Antonio Serra: vedi Napoli Comicon e…

A Napoli Comicon Antonio Serra partecipa come ospite della Sergio Bonelli Editore all'inizio dei festeggiamenti per i venticinque anni di Nathan Never.

Antonio Serra: vedi Napoli Comicon e...

nasce ad Alghero il 16 febbraio 1963 e muove i suoi primi passi nel mondo dell’editoria e della fiction di carta alla fine degli anni Settanta, quando cura la rivista amatoriale di fantascienza Fate largo. Nel 1982, presso il Centro Culturale cagliaritano “Il Circolo”, conosce Michele Medda e Bepi Vigna, che formeranno con lui quella che, nel mondo della letteratura disegnata, è nota ai più come “la Banda dei Sardi”.
Accomunati dalla passione per il fumetto, i tre fanno parte del gruppo “Bande Dessinèe”(insieme ad altri futuri autori, quali Vanna Vinci e Otto Gabos), per poi entrare da professionisti nel settore vedendosi sceneggiare da Alfredo Castelli alcuni soggetti scritti per
Martin Mystère. Sempre lavorando insieme, Medda, Serra e Vigna realizzano altre sceneggiature per il detective archeologo e per Dylan Dog. Infine, dopo avere elaborato insieme il progetto di Nathan Never e Legs Weaver, si dedicano separatamente alla sceneggiatura delle singole storie. Serra è stato anche curatore redazionale delle due testate, cui si è aggiunta la serie dedicata all’Agenzia Alfa.
Nel 1999, l’Editore Sergio Bonelli approva a Serra l’idea per un “nuovo” personaggio,
Gregory Hunter (un tempo Gregory Hammer, creato all’epoca della “Bande Dessinèe”) che raggiunge le edicole nel 2001. Nel 2007 è alle redini anche del nuovo semestrale legato al mondo di Nathan Never: Universo Alfa. Dal 2005, insieme a Gianmauro Cozzi, lavora sul progetto che, nell’autunno del 2009, esordisce in edicola con il titolo Greystorm, miniserie in 12 albi. Nel 2012 esce Sul pianeta perduto, ottavo numero della collana Romanzi a Fumetti, disegnato da Paolo Bacilieri.

Antonio Serra: vedi Napoli Comicon e...

Partiamo dal motivo della tua presenza al Comicon, per presenziare alla mostra che dà il via alle celebrazioni per i venticinque anni di Nathan Never. Ce ne parli?
Che dire? Vengo a fare festa a Napoli con un legittimo orgoglio: venticinque anni di permanenza in edicola sono un enorme successo. Posso solo ringraziare Sergio Bonelli, che credette nel progetto, la Casa editrice, che ancora oggi lo difende in un mercato sempre più burrascoso, tutti i collaboratori e colleghi che hanno lavorato alla testata in questo quarto di secolo, Bepi e Michele senza i quali Nathan non esisterebbe e, ultimo ma non ultimo, Glauco Guardigli che ha raccolto la difficile eredità di curatore delle avventure dell’Agente Speciale Alfa.

Visto il tema di questo , che opinione hai della sempre crescente ibridazione del fumetto con altre forme di espressione artistica e comunicativa (cinema, TV, letteratura, teatro…)?
L’entusiasmo che mi circonda e che anima molti miei colleghi più giovani, per non parlare della redazione tutta, dice che siamo davanti a una trasformazione positiva che cambierà il volto della nona arte in un modo costruttivo e utile a permettergli di superare i prossimi cento anni.

Vedi Napoli e poi…?
… ci sarà da sgobbare lavorando contromano rispetto a un mondo sempre meno interessato ai “soli” fumetti, come abbiamo già detto. Sono coinvolto in alcuni progetti in diversi stadi di evoluzione, ma, visto che non vedranno la luce prima di un paio di anni, mi sembra comunque un po’ presto per parlarne. Vedremo…

 

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