Berserk: un nuovo modello di fumetto storico

Berserk e la metafora storica di un mondo fantasy poco canonico.
Articolo aggiornato il 16/12/2016

Berserk: un nuovo modello di fumetto storico è indubbiamente un fumetto fantasy, anche se di una fantasy leggermente diversa da quella canonica. Pur ritrovando un certo numero di elementi fantastici che giustificano l’appartenenza a questo genere, questi sono rivisitazioni di figure classiche del genere: elfi, ibridi bambini/falena, troll, e soprattutto decine e decine di demoni che popolano questo mondo devastato dalla guerra. I demoni raffigurati da variano in aspetto e dimensioni, possono presentarsi secondo l’iconografia tipica della demonologia giudaico/cristiana, oppure assumere le forme macilente e inquietanti dei Cenobiti descritte da Clive Barker.

Berserk è un fumetto fantasy anche per l’indeterminatezza delle coordinate spazio-temporali in cui si svolge la vicenda. Siamo sulla Terra o in un altro piano dimensionale? E l’epoca: medioevo, o futuro post-apocalisse atomica? Indubbiamente siamo all’interno di un mondo a basso livello di tecnologia, in cui l’elemento religioso gioca un ruolo importantissimo nel determinare le vite dei singoli esseri umani. In cui compagnie di ventura ed eserciti più o meno privati vagano per terre ormai esauste da molti, troppi anni di guerra. I rapporti personali sono malati, toccati dall’irruzione che il Male ha fatto in questa dimensione, sia con l’apparire della Mano di Dio, sia in molti altri modi più subdoli.

Ora, a rischio di attirare su di me gli strali di qualche storico di professione, devo dire che uno scenario simile si è già verificato. Parlo delle Guerre di Religione che per circa 140 anni insanguinarono l’Europa, dal 1517, anno in cui Lutero affisse le sue tesi, fino al 1648, anno in cui si concluse la Guerra dei Trent’anni, che sancì il definitivo status quo tra nazioni cattoliche e protestanti. La Germania durante la Guerra dei Trent’anni (1618-1648) o l’Europa centrale all’epoca della rivolta dei contadini prima e degli Anabattisti poi (prima metà del 1500), hanno molto in comune con il mondo descritto da Miura.

Proviamo a paragonare Dago, forse il più bel fumetto storico degli ultimi vent’anni, ambientato nei primi decenni del 1500, e Berserk.

È vero che il primo è assolutamente storico nel suo svolgersi, e il secondo si iscrive nel filone fantasy (o per meglio dire “dark fantasy”). Ciononostante ci sono terrificanti parallelismi tra i due. Terre intere desolate dalla guerra. Popolazioni distrutte da bande di soldati di ventura trasformati dalle brutalità della guerra in criminali senza scrupoli. La guerra e la violenza come unici motori della storia. E soprattutto la religione usata come arma da parte di chi detiene il potere.

Berserk: un nuovo modello di fumetto storicoEcco allora la mia tesi: Berserk in realtà non è un fumetto fantasy. È un fumetto storico, che rappresenta il versante onirico e surreale della storia europea durante il periodo dello scontro tra Cattolicesimo e Riforma.

Miura, grande appassionato di storia medioevale e autore affascinato dall’Occidente, ha dato il suo tocco a quella tragedia, che ha visto eccidi inimmaginabili abbattersi sul continente europeo, perpetrati in nome della Fede. L’unica differenza è che il Male di cui avevano paura i credenti di quell’epoca qui si fa sostanza, assume carne e sangue, e scende in mezzo agli uomini per ucciderli direttamente con le zanne e gli artigli. I demoni che combatte Gatsu, la Mano di Dio, le schiere di spettri, fantasmi, e mostri vari sono concretamente reali, laddove per un uomo del 1600 i demoni lo erano in ugual misura, ma di una realtà immateriale, sostenuta solo dalla ferma credenza nell’esistenza del Diavolo.

Berserk e Dago. Due modi diversi di narrare la stessa storia. Due grandi fumetti da non lasciarsi sfuggire.

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