Batman Natale: il Canto di Natale secondo Lee Bermejo

Batman: Natale: recensione e intervista a Lee Bermejo che al suo debutto da autore completo immagina Bruce Wayne nei panni dello Scrooge di Charles Dickens.

Batman Natale: il Canto di Natale secondo Lee BermejoCharles Dickens non aveva in mente quando ha scritto A Christmas Carol.

Forse Londra ha qualcosa in comune con Gotham. Al di là dei tanti team-up con Scudiero e Cavaliere, le controparti britanniche del Dinamico Duo, Bats si è recato spesso nella città londinese, vedi varie sfide con Kirk Langstrom, da cui poi parte il ciclo di Grant Morrison conclusosi in Batman R.I.P.. In Gotham By Gaslight, è palese il riferimento alla capitale britannica in stile vittoriano.

Ma tentare un paragone architettonico tra Whitechapel e i bassifondi di Gotham è gioco di disegnatori… portare il clima britannico nel mood violento della città del Pipistrello è altro. Dickens torna di attualità, nonostante una morale che raramente riguarda la contemporaneità e, al di là dei cartoni animati, raramente si trova pietà nelle moderne avventure de Crociato.

“Ma ogni tanto vale la pena raccontare qualcosa di buono. Ogni tanto vale la pena di far tirare il freno anche a Batman. Ed è giusto che anche lui si goda un sereno Natale”.

Detto da , il talento che ha dato forma alla versione azzarelliana del Joker, sembrerebbe un’eresia. Quando lo abbiamo incontrato a Cesena Comics & Stories nel 2011, all’incontro con il pubblico intitolato Tra la via Emilia e il West, Lee sembrava una specie di alieno, nonostante il compagno di scorribande Matteo Casali continuasse a dire che “Lee non è così buono”. E Batman: Noël, edito in Italia con il titolo di Batman: Natale per la , non è così buono, in effetti.

E’ il Canto di Natale, certo.
E Batman è Scrooge.
E Jason Todd/Robin è Marley, il partner morto, forse la sua coscienza, che lo ammonisce, e Catwoman è lo spirito del Natale passato, e Superman del Natale presente, e Joker del Natale futuro.
E finisce tutto bene, per il Tim di turno.
Eppure, non è così buono.

Batman Natale: il Canto di Natale secondo Lee Bermejo

INTERVISTA A LEE BERMEJO

Batman Natale: il Canto di Natale secondo Lee Bermejo

Ci abbiamo messo un po’ a mettere insieme questa intervista: la conversazione di più di un anno fa, mail galeotte e un paio di messaggi… ma Lee era alla sua prima esperienza da autore completo, e anche in queste occasioni è rimasto dubbioso sul suo lavoro.
Potrebbe avere qualche limite. Non vorrei dire che ho trascurato il disegno per il testo, certo, ma ho dovuto impegnarmi estremamente per tirar fuori un prodotto dignitoso, investendo risorse, quindi non è detto che limitandomi solo al disegno non sarebbe uscito un prodotto migliore. Mi sono detto, ad un certo punto: ‘Lee, già ragioni il fumetto nella tua testa in maniera da storyteller… ti sei confrontato con gente come Azzarello e sei riuscito anche a far passare tue idee per contribuire alla narrazione: vuol dire che un minimo di visione ce l’hai…‘. E, a quel punto, ho deciso di cimentarmi in questo soggetto da solo, confrontandomi comunque con gli amici di sempre.

Sei giustamente ritenuto uno dei migliori disegnatori in circolazione. Ti dosi. Non sei un “prezzemolino” sia per tempistiche di consegna che per volontà. Perché rischiare come autore completo?
Perché quando ti arriva un’idea, puoi anche nasconderla, ma tu sai che ormai è lì. Che aspetta. Quindi sei rassegnato al fatto che, presto o tardi, tornerà ad assillarti: per questo ho aspettato il momento giusto, ho fatto la mia proposta ed è piaciuta. E mi sono messo a lavorare a Batman: Noël.

Batman Natale: il Canto di Natale secondo Lee BermejoÈ stata una reazione spropositata a Joker, forse.
Si nota così tanto? Effettivamente Joker mi aveva dilaniato. È stato totalizzante disegnare una storia così, con un soggetto tremendamente violento come quello. Ogni vignetta è un pugno allo stomaco e mentre ci lavoravo, dicevo che avrei avuto bisogno di qualcosa di più tranquillo, di gentile. Volevo fare un libro per bambini. Poi ho lavorato su Luthor: Man Of Steel… nulla di eccessivo, ma certamente serio. Inquadrato. Qualcosa mi è rimasto da quell’esperienza, quindi la storia mi è uscita meno edulcorata di quello che può sembrare pensando al soggetto.

Hai reso Batman molto più “bobby” di quanto non sia.
Sì. È un effetto voluto. Volevo farlo sembrare più umano. Più debole. Scrooge è vecchio… anzi, prematuramente invecchiato, indurito nel cuore. Bats è malaticcio qui. Limitato. Lo sentiamo più vicino.

La gatta, il passato.
Quando, in effetti, Batman era Batman, ma con meno disillusione.

Superman, il presente.
Nel Canto di Natale Scrooge va da Fred, il nipote. Vede la sua vita luminosa. E si sente compatito dal nipote. Superman compatisce Batman, ma con l’innocenza di chi gli vuole bene. E Batman vorrebbe poter essere, per una volta, il portatore di luce che è Superman. Scrooge rimpiange di non essere più come era da giovane, cioè quando era come Fred: Batman prova la stessa cosa. Anche se poi Fred, qui, è il commissario Gordon. Diciamo che Superman, proprio perché Superman, rappresenta comunque una parte attiva.

Infine, la morte.
Nel Canto di Natale lo spirito del Natale futuro è la cosa che fa più paura. È imprevedibile, come il Joker. Sai che condurrà alla morte, ma non sai come…

Batman, alla fine, si addormenta, esattamente come il piccolo Tim. Qual è il futuro di Batman?
Starà a lui sceglierlo. Questa storia non ha una collocazione temporale, al di là che sia evidente come Jason Todd, tra l’altro ritirato fuori proprio poco tempo prima da Judd Winick, sia morto. Ma è proprio il fatto che Batman continui a proteggere Gotham che ci dice che, alla fine, deve aver superato l’indurimento del suo cuore. Che, alla fine, sia l’amore a muoverlo oltre che il sentimento di rancore e vendetta che, comunque, traspare anche in questo lavoro.

CONCLUSIONE: DISEGNI, COLORI ED EDIZIONE

Batman Natale: il Canto di Natale secondo Lee BermejoI disegni sono qualcosa di incredibile. Dai toni caldi e i tratti morbidi usati per raccontare la storia di Bob e Tim Cratchit, piccolo scagnozzo del Joker e figlio zoppetto, ai momento duri e violenti delle corse del Crociato, ovattati dalla neve che in questa Gotham natalizia abbonda.
Lee è aiutato dai colori incredibilmente vivi della napoletana Barbara Ciardo, orgoglio tricolore in Usa, che quasi commuove.

Se non fosse per i soliti problemi RW Lion (pagine che si incollano, come segnalato da diversi lettori) e qualche errore di traduzione, sfioreremmo la pubblicazione Dc dell’anno.

La doppia splash page e la pagina finale, con il potente lettering di Todd Klein che ci accompagna per tutto il fumetto, dove leggiamo veramente ciò che Lee pensa tanto di Dickens quanto di Batman e dei suoi autori (con citazioni continue nei disegni, a partire da alcune inquadrature tipicamente milleriane per arrivare all’insegna dei magazzini Sprang’s), essendo egli stesso, da narratore esterno onnisciente, a raccontarci la sua versione del Canto di Natale mentre disegna un’avventura dell’Uomo Pipistrello, crea un climax di gioia che, infine, esplode con l’immagine più semplice che ci possa essere: un padre, con suo figlio addormentato.
Entrambi felici.

E noi ci chiediamo, esattamente come si chiede Lee: “Qual è la morale della storia?”.

Abbiamo parlato di:
Batman: Natale
Lee Bermejo, colori di Barbara Ciardo
Traduzione di Leonardo Favia
RW Lion, novembre 2012
112 pagine, cartonato, colore – 14,95€
ISBN: 9788866912828

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