Raffinata estetica giapponese dell’infanzia: Komako Sakaï

Komako Sakaï è un’illustratrice giapponese nata nel 1966 nella prefettura di Hyogo. Il suo stile inconfondibile è il risultato della sua formazione artistica – prima di approdare all’illustrazione per l’infanzia si dedica alla recitazione teatrale, alla decorazione di tessuti da kimono e allo studio dell’arte europea a Parigi – unita alla classica leggiadria della tradizione nipponica. Forse proprio per merito di questa sinergia Komako Sakaï predilige un linguaggio molto garbato, che appare quasi come bozzetto preliminare a fusaggine, pastello tenue e guazzo. Elegantissima ricercatrice di approssimazione nel disegno, per quanto riguarda i colori si muove attraverso tonalità dense, luminose e ben calibrate; si sofferma molto spesso su dettagli minuscoli, dando l’impressione di scordarsi di tutto il resto.

In Italia sono stati pubblicati dalla casa editrice milanese Babalibri cinque albi illustrati di Komako Sakaï: Giorno di neve (2007), Nell’erba (2011), Anna si sveglia (2013), Akiko e il suo palloncino (2014) e Aspettami! (2016).

Giorno di neve

Non è esagerato definire Giorno di neve il più poetico tra i lavori di questa autrice. Si tratta di un albo illustrato dal formato ridotto (21×23,5 cm) che presenta essenzialmente due protagonisti: un tenero coniglietto e l’atmosfera magica di una giornata di neve. È dirompente, nel lettore, la sensazione di pacifico silenzio: come se l’albo fosse una finestra appannata da cui osservare la neve che cade leggera e tinge il paesaggio di bianco. L’immedesimazione con il coniglietto (e con i bambini in generale) è immediata, e grazie a essa riusciamo a provare nitidamente la sua stessa emozione nello sperimentare per la prima volta la dolcezza della neve. Le prime scoperte sono un topos letterario di Komako Sakaï, con cui riesce a trasmetterci tutta la carica emotiva e di entusiasmo dello spirito infantile. In quest’opera i colori freddi ma mai cupi – piccoli tocchi di rosso e giallo ravvivano in modo significativo le tavole – e i disegni abbozzati rendono ancora più intensa l’atmosfera ovattata di un lieto giorno di neve.

Nell’erba

In quest’opera le pregevoli illustrazioni di Komako Sakaï si uniscono al testo di Yukiko Kato, una scrittrice giapponese molto conosciuta nel suo paese e vincitrice di tanti premi tra i quali il prestigioso Akutagawa Award. Il risultato di quest’unione è un piccolo albo illustrato che traduce – ancora una volta in maniera magistrale – emozioni e sentimenti dell’infanzia. La sua preziosità è data principalmente dalle magnifiche tavole, ariose e verdi e se Giorno di neve è una finestra appannata in un giorno gelido, Nell’erba è un immenso prato in una giornata di vento: sfogliandolo sembra quasi di poterne respirare il profumo e la freschezza. I fili d’erba mossi dal vento ricordano sia lo stile impressionista ottocentesco sia i film d’animazione di Hayao Miyazaki, in particolar modo numerose eco sembrano provenire da Il mio vicino Totoro. Anche qui lo stile di Komako Sakaï è originale e unico nei suoi bozzetti colorati e la trama è persino più essenziale del solito. In un giorno di primavera, durante una gita al fiume, una bimba si allontana cercando di raggiungere una farfalla dalle ali arancioni e nere, ma all’improvviso il vento inizia a soffiare davvero forte. La farfalla scompare e l’erba, ondeggiando, avvolge la bimba che è spaventata dai vari scricchiolii, gorgoglii e fruscii intorno a lei. Ma presto una voce la chiama: è la voce della mamma che sa sempre dove ritrovarla.

Anna si sveglia

Anna è una bimba di quattro anni che, nel cuore della notte, d’improvviso, si sveglia. È la prima volta che le accade e spinta dalla curiosità (e anche un po’ dal timore) esplora un nuovo mondo, che altro non è che la sua casa vissuta con gli occhi di una inattesa esperienza mentre tutti dormono. Come si sarà intuito, è la scoperta della notte da parte di una bimba il tema qui affrontato da Komako Sakaï con la solita delicatissima maestria e raffinata sensibilità. Anna si sveglia è un’opera dal taglio classico e pulito, a partire dall’immagine in copertina, in cui si ritrovano tutti gli elementi stilistici tipici dell’illustratrice, compresi i riquadri dagli angoli smussati che ricordano le fotografie Polaroid e le tinte cromatiche che suggeriscono un’atmosfera vagamente retrò. Le tavole sono realizzate con larghe pennellate dall’aspetto graffiato – quasi come fossero incise sull’ardesia di una lavagna – e i colori sono più scuri, pacati e lievi, volti a creare suggestioni oniriche che ci accompagnano lentamente nell’atmosfera notturna, come se fosse la prima volta pure per noi lettori.

Akiko e il palloncino

Una dolcissima bimba di poco più di tre anni, una passeggiata in città, un regalo inaspettato – il palloncino del titolo –, una mamma molto attenta, un pomeriggio di giochi, un letto che attende la piccola per la nanna. La giornata di Akiko è semplice ma allo stesso tempo ricchissima, come quella di ogni bimbo. Sono questi gli ingredienti di Akiko e il palloncino, uno dei primi lavori dell’artista giapponese, uscito per la casa editrice nipponica Hakusensha nel 2003 ma tradotto da Babalibri solo nel 2014. L’opera contiene in forma embrionale tutte le tematiche che caratterizzeranno l’evoluzione dell’autrice, ovvero la rappresentazione di scene familiari che fanno di Komako Sakaï una splendida favoleggiatrice del quotidiano infantile. Inoltre, in quest’albo il colore si impone come vero e proprio elemento narrativo: gouache e tempere riempiono gli spazi in campiture di colore non uniformi, rendendo gli oggetti più solidi e autentici. Se lo sfondo è composto da una gamma di tinte piuttosto spente (abbondano grigio, nero, bianco e ocra), è il giallo il protagonista assoluto della scena e di pagina in pagina torna in nuove vesti, dal palloncino passa ai fiori di tarassaco e poi a una piccola farfalla. Completano questa ricca e vivace composizione cromatica qualche tocco di azzurro, usato per il filo del giocattolo di Akiko, e di rosso, per i ricami che decorano i suoi leggeri pantaloncini o le stelle del pigiama.

Aspettami!

Il tema centrale di questo piccolissimo libro cartonato è la scoperta del mondo con gli occhi innocenti di una bambina che tenta con gesti goffi – esattamente come i bimbi a quell’età – di avvicinare una farfalla, una lucertola, un piccione e un gatto, che puntualmente scappano via, un attimo prima che lei riesca ad accarezzarli. La narrazione è semplice e si aiuta sia con suoni onomatopeici sia con la reiterazione della parola Aspettami. La pagina finale è un sincero inno alla paternità: il padre acchiappa la bimba e se la pone sulla spalle; l’ha lasciata libera di esplorare da sola il mondo, ma ora è arrivato il momento di andare insieme verso nuove avventure. L’illustrazione è come sempre accurata, minimalista ed essenziale e Aspettami! si conferma l’ennesimo capolavoro che Komako Sakaï ha saputo regalare ai suoi fedeli lettori nel corso degli anni.