Asaf Hanuka e il ritorno del surreale quotidiano

In K.O. a Tel Aviv 2, l'autore israeliano Asaf Hanuka affronta con sagacia numerose tematiche, usando come perno il suo personale teatro familiare.

Asaf Hanuka e il ritorno del surreale quotidianoIl blog di da cui sono state raccolte alcune delle tavole e illustrazioni che compongo K.O. a Tel Aviv 1 e 2, si intitola “The Realist”, Il realista. Hanuka vive a Tel Aviv, città israeliana che si affaccia sulla costa del Mediterraneo.
Egli è un realista fuori dal comune, che come Zerocalcare riesce a trarre l’inusuale dalla quotidianità, a rileggerla e donarcela come una fiaba o un incubo in costante divenire.

Il primo volume si sviluppa con un taglio più centrato sull’autore stesso, sulla sua personalità e sulle sue nevrosi, anche attraverso l’analisi delle opposte complementarità della relazione con il fratello Tomer, residente a New York.

Nel secondo volume, invece, ci addentriamo nel pieno teatro familiare dell’autore, nella sua quotidianità e nel profondo dei suoi rapporti, in cui la moglie e il figlio assumono ruoli di primo piano.

La narrazione di Hanuka improntata sull’uso della tavola unica, sia per le illustrazioni che per le “strip” (che perdono così in questo caso l’andamento orizzontale per occupare l’intera pagina in modo autoconclusivo), è un dispositivo molto interessante: nel momento in cui ci si aspetterebbe un naturale prosieguo alla pagina successiva, spesso la storia si chiude, come se ci lasciasse sospesi, affacciati su un mondo dalle infinite riflessioni e possibilità.

Ciò che traspare maggiormente dalle tavole di K.O. a Tel Aviv 2 è proprio la ricerca di una normalità in una situazione costantemente tesa. Tel Aviv e Israele restano silenziosi compagni di sfondo che fanno capolino in ogni storia, ombre di una consapevolezza sempre in agguato a ogni angolo.

Asaf Hanuka e il ritorno del surreale quotidiano

Le tavole sono piccole finestre, a volte dai vetri molto opachi, che ci invitano a guardare una situazione complessa, lasciandoci liberi di formare una nostra opinione.
La situazione familiare diviene metafora della complessità stessa della vita, delle paure del genitore e della vita matrimoniale in cui viene a mancare lo scambio e la comprensione, in cui le paure e nevrosi personali assurgono quasi a temi universali.

Asaf Hanuka e il ritorno del surreale quotidianoDi fatto, non è sempre facile entrare nella poetica dell’autore. Se in alcune tavole, come Viral, essa è palese, in altre resta più oscura, meno immediata, caratterizzata da molteplici sfaccettature.

La narrazione ha un andamento inaspettato, dove vediamo alternarsi spaccati di vita a sogni, aspirazioni, paure, ricordi e delusioni. Una tendenza poco uniforme che può inizialmente spaesare, in cui bisogna lasciarsi guidare senza porre di fronte a sé aspettative.
Hanuka mescola giornate normali a citazioni da Batman, visioni futuristiche, chirurghi che rimuovono demoni con precisione, storie di antenati e spese al supermercato dove si può comprare una nuova testa a un prezzo scontato.

Inoltre, il tratto di Asaf è maturato, risultando dettagliato ed efficace, e non si risparmia incursioni anche in altri stili, componendo un’armonia stilistica e funzionale grazie all’uso di un approccio realista dalle influenze francesi, americane e della sintesi pop tipica dei manifesti e delle pubblicità, che ben supporta la narrazione. L’uso dei colori estremamente espressivo e simbolico, in cui il grigio dominante viene interrotto da lampi di colore che virano la nostra attenzione verso i protagonisti della tavola in questione.

Abbiamo parlato di:
K.O. a Tel Aviv 2
Asaf Hanuka
Traduzione di Michele Foschini e Francesco Savino
, 2015
Brossurato, colori, 96 pagine – 14,00€
ISBN: 978-88-6543-504-5

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