Big Hero Six: l’universo Marvel Comics in salsa Disney

Big Hero Six è un film d'animazione che mescola per la prima volta l'universo Marvel Comics con quello Disney, con un risultato curato e godibile ma che prende le distanze...
Articolo aggiornato il 05/12/2015

Big Hero Six: l'universo Marvel Comics in salsa DisneyHiro Hamada è un giovane ragazzo prodigio, orfano, che vive nella futuristica città di San Fransokyo, assieme alla zia Cass e al fratello Tadashi. La notte partecipa alle bot-fight, incontri clandestini tra robot, dove riporta costantemente vittorie. Ma Tadashi, studente presso l’Institute of Technology della città, vuole mostrare a Hiro che la robotica è più di semplici battaglie clandestine: dopo un incontro finito male dove hanno rischiato di cacciarsi in guai seri, Tadashi porta Hiro all’istituto, dove gli presenta i suoi compagni di studio e lavoro (Gogo, Wasabi, Honey Lemon e Fred) e il suo mentore Robert Callaghan.
Ma ciò che Tadashi vuole davvero mostrare al fratello è la sua ultima creazione: Baymax, un robot sviluppato per offrire assistenza medica di qualsiasi tipo a chi la richieda. Hiro e Tadashi scoprono però a loro spese è che la tecnologia, a seconda del suo utilizzo, non è sempre veicolo di cose positive come avrebbero auspicato.

Big Hero Six: l'universo Marvel Comics in salsa Disney è il primo esperimento liberamente basato sull’omonimo franchise Marvel creato da e Duncan Rouleau del 1998 (per altro ideatori della serie animata Ben Ten e tra gli sceneggiatori della serie animata Ultimate Spider-man) e sviluppato dai Disney Animation Studios, diretto da e : un’opportunità ghiotta che però, nonostante la profonda cura dei dettagli, dà la sensazione di non essere stata sfruttata appieno.

Gli autori si sono ispirati a un universo fumettistico (da noi tutt’ora inedito) per trarne qualcosa di completamente nuovo, più adatto a un pubblico infantile, ma dove comunque la mano Marvel riesce a permanere per design e impostazione. La trama, che si sviluppa senza lasciare un attimo di respiro, non è delle più originali ma riesce comunque a reggere e risultare coerente, orchestrando i molti personaggi in modo armonioso; certo, ciò che il film perde in caratterizzazione del protagonista e della città (che non ci appare “viva” e capace di interazione, ma più simile a una scenografia dove si sviluppa la trama), riesce a recuperarlo grazie innanzitutto alla figura di Baymax, ben studiato in tutte le sfaccettature e con una comicità per niente invadente. Il suo design riesce a sortire l’effetto di innovazione voluto da Hall.
Anche i personaggi di contorno, di cui ci vengono mostrate le caratteristiche in modo rapido ed efficace, contribuiscono al mantenimento dell’equilibrio.

Big Hero Six: l'universo Marvel Comics in salsa Disney

Si crea una sorta di parallelo giovanile dei Vendicatori, ma si sente un po’ la mancanza di quel doppio livello di lettura che lo renderebbe fruibile anche all’adulto appassionato di fumetti supereroistici: l’ideale sarebbe stato avere più citazionismo nascosto (anche se ci viene regalata una bella sorpresa dopo i titoli di coda).

Tutto diviene così una sorta di coloratissimo treno in corsa, dove vengono messe in campo molte carte che certo richiamano i topoi classici del supereroe (la coesione del gruppo, il cattivo assetato di vendetta, la scoperta di sé e delle proprie capacità), lo sviluppo della tecnologia e la sua gestione, i rapporti familiari, ma il loro approfondimento parziale e una certa frettolosità di fondo non permettono al film di convincere del tutto, nemmeno per quanto riguarda il suo target di riferimento, che può restare confuso di fronte a così tanti avvenimenti che si susseguono uno dopo l’altro.

La pellicola resta comunque un prodotto scorrevole e godibile, soprattutto sul lato estetico, che risulta impeccabile. Da questo punto di vista, gli Studios non deludono (grazie anche alla costante supervisione di John Lasseter), al punto che è stata sviluppata una nuova tecnologia, appositamente per il film, l’Hyperion, capace di simulare quasi alla perfezione l’illuminazione naturale. La cura dedicata perciò al comparto animazione dà i suoi frutti, offrendo un risultato fluido e realistico, soprattutto nella resa del vinile che costituisce il corpo di Baymax.

Big Hero Six: l'universo Marvel Comics in salsa Disney

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