Vita da Passabao: intervista alla neonata casa editrice a misura di piccolissimi

Vita da Passabao: intervista alla neonata casa editrice a misura di piccolissimi

Passabao si definisce una casa editrice nata dai sogni di un bambino, così piccola da ospitare – almeno per ora – solo una rana e una mela, ma dalle grandi e principesche ambizioni. In effetti, sfogliando i due albi illustrati in catalogo, Vita da rana e Ghirighì, entrambi scritti da Georgina Ponce Blasco e illustrati da Ilaria Dal Canton, ritroviamo caratteristiche coerenti e omogenee, frutto di un progetto ben definito e curato: le storie sono semplici e divertenti e si ispirano apertamente a schemi narrativi, ambientazioni e personaggi propri delle fiabe classiche (la rana, la mela rossa); sul piano stilistico sono minimali ed equilibrati, con illustrazioni a campiture di colore compatto che spiccano su fondo bianco. I testi sono perfettamente in linea con le immagini e risultano concepiti per rendere la narrazione adatta anche ai lettori più piccoli: periodi brevi, ritmo vivace e musicale perfetto per la lettura ad alta voce, suoni onomatopeici e un andamento ciclico del racconto.

Il progetto Passabao è nato dalla collaborazione tra Ilaria Dal Canton – filosofa e illustratrice -, che si occupa della parte di grafica e illustrazione, e Silvia Albesano – filologa e docente di Storia della lingua italiana -, che cura la revisione dei testi e degli adattamenti in italiano. Fondamentale per l’avvio della casa editrice è stata la partecipazione come autrice di Georgina Ponce Blasco, che ha lavorato come educatrice nella scuola Waldorf di Denia (Spagna). Vita da rana, infatti, nasce come una storia-gioco realizzata per i bambini della sua scuola.

Abbiamo avuto il piacere di incontrare Ilaria Dal Canton nella Libreria dei Ragazzi di Brescia e ne abbiamo approfittato per fare una chiacchierata sul progetto editoriale Passabao.

Nel leggere le vostre biografie si percepisce una grande esperienza nell’ambito artistico ed educativo e i vostri libri rispecchiano indubbiamente i vostri percorsi. Com’è nato il progetto Passabao? Qual è stata la vostra idea di partenza?

Io e Silvia condividiamo una grande passione per i libri in generale, per la letteratura infantile e per gli albi illustrati in particolare. Il progetto Passabao è nato dal desiderio di rendere la nostra passione attiva, per così dire. Volevamo creare qualcosa insieme che desse spazio alle nostre idee. Siamo partite senza alcuna pretesa, lanciando il nostro esperimento editoriale semplicemente perché ci piaceva l’idea di farlo.

In libreria abbiamo già utilizzato Vita da rana e Ghirigì per alcuni laboratori con i nidi e le scuole dell’infanzia, con risultati sorprendenti. I bambini sono rimasti affascinati sia dai testi ritmati che dalle illustrazioni che abbiamo rielaborato con dei timbri naturali. Avete dato vita ai vostri libri pensando anche a questa modalità di utilizzo con i bambini?

Sia Vita da rana che Ghirighì nascono per la lettura ad alta voce. L’autrice dei testi Georgina Ponce Blasco è un’educatrice di formazione steineriana e usava entrambi i racconti per introdurre i colori ai bambini dell’asilo nido dove lavorava. Per quanto riguarda le illustrazioni, ho scelto uno stile minimalista anche perché volevo che i disegni fossero facilmente riproducibili da parte dei bambini. Ma non ho seguito solo un criterio pedagogico: a me piace disegnare così, usando forme semplici e colori puri, lasciando molto spazio al bianco e all’immaginazione. Apprezzo tantissimo gli illustratori che riempiono di piccoli infiniti dettagli i loro disegni, ma non sono capace di fare altrettanto, non è il mio stile.

Quali sono gli illustratori che amate o ai quali vi ispirate nel panorama della letteratura per l’infanzia sia italiana che estera? Nei vostri libri ci sembra di ritrovare lo spirito di Bruno Munari e di Iela Mari: è un riferimento che condividete?

Io vivo in Belgio, tra gli autori che preferisco vorrei citare Anne Herbauts, belga appunto e troppo poco tradotta in italiano. Ma anche Elzbieta, Beatrice Alemagna, Chiara Carrer, Anne Crausaz, Alice Melvin e il grandissimo Maurice Sendak… sono solo i primi che mi vengono in mente! Quanto a Bruno Munari e Iela Mari, sono i nostri riferimenti diretti. Iela Mari in particolare è stata un pilastro della mia educazione estetica infantile: ho sfogliato i suoi libri fino alla consunzione.

Cosa vuol dire essere una piccola casa editrice indipendente in un panorama editoriale molto competitivo? Qual è l’aspetto più complicato del vostro mestiere? E quale quello che ritenete più soddisfacente?

Quando si è così piccoli (ma noi siamo veramente piccolissimi) il rischio è l’invisibilità. L’aspetto più complicato è proprio farsi notare. Quello più soddisfacente è sapere che ci sono bambini che hanno imparato a memoria Vita da rana, che lo leggono tutte le sere alla sorellina, che dicono che il cane fa bau e la mela fa AH AH AH! O che ad una mamma interdetta di fronte ad una maglietta tutta colorata a pennarello rispondono angelicamente “Ghirighì!”.

Qual è il vostro rapporto con i librai? Pensate che il loro lavoro possa aiutarvi nel far conoscere Passabao a un vasto pubblico?

Per noi il ruolo dei librai è fondamentale. La maggioranza dei genitori tende a scegliere i libri in modo conservativo: preferiscono affidarsi ad autori e personaggi noti, magari dotati di una versione televisiva. I libri Passabao non si vendono da soli, vanno presentati, spiegati e capiti.

Quali consigli dareste a chi deve scegliere dei libri per i propri bambini? Quali sono i principi e gli aspetti fondamentali per riconoscere un albo illustrato valido?

Direi che un libro per bambini può essere anche terribile, spaventoso, insensato e immorale, ma mai triste: deve conservare lo spirito scanzonato dell’infanzia e questo vale sia per il testo che per le illustrazioni. In generale non ci piacciono i libri che si rivolgono ai bambini con intenzioni adulte. Ai genitori direi: comprate libri che vi facciano passare un bel momento insieme ai vostri bambini. Può essere un momento di puro divertimento o di riflessione (o entrambe le cose, perché no?) purché sia intimamente sentito come specialmente vostro: poche cose come la lettura insieme sono in grado di cementare il legame tra genitori e figli (irresistibili colpi di sonno parentali inclusi).

E infine, un rapido sguardo al futuro. Quali progetti avete in cantiere? Molte case editrici che si dedicano ai più piccoli propongono titoli anche in versione app: credete nel mezzo digitale? Pensate che le vostre storie possano rendere bene su un dispositivo elettronico?

Nell’immediato, abbiamo in preparazione due libri, di cui uno in continuità con i precedenti, un altro completamente diverso. Stiamo cercando nuovi autori e anche nuove prospettive. Abbiamo cominciato pubblicando libri illustrati da me per comodità, ma non abbiamo mai avuto intenzione di fermarci lì. Quanto ad una versione app, non escludiamo un possibile sviluppo in questo senso, ma non è nelle nostre priorità. In ogni caso, l’incontro sensoriale con un libro fatto di pagine che si sfogliano e carta che si tocca crediamo resti un’esperienza che neppure un nativo digitale dovrebbe perdersi.