Al di là della foresta: la curiosità di vedere oltre, senza paura

Al di là della foresta: la curiosità di vedere oltre, senza paura

Al di là della foresta è un albo illustrato pubblicato nella primavera del 2017 da Orecchio acerbo, casa editrice che si conferma nuovamente come una tra le più attente e intelligenti nel panorama della letteratura illustrata. Secondo i fondatori Simone Tonucci e Fausta Orecchio non esistono argomenti tabù per i bambini e di conseguenza il loro catalogo è costellato, grazie a raffinati illustratori e autori che non sono necessariamente legati all’editoria per ragazzi, di storie che affrontano tematiche complesse ed emotivamente molto coinvolgenti.

“È incoraggiando la libertà e la forza del pensiero di ciascuno, e avendo fiducia nel proprio istinto, che le azioni collettive acquistano senso”. Da questa significativa frase dell’artista e attivista cinese Ai Weiwei – posta ancora prima del titolo tra le dediche e il riquadro dove il piccolo lettore può inserire una sua piccola fotografia – inizia la nostra storia.

Arturo, il piccolo coniglio protagonista, il suo dolce papà e il cane Danton vivono in una casa di pietra al di qua della grande foresta. E come spesso accade quando si è d’animo curioso e sensibile, in loro nasce il legittimo sentimento di scoprire cosa ci sia al di là dei fitti alberi. E per farlo la famiglia di coniglietti decide di innalzare un’altissima torre per sbirciare e vedere oltre. L’idea è semplice ma l’impresa si rivela molto ardua: bisogna procurarsi le pietre e impegnarsi con sudore e fatica per ottenere il risultato voluto. Non mancheranno né gli ostacoli né la cooperazione di tutti i compaesani per riuscire nella maestosa impresa.

Al di là della foresta è un albo speciale, semplice proprio come il desiderio di vedere oltre e allo stesso tempo complesso perché riesce a trasmettere molti concetti profondi, quali l’importanza dell’apertura mentale, della curiosità (e non della paura!) verso ciò che non conosciamo, della fatica e dell’impegno per realizzare i propri desideri, del non abbattersi di fronte agli ostacoli che la vita ci pone. Delinea, inoltre, una meravigliosa figura paterna, solida e instancabile, tratteggiando delicatamente anche il tema padre-figlio. Il tutto attraverso tavole che solo all’apparenza sembrano cupe, ma che in realtà sanno di casa, di quotidiano. I colori predominanti sono l’ocra e il grigio, con dettagli rossi e gialli che attirano immediatamente gli occhi del lettore, che segue così attivamente le azioni degli indaffaratissimi coniglietti. L’illustratore è Gérard Dubois, che riconosciamo per un recente titolo sempre di Orecchio Acerbo – Facciamo che –, e nel lavoro del quale possiamo immediatamente cogliere la caratteristica grafica decisamente classica e retrò. Anche la scelta di porre le parole dell’autrice canadese Nadine Robert nella parte inferiore della pagina, in calce alle illustrazioni riquadrate, ricorda gli illustrati degli anni ’50 e si accorda perfettamente sia allo stile iconico sia alla narrazione.

Non vi sveliamo il finale, non vi diremo cosa c’è al di là della foresta, ma vi assicuriamo che ergere la torre di pietra valeva decisamente la pena.