Assassin’s Creed: niente di nuovo sul fronte templare

Esce per Panini “La prova del fuoco”, nuovo fumetto che traspone il videogioco "Assassin's creed" di Ubisoft, a opera di Del Col, McCreery e Nunes.

Assassin’s Creed: niente di nuovo sul fronte templare

Assassin’s Creed è una fortunata serie videoludica della Ubisoft, iniziata nel 2007 e ora giunta al nono capitolo. Come molti videogiochi, anche questo è andato soggetto a varie operazioni crossmediali, da cui non è escluso nemmeno il fumetto. Vi è già stato un primo ciclo nel 2009, di cui abbiamo parlato.

Questo La prova del fuoco, sceneggiato da Anthony Del Col e Conor McCreery, per i disegni di Neil Edwards e i colori di Ivan Nunes, rappresenta l’inizio di una nuova serie di storie ambientate in questo universo narrativo, slegata dalle precedenti.
Al centro della storia una nuova protagonista dal simbolico nome di Charlotte De La Cruz, che fin dalle prime pagine viene coinvolta nel complotto che ha contrapposto durante i secoli gli Assassini ai Templari, dalle crociate in poi.

Assassin’s Creed riprende una consolidata tradizione della letteratura a sfondo esoterico: i templari sono sopravvissuti all’interno delle corporazioni muratorie, confluendo poi in organizzazioni iniziatiche quali i Rosacroce e la massoneria, per completare il loro piano di controllo del mondo.  Un tema introdotto al grande pubblico dalle speculazioni di Michael Baigent nello pseudo-saggio Il Santo Graal (1982), sviluppato poi in modo colto nel Pendolo di Foucault (1988) da Umberto Eco, e in modo pop dal Codice da Vinci (2003) di Dan Brown.

Tutta la storia viene riscritta come azione di un grandioso “piano templare”, e questo ha offerto ad Assassin’s Creed lo spunto per numerosi capitoli fantastici ma dall’ambientazione storica dettagliata, benché profondamente romanzata. In tutto ciò il videogioco inserisce un interessante tema “meta-videoludico”: nel gioco non si è direttamente un membro degli Assassini del passato ma, in un gioco di scatole cinesi, si controlla un personaggio di un vicino futuro che a sua volta – tramite sofisticate tecnologie – assume il controllo mentale di un suo avo nel passato.

Nel caso del fumetto in questione, la protagonista Charlotte si trova ad agire nella Salem del 1692, nel periodo della caccia alle streghe; il tema viene sviluppato in una trama nel complesso efficace, ma piuttosto convenzionale, mescolando i più classici e generici luoghi comuni del filone cospirativo. In modo simile, i disegni rendono accettabilmente bene l’azione, ma sono piuttosto vaghi nella resa dello specifico scenario secentesco. L’impostazione della tavola è volta al dinamismo, con alternanza di tagli verticali e orizzontali a seconda dello sviluppo dell’azione e qualche splash page a sottolineare un momento drammatico o un personaggio.

Assassin’s Creed: niente di nuovo sul fronte templare

L’interesse specifico di quest’operazione fumettistica avrebbe potuto risiedere nel fatto che Assassin’s Creed è un videogame particolarmente ricco e approfondito per quanto riguarda il contesto storico, fatto piuttosto raro per un titolo di prima fascia nel mercato videoludico.
Sarebbe stato molto interessante che il fumetto avesse ripreso questa profondità e complessità del videogioco, che su carta poteva venir ancor più dettagliata; per quanto difficile, sarebbe stato poi interessante trovare un modo di tradurre efficacemente il tema meta-videoludico nel metafumetto.

Di tutto questo invece non c’è traccia, nonostante che Del Col e McCreery siano due autori in grado di sviluppare un esperimento interessante come Kill Shakespeare (2010), un fumetto in cui si intersecano i vari personaggi del multiverso shakespeariano. Anche in questo La prova del fuoco i due autori affrontano il tema di un tardo ’600 profondamente rimaneggiato, ma – almeno in questo primo numero – si azzarda molto meno sul piano del pastiche storico-fumettistico di quanto si poteva sperare. E dire che, anche tenendo fisso il tema piuttosto abusato delle streghe di Salem, il ‘600 offrirebbe molti spunti complottistici da integrare, tra massoneria e rosacroce, alchimia ed esoterismo.

Difficile dire quanto la relativa semplicità della trama sia dipesa dalla pura volontà degli autori, e quanto sia invece una imposizione che deriva da una regia complessiva dell’universo narrativo in atto, che impedisce eccessivi scarti ai singoli autori.
Di problemi simili – cambiando ovviamente medium, autori e tutto quanto ne consegue – ha sofferto del resto anche il film di Justin Kurzel, uscito sempre in questo 2016, ambientato nel corso dell’Inquisizione Spagnola e oggetto di critiche come un’occasione perduta per dare una interpretazione filmica del videogioco, cui il regista ha opposto la volontà di una fedeltà assoluta all’universo narrativo. Curiosamente, anche Kurzel era reduce da un lavoro shakespeariano, il Macbeth del 2015, giudicato in prevalenza in modo positivo.

Assassin Creed non è ancora riuscito, evidentemente, a trovare un suo Bardo al di fuori del gioco.

Abbiamo parlato di:
Assassin’s Creed – La prova del fuoco
Anthony Del Col, Conor McCreery, Neil Edwards
Panini Comics, 2016
128 pagine, a colori, brossurato – 13,00 €
ISBN: 9788891224507

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