Arturo Lauria, detto John Moloch: un italiano in America

Intervista ad Arturo Lauria, promettente disegnatore italiano al lavoro per Dark Horse.
Articolo aggiornato il 09/02/2016

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con (su Facebook lo trovate come John Moloch), giovane (classe 1988) e grande promessa del fumetto, in procinto di pubblicare per la gloriosa casa editrice Dark Horse. Arturo si è dimostrato molto simpatico e disponibile e ci ha raccontato molte cose interessanti. Leggiamole insieme.

Ciao Arturo. Sei un autore già “maturo” ma non molto noto in Italia. Vuoi presentarti ai nostri lettori e parlarci della tua formazione?
Ciao a tutti e grazie per il “maturo”, è una definizione che non mi era mai stata assegnata. Mi chiamo Arturo Lauria e vivo e disegno da Arturo Lauria, detto John Moloch: un italiano in America25 anni. La bucolica Basilicata mi ha custodito fino all’età di 18 anni, quando decisi di cominciare a studiare trasferendomi a Perugia per frequentare il corso di fumetto ed illustrazione presso il NID (nuovo istituto design). Grazie alla saggezza e bravura di Manuel Bracchi e Francesco Biagini, sciamani e ottimi insegnanti, ho scoperto di non essere solo un illustratore, bensì un fumettista: ho scoperto di voler narrare storie con le immagini e di saperlo fare abbastanza bene sin dal primo tentativo.

Colonus, forse finora la tua opera più famosa (scritta da Ken Pisani), ha vinto il Geekie Awards come “Best Comic Book/Graphic Novel” e anche in altre categorie. Ora verrà ristampata da Dark Horse. Questa edizione è una “semplice” ristampa o presenterà del materiale nuovo?
Tutt’altro: Colonus, a oggi, è un promo di 10 dieci pagine. Circa un anno fa, il 18 agosto 2013, Colonus vinceva Il Geekie Award categoria Graphic Novel e altri tre premi relativi esclusivamente alla realizzazione grafica del titolo, Ken Pisani saliva glorioso e festante sul palco dell’Avalon di Hollywood e io avevo gli attacchi epilettici mentre seguivo la diretta streaming. Questo evento incredibile ha contribuito, ponendo l’ultimo tassello a posto, a garantirci l’attenzione completa di Dark Horse, nella cui orbita navigavamo da qualche tempo ma senza riuscire ad approdare. Colonus uscirà durante l’anno corrente, con qualche mese di ritardo rispetto alle previsioni che lo vedevano pubblicato verso inizio estate, nell’antologico Dark Horse Presents: otto capitoli da otto pagine ciascuno di pura fantascienza distopica, cupa e introspettiva, fino alla conclusione della prima serie che, in seguito, da contratto, verrà racchiusa in un unico volume. Attualmente sono al lavoro sul quarto capitolo di cui, come per i precedenti, mi occupo della totale realizzazione dei disegni, dalle bozze ai colori.

Arturo Lauria, detto John Moloch: un italiano in America

Il tuo stile è personale ma, com’è naturale, riflette alcune influenze di chi ti ha preceduto. Mi sembra tu ti ispiri prevalentemente ad autori statunitensi (o perlomeno operanti in quel mercato): Mignola, Miller, Zaffino e O’Neill, ma anche sudamericani come Risso. Ce ne vuoi parlare, approfondendo e precisando le nostre impressioni?
Mike Mignola e Frank Miller sono chiaramente le mie fondamenta: nel mio stile è basilare l’utilizzo di pesanti campiture di nero, di soluzioni sintetiche e grafiche e di un talvolta innaturale utilizzo della luce. A ogni modo, con forza, provo a distaccarmi da loro per non subirne la grossa influenza ed il conseguente rischio di diventare l’ennesimo malriuscito surrogato, ma anche perché, almeno per ora, non essendo un autore ma un disegnatore, adoro ricercare delle inquadrature distorte ed esasperate che non trovo nelle loro soluzioni. Jorge Zaffino è un autore che conosco poco, a cui mi sono appassionato di recente ma dal quale ho deciso di distaccarmi per non rischiare di sporcare la mia inchiostrazione su Colonus, trattamento che ho dovuto applicare ad altri autori che adoro come Scalera, Murphy, Zezelj, Nihei e Leon. Tempo fa, quando ero al lavoro su altri progetti in cui sfogavo il mio lato più cartoonesco e funky ero in fissa con Kevin Arturo Lauria, detto John Moloch: un italiano in AmericaO’Neill e altri simpatici personaggi come il sommo Jamie Hewlett, Jim Mahfood, Ashley Wood e Ted Mckeever. Edoardo Risso è il disegnatore da cui cerco di apprendere al momento: il suo utilizzo dei neri, il ritmo dell’alternanza bianco-nero è magnetico. Pura alchimia.

Hai compiuto una scelta professionale importante e leggermente “controcorrente”: lavorare all’estero, ma non per una major (anche se la Dark Horse è un grande editore, rappresenta comunque, in qualche misura, il mondo indie). Ci racconti le tue motivazioni?
È avvenuto tutto per caso. Dopo svariati tentativi in Italia, su suggerimento dei prof ho provato a cercare qualche scrittore in rete, su dei forum del settore: ho caricato i miei lavori migliori specificando il mio gusto personale, il page rate indicativo e il desiderio personale di puntare a case editrici internazionali quali Image, Dark Horse e altre. Ho conosciuto quindi, inaspettatamente, molti scrittori interessanti e sconosciuti, che mi hanno proposto di disegnare le loro storie, da ogni parte del mondo quali il Texas, la California, passando per la Scozia per finire in Grecia. Molti di questi progetti non hanno visto la luce e probabilmente non la vedranno mai, ma alcuni di questi hanno, per vie differenti, trovato un percorso più o meno glorioso verso la pubblicazione.

Arturo Lauria, detto John Moloch: un italiano in America

Hai dei generi che prediligi o “basta disegnare”?
Fantascienza distopica, fantahorror, cyberpunk, noir.

Personalmente, il sottoscritto non è più un grande fan di The Big Bang Theory, celebre sit-com americana, che si strascina ripetendosi da anni, ma resta molto popolare; so che Colunus è apparsa in un episodio (7×14 [149]: “The Convention Conundrum”, 30/1/2014), nelle mani di Howard Wolowitz, uno dei protagonisti. Emozionante?
È stato immenso, purtroppo però non seguendo la serie non ho potuto gustare appieno il gasamento della comparsata. Senza dubbio mi sta garantendo una crescente visibilità grazie alle molteplici interviste che ha scatenato.

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Classica domanda di chiusura: parlaci, più diffusamente che puoi, dei tuoi progetti futuri.a
Bene: devo completare nel modo migliore la prima serie di Colonus, sperando venga accolta bene e che ciò dia la possibilità al nostro progetto di diventare serie regolare e magari chissà, una serie tv. Entro la fine dell’anno devo cominciare a lavorare su Children of the Grave, una storia di anime vendute al diavolo, zombie fangosi, bambini spaventati, nonne sataniche in case solitarie in mezzo a boschi tenebrosi, scritta da Gordon McLean e acquistata qualche mese fa da Titan Books che la pubblicherà sul territorio globale durante il prossimo anno. In dirittura di arrivo è anche Ruin, storia post-apocalittica ambientata in un futuro remoto, disegnata da Ruben Rojas e scritta da Ricky Lanier, ragazzaccio texano, che ha spinto molto il progetto durante il crowdfunding su Kickstarter garantendomi la possibilità di disegnare 30 pagine antecedenti ai fatti della storia principale, su cui lavorerò nei prossimi mesi. Spero che queste esperienze mi diano la giusta spinta per giungere nel campo visivo di personaggi importanti, in particolar modo dell’amato Mike Mignola.

Grazie Arturo. Speriamo di risentirci presto.

Intervista rilasciata via mail a Luglio 2014.

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