Come Back To Me: l’orrore della dipendenza in chiave neo-pop

Meanwhile, in Poland... di droga e altri eccessi nel fumetto di Bartosz Sztybor e Wojciech Stefaniec esportato da Europe Comics.

Come Back To Me: l'orrore della dipendenza in chiave neo-pop

Europe Comics è una nuova, interessante casa editrice esclusivamente digitale (qui il suo sito: http://www.europecomics.com/) che vende online alcuni lavori di una dozzina di case editrici europee, tradotti in inglese. Tra le italiane sono coinvolte editrici del calibro di Bao e Tunué; centrale è ovviamente anche il fumetto franco-belga, ma più interessante ancora la riproposizione di tradizioni fumettistiche all’apparenza minori o comunque meno conosciute: oltre a Francia, Italia e Spagna, il loro catalogo copre anche il fumetto serbo e quello polacco.

Come Back To Me Again è per l’appunto un fumetto polacco scritto da Bartosz Sztybor e disegnato da Wojciech Stefaniec, pubblicato originariamente dall’editore polacco TIMOF. Al centro della narrazione c’è la vita quotidiana di un protagonista afflitto da molteplici dipendenze, una schiavitù dall’alcool e dalle droghe da cui non riesce a liberarsi, e che rende le sue giornate una faticosa peregrinazione da una allucinazione all’altra, dai deliri dell’astinenza all’abiezione dell’immediata ricaduta.

Sztybor (n. 1984), di Varsavia, è sceneggiatore di fumetti ma scrive anche per il cinema e la televisione, ed è autore di libri per ragazzi.  Ha pubblicato numerose opere, lavorando per quasi tutte le editrici polacche di fumetti, e sue opere sono apparse anche all’estero, ad esempio in  Francia e USA; ha ottenuto premi, oltre che nel paese natale, anche in Brasile e Spagna. Stefaniec (n. 1980), illustratore oltre che fumettista, ha invece vinto il premio nazionale per il miglior autore dell’anno nel 2011 e nel 2015, cosa che lo rende indubbiamente un nome significativo della scena polacca stessa. Si tratta quindi di due autori di una nuova generazione del fumetto dell’Est Europa, e della Polonia in particolare, quella cresciuta dopo il crollo del muro di Berlino e del comunismo.

Il fumetto si rivela infatti molto radicale per scelte tematiche e compositive, si intravvede una volontà di libertà artistica rivendicata con forza, quasi con un eccesso intenzionale. Fatte le debite proporzioni, viene da pensare a certi fumetti sulle dipendenze, all’epoca scandalosi, realizzati da Andrea Pazienza, come Gli ultimi giorni di Pompeo (1987), che nel trattare di droghe senza alcun accenno di moralismo anticipava letterariamente lo sguardo diverso, ma parimenti freddo e lucido, di Irvine Welsh in Trainspotting (1993).

Come Back To Me: l'orrore della dipendenza in chiave neo-pop

Il fumetto in questione, dunque, si rivela in particolare molto cupo e spietato nella disgregazione dell’io che propone; cosa che contrasta con i disegni invece sgargianti e quasi ammaliatori, realizzati in uno stile pittorico che attrae immediatamente l’occhio del lettore.
Stefaniec possiede indubbiamente una apprezzabile capacità tecnica, riscontrabile anche nelle frequenti splash page, nelle sperimentazioni nell’astratto, nel collage, nei rimandi al surrealismo, alla pop art, e all’arte contemporanea più aggiornata (il terribile cinese, metafora ambigua delle eterne ricadute, pare rimandare ai sorrisi inquietanti dell’artista cinese Yue Minjun). A tratti, Stefaniec sembra anche un po’ gigioneggiare, vantarsi  della sua padronanza tecnica in sequenze ardite di notevole efficacia visuale, ma forse non così strettamente essenziali alla trama, che con la sua esilità viene quasi schiacciata da un segno ipertrofico e sovrabbondante.

In ogni caso, un lavoro notevole, che apre uno squarcio estremamente interessante su una scena artistica davvero poco nota  qui da noi, ma che si rivela indubbiamente complessa, matura e vitale: uno stimolo prezioso a riconsiderare la mappa del fumetto europeo.

Abbiamo parlato di:
Come back to me again
Bartosz Sztybor, Wojciech Stefaniec
Europe Comics, 2017
90 pagine, colore  – 9,99 €

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