Berserk: una saga disperata

In un passato lontanissimo, quando non esisteva ancora la sigla Planet Manga, e la Marvel Italia aveva gettato nell'inquietudine i suoi lettori iniziando a pubblicare fumetti giapponesi, appariva nelle nostre...
Articolo aggiornato il 16/12/2016

Berserk: una saga disperataScritta da , è diventato passo dopo passo uno dei veri e propri cult presenti in Italia. è un manga che mischia atmosfere Fantasy, con allusioni S/M, e moltissimi riferimenti più o meno espliciti alle opere e al pensieri di Clive Barker. Partito in sordina, e per lungo tempo bimestrale Berserk si è dovuto imporre con la forza della sua storia, che pero’ apparentemente viola tutti i canoni della narrazione seriale.

La storia infatti si apre con Gatsu, il protagonista, adulto e segnato in modo indelebile da una mano metallica e un occhio cieco. Cosa gli è successo? Perché cerca un gruppo non meglio identificato di esseri malvagi per ucciderli? Cos’é il marchio che ha sul colo e che a suo dire lo segnerebbe come un dannato, prima ancora di morire?

Poco dopo la partenza della storia tutta la narrazione viene riportata tramite l’artificio narrativo del flashback, indietro di dieci, vent’anni, all’epoca dell’infanzia di Gatsu. A questo punto passiamo decine e decine di puntate a scoprire come Gatsu sia diventato quel che è, e come la sua vita, apparentemente serena e tutto sommato soddisfacente come secondo in capo di una invincibile armata di mercenari, si sia potuta trasformare in un incubo a occhi aperti. Nel corso della narrazione della vita di Gatsu, prima l’infanzia, poi l’adolescenza, infine la maturità, assistiamo a mille e un orrore. Violenze sessuali su ragazzi (lo stesso Gatsu ed altri ancora), mutilazioni, massacri, duelli e stragi che vengono perpetrati con la massima noncuranza da eserciti che vagano come orde impazzite in una terra che ricorda molto da vicino l’Europa delle guerre di religione descritta nel fumetto Dago di Robin Wood. Ecco un esempio di crossover culturale. L’orrore della guerra è sempre lo stesso, indipendentemente se a narrarlo sia un sud americano o un giapponese.

Gatsu riesce a sopravvivere ad un’adolescenza terrificante, e entra nella squadra dei Falchi comandata da Grifis, personaggio che ci viene immediatamente presentato come bello, carismatico, e pronto a sacrificare tutto per realizzare il suo sogno di potere. Dopo novantaquattro episodi il lungo flashback ha infine termine: Grifis conduce la sua Squadra dei Falchi all’inferno, la sacrifica ai Cinque della Morte, e dal massacro emergono solo due individui, Gatsu, troppo selvaggio e indomabile perché le forze del male possano domarlo, e Caska, amante di Gatsu. Caska pero’ emerge dall’ordalia spezzata nel corpo e nello spirito: i demoni hanno cercato di violentarla, per impossessarsi del suo corpo e renderla madre di una nuova razza demoniaca, e solo l’intervento disperato di Gatsu è riuscito a salvarla, ma non senza conseguenze. Gatsu è ormai un uomo marchiato. Il Male lo segue, e prima o poi arriverà lo scontro finale.

Berserk è, a mio modesto parere, uno dei manga migliori attualmente pubblicati in Italia, e, se vi fidate, mi arrogo l’ardire di consigliarvene la lettura. Non ve ne pentirete.

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