Black Science: un viaggio nelle dimensioni umane

"Black Science", una serie Image di Rick Remender e Matteo Scalera che dal racconto di un viaggio diventa un dramma delle relazioni umane.

Black Science: un viaggio nelle dimensioni umaneLa fantascienza, oggigiorno, attraversa un periodo particolare, priva di quello slancio che l’ha caratterizzata negli anni d’oro, ormai intrappolata nei cliché e raramente foriera di concetti profondi. Se si guarda alla storia del genere e ai numerosi filoni che si sono sviluppati nel corso degli anni, da quello spirituale alla space opera, dall’analisi socio-politica del nostro mondo al pur intrattenimento, c’è un elemento, oltre alla meraviglia di mondi fantastici e creature aliene, che non può mai mancare per rendere un’opera di fantascienza degna di essere letta: l’analisi dell’uomo, dei suoi sentimenti e dei rapporti con gli altri.

E proprio in questo solco si inserisce il primo volume di Black Science, nuova serie regolare della , scritta da e disegnata da .

I protagonisti della storia sono un gruppo di ricercatori guidati da Grant McKay, ex membro dell’ordine anarchico degli scienziati, che è riuscito a creare un dispositivo (il Pilastro) per viaggiarein universi paralleli. Purtroppo, durante la prima esplorazione dell’“Ogniverso”, il Pilastro viene sabotato e il gruppo si ritrova alla deriva tra le dimensioni, dilaniato da conflitti e sospetti interni che fanno emergere i lati più nascosti di ogni personaggio.

Black Science: un viaggio nelle dimensioni umaneLa trama, raccontata così, sembrerebbe abbastanza banale e magari, a una prima lettura, la storia potrebbe apparire esclusivamente basata sull’azione e la velocità degli eventi. Effettivamente, il ritmo della vicenda è forsennato: il gruppo salta da un universo all’altro senza sosta, incontrando un caleidoscopio di mondi, creature e colpi di scena che lascia esterrefatti fino alla fine, ma anche confusi e frastornati in alcuni frangenti, come ad esempio il viaggio dimensionale del quinto episodio. Se la storia si esaurisse qui, Black Science sarebbe un ottimo action fantascientifico, ma nulla di più. E invece Rick Remender si spinge più a fondo. Come già successo in Fear Agent, opera fantascientifica scritta dall’autore per Image, sfrutta un tema usato e abusato come quello del viaggio interdimensionale per trasformarlo in un’epopea delle relazioni umane, in particolare quelle famigliari.

Questa è una tematica cara allo scrittore di Portland, che l’ha sempre affrontata nelle proprie opere, analizzando in particolare la figura paterna, spesso connotandola al negativo: i padri creati da Remender sono distratti dalle proprie manie, concentrati su loro stessi e negligenti nei confronti delle proprie famiglie. Grant McKay non sfugge a questa raffigurazione: ossessionato dalla sua creazione, egocentrico e anarchico, è un uomo infedele, incapace di crescere i propri figli e incurante di mettere in pericolo se stesso e gli altri. Tuttavia le cose cambiano quando si trova ad affrontare una situazione che lo pone di fronte agli errori di tutta una vita e lo porta a rimpiangere ciò di cui non si è mai interessato e che potrebbe perdere per sempre. Ma McKay non è certo il solo esempio di figura controversa: anche gli altri personaggi sono tormentati, disturbati e ossessionati, a tratti meschini, a tratti eccessivamente borderline, caratterizzati secondo il gusto per l’eccesso dello scrittore che rischia in alcuni momenti di far venire meno l’empatia che il lettore prova, nonostante tutto, per questo gruppo di derelitti. Le poche figure positive, come il responsabile della sicurezza Ward, personaggio segnato dal tragico e ineluttabile destino, creano un contrasto emotivo con quelle più controverse, come il finanziatore Kadir, uomo ambizioso e frustrato, o Rebecca, eterna amante, eterno giocattolo e passatempo.

Black Science: un viaggio nelle dimensioni umane

Il ritmo e la costruzione dei personaggi, punti forti del volume, risulterebbero però meno efficaci se alle matite non ci fosse Matteo Scalera, che con quest’opera raggiunge l’apice della sua produzione. L’artista parmense riesce a dare corpo all’intera sceneggiatura con una narrazione incisiva, dinamica, senza sbavature; le scene d’azione sono ricche di movimento, grazie a un tratteggio sporco e spigoloso che fa turbinare sulla pagina i personaggi, mentre le scene di dialogo e confronto tra i protagonisti sono esaltate da linee taglienti che scolpiscono i volti nella carta e plasmano le espressioni donando grande profondità e forza drammatica all’intera vicenda.

Ma è soprattutto nella creazione dei mondi altri che Scalera lascia senza fiato: in poche pagine si passa da pianeti popolati di creature anfibie a una Terra sconvolta dalla guerra tra tedeschi e pellerossa, per arrivare nel bel mezzo di un mercato alieno che tanto ricorda le belle atmosfere della Mos Eisley di Star Wars. Ogni universo ha una caratterizzazione ben precisa eil disegnatore italiano riesce a imprimere ogni singolo particolare nella mente del lettore, spalancandone le porte verso un immaginario meraviglioso. La scelta di Dean White come colorista si rivela la mossa giusta per completare il comparto artistico: il suo stile pittorico, in alcuni passaggi onirico e sfumato, in altri denso e materiale, fatto di toni cupi e esplosioni improvvise di colori accesi, si unisce in maniera sorprendente con i disegni di Scalera e ne esalta la potenza e l’impatto iconografici.

L’esordio convincente e l’imprevedibile finale fanno ben sperare per il proseguimento di questa nuova serie. Black Science è un omaggio a quel genere letterario, la fantascienza, che riesce ancora a stupire nonostante tutto e rapire grazie alla magia di lontani mondi alieni e alla forza dei sentimenti radicati su questo piccolo globo azzurro sperduto nel mare nero delle stelle.

Abbiamo parlato di:
Black Science #1 – Caduta Eterna
Rick Remender, Matteo Scalera, Dean White
Traduzione di Leonardo Favia
– maggio 2015
176 pagine, brossurato, colori – 13,00€
ISBN: 9788865432976

 

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