Apocalisse per ragazzi: Randagi di Alessandro Mari e Francesca Zoni

Nell’Italia postapocalittica non c’è posto per gli adulti. Tra Il signore delle Mosche e Ammanniti, “Randagi” di Alessandro Mari e Francesca Zoni.

Apocalisse per ragazzi: Randagi di Alessandro Mari e Francesca Zoni

Randagi – Da zero è un fumetto ambientato in un’Italia postapocalittica nella quale un misterioso virus ha eliminato tutti gli adulti. L’opera è l’esordio alla sceneggiatura fumettistica del romanziere Alessandro Mari, autore di Troppo umana speranza (2011), Banduna (2012), Gli alberi hanno il tuo nome (2013) e L’anonima fine di Radice Quadrata (2015). Anche la disegnatrice Francesca Zoni è alla prima opera importante, pur essendo già membro del collettivo La Trama e avendo partecipato a varie pubblicazioni e antologie.

Mari, autore in prevalenza realistico nei romanzi, sceglie così un sotto-genere della fantascienza sociologica piuttosto frequente. L’idea di fondo di un mondo senza adulti riprende il presupposto seminale de Il signore delle Mosche (1952) di William Golding, declinato nel fumetto da L’ultima gioventù (1981) di Carlos Trillo e Horacio Altuna e molto recentemente dal romanzo Anna (2015) di Niccolò Ammanniti.
Lo sviluppo segue senza particolari innovazioni i classici topoi di questo filone: la società si dissolve in una anarchia di bande rivali, tra razziatori, hippie e qualche tentativo di ordine autoritario ma fragile.

Apocalisse per ragazzi: Randagi di Alessandro Mari e Francesca Zoni

La storia viene sviluppata alternando due scenari secondo uno schema che ha qualche corrispondenza anche nel Mari letterario.
Troviamo una continua oscillazione tra i punti di vista di due giovani protagonisti: da un lato, la Napoli nel caos più totale contesa da gruppi di teenager randagi, nella quale si muove Tito, un giovane criminale fuggito dal carcere minorile di Nisida in seguito alla crisi. Dall’altro una nave da crociera di lusso, dove un giovane capitano cerca di mantenere l’ordine con un velleitario dispotismo; qui si trova l’orfana Nina, che deve affrontare la perdita anche dei genitori adottivi e la distruzione del proprio mondo felice.

La parabola dei due ragazzi è simmetrica, forse un po’ prevedibile nella sua programmaticità: Nina si trova costretta a imparare a sopravvivere, mentre Tito, scafato ragazzo di strada, si ambienta con meno problemi nel nuovo mondo crudele ma si crea dei legami che lo pongono di fronte a una dura scelta tra sussistenza e solidarietà, tra l’anarchia di una utopica comune e il caos barbarico delle gang che imperversano tutt’intorno.

Apocalisse per ragazzi: Randagi di Alessandro Mari e Francesca Zoni

Lo spostamento frequente tra i due filoni, pur dinamizzando la narrazione altrimenti molto aderente ai canoni di genere, è a tratti forse un po’ troppo frenetica nei cambi di scenario.
La caratterizzazione delle psicologie dei due protagonisti ha comunque una sua credibilità, anche perché si mantiene qualche asperità genuina: Nina suscita tenerezza ma anche una certa antipatia di fondo; Tito è stato condotto in carcere per un crimine serio, che getta un po’ di ombra sulla sua spacconeria guascona.

I disegni di Francesca Zoni hanno un tratto semplice e pulito, a tratti forse un po’ schematico ma nel complesso funzionale al racconto. La scelta di una delicata mezzatinta grigio-azzurra addolcisce il puro contrasto chiaroscurale, smussando al contempo l’epicità delle scene d’azione. L’impostazione della tavola è molto classica, priva di particolari sperimentazioni, impostata all’italiana su tre strisce, solitamente nella tradizionalissima scansione a mattoncino. Qualche sporadica splash page sottolinea un nuovo scenario o un passaggio significativo.

La conclusione suggerisce una possibile continuazione delle avventure dei due adolescenti, ma potrebbe anche costituire un simbolico finale aperto con cui Mari termina la storia lasciando l’interpretazione al lettore.

Abbiamo parlato di:
Randagi – Da zero
Alessandro Mari, Francesca Zoni
, 2016
192 pagine, brossurato, bicromia – 16€
ISBN: 9788817084888

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