani a CollezionandoIl rapporto con Hergé, spiega Sani, fu molto articolato e non sempre armonioso: ai tempi in cui Jacobs collaborava a Tin Tin, Hergè si rifiutò sempre di accreditarne il contenuto. Dal punto di vista stilistico, fra i due è avvenuto un fondamentale scambio reciproco: Jacobs ha dato a Hergé la sensibilità verso il colore e il realismo; da parte sua, Hergé ha dato a Jacobs il dinamismo.

La linea del creatore di Tin Tin, infatti, è mossa nei dettagli, addirittura tormentata quando la si osservi nelle matite, prima che il passaggio delle chine ne smorzi la mobilità. In questo contesto di stima professionale, esisteva una forte rivalità fra i due: Hergé, molto lucidamente, considerava Blake e Mortimer concorrenti di Tin Tin (celebre al riguardo la frase attribuitagli: “Ogni copia venduta da Blake e Mortimer è una copia sottratta a Tin Tin“).

Al di là dei tratti comuni, spiega Sani, l’approccio di Jacobs al racconto era distante da quello di Hergé. Il primo nasce come illustratore e infatti avrebbe voluto impiegare per le avventure di Blake e Mortimer un disegno vicino a quello delle sue illustrazioni per La guerra dei mondi, ricche di sfumature: così, ne Il collier scomparso e Le tre formule del professor Sato tenta di usare il colore per rendere la terza dimensione. In generale, Jacobs fa un uso narrativo del colore, nel senso che tramite il colore identifica ambienti e personaggi. Esemplare in questo senso il lavoro su Il marchio giallo, dove il gioco cromatico richiama l’avventura de La grande piramide.

Jacobs e il colore

In chiusura dell’incontro, Caporlingua torna su due punti: il Jacob colorista e l’attualizzazione di Blake e Mortimer a opera degli epigoni.
Jacobs attraverso il colore trasmette l’emozione dominante, non la realtà ed è in questo preciso senso che il suo è un “uso espressionista” del colore. Studi e bozzetti erano addirittura realizzati con matite colorate, proprio per studiare l’uso del colore. Questa sensibilità, come anche la scarsa propensione al dinamismo, deriva dal fatto che Jacobs iniziò la sua carriera come illustratore e creatore di immagini pubblicitarie.

Sulle polemiche sorte a suo tempo a proposito della ripresa delle avventure di Blake e Mortimer da parte di altri autori, Caporlingua sottolinea come proprio queste ultime abbiano portato il successo commerciale della serie ai livelli correnti, facendo peraltro affidamento a un tipo di lettore diverso: non più l’adolescente (a suo tempo le storie di Blake e Mortimer ebbero alcuni problemi di distribuzione in Francia, perché giudicate inadatte ai ragazzi), ma il lettore adulto, amante della linea chiara.

Con l’unico difetto della mancanza di una chiusura con domande e risposte, l’incontro con Andrea Sani, Bruno Caporlingua e Giovanni LIbrando è stato un ottimo esempio di divulgazione fumettistica: non solo presentazione di un saggio, ma estensione ideale della mostra dedicata alla Linea Chiara all’interno di Collezionando.

Abbiamo parlato di:
Blake e Mortimer, il realismo fantastico della linea chiara
Andrea Sani
Alessandro Editore, 2015
144 pagine, brossurato, bianco e nero – 19,99€
ISBN: 9788882853785

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