Benvenuti in famiglia: intervista a Rossano Piccioni, co-creatore di “The cannibal family”

A poche settimane dall'uscita del settimo numero della serie horror cult italiana "The Cannibal Family", abbiamo raggiunto l’ideatore e sceneggiatore Rossano Piccioni per alcune domande.

Benvenuti in famiglia: intervista a Rossano Piccioni, co-creatore di "The cannibal family" è grafico, illustratore, cartoonist. Laureato in advertising alla NABA di Milano, ha creato la Scuola del fumetto Adriatica, e ha dato vita alle edizioni Inkiostro (www.edinkiostro.it) ed alla rivista Denti, che da spazio ai giovani talenti del fumetto italiano. Ha collaborato con le case editrici: Tunuè,  Star Comics, Arcadia, Le Lombard. Con l’astrofisico Amedeo Balbi ha   realizzato il libro Cosmicomic, gli uomini che scoprirono il Big Bang. Nell’ottobre 2013 crea il controverso The cannibal family, insieme all’amico Stefano  Fantelli.

The cannibal family è una serie horror/splatter a fumetti creata da Stefano Fantelli e Rossano Piccioni, edita da .
La narrazione si svolge su due binari paralleli, uno ambientato ai giorni nostri e l’altro durante la Seconda Guerra Mondiale. Nello specifico vediamo la famiglia Petronio, una famiglia grottesca, ma con un forte codice filosofico e morale, guidata non solo spiritualmente dal patriarca Alfredo, personaggio crudele e spietato, a cui fa da contrappunto la ribelle e sensuale nipote Sara.
Sangue, sesso, storia e sentimenti si mescolano in questo fumetto che, qui in Italia, sta sempre più prendendo piede. 

Noi abbiamo raggiunto Rossano Piccioni, ideatore e sceneggiatore della serie, per alcune domande.

Benvenuti in famiglia: intervista a Rossano Piccioni, co-creatore di "The cannibal family"
Come nasce l’idea di The cannibal family e come si è arrivati alla nascita di questo progetto?
Stefano Fantelli ed io ci siamo visti nel mio studio in Abruzzo; avevo già messo in cantiere fumetti e serie per Edizioni Inkiostro ma erano  tutte cose a cui non avevo intenzione di partecipare come disegnatore/sceneggiatore. A stefano dissi: “Se vogliamo fare qualcosa insieme, deve essere qualcosa che mi diverta.” Non sono un amante di zombie vampiri e mostri in genere; discutendo insieme, parlammo del fatto che alcuni editori non avevano mai trattato il cannibalismo. Decidemmo in quel momento di farlo: lui aveva le sue idee ed io le mie. Le abbiamo fuse rispettandoci a vicenda.

Qual è il motivo della scelta, per il tuo fumetto, di una componente horror/splatter?
L’orrore è entrato nel nostro quotidiano. I telegiornali ci bombardano di immagini violente: dai parlamentari che fanno a botte alle teste mozzate su Youtube, dai genocidi alle mamme che ammazzano i loro figli. Sono talmente bombardato da questa violenza che devo espellerla in qualche modo. A tavola vedo cartoni animati con i miei figli e non c’è più un filtro da tutto questo orrore: sono/siamo letteralmente bombardati da una realtà sempre più horror.

Benvenuti in famiglia: intervista a Rossano Piccioni, co-creatore di "The cannibal family"Per sceneggiare e scrivere il tuo fumetto prendi spunto da qualche film?  Il genere horror è il tuo preferito anche nel cinema?
Mi nutro di libri/fumetti/games/cinema e molto altro ancora ma cerco sempre di rimanere distaccato dalla citazione a tutti i costi. Non amo l’horror, anzi, mi mette a disagio. Alla proiezione dell’Esorcista, credo fosse il venticinquennale, dopo un quarto d’ora uscii dalla sala. Ripeto, non mi piace l’horror: credo che sia quel mettermi alla prova di fronte ad un film la cosa che detesto. I film che parlano di soprannaturale o possessioni demoniache, addirittura, li odio con tutto il cuore. L’horror perfetto, per me, è Profondo Rosso. L’ho visto una sola volta e mi è bastato. Vorrei riuscire a rivederlo, davvero, ma ho troppa paura.

TCF è un fumetto pieno di morte e sangue. Da parte vostra, però, vi è la chiara intenzione di lasciare qualcosa di più, rispetto alle sole e uniche scene splatter. Dicci cosa ne pensi e come affronti/ate le tematiche contenute nel fumetto.
Cannibal ha diversi livelli di lettura e credo che siano i lettori a doverne percepire le varie sfaccettature. Non è uno splatter fine a se stesso e questo è certo, anzi, è uno dei suoi punti di forza. Credo di dovermi soffermare però su altre cose, ad esempio la rottura con un certo tipo di fumetto, con certe regole e canoni. Oppure sul fatto di essere riuscito a chiamare su una serie italiana per la prima volta sceneggiatori come Ron MarzJimmy Palmiotti, Luca Blengino o artisti del calibro di Otto Schmidt. E non avete idea di chi altri stia per arrivare.

Benvenuti in famiglia: intervista a Rossano Piccioni, co-creatore di "The cannibal family"Vedo che, on line, puntate molto sul coinvolgimento del lettore. Parlaci del tuo (vostro ) rapporto con loro. Inoltre, per rimanere  sempre in tema, come avete affrontato il ban di tre giorni imposto  sulla vostra pagina Facebook? Ne siete rimasti delusi o è stato un  motivo in più per spronarvi?
Per quanto riguarda i nostri lettori: ho detto subito ai miei collaboratori di metterli sempre in condizioni di poterci parlare e di essere gentili con loro. Di far capire che la loro passione per noi è importante. Ho smembrato la mia collezione per accontentare decine di lettori. Capisco la passione che c’è dietro un lettore di fumetti: lo sono anche io un appassionato. Questo amore per il nostro fumetto deve essere ripagato in qualche modo. È giusto così. Sono persone che amano il mio  fumetto. Devo trattarli bene, è naturale. Nessuna cosa strana, anzi, mi  meraviglierei del contrario. Per quanto riguarda l’altra domanda, parlando da editore, un ban su Facebook può essere una benedizione, tutta pubblicità. Una denuncia/querela anche. Credo che dalla negatività di queste cose si possa sempre trarre del vantaggio. Quelli che fanno i bigotti di fronte al mio fumetto sono spesso quelli che hanno gli scheletri nell’armadio. I finti perbenisti “casa e chiesa” che magari dentro casa picchiano la moglie o maltrattano i figli e vivono di estremi. Non sempre, ovvio, ma succede spesso anche questo.

Dal punto di vista editoriale, TCF sarà una serie a lunga durata o destinata a concludersi a breve? Inoltre, per quanto riguarda la storia, è stato già tutto pianificato o scrivete di volta in volta?Cannibal quando non avrà più nulla da dire, morirà. Nessun numero 100 o 50 o altro. Sono le idee a tenere in vita il mio fumetto, nient’altro. Quando non ci saranno più idee non ci sarà più Cannibal. Per il momento i miei cicli narrativi mi porteranno molto in là con la numerazione: i nostri aficionados possono stare tranquilli.

Cosa dovrebbe spingere un lettore a comprare TCF?
Più lettori mi hanno detto:- “Grazie Rossano. Sono tornato a leggere fumetti grazie a The Cannibal Family. Avete risvegliato in me la voglia di leggere fumetti”. Beh, wow. Credo sia il più bel complimento che mi abbiano mai fatto. Se poi a dirmelo sono più lettori la cosa mi rende davvero felice e vuol dire che davvero stiamo facendo un bel fumetto. Quindi, tu che stai leggendo l’intervista e non hai mai letto cannibal, perchè non entri a far parte della famiglia? Cosa aspetti ad abbracciare il codice dei Petronio?

Benvenuti in famiglia: intervista a Rossano Piccioni, co-creatore di "The cannibal family"

Intervista realizzata via mail il giorno 12/04/15

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