Ansia in Islanda: Intervista a Hugleikur Dagsson

Ansia in Islanda: Intervista a Hugleikur Dagsson
Hugleikur Dagsson, fumettista islandese, in Italia ha pubblicato un libro per l'ISBN edizioni dal titolo "Cazzo ridi?”. Noto per il suo umorismo controverso, l'autore ci rivela alcuni retroscena del suo lavoro, inclusa l’ansia che si manifesta ogni giorno e il suo modo per affrontarla. Intervista a Hugleikur Dagsson, fumettista, scrittore teatrale e Stand-up comedian islandese che ci parla di processi creativi, censura islamofobica e della sua giornata tipo.

Hugleikur Dagsson, fumettista islandese, laureato all’università delle belle arti di Reykjavík. In Italia ha pubblicato un libro per l’ormai fallita ISBN edizioni dal titolo “Cazzo ridi?” nel 2012. Noto per il suo umorismo controverso Dagsson ci rivela alcuni retroscena del suo lavoro, inclusa l’ansia che si manifesta ogni giorno e il suo modo per affrontarla.

Ansia in Islanda: Intervista a Hugleikur Dagsson
Un fumetto di Dagsson tatuato da un hardcore fan del fumettista

Ho scoperto che esiste una pagina di Wikipedia italia su di te. Dice che hai fatto l’università delle belle arti di Reykjavík, che hai pubblicato in Italia un libro che si chiama “Cazzo ridi?” nel 2012, che il tuo primo nome è  Þórarinn e significa Aquila di Thor, mentre Hugleikur significa gioco della mente e che lavori nel cinema e nel teatro. La domanda è lecita: Cosa vorresti dire al tizio che ha scritto in anonimo le informazioni su di te su Wikipedia?
Direi che è alquanto corretto. Ha dimenticato di dire che suono in una boyband (non sto scherzando) e che Dagsson significa “Figlio del giorno”

Mentre scrivo queste domande, mi sono messo a vedere uno tuoi spettacoli stand-up comedy su Youtube. Hai un ottimo inglese, pensa, lo capisco io che sono italiano. Qual è la differenza tra fare il fumettista e l’ideazione di uno spettacolo stand-up?
Posso fare qualsiasi cosa nei miei cartoon perché non sono vincolato da una reazione del pubblico come avviene sul palco. Nei cartoon sono i miei personaggi a parlare. Sul palco a parlare sono io. Mi posso nascondere dietro i fumetti ma sul palco gli occhi sono tutti su di me. Quindi non posso incupirmi sul palco ma posso provarci fin quando riesco a farla franca.

Quali sono gli artisti che hanno influenzato il tuo percorso artistico o che perlomeno ti hanno spinto a seguire questa strada?
Fumettisti: Johnny Ryan, Sam Henderson, Bill Watterson.
Comici: Sara Silverman, TJ Miller, Eddie Izzard.
Registi: John Waters, Roger Corman, Kevin Smith.

Ansia in Islanda: Intervista a Hugleikur DagssonCome vive un artista in Islanda? Mi fai un resoconto della tua giornata?
Mi sveglio tutti i giorni con una leggera ansia e cerco di cominciare subito a trovare il modo di farla andare via. Ogni giornata di lavoro è differente: in questi giorni sto scrivendo uno spettacolo e un libro a fumetti contemporaneamente. Lo spettacolo è un Musical Heavy Metal ispirato alla mitologia norvegese. Il fumetto è un remake non autorizzato del film “Ricomincio da capo

 

Uno dei punti di forza dei tuoi fumetti è la velocità e i richiami alla cultura pop, ad esempio, come fai quando prendi il titolo di una canzone e lo reinterpreti aggiungendo sangue, peni, morte e cose buffe.  Da dove nascono le tue idee?
Vorrei tanto saperlo. L’idea dei titoli delle canzoni mi è venuta in mente ascoltando “Don’t let the sun go down on me” di Elton John.  Ho avuto questa immagine nella mia testa di un tipo che si fa fare un pompino dal sole. Poi ho cominciato ad immaginare quante canzoni potessi “profanare” in questo modo. Quando lavori come artista da tanto tempo, qualsiasi cosa a cui stai pensando diventa un potenziale progetto.

Hai mai avuto qualche problema di censura in merito ai tuoi lavori?
Si, ma non tanti quanti mi sarebbe piaciuto. Il mio editore inglese ha rimosso 3 battute da uno dei miei libri. Una era su McDonalds, una su Scientology e una sui musulmani. Quella sui musulmani non era per nulla islamofobica. Era una battuta sulla stupidità dell’islamofobia ma non c’è stato verso di far cambiare idea all’editore. Accadde poco dopo la faccenda della minacce di morte al fumettista danese.

Ansia in Islanda: Intervista a Hugleikur DagssonA livello temporale, quanto impieghi tra l’ideazione, la realizzazione, la pubblicazione e la raccolta dei feedback nei tuoi fumetti?
Nei miei primi 5 anni di carriera ho disegnato un libro di 200 fumetti ogni anno. Ora faccio circa 100 fumetti ogni due anni e pubblico una raccolta quando ne ho a sufficienza.

Conosci fumettisti e artisti italiani? Sei mai stato in Italia?
Sfortunatamente non sono mai andato in Italia, ma mi piacerebbe molto (Occhiolino rivolto ai Comicon italiani). Adoro i film italiani, soprattutto il giallo all’italiana degli anni settanta.

 

Quando è che hai capito che facendo fumetti come Anarchy in the UK avresti potuto vivere di questo? Mi racconti come è cambiata la tua vita da quando hai pubblicato online quel fumetto?
La mia vita non è cambiata affatto. Ho solo cominciato a vedere quel fumetto online dappertutto, ma nulla di pazzesco, non mi ha reso ricco o chissacché. Non ho mai capito perché tutti dicono che quella è la mia “hit”. Non è nemmeno il mio lavoro più divertente a mio modesto parere ma è ok suppongo. Sono comunque molto lusingato che alla gente è piaciuto così tanto.

Ansia in Islanda: Intervista a Hugleikur Dagsson

Cos’è la cosa che ti piace di più del tuo lavoro?
Che posso fare quello che voglio. Posso farlo per qualsiasi idea abbia purché la realizzazione non costi molto. E fare le cose in maniera economica è sempre stata una delle mie sfide preferite.

Cosa invece odi di quello che fai?
Odio è una parola forte ma sicuramente non mi piace l’attenzione a volte. Vivo in un piccolo paesino e venir riconosciuto per la strada a volte mi mette ansia. Ma è una lamentela di poco conto.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Ho promesso a me stesso di cominciare a dirigere i miei sketch dal vivo quest’anno e fin quando non lo farò non riuscirò a perdonarmelo. Ma continuerò a fare fumetti e Stand-up comedy fin quando le battute mi verranno in mente.

Dove possiamo trovare tutti i tuoi lavori?
Sul mio sito Dagsson.com. Se siete interessati al mio catalogo vi suggerisco di comprare “I hate dolphins”, “My pussy is hungry”, “You are nothing” and “Think of the Children”. Pure “Darkness surrounds me”, che è in stampa proprio ora.

Grazie di questa intervista. In questo momento quanti gradi segna il termometro in islanda?
Ti sto scrivendo mentre sono seduto su un aereo sulla via del ritorno in Islanda. Mi hanno detto che ora li il tempo fa alquanto schifo. In realtà non vedo l’ora di tornare a casa al mio clima schifoso. Si lavora meglio quando il tempo è orribile.

This interview is available also in english

Intervista rilasciata via mail a maggio 2018.

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